Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

L’ambulanza

Qualche giorno fa, tornando dalla città, mi sono trovato ad avere davanti un’ambulanza della Pubblica Assistenza che percorreva la mia stessa strada, diretta al mio stesso paese.

Mi è tornato in mente quel giorno di maggio 2015 (era lunedì 25, se non sbaglio). La settimana precedente ero stato ricoverato nell’ospedale del mio paese perché avevo smesso completamente di mangiare e di bere, a causa della terapia radio-chemio. Dopo una settimana di sospensione delle cure, mi ero un po’ ripreso e quel lunedì proprio un’ambulanza della Pubblica Assistenza mi portò all’ospedale in città, a riprendere le sedute di radioterapia.

Il giorno dopo mi dimisero dall’ospedale e avrei affrontato le ultime settimane di terapie, le più pesanti.

Mentre osservavo quell’ambulanza che, tranquillamente, percorreva la provinciale, mi tornavano in mente le parole dell’ultimo medico che mi ha visitato: “Lei è quello che si può definire un paziente tecnicamente guarito, ma si ricordi che il pericolo di una recidiva è sempre dietro l’angolo“.

Pensavo a quella collega che, a un mese dalla pensione, le hanno diagnosticato un cancro al seno. Piccola e minuta com’è, spero che abbia la forza di affrontare le terapie successive all’intervento chirurgico.

E pensavo a quell’altra collega che, dopo un anno dalla pensione, le hanno diagnosticato cellule iperplastiche che forse – molto probabilmente, quasi sicuramente – evolveranno in un cancro. Quella che anni fa si era messa a piangere perché aveva una “macchia” sulla tiroide, poi rivelatasi innocua.

Cose della vita. Fatti. Esperienze che la vita la cambiano. Che lasciano il segno.

Un segno profondo.

P.S.: che cucino stasera per cena? Polenta e merluzzo? Ci starebbe in frigo una confezione di minestrone di verdure fresco fresco, ma mi attizza di più la polenta. Magari il minestrone lo appioppo alle mie donne, che sono andate dal medico, causa influenza. Saprovvi dire…

Alan Parsons – Sirius / Eye In The Sky (Live)

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3 ottobre 2017 Posted by | Salute, Un po' di me | , | 9 commenti

Comunque…

… così, tanto per vostra infoemazione, ieri ho speso 310 euroni dal meccanico per l’auto, dei quali metà circa per la manutenzione ordinaria e l’altra metà per un guasto (tanto per cambiare).

Ormai dal meccanico, quando mi vedono, ho notato che si collegano subito a internet per prenotare le vacanze!

Oggi pomeriggio alle 17 c’erano 26 gradi, così ne ho approfittato per fare un’uscita in bicicletta.

Al ritorno, su una delle due piste ciclo-pedonali del paese, c’era un traffico di biciclette e pedoni che pareva di stare sulla tangenziale di Milano. In realtà, questo luogo viene utilizzato anche per incontri “galanti”. Soltanto che non ho mai capito come può avvenire l’approccio: il ciclista deve investire il pedone? Oppure scontrarsi con un altro ciclista? E se sei  pedone, che fai? Ti butti sotto a una bici quando vedi arrivare una fanciulla che ti appaga l’occhio?

Nel dubbio, io pedalo soltanto…

P.S.: e poi tengo famiglia…

27 settembre 2017 Posted by | Un po' di me | | 3 commenti

Vedrai solo 8…

Embè, come va?

Tutto/tutti bene?

Non vi ho più sentiti, pensavo vi foste trasferiti tutti/e alle Auai.

Sappiate comunque che io vi penso sempre, soprattutto quando do’ un’occhiata all’estratto conto del mio c/c e mi chiedo: “Ma possibile che a nessuno venga in mente di fare un bonifico a mio favore? Così, tanto per far vedere che ci sta…

A presto, eh?

P.S.: se vi state chiedendo il motivo del titolo del post, è perché in casa mia è scoppiata la ottomania: si vede solo 8 in tv, in primis i programmi di cucina. Poi ovviamente non cucina nessuno, se non il sottoscritto!

La canzone è dedicata a me!

26 settembre 2017 Posted by | Un po' di me | | 13 commenti

Vabbe’…

Ho capito, è quasi un mese che latito, ma prima il lavoro, poi le ferie, poi…

Non ho scuse, lo so.

Sono tornato oggi dalle vacanze e mercoledì riprenderò il lavoro.

Perché mercoledì? Che razza di giorno di rientro dalle ferie è il mercoledì?

Effettivamente visto così potrebbe sembrare strano, ma dal momento che martedì ho una visita di controllo (il cosiddetto follow up), mi sono detto: ha senso che rientri lunedì e poi stia subito a casa martedì?

Da ciò è uscito fuori il mercoledì.

Rientro dalle ferie con due chili di peso in più (e tanti soldi in meno). Questo fine settimana devo riprendere in mano la bici, tempo permettendo, perché ho visto che qui al nord l’aria si è fatta un po’ freschetta.

Tutto sommato mi sento abbastanza rilassato e riposato.

Nei prossimi giorni farò un giro per gli altri blog a vedere cos’avete combinato in queste ultime settimane.

Per il momento… buonanotte!

Rino Gaetano – Sei ottavi

8 settembre 2017 Posted by | Notti insonni, Un po' di me | , | 8 commenti

Chi non ha paura?

Forse quelli che sono scesi in piazza in Spagna non hanno effettivamente paura.

O forse l’hanno gridato per scacciarla.

Io invece ho paura.

Ho paura delle ingiustizie, della povertà, della fame nel mondo che uccidono migliaia di innocenti al giorno.

Ho paura del riscaldamento globale, dell’inquinamento, della distruzione della fauna e della flora.

Ho paura dei deficienti che girano per strada guidando come se fossero su una pista di formula 1 e che non sai se sono semplicemente coglioni oppure se sono anche drogati, oppure bevuti, o tutte e tre le cose assieme (molto probabile).

Ho paura per la mia malattia.

Ho paura anche per il terrorismo, che è una delle manifestazioni del disprezzo per la vita che hanno tante, troppe persone.

Ho paura perché la paura è l’altra faccia della medaglia del coraggio, che va controllata, non ignorata.

Coraggio non vuol dire incoscienza.

Per questo io dico che ho paura.

Rino Gaetano – Sei ottavi

18 agosto 2017 Posted by | Politica, Un po' di me | , | 13 commenti

Làtito, latìto, latitò

Insomma, sono sempre meno presente qui,

Eh, che volete… fino al 25 si lavoricchia e la sera tra caldo, stanchezza e letture, la voglia di accendere il pc è sempre meno.

Poi ci sono i giorni nei quali sono a casa, ma mi alzo presto ugualmente per uscire in bici, e allora la sera si sentono nelle gambe le pedalate mattutine.

E poi c’è un po’ di sconsolatezza (si dice, no?): vogliamo chiamarlo sconforto, insofferenza, desolazione per un panorama italiano e mondiale sempre peggiore.

Uccidiamo per futili motivi, bruciamo, distruggiamo, avveleniamo: niente di nuovo, si potrebbe dire. No, ma la quantità di atti scellerati sta aumentando esponenzialmente. E chi cerca di ragionare, di mettere un freno a queste valanghe di insulti vicendevoli, viene a sua volta insultato, deriso, disprezzato.

Ho sempre apprezzato i ragionamenti di Chiara Saraceno e mi ritrovo in pieno nelle sue parole scritte su un quotidiano qualche giorno fa a proposito del volontariato e delle associazioni non governative.

Dapprima – scrive – si lascia loro un’ampia delega di fatto, se non di principio, per l’incapacità o impossibilità a far fronte a impegni presi e a bisogni non totalmente comprimibili“.

E’ vero. Questa donna sarà pure una studiosa, ma è una di quelle che sanno cosa accade nella realtà. Ricordo quando ero assessore in Comune: c’erano volontari che, a dispetto del loro ruolo, reggevano servizi che altrimenti avrebbero dovuto chiudere. Aprivano e chiudevano palestre, le pulivano e le sorvegliavano; svolgevano assistenza sui pulmini del trasporto scolastico; aprivano e chiudevano campi gioco, tanto per fare alcuni esempi.

Per questo – continua – viene rilasciata loro dallo Stato e dagli enti locali una sorta di delega in bianco, con pochi controlli anche quando vengono stipulate convenzioni formali“.

E’ vero anche questo. Sia in presenza di accordi diretti con i singoli volontari, sia in presenza di convenzioni con associazioni, il Comune si disinteressava dell’operato di queste persone. A volte qualcuno veniva in Comune a chiedere una pala e qualche euro per sistemare qualche aiuola e i burocrati comunali pareva dovessero fare un contratto notarile per adempiere alle loro richieste e tutto finiva lì, salvo poi appaltare gli stessi lavori a ditte private per compensi stratosferici.

Accanto a esperienze mirabili di generosità e di capacità di innovazione, esistono, minoritarie, esperienze di trascuratezza, superficialità, quando non veri e propri maltrattamenti degli assistiti. Si scoprono così anziani non autosufficienti legati al letto e malnutriti, bimbi picchiati dalle educatrici, cooperative che lucrano sull’accoglienza dei migranti“.

I controlli prima e dopo, la formazione, le regole sono essenziali, perché quando si opera in contesti difficili e delicati l’impegno e la generosità non sono sufficienti. E questo vale sia per il volontariato sia per le organizzazioni non governative, anche nella delicata partita dei salvataggi in mare.

Era assolutamente necessario arrivare a un codice di regolamentazione, non solo o non tanto per contenere il numero degli arrivi, quanto per definire le responsabilità di ciascuno e in alcuni casi forse la stessa legittimità di alcuni interventi. Purtroppo ci si è arrivati tardi e in un contesto in cui ormai si era lasciato  che prendesse piede – senza alcuna prova certa – una narrazione secondo cui potenzialmente tutte le Ong sono tassiste dei migranti clandestini“.

Parole di buon senso.

Quella dei migranti sarà – volenti o nolenti – una polemica che inonderà la prossima campagna elettorale. E che aprirà le porte – temo – ai più pericolosi politicanti di questi anni: fanatici, integralisti, settari, razzisti. Insomma, il peggio delle fetecchie umane.

Purtroppo dalla storia abbiamo imparato ben poco.

 

 

16 agosto 2017 Posted by | Storie ordinarie, Un po' di me | | 7 commenti

Tre giorni di relax

Alzata mattutina, colazione (ricca, possibilmente) e uscita in bicicletta,

quando l’aria mattutina è fresca e il sole scalda senza bruciare

Un buon pranzetto, possibilmente pesce,

e poi un secondo leggero leggero, di quelli proprio estivi

Una piccola pennichella pomeridiana,

quando le parole del giornale cominciano a confondersi tra loro

E poi una buona lettura pomeridiana,

(quella che ispira di più)

E per finire, un bel film alla sera,

tranquillo tranquillo davanti alla tv

Ecco, di tre giorni così ho bisogno,

sperando non succedano casini vari.

Musica!

 

2 giugno 2017 Posted by | Un po' di me | | 10 commenti

Settimana di m…

E’ iniziata male subito da lunedì.

E’ proseguita peggio martedì.

E’ stato un disastro mercoledì.

Su oggi è meglio stendere un velo pietoso.

Da un po’ di tempo non me ne va bene nemmeno una.

Lo so che gran parte della colpa è la mia, nel senso che quando le cose vanno male devi restare calmo, lasciare sbollire la rabbia, prenderle per il verso giusto e tentare di raddrizzarle. Se ti fai prendere dal vortice dell’incazzatura, sei fregato.

Lo so bene, la teoria la conosco bene, ma in questo momento proprio non ce la faccio.

Ingigantisco qualsiasi problema, anche minuscolo.

E il week-end mi fa paura…

Musica

 

11 maggio 2017 Posted by | Un po' di me | | 29 commenti

Ok

Ho imparato da tempo a sopportare le contumelie di mia figlia.

Metto una pietra sopra al malumore, al nervosismo, agli sbalzi d’umore, insomma a tutto quello che caratterizza l’adolescenza. Con maggiori difficoltà, ma riesco a passare oltre anche all’arroganza (a fatica, lo ammetto, perché l’arroganza è uno dei mali di questo nostro tempo).

L’esperienza (la mia esperienza, in particolare) mi ha insegnato che nella vita ci sono cose più importanti.

Una di queste è il rispetto.

Perciò, quando sento che manca di rispetto (a me o a sua madre), allora mi arrabbio.

E quando mi arrabbio veramente io non urlo, anzi. Faccio silenzio. Tronco la discussione. Chiudo i rapporti.

In attesa di scuse che non arriveranno.

E in attesa che passi la bufera, perché la vita continua, malgrado tutto.

Ma non tutti i mali vengono per nuocere. Domani mattina si alzerà da sola alle sei per andare in gita. Si preparerà da sola i panini. Andrà in stazione a piedi e tornerà dalla stazione a piedi.

P.S.: stasera durante la cena mi sforzavo di ricordare un episodio nel quale avessi mancato di rispetto a mio padre, volontariamente. Non me ne è sovvenuto alcuno (notare la finezza letteraria…).

Arrabbiata

2 maggio 2017 Posted by | Notizie dal mondo fatato, Un po' di me | , | 19 commenti

Così è la vita

Si parla poco della morte nella nostra società.

Si pensa che, non parlandone, la si esorcizzi.

Oppure si pensa che, parlandone, ci si rovini l’esistenza.

In realtà non è così.

Se ne parla poco soprattutto con i bambini e con i ragazzi, anche dopo che si è verificato un lutto.

Ecco che allora la persona “è partita per un lungo viaggio” e il bambino attende il suo ritorno, che non avverrà mai e che lo lascerà sconfortato.

Ma c’è anche il mito dell’eterna giovinezza, da raggiungere con tutti i mezzi, chirurgia compresa, anche a costo di diventare delle maschere di sé stessi.

Anni fa ho scritto un racconto sulla morte, che è risultato vincitore di un concorso letterario ed è stato pubblicato in una antologia: La signora.

Me la sono immaginata come una bella signora che una sera fa visita a un uomo. Lui le prepara la cena e mangiano insieme, senza scambiarsi una parola, sfiorandosi solo con lo sguardo. Finché arriva l’ora e , dopo l’ultima sigaretta, lei se lo porta via, serenamente.

Purtroppo le cose non vanno sempre così: c’è chi soffre e chi deve pure emigrare per  incontrare la signora, ma così è la vita.

Eppure pensare ogni tanto alla morte non vuol dire essere tristi o non saper apprezzare la vita.

Al contrario.

Essere coscienti che si ha più vita alle spalle che davanti aiuta proprio a godere anche delle piccole cose; a rivedere il proprio passato; a ricordare i momenti belli e a viverne altri; a perdonarsi anche. E anche a perdonare gli altri, qualsiasi significato si dia a questa parola.

Ho scoperto che c’è un bel sito che aiuta i bambini e i ragazzi a superare i momenti di difficoltà che seguono un lutto: solimainsieme.it.

P.S.: eccezionale questo epitaffio. Meglio qui che in riunione.

La prima cosa bella

17 aprile 2017 Posted by | Un po' di me | | 16 commenti