Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

L’avventura d’un povero cristiano

Questo libro è stato una piacevole, ma che dico piacevole, piacevolissima riscoperta.

Ristampa Oscar Mondadori del 1975 (quando la Mondadori era la Mondadori), ricoperto con una sottile carta plastificata (da giovane ero solito ricoprire alcuni libri, ma ora mi chiedo: dove andavo a prendere quella carta? mah…), questo libro rappresenta una pietra miliare nella letteratura italiana della seconda metà del novecento, così come lo era il suo autore.

L’avventura d’un povero cristiano, si sa, racconta la storia di fra Pietro Angelerio da Morrone, eletto Papa nel 1294 e dimessosi dopo qualche mese di pontificato, il famoso Celestino V.

Il libro è redatto sotto la forma di testo teatrale e contiene, all’inizio, un breve saggio nel quale Ignazio Silone spiega le ragioni della sua ricerca e della sua opera.

Ricordiamo che siamo nel 1968 e si sente ancora nell’aria il profumo del pontificato di Giovanni XXIII e nella parte finale di questo saggio d’apertura, Silone si propone di spiegare la propria posizione “nei confronti della Chiesa d’oggi“.

La collocazione di Silone è simile a quella di coloro che, dopo aver ricevuto la consueta educazione religiosa, si sono poi allontanati dalla Chiesa “spinti da insofferenza contro l’arretratezza, la passività o il conformismo dell’apparato clericale di fronte alle scelte serie imposte dall’epoca“.

Silone era nato nel 1900 e tra i diciassette e i vent’anni, in un periodo di miseria e disordini sociali, di violenze e d’illegalità d’ogni specie, i vescovi trattavano “dell’abbigliamento licenzioso delle donne, dei bagni promiscui sulle spiagge, dei nuovi balli d’origine esotica e del tradizionale turpiloquio“.

Scandalo insopportabile lo definisce: “Come si poteva rimanere in una simile Chiesa?

Parole chiare e nette; linguaggio nitido e semplice. Perché una caratteristica che colpisce in Silone è la semplicità del suo linguaggio, e al contempo la profondità delle sue parole e dei suoi concetti.

Ora la Chiesa si è mossa, scrive, e tanto meglio, ma il suo distacco persiste.

Perché?

Perché standone fuori, i dogmi perdono il loro prestigio e finiscono per manifestarsi per quello che sono: le verità esclusive della Chiesa… la sua ideologia. Non più la parola del Padre ai suoi figli, ma prodotto storico di una determinata cultura, una sovrastruttura. “Ma che diventa il povero Cristo in una sovrastruttura?

Fortunatamente – conclude – Cristo è più grande della Chiesa“.

Leggendo questo libro, s’ha da pensare: non dico tutti, ma se almeno un Papa su dieci fossero stati come Celestino V, forse la storia del mondo sarebbe stata diversa.

Lando Fiorini “La società dei magnaccioni”

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9 dicembre 2017 Posted by | Libri, Un po' di me | , | 8 commenti

Il vampiro

Il primo testo nel quale compare la figura del vampiro è questo racconto di John William Polidori, nato a Londra nel 1795 e morto nel 1821, all’età di soli 26 anni.

Segretario e medico personale di Lord Byron, il suo racconto, pubblicato nel 1819, venne dapprima attribuito proprio a Byron e destò scalpore in tutta l’Inghilterra, gettò scompiglio negli ambienti letterari ed ebbe un grande successo, dentro e fuori l’Inghilterra.

Quello di Polidori è un vampiro bello, tenebroso e maledetto, aristocratico e inserito  nell’alta società, che provoca la morte nelle sue vittime e la pazzia nel protagonista della storia. In questo racconto si ritrovano molti di quegli elementi contenuti nelle storie di vampiri raccontate successivamente, nei libri o al cinema.

Ma esistono veramente i vampiri?

Nessuna persona razionale può ammettere che possano esistere esseri soprannaturali che vivono bevendo sangue fresco.

Non potevano ammetterlo nemmeno i cinque ufficiali austriaci (dei quali tre erano medici) che nel 1732 a Belgrado hanno compiuto la dissepoltura di persone morte settimane prima. Se in alcuni casi i cadaveri erano decomposti, come naturale, in altri casi apparivano in ottime condizioni, incorrotti e, sezionati, presentavano sangue fresco extravascolare.

La questione del vampirismo nasce nella seconda metà del 18° secolo. Per oltre quattro secoli la parte orientale dell’Europa era rimasta soggiogata ai turchi. All’inizio del 18° secolo i turchi abbandonano la Serbia e vi tornano gli austriaci, che si accorgono dello sviluppo di una nuova superstizione: il disseppellimento di corpi ai quali veniva recisa di netto la testa, in quanto vampiri.

Leggende di morti viventi erano presenti già nell’antica Grecia e identificati con streghe cannibali.

Altre leggende risalgono al 12° e 13° secolo e sono ambientate in Inghilterra e in Scozia.

In tutte queste leggende i vampiri sono più che altro fantasmi che più che il sangue succhiano energie ai viventi. Per liberarsene, occorre dissotterrare il loro corpo (che si presenta intatto), tagliargli la testa e bruciarlo completamente, disperdendone poi le ceneri.

Nel caso in cui veniate visitati/e di notte da un vampiro, sappiate che succhiare il sangue non è il suo obiettivo primario (chi vuole intendere, intenda…).

Per questo a volte, di notte, si sentono grida del tipo: “mio bel vampirone!” (o vampirona, a seconda dei casi).

Nosferatu

26 novembre 2017 Posted by | Libri | | 10 commenti

Omero, Iliade

Libro scritto per essere letto in pubblico, secondo me non rende bene la “potenza” letteraria dell’Iliade.

Contiene però, alla fine, alcune considerazioni sulla guerra.

L’Iliade è un libro che magnifica, esalta la guerra. Ma dà anche voce al desiderio di pace delle donne, al loro dolore.

La guerra – scrive Baricco – è bella. Se non fosse così bella, perché gli uomini, dopo averne fatte di infinite, continuerebbero a farla?

Occorre trovare qualcosa di più bello da fare.

Io, modestamente, qualche idea in proposito ce l’avrei…

(Cucinare)

🙂

24 novembre 2017 Posted by | Libri | | 9 commenti

Germinale

Ma è mai possibile che per leggere un buon libro occorre andare indietro fino all’ottocento?

E poi magari si trovano capolavori come questo di Emile Zola, che lasciano quasi sensa fiato.

Germinale è stato pubblicato nel 1885 ma è più attuale di tante ciofeche che riempiono le classifiche letterarie dei giornali. Racconta la vita e la storia di un villaggio di minatori nella secondo metà dell’ottocento in Francia, le loro condizioni di vita, le loro sofferenze, i loro desideri e lo sciopero con  il quale cercano disperatamente di migliorare la vita loro e dei loro figli.

Ma siamo agli inizi della diffusione delle idee socialiste e comuniste e la lotta dei minatori si scontra con la durezza delle posizioni della società mineraria, dei padroni.

Non esito a dire che nelle ultime duecento pagine (su un totale di cinquecento) diventa difficile staccarsi dalla lettura.

Zola non compie particolari sforzi per farci simpatizzare con i minatori, ma il suo stile narrativo ci porta inevitabilmente dalla loro parte. E quando descrive le condizioni di vita dei borghesi, dei padroni della miniera, si capisce quanto il romanzo sia attuale ancora oggi: “Bastano i primi 8 ‘Paperoni’ del pianeta per fare la ricchezza dei 3,6 miliardi più poveri. E’ quanto calcola il rapporto Oxfam – la ong britannica attenta all’economia sociale – che conferma il dato che emerge dal 2015: l’1% dei più facoltosi al mondo possiede quanto il restante 99%“.

Forse per la prima volta i poveri, gli straccioni sono i protagonisti di un romanzo e al loro interno le donne occupano un posto fondamentale: doppiamente sfruttate, dai padroni e dagli uomini, dai mariti e dagli amanti.

Ma se i minatori di Zola vengono sconfitti, la loro speranza di un mondo migliore riesce comunque a camminare, anche incespicando, compiendo errori, arretrando sotto i colpi dell’avversario.

Insomma, un libro da leggere assolutamente.

Ennio Morricone – Cinema Paradiso

22 ottobre 2017 Posted by | Libri | | 9 commenti

Meridiano di sangue

Avete presente quando vi consigliano un libro definendolo un capolavoro?

E magari ve lo raccontano anche, esaltandone alcuni personaggi o alcuni passaggi.

E magari il libro fa parte di un genere (western) che a voi piace, per lo meno al cinema.

E alla fine decidete di comprarlo.

Bene, a me è successo con “Meridiano di sangue” di Cormac McCarthy.

Non vado matto per la letteratura americana, però a volte (poche) ho incontrato alcune piacevoli sorprese.

Con questo spirito mi sono immerso, durante le mie vacanze, nella lettura di questo libro, acquistato proprio durante le ferie.

Beh, avrei fatto meno fatica a scaricare un camion di sacchi di patate.

Forse sono io che non l’ho capito. Qualcuno l’ha addirittura definito “epico”. L’ho letto tutto per curiosità, per vedere come andava a finire, e manco quello sono riuscito a capire!

E’ un libro senza una vera e propria trama, pieno zeppo di descrizioni dei luoghi del vecchio west, abbastanza violento (com’era violento il far west), con i dialoghi a volte mischiati al testo. A volte mi sono perso, ma non ho avuto il coraggio di tornare indietro a rileggere.

Spero di avere più fortuna con “Non è un paese per vecchi“, dello stesso autore. dal quale una decina d’anni fa è stato tratto un ottimo film, che ha vinto pure tre Oscar.

 

10 settembre 2017 Posted by | Libri | | 6 commenti

Se questo è un uomo

Questo libro è un antidoto.

Un antidoto al razzismo che avanza, all’intolleranza, al disprezzo per gli altri, per i “diversi“. Soprattutto in questa giornata, nella quale si ricorda la strage alla stazione di Bologna.

A leggerlo – o rileggerlo – si sente il freddo di Auschwitz entrare nelle ossa; si sente la puzza delle latrine da svuotare al mattino; si sente il peso degli zoccoli di legno che affondano nel fango. E  soprattutto si sente la malvagità, la barbarie, in una parola il male che ci circonda e che non riposa mai, ma proprio mai.

A molti, individui o popoli, può accadere di ritenere, più o meno consapevolmente, che “ogni straniero è nemico”. Per lo più questa convinzione giace in fondo agli animi come una infezione latente; si manifesta solo in atti saltuari e incoordinati, e non sta all’origine di un sistema di pensiero. Ma quando questo avviene, quando il dogma inespresso diventa premessa maggiore di un sillogismo, allora, al termine della catena, sta il Lager.

Quali parole più chiare e più efficaci si possono pronunciare?

Primo Levi non era religioso. Forse per questo riesce a descrivere la sua esperienza nel Lager con tanta semplicità e al contempo con tanta efficacia. Perché non cerca spiegazioni soprannaturali al male, anzi, di spiegazioni non ne cerca proprio, almeno non in questo libro. Lo descrive semplicemente, raccontando i tentativi disperati di resistervi, pur senza alcuna speranza nel domani.

E se pensiamo che Einaudi ha rifiutato di pubblicarlo un  paio di volte (lo farà soltanto nel 1958, oltre dieci anni dopo la prima uscita), si capisce quanto gli editori e i loro consulenti a volte prendano cantonate pazzesche.

 

2 agosto 2017 Posted by | Libri | | 3 commenti

Storia d’Italia dal risorgimento ai nostri giorni

L’Italia si è formata per effetto di una serie di eventi casuali?

Per una serie di circostanze fortuite?

Probabilmente sì, e questo spiega molte cose, anche attuali.

Abbiamo unificato il Paese in parte con l’acquiescenza degli altri Paesi, in parte con l’inganno.

Per decenni si è cercato un elemento unificante degli italiani, cioè dei piemontesi, dei lombardi, dei veneti, dei toscani, dei napoletani, dei siciliani, dei sardi.

Qualcuno lo ha cercato costruendo strade e ferrovie; qualcuno accentrando il potere e nominando prefetti in tutto il paese; qualcun latro ancora stimolando la partecipazione alla guerra, ma non c’è stato niente da fare.

L’italiano non esisteva e non esiste (e non parlo della lingua). Non è mai esistita una forte borghesia produttiva che facesse politica con un proprio partito, bensì un partito di ispirazione cattolica e assistenzialistica, di centro. Ecco perché in Italia non abbiamo mai avuto un serio e coerente partito di destra o di centro destra, come hanno tutti gli altri Paesi europei. E la sinistra? Divisa per anni in due, tre, quattro partiti, in parte perennemente al governo e in parte perennemente all’opposizione, non è mai riuscita a formare quel partito di sinistra o di centro sinistra capace di confrontarsi con il rivale, in un gioco di alternanza che è l’unica garanzia di buon governo che abbiamo (cioè la possibilità che chi governa male venga mandato a casa e sostituito da un altro, e così via).

La nostra cultura politica non si fonda sull’alternanza, bensì sul trasformismo: essere buoni per tutte le stagioni.

Buona settimana a tutte/i.

Musica!

16 luglio 2017 Posted by | Libri, Manate di erudizione | , | 2 commenti

I tre moschettieri

Forse ho già scritto da qualche parte che quando i problemi sul lavoro si fanno complicati, io ho bisogno di tuffarmi in storie appassionanti e intriganti, per distogliermi da loro.

Devo fare navigare la mente verso altri lidi, meglio ancora se in compagnia di eroi senza tempo.

E così è stato in queste ultime settimane, nelle quali mi sono immerso nella storia de I tre moschettieri, di Alexandre Dumas.

Una volta acquisita qualche breve informazione sulla Francia del seicento di Luigi XIII (un re che mi ricorda molto il principe Carlo d’Inghilterra, cioè un po’ coglione), del cardinale Richelieu (un gran bastardone, anzi proprio un figlio di buona donna), di Anna d’Austria (una bellissima regina trascurata dal suo consorte… povera…), ecco che seguire le avventure dei quattro amici di spada diventa quasi un gioco da ragazzi.

Perché c’è un filo comune che lega tutta la storia: è quello della fedeltà e dell’amicizia.

Ancora prima delle leggi, delle gerarchie, della cieca obbedienza, c’è il vincolo di fedeltà al quale i moschettieri rispondono, in un clima di esuberanza e di baldanza e di profondo legame tra loro.

Mi sono immaginato il romanzo pubblicato a puntate, con quanta trepidazione i lettori dovessero attendere l’uscita della puntata successiva.

Athos, Porthos, Aramis e D’Artagnan mi hanno fatto tornare indietro nel tempo, in un regno della fantasia nel quale dimenticare per un po’ di tempo tutti i casini del nostro bislacco mondo.

P.S.: non l’ho scritto, ma se volete lo confesso, ma non spifferatelo in giro. Io mi sento molto D’Artagnan!

29 maggio 2017 Posted by | Libri | | 12 commenti

Il vecchio e il mare

Sarà che non amo particolarmente la letteratura americana (a parte alcune eccezioni), ma io il motivo di tanto successo di questo libro proprio non l’ho capito.

Mi sono accorto che si legge facilmente, che ha uno stile asciutto, una prosa coinvolgente.

Ho anche cercato di calarmi nella figura del vecchio, ma niente.

Non è un giudizio sull’autore, ma sul libro specifico.

Forse mi sfugge qualcosa…

P.S.: domani mare mare!

Però ho un brutto presentimento…

 

22 aprile 2017 Posted by | Libri | | 8 commenti

E anche questa è fatta…

Ieri pomeriggio c’è stata la prima presentazione ufficiale di Bibúlo2.

In un certo senso è stato un successo, perché la sala era piena di gente e tutti quelli che l’avevano già letto si sono sperticati in lodi per la storia, per le descrizioni dei personaggi, per i dialoghi.

Ho firmato un sacco di dediche (non so bene cosa ho scritto, spero di non avere fatto danni) e rivisto persone che non incontravo da anni.

Non solo.

Molti mi hanno detto: “Ci vediamo qui per la seconda puntata, ma non fra dodici anni! Prima!” (dodici anni è il tempo che ci ho messo per scriverlo, anche se le pause sono state parecchie – qualcuna anche forzata).

Con il mio amico bibliotecario, mio ex compagno di classe, ci siamo salutati affettuosamente e lui (che è persona di grande cultura) mi ha sussurrato: “Hai creato un personaggio. Bibúlo ormai deve proseguire”.

C’era anche la piccola, che ha ricevuto un sacco di complimenti per come è cresciuta, per come si è fatta bella.

E il mese prossimo si replica, stavolta in una libreria della città

Dopo un aperitivo con qualche amico/a, sono tornato a casa e dopo cena sono crollato: mi sono infilato sotto le coperte alle dieci con un libro in mano e mi sono risvegliato alle tre di notte, con lo stesso libro nella stessa posizione (e alla stessa pagina).

Ho pensato un pochino: tutto sarebbe stato perfetto, tutto sarebbe perfetto, se…

Musica

9 aprile 2017 Posted by | Libri | | 17 commenti