Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Auguri per il 2017

2017Dopo la pausa natalizia (con tanto di scorribanda nel meridione e pranzate di pesce), torniamo alla normalità.

Cioè, non è che la normalità mi piaccia tanto, eh? Mi sono bastati un paio di giorni di “normalità” e già mi sono rotto le palle.

Il fatto è che a gennaio (inizio o fine, vedremo) dovrò tornare a lavorare e io sarei nato per fare il milionario, non per faticare in un ufficio. Se proprio avessi dovuto lavorare, avrei voluto fare lo chef, ma ormai è troppo tardi.

Sfumata la prospettiva della pensione, mi sa che devo mettermi le “gambe in spalla” (come si dice da noi) e fare buon viso a cattiva sorte (oppure la sorte può ancora essere cambiata, in meglio ovviamente?).

Intanto, a febbraio è prevista la pubblicazione del mio libro. Almeno questo è il piano editoriale (uau… rientro in un “piano editoriale”…). Faremo qualche presentazione qua e là e speriamo di movimentare un po’ l’ambiente.

Mi spiace non avere avuto tempo per gli auguri di Buon Natale, per cui adesso auguro BUON 2017 a tutti quanti con questa canzoncina che l’anno prossimo compirà trent’anni (e che mi suscita qualche rimpianto e pure qualche rimorso, ma questo è per l’età).

 

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30 dicembre 2016 Posted by | Pensieri disarcionati, Rimpianti, sogni, Storie ordinarie, Un po' di me, Vita lavorativa | , , , , | 12 commenti

Un voto?

Stasera vado a letto presto.

Sarà una settimana pesante quella prossima.

Settimana di visite e di referti.

Impegnativa anche sul lavoro, perché devo condurre alla fine alcune pratiche prima di starmene a casa.

Impegnativa anche a casa, per tutta una serie di motivi che non sto qui ora a snocciolare.

Pensavo… e se facessi un voto in caso di guarigione?

E’ che non mi viene in mente niente (a parte quello per il referendum…).

Avete suggerimenti?

(Ma non andateci giù pesante, eh? Che se mi salvo dalla malattia, mica voglio lasciarci le penne per il voto…)

Rem – Losing My Religion

2 ottobre 2016 Posted by | Pensieri disarcionati, Salute | , | 18 commenti

Altre due o tre cose…

Perché oggi la gente pare sempre come se fosse alla tv, all’interno dell’arena della De Filippi, dove ci si sbraccia, si urla, ci si scompiscia per il proprio beniamino, senza capire cosa dice/fa/pensa l’altro.

Chissenefrega.

E allora l’altro giorno, dopo che per la seconda volta la mia nuova collega, di fronte a una mia domanda, mi ha dato la risposta (sbagliata, ovviamente) senza lasciarmela finire, le ho detto gentilmente: “Scusa, ma non è meglio se mi lasci finire la domanda, prima di rispondere?

Ha convenuto che sarebbe stato meglio.

E ho detto sarebbe, condizionale. Non come quel senatore che in aula ha detto, rivolto al presidente, “se potrebbe controllare“. Cazzarola – mi sono detto – poi uno s’incazza con i figli perché sbagliano a parlare e scrivere e in parlamento pronunciano queste castronerie? Forse era la fretta, cioè la fretta di approvare una legge che doveva distribuire ai partiti la bellezza di oltre 45 milioni di euro…

Poste-italianeVabbe’, passiamo alle cose serie: la privatizzazione delle Poste.

Cioè, una privatizzazione all’italiana: la vendita di una parte della partecipazione che lo Stato ha nelle Poste. La presidente ha detto che l’ingresso in borsa è un ulteriore servizio ai cittadini. Non ho capito se con il termine servizio intendesse il cesso

Intanto anche nella nostra Provincia hanno chiuso alcuni piccoli uffici postali, quelli che evidentemente avevano un basso “margine operativo”, quelli che stavano nei piccoli paesi o nelle frazioni, dove ci sono tanti anziani, dove bisogneresse incrementare tutte le occasioni di socializzazione e un ufficio postale – aperto, ovviamente – lo è, credetemi.

Ma questo non basta. Pare che in alcune province sia partita la sperimentazione della consegna della posta a giorni alterni: una settimana si consegna al lunedì, mercoledì e venerdì; la settimana successiva al martedì e al giovedì. La terza settimana, vai tu direttamente all’ufficio postale e la quarta settimana ti lanciano la posta da un elicottero, come i petali di rosa al funerale di quello dei Casamonica.

Già da tempo hanno eliminato la consegna al sabato e circolano strane voci sulla posta che potrebbe anche non essere consegnata: “Attenzione! Se hai una lettera troppo leggera o troppo pesante, c’è il rischio che venga cestinata!” Prima di spedire una lettera devi pesarla con il bilancino da orafo.

Pazzesco. Sono capaci tutti di risanare le aziende così. E’ come se io producessi automobili e a un certo punto, per risparmiare sui costi, decidessi di mettere in vendita le auto senza il sedile posteriore. “Tanto uno quando sale in auto cosa usa? Il sedile del guidatore. Al massimo quello del passeggero. E se proprio deve caricare altra gente, be’ il sedile dietro se lo va a comprare per i cazzi suoi!

E poi vogliamo parlare degli ultimi arresti per corruzione? Quelli a Roma (ma ormai non ci si fa nemmeno più caso) e quelli a Milano, mantovaniin regione Lombardia.

Forse qualcuno, vecchio quanto me, ricorderà che, ai tempi di tangentopoli, la Lega Nord sventolava il cappio in parlamento. Ora il Salvini dice che i magistrati milanesi fanno politica e vogliono colpire il buongoverno leghista. Quando uno c’ha la faccia peggio del culo…

A me il Mantovani non m’è mai sembrato un’aquila (scusate il termine di riferimento). Mi è sempre sembrato uno bravo a distribuire favori, prebende, raccomandazioni, spintarelle, insomma cose così. Non certamente un politico degno di governare una regione.

Pare che in cambio dei favori si fotte fatto ristrutturare casa. Si sa, gli italiani sono fissati e cosa non farebbero per la loro casa…

E per finire con un argomento internazionale, vogliamo ricordare che in Medio Oriente hanno ricominciato gli attentati in Israele e la guerriglia tra palestinesi e israeliani?

intifadaCioè, ormai non ci si accorge nemmeno più di come iniziano questi; è come se non avrebbero mai smesso di farsi la guerra (e infatti non hanno mai smesso).

Ma io mi chiederessi: va bene che c’è stata pure la guerra dei cent’anni, ma quelli erano altri tempi, no? Adesso è mai possibile non riuscire a chiudere una controversia in quasi settant’anni?

E’ ovvio che c’è chi soffia sul fuoco e ha tutto l’interesse che questi continuino ad ammazzarsi a vicenda.

Poi mi vengono a dire che l’ISIS guadagna milionate di dollari vendendo petrolio sottobanco. Ma come! C’abbiamo dei satelliti che riescono a vedere anche il tuo buco del culo mentre sei seduto sul water e ci facciamo sfuggire di mano 30-40mila barili di petrolio al giorno (e io non ho mai capito perché il petrolio lo mettono nei barili…)? Ma chi vogliamo prendere per il culo? Secondo me il petrolio dall’ISIS lo compra pure l’ENI.

E mo’ finisco con quest’ultima cosa qui e prometto che questa fosse l’ultima volta che logorroio.

Mesi fa mi è arrivato un accertamento dell’ACI, secondo il quale io non avrei pagato il bollo auto dell’anno 2012.441-bolloauto

Essendo io un cittadino nonché contribuente di immensa dirittura morale, sono andato subito a controllare e ho visto che il bollo auto di quell’anno l’avevo pagato eccome. Soltanto che, avendolo pagato online, nel compilarlo ho sbagliato a scrivere la data di fine periodo: invece di scrivere 12/12 (cioè dicembre 2012) ho scritto 12/13.

Ho quindi risposto all’indirizzo mail segnalato (perché nel mio paese hanno chiuso l’ufficio ACI), chiarendo il piccolo disguido e allegando le copie del bollo auto dell’anno 2012 e dell’anno 2013.

Per tutta risposta un paio di settimane fa mi è arrivato un avviso di pagamento di Equitalia, relativo ovviamente a che cosa? Al bollo auto del 2012, con la richiesta di pagare i 230 euro del bollo oltre a circa 100 euro tra spese, sanzioni, interessi, ecc. Sta diventando una cosa fantozziana. Ora cercherò di chiarire (ma non ho ancora capito con chi) cosa è successo e ovviamente tra sei mesi mi arriverà a casa un decreto di pignoramento…

Saluti a tutte/i (la prossima volta prometto sarò più circonciso…).

Carly Simon – You’re So Vain

15 ottobre 2015 Posted by | Pensieri disarcionati, Storie ordinarie | | 4 commenti

Due o tre cose così…

Dato che i recenti referti della PET (che è una sorta di scandaglio del corpo, mica una pratica sadomaso) e delle analisi del sangue sono risultati negativi e in attesa delle visite dagli specialisti (che spero mi promuovano e poi mi lascino stare fino alla fine dell’anno), mi lancio in alcune considerazioni, sparpagliate qua e là, così, come mi vengono, prima di affrontare la terza settimana lavorativa

uomoalpc2Anzitutto diciamo subito che, dopo un aggiornamento del pc abbastanza problematico di un paio di settimane fa, illo (cioè il pc) si è bloccato e ho dovuto ripristinare il sistema a una data che, secondo me, si colloca tra la prima e la seconda guerra punica.

La ripartenza è stata alquanto lunga e dolorosa e ora la macchina risulta molto più lenta di prima. Inoltre Gugol Crom non funziona più, Fairfox funzionava male anche prima, ragion per cui mi è rimasto Ecsplorer (che da quando lo avvii a quando si avvia passa più tempo che approvare una modifica costituzionale senza Verdini) e Opera, che sto usando adesso, che in passato ho usato spesso, ma sul quale “non ho più la mano”.

Urge una ripulitura della macchina.vendola

Dunque, non si erano ancora chiusi gli strascichi sul gestaccio che un senatore ha fatto nei riguardi di una collega del M5S (che poi però pare che anche quelli del M5S non ci siano andati leggeri con gli insulti alle donne del PD, ma si sa, i grillini appaiono sempre come le verginelle…), che si è aperta la polemica sulla pensione di Vendola.

Che ha fatto il Nichi? Pare che sia andato in pensione a 57 anni, come ex consigliere regionale. Pare anche che dal 2013 questi benefici siano stati cancellati nella regione Puglia (su iniziativa anche dello stesso Vendola), ma che siano rimasti in vigore per gli anni precedenti, ragion per cui il Nichi si becca un assegno di 5.600 euro lordi mensili (che corrispondono, più o meno, a circa 3.000 euro netti).

Dove sta lo scandalo? Tutto regolare, per carità, ma visto che Vendola è comunista, i soliti invidiosi hanno sentenziato: se è comunista, deve rinunciare a questo assurdo privilegio!

dentiera-mobile-superioreSono d’accordo – mi viene da rispondere – ma questo non basta. Troppo comodo. Il comunista deve anche andare in giro in bicicletta (se proprio deve avere l’auto, niente di più di una vecchia Panda), niente vestiti fatti su misura ma solo quelli dei grandi magazzini, tagliarti con l’accetta, niente casa di proprietà (ci mancherebbe altro!) e – per finire – una bella dentiera al posto dei costosissimi impianti dentali che al massimo possono essere riservati a quelli della minoranza PD, che comunisti non sono più (ammesso che lo siano mai stati).

Stavamo quasi per digerire questa diatriba previdenziale, quando è scoppiato lo scandalo degli scandali: il caso Marino.

Dopo mesi e mesi di tiro al piccione nei riguardi del sindaco di Roma, finalmente lo si è beccato in flagrante su una materia che esigerebbe quantomeno il taglio della mano destra: il rimborso degli scontrini per le spese di rappresentanza.ignazio-marino

Gli italiani sono un popolo che non te ne lascia passare uno. Tu puoi sprecare milioni di euro, lasciare centinaia di opere pubbliche incompiute, essere colluso con la criminalità organizzata, essere corrotto, concusso (che devo ancora capire bene cosa significa, perché il correttore di uord continua a sottolinearlo come errore), pedofilo e via dicendo, che non gliene frega niente a nessuno. Ma nel momento in cui vai a una cena di rappresentanza con l’ambasciatore norvegese (tanto per fare un esempio) e prendi una doppia porzione di prugne secche (perché il bifidus dello yogurt stenta a fare effetto), apriti cielo! Ti devi dimettere!

Che poi io non ho mai avuto una particolare simpatia per Marino (e nemmeno per Vendola) e tra me e me non l’ho mai visto molto bene a fare il sindaco di una metropoli come Roma, cioè a coordinare assessori, consiglieri, manager, dirigenti, molti dei quali tirano dalla parte opposta, ma cazzarola, proprio quelli del PD, che stavano infognati fino alla punta dei capelli con i malfattori hanno fatto le pulci sul suo operato? Cioè, il PD che a Roma ha chiuso 35 circoli su 110, evidentemente perché vere e proprie fogne politiche.

E gli altri? La Meloni che ha da starnazzare? Perché non rivolge qualche domandina al suo amico di partito Alemanno, indagato, rinviato a giudizio e scornacchiato alle ultime elezioni amministrative proprio a Roma?

aforisma romano1

I grillini (lo so che non vogliono essere chiamati così, ma chissenefrega) sono dati per favoriti e sono quelli che con gli scontrini ci vanno a nozze. Se hanno persone con gli attributi, le tirino fuori, io non sono certamente prevenuto, certo che mi da un po’ fastidio la loro aria di primi della classe, sempre e comunque.

E i romani? Non hanno proprio niente da rimproverarsi?

Se fossi il legislatore, approverei una legge per la quale un commissario, per “bonificare” un Comune, abbia il potere di sostituire tutti i dirigenti, pagandoli per starsene a casa senza fare danni.

Nel caso di Roma, si potrebbe importare una squadra di dirigenti tedeschi, vigili urbani tedeschi, spazzini tedeschi e così via, così ci faremmo quattro risate.

Poi, tra uno scontrino e l’altro, i giornali e la tv hanno trovato anche il tempo di informarci che gli esportatori internazionali di democrazia hanno bombardato un ospedale di MSF, in Afghanistan.

Diciamocelo: è chiaro che il metodo più semplice per evitare il diffondersi di batteri è quello di radere al suolo gli ospedali, no? Costa meno ed è più radicale.kunduz

Però la grande esportatrice internazionale di democrazia, per tagliare la testa alle polemiche, ha pensato bene di criticare pesantemente i russi, che hanno iniziato a bombardare in Siria, secondo loro non l’ISIS, ma gli oppositori di Assad, che sono finanziati dagli americani. Dopo qualche giorno, però, gli stessi americano hanno annunciato che smetteranno di spendere milioni di dollari per addestrare e rifornire i cosiddetti oppositori “moderati” di Assad, perché pare che questi ultimi poi passino con l’ISIS con armi e bagagli.

Che poi, parliamoci chiaro, l’America, la nostra beneamata America che se non ci fosse stata lei noi europei saremmo ancora governati da Adolfo, sta perdendo colpi su colpi. L’ultima che ho letto, per esempio, è che si stanno facendo soffiare dai cinesi anche gli appalti per il GPS. Non c’è più religione.

Non solo non c’è più religione, ma non c’è nemmeno più pudore.

Cioè, la gente quando deve giustificare l’ingiustificabile, non è che chiede scusa e ammette l’errore. No. Tira fuori giustificazioni che sono delle vere e proprie prese per il culo.

augurioOggi per esempio, tanto per dire l’ultima, sentivo in tv un giornalista che intervistava un dirigente pubblico che, insieme ad altri, è stato rinviato a giudizio perché si faceva timbrare il cartellino dai colleghi.

Come si è giustificato questo idiota?

Ha detto – traduco – che lui avrebbe dimostrato al giudice che non aveva compiuto alcuna irregolarità, perché nel suo ufficio c’era molta confusione, i cartellini stavano tutti ammassati da una parte e allora i sottoposti, per evitare il viavai, in segno di benevolenza (ha usato proprio questo termine) verso i superiori, si recavano a timbrare anche il loro cartellino.

E il giornalista annuiva, invece di rispondere ma ce stai a pija’ pel culo?

E tanto per finire questa logorroica logorrea domenicale, oggi mentre facendo benzina all’iperself, pensavo questo. Perché c’è il sistema del “ti servi da solo e risparmi” solo per la benzina? Non si potrebbe fare, per esempio, anche nei supermercati per i salumi? Oppure nei ristoranti: cucini direttamente tu e risparmi. Cioè, il mondo va verso il self, quello che per noi buzzurri sarebbe il fai da te.autoerotismo

Che poi, diciamocelo tra noi, il self in alcuni casi è da sempre molto diffuso. Per esempio, sul piano sessuale: si inizia con il fai da te e in molti casi si prosegue così per tanto, ma tanto tempo…

A differenza di tante altre attività, non provoca danni nell’ambiente circostante.

Non vale per conseguire prima la pensione (anche se forse uno “sconto” previdenziale lo meriterebbe).

Non necessita di rimborso spese, con relativi scontrini, nel senso che non necessita di strumenti particolari (se si vogliono, sono comunque opscional).

E, per finire, non fa nemmeno bombardare i nemici, anzi, forse rende più disponibili nei confronti dell’altro.

E se avete avuto la forza e la pazienza di arrivare fino in fondo a queste schizofrenate, ricordate che

siete sempre nei miei pensieri, così…

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11 ottobre 2015 Posted by | Pensieri disarcionati | | 24 commenti

Galeotto fu il peperone!

cuoco2Non so se vi è mai capitato di pensare che se un determinato avvenimento fosse accaduto un giorno prima o un giorno dopo (o anche un minuto prima o un minuto dopo), la vostra vita avrebbe potuto essere completamente diversa.

Beh, io questa impressione l’ho avuta diverse volte.

Ho l’impressione di avere avuto dinanzi a me diversi “bivii” e chissà se ho sempre preso la direzione giusta. E poi ho anche l’impressione che alcuni accadimenti siano arrivati troppo tardi, quando ormai avevo preso una determinata direzione.

Uno di questi è stato un peperone

No, non c’entra niente la digestione.

Io, com’è risaputo, avrei tanto voluto fare il cuoco. Forse anche lo chef, nel senso che avrei anche potuto dirigere una cucina, anche se avrei comunque preferito “sporcarmi le mani” direttamente.

Avrei potuto cucinare in qualche ristorante di classe, su qualche nave da crociera diretta a Honolulu, oppure avrei potuto spandere gli aromi in qualche mensa della Caritas, il tutto con lo stesso impegno (anzi, forse in quest’ultimo caso avrei avuto più soddisfazioni…).

Orbene, dovete sapere che fino agli inizi degli anni novanta per acquisire la qualifica di “cuoco” occorreva frequentare un corso di formazione autorizzato dalla Regione e tenuto da un ente di formazione accreditato. Credo che il corso durasse alcuni mesi (forse sei, oppure nove) e un certo numero di ore, con frequenza obbligatoria ed esame finale. Tutti i cuochi della mia azienda avevano e hanno tuttora questa formazione, essendo stati assunti oltre vent’anni fa.

L’ultimo concorso venne effettuato nel 1992 e aveva l’obiettivo di “stabilizzare” alcuni dipendenti precari. Da poco assunto, finii a fare il segretario della commissione di concorso. Ricordo che la commissione era formata da un noto dietologo della città (un omone grande e grosso, di oltre cento chili di peso), la titolare di un ristorante della zona (appena formatasi da maestri chef della nouvelle cousine) e il capocuoco di una struttura assistenziale della zona (gay, tanto per rispettare tutte le possibili tendenze culinarie).

Ovviamente la prova pratica consisteva nel cucinare un pasto completo, con le dosi e gli ingredienti messi a disposizione dalla commissione. Ogni candidato doveva preparare un pasto diverso dagli altri: a chi toccò il risotto, a chi la polenta, a chi la pasta, ecc. (i candidati erano comunque pochi, quattro o cinque se non ricordo male).

Alla fine, la commissione soppesò, annusò e ovviamente assaggiò. E io,  pur non facendovi tecnicamente parte, partecipai comunque all’assaggio, da buon trentenne sempre affamato.

Orbene, che c’entra il peperone, vi chiederete voi?straccetti

C’entra, c’entra…

Una candidata preparò gli straccetti di pollo in crema di peperoni.

Orbene, il mio giovane palato rimase estasiato da quei peperoni, dalla delicatezza di quel sugo, dalla morbidezza del pollo che si scioglieva in bocca.

I miei sensi rimasero talmente impressionati, meravigliati, turbati che, dopo aver scartato l’ipotesi di fidanzarmi con la cuoca autrice di quel piatto paradisiaco, presi una decisione: da grande voglio fare il cuoco!

E così, passata l’eccitazione peperonesca, decisi di informarmi sulle modalità per acquisire la tanto sospirata qualifica di cuoco, combinandola con la mia attività lavorativa, quando mi arrivò la doccia gelata: “Mi spiace – mi dissero – ma i corsi di formazione di cuoco sono stati aboliti. D’ora in avanti occorre frequentare la scuola alberghiera“.

Ci rimasi malissimo.

Non presi nemmeno in considerazione l’ipotesi (prima scartata) di fidanzarmi con la cuoca.

Il peperone è arrivato troppo tardi” pensai e me ne feci una ragione.

Se non fosse stato così, in questo momento forse starei su una nave diretta a Honolulu, forse in condizioni migliori di quelle nelle quali mi trovo adesso…

Il cuoco pasticcione

 

2 marzo 2015 Posted by | Pensieri disarcionati, Ricordi, Storie ordinarie, Un po' di me | , , , , , | 28 commenti

Il mistero della carta igienica giapponese

carta-igienicaAnni e anni fa, quando ancora stavo su un’altra piattaforma bloggara, scrissi un post nel quale descrissi brevemente alcune mie fobie spesaiole.

Vi sono alcuni generi (alimentari e non) per i quali io sono terrorizzato dall’idea di rimanerne sprovvisto; uno di questi è la carta igienica.

Quando le mie scorte scendono al di sotto di cinque-sei rotoli (oppure due-tre rotoloni) io già metto in programma l’acquisto della scorta, il che significa uscire dal supermercato di turno con una mega confezione di rotoli bianchi e/o colorati (da quali fattori psicologici dipenda la scelta del colore dei rotoli, non l’ho ancora approfondito a sufficienza).

Orbene, a giustificazione di questa mia fobia, oggi ho letto che il ministero dell’economia giapponese ha raccomandato i cittadini del sol levante di fare approvvigionamento di carta igienica per almeno trenta giorni.

E il perché rimane un mistero.

Pare addirittura che il ministero abbia chiesto alle maggiori aziende del settore di produrre rotoli speciali, senza il cartone centrale e lunghi circa 150 metri: sei di questi rotoli dovrebbero bastare per una famiglia per un mese.

Qualcuno sospetta che questo consiglio delle autorità dipenda dal fatto che quasi la metà della carta igienica prodotta nel paese arriva da una zona altamente sismica; altri che in caso di disastri ambientali la gente trascuri di dotarsi di questo prodotto, trovandosi costretta a utilizzare materiali che metterebbero a rischio gli scarichi e le fognature.

Ma la cosa ancora più strana è che questo consiglio arriva a una popolazione che per la maggioranza è ormai dotata di wc ad alta tecnologia, i cosiddetti washlet, che lavano, asciugano, deodorano, profumano, idromassaggiano, attutiscono i rumori indesiderati, diffondono musica, il tutto senza interventi manuali e ovviamente senza bisogno di utilizzare carta igienica. E hanno pure la funzione di riscaldamento della ciambella, estremamente utile in inverno, perché la ciambella del wc rimane sempre misteriosamente fredda, anche se portate la temperatura di casa a livelli africani.

Ecco, leggendo questa notizia mi sono sentito anch’io un po’ giapponese.

E non capisco come mai anche il governo italiano non diffonda una simile raccomandazione, considerato come siamo nella merda.

Però devo dire che sono due giorni che ho mutato abitudini in materia: tendo a utilizzare il bagnetto piccolo, da me sempre ignorato, al posto di quello principale.

Sarà voglia di intimità?

Mah… La vecchiaia…

Biancaneve

14 dicembre 2014 Posted by | Pensieri disarcionati, Questa poi... | , , | 15 commenti

Questo significa prendere atto della (dura) realtà…

Al mondo ci stanno tante donne,

ma non tutte ci stanno.

(Totò)

E con questa me ne vo’ a leggere Jane Eyre, che merita, merita…

3 giugno 2013 Posted by | Pensieri disarcionati, Sani principi, Un po' di me | , , | 32 commenti

Ricordatevi…

… di spostare in avanti le lancette di un’ora, stanotte.

Per chi non è tecnologicamente avanzato come il sottoscritto, che c’ha un orologio che è perennemente collegato con un enorme radar tetesko che lo tiene aggiornato continuamente.

Che poi il mio è uno di quegli orologi che ricaricano la batteria con l’energia solare, quindi se viene lasciato in un cassetto, il display si spegne, per risparmiare energia.

Allora per farlo ripartire, bisogna rivolgerlo verso la luce, ma se è notte è un casino (però uno potrebbe chiedersi: che bisogno c’è di cercare di riaccendere un orologio nel bel mezzo della notte?).

Io, per la verità, sono sempre stato innamorato degli orologi swatch, ma questo qui rappresenta, come dire… mi fa sentire più collegato con il resto del mondo, ecco. E’ un piccolo momento di vita sociale, insomma.

In questo momento, per esempio, si è appena collegato con la Merkel.

Speriamo bene… Che non mi faccia storie per lo spread…

28 ottobre 2012 Posted by | Questa poi... | | 29 commenti

Dimenticare…

Volevo commentare un po’ tutto ‘sto merdaio politico che ha investito il Lazio (ma è soltanto l’ultimo atto di una tragicommedia infinita), ma stasera la mente vaga per altri lidi. E’ una sera di pensieri disarcionati.

Da qualche settimana mi ritrovo, a volte, a cercare nei meandri della mia memoria scene della mia precedente vita a tre.

Rovisto, frugo, armeggio, setaccio, ma non trovo niente.

Cioè, intendiamoci. Di immagini ne trovo alcune (poche, a dire la verità), ma tutte collegate a situazioni particolari. Quelle che non ritrovo più sono le scene di ordinaria quotidianità.

E’ come per il servizio militare: era un anno buttato, che ti segnava la vita, ma una volta finito te ne dimenticavi, per ricordarti soltanto di alcuni episodi piacevoli, legati alle compagnie createsi in quel periodo.

Ho anche provato a chiudere e gli occhi e concentrarmi, ma non c’è niente da fare.

Un mio amico è solito dire (e io concordo) che l’essere umano si abitua a tutto. Forse bisognerebbe anche aggiungere che noi ci abituiamo a tutto perché di tutto ce ne facciamo una ragione. Forse il nostro corpo (mente compresa) si resetta più facilmente di quanto pensiamo, per avere le energie per guardare e andare avanti.

Nei primi momenti, la cosa mi aveva lasciato un po’ disorientato, poi pian piano ho capito che è meglio così. E che sarà così.

24 settembre 2012 Posted by | Pensieri disarcionati, Un po' di me | , | 46 commenti

Scioc!

La riduzione del periodo feriale (cioè di ferie) da tre a due settimane (una piccola spedinreviù nostrana…) non è bastato a evitare lo scioc da rientro.

Che poi il rientro è sempre un momento di presa di coscienza (o coscenza? no, le cosce sono tutt’altre cose…) di cose che uno aveva dimenticato che esistessero e che invece gli ritornano prepotentemente sul muso.

Per esempio, notare che in due settimane i problemi che avevi lasciato lì, ci sono ancora tutti; nessuno che se ne sia andato per i fatti suoi. Eppure io sono uno che i problemi li lascia liberi, sono un libertario, insomma (o un libertino? no, quella è tutt’altra cosa…).

Per esempio, notare che le prime pagine dei giornali si dividono tra il Monti/dopoMonti/forseMonti/seMonti (un tempo, tanti ma tanti anni fa, il termine “monti” indicava un verbo e un’azione molto più piacevole. Forse qualcuno ricorderà che c’era anche un fumetto, “il montatore“, ed era uno che compiva manovre moooooolto diverse…) e il grillino Favia che va in tv a dispetto del suo leader (Favia chi? io le prime volte lo scambiavo per Lavia, l’attore, quello che non capivo perché avesse l’aria sempre incazzata, pur avendo sposato la Guerritore…).

Per esempio, scoprire che la vita sarebbe molto più semplice se le procedure per disfare una cosa fossero le stesse che servono per farle (per esempio: tu puoi disporre un addebito permanente sul tuo c/c al telefono, ma per revocarlo devi andare quantomeno dal notaio).

Per esempio, riuscire a capire almeno il 10% della psicologia femminile (vabbè, mi accontenterei anche del 5%, che sarebbe già un successo…).

Insomma, sono ancora un po’ in confusione.

Avrei bisogno di un periodo di riposo…

Miusic, sciorbole!

10 settembre 2012 Posted by | Pensieri disarcionati | , | 30 commenti