Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Tre giorni di relax

Alzata mattutina, colazione (ricca, possibilmente) e uscita in bicicletta,

quando l’aria mattutina è fresca e il sole scalda senza bruciare

Un buon pranzetto, possibilmente pesce,

e poi un secondo leggero leggero, di quelli proprio estivi

Una piccola pennichella pomeridiana,

quando le parole del giornale cominciano a confondersi tra loro

E poi una buona lettura pomeridiana,

(quella che ispira di più)

E per finire, un bel film alla sera,

tranquillo tranquillo davanti alla tv

Ecco, di tre giorni così ho bisogno,

sperando non succedano casini vari.

Musica!

 

2 giugno 2017 Posted by | Un po' di me | | 10 commenti

Settimana di m…

E’ iniziata male subito da lunedì.

E’ proseguita peggio martedì.

E’ stato un disastro mercoledì.

Su oggi è meglio stendere un velo pietoso.

Da un po’ di tempo non me ne va bene nemmeno una.

Lo so che gran parte della colpa è la mia, nel senso che quando le cose vanno male devi restare calmo, lasciare sbollire la rabbia, prenderle per il verso giusto e tentare di raddrizzarle. Se ti fai prendere dal vortice dell’incazzatura, sei fregato.

Lo so bene, la teoria la conosco bene, ma in questo momento proprio non ce la faccio.

Ingigantisco qualsiasi problema, anche minuscolo.

E il week-end mi fa paura…

Musica

 

11 maggio 2017 Posted by | Un po' di me | | 29 commenti

Ok

Ho imparato da tempo a sopportare le contumelie di mia figlia.

Metto una pietra sopra al malumore, al nervosismo, agli sbalzi d’umore, insomma a tutto quello che caratterizza l’adolescenza. Con maggiori difficoltà, ma riesco a passare oltre anche all’arroganza (a fatica, lo ammetto, perché l’arroganza è uno dei mali di questo nostro tempo).

L’esperienza (la mia esperienza, in particolare) mi ha insegnato che nella vita ci sono cose più importanti.

Una di queste è il rispetto.

Perciò, quando sento che manca di rispetto (a me o a sua madre), allora mi arrabbio.

E quando mi arrabbio veramente io non urlo, anzi. Faccio silenzio. Tronco la discussione. Chiudo i rapporti.

In attesa di scuse che non arriveranno.

E in attesa che passi la bufera, perché la vita continua, malgrado tutto.

Ma non tutti i mali vengono per nuocere. Domani mattina si alzerà da sola alle sei per andare in gita. Si preparerà da sola i panini. Andrà in stazione a piedi e tornerà dalla stazione a piedi.

P.S.: stasera durante la cena mi sforzavo di ricordare un episodio nel quale avessi mancato di rispetto a mio padre, volontariamente. Non me ne è sovvenuto alcuno (notare la finezza letteraria…).

Arrabbiata

2 maggio 2017 Posted by | Notizie dal mondo fatato, Un po' di me | , | 19 commenti

Così è la vita

Si parla poco della morte nella nostra società.

Si pensa che, non parlandone, la si esorcizzi.

Oppure si pensa che, parlandone, ci si rovini l’esistenza.

In realtà non è così.

Se ne parla poco soprattutto con i bambini e con i ragazzi, anche dopo che si è verificato un lutto.

Ecco che allora la persona “è partita per un lungo viaggio” e il bambino attende il suo ritorno, che non avverrà mai e che lo lascerà sconfortato.

Ma c’è anche il mito dell’eterna giovinezza, da raggiungere con tutti i mezzi, chirurgia compresa, anche a costo di diventare delle maschere di sé stessi.

Anni fa ho scritto un racconto sulla morte, che è risultato vincitore di un concorso letterario ed è stato pubblicato in una antologia: La signora.

Me la sono immaginata come una bella signora che una sera fa visita a un uomo. Lui le prepara la cena e mangiano insieme, senza scambiarsi una parola, sfiorandosi solo con lo sguardo. Finché arriva l’ora e , dopo l’ultima sigaretta, lei se lo porta via, serenamente.

Purtroppo le cose non vanno sempre così: c’è chi soffre e chi deve pure emigrare per  incontrare la signora, ma così è la vita.

Eppure pensare ogni tanto alla morte non vuol dire essere tristi o non saper apprezzare la vita.

Al contrario.

Essere coscienti che si ha più vita alle spalle che davanti aiuta proprio a godere anche delle piccole cose; a rivedere il proprio passato; a ricordare i momenti belli e a viverne altri; a perdonarsi anche. E anche a perdonare gli altri, qualsiasi significato si dia a questa parola.

Ho scoperto che c’è un bel sito che aiuta i bambini e i ragazzi a superare i momenti di difficoltà che seguono un lutto: solimainsieme.it.

P.S.: eccezionale questo epitaffio. Meglio qui che in riunione.

La prima cosa bella

17 aprile 2017 Posted by | Un po' di me | | 16 commenti

L’amore è eterno finché dura

Mi ero perso questo film.

Eravamo nel 2004 (quanto tempo…), un anno particolare per me.

L’anno nel quale mi sono ritirato definitivamente dalla politica.

L’anno nel quale ho lavorato presso un altro datore di lavoro.

L’anno alla fine del quale ho capito che c’era qualcosa che non andava nel mio matrimonio.

E tra tutti questi casini mi sono perso anche questo film, che ora ho acquistato in cd e che ieri sera mi sono visto.

Non è il solito film comico, è un film amarognolo.

Bravissimi gli interpreti, soprattutto Laura Morante e Stefania Rocca, nonché Licia Seracchi, figlia del protagonista. Verdone invece mantiene alcuni atteggiamenti un po’ troppo stereotipati.

Verdone e Morante sono due coniugi ormai cinquantenni che vivono un matrimonio che si trascina. Si trascina nei luoghi comuni, nell’indifferenza reciproca, nella noia. E quando la crisi scoppia (lui si iscrive a uno speed-date e lei ha un amante) i due si separano.

La moglie tenta di chiarire il rapporto con il suo amante, ma viene gentilmente messa alla porta (“Dentro o fuori?” chiede lei, ormai esasperata. “Fuori” risponde lui, non senza imbarazzo) e cerca di recuperare il rapporto con il marito.

Lui si trasferisce temporaneamente da un amico, cerca di riprendersi “i suoi spazi” e di ricostruire un rapporto con un’altra compagna, senza riuscirci, finendo per intrecciare una relazione proprio con la compagna dell’amico che lo ha accolto in casa (Rocca), il quale a sua volta la tradisce con un’altra donna.

Alla fine l’ha vinta la teoria dell’istrice: né troppo vicini né troppo lontani, per sopportarsi senza ferirsi.

Com’è difficile trovare qualcuno con cui stare bene” si lascia andare Verdone.

La famiglia può essere una formidabile ancora di salvataggio; un porto sicuro nel quale abbandonarsi mentre tutt’intorno infuria la tempesta, ma può anche essere una formidabile gabbia, una prigione dalla quale (cercare o sperare di) fuggire.

Musica

13 aprile 2017 Posted by | Film, Un po' di me | , | 17 commenti

Sono le tre di notte…

Quasi le tre e mezza, a dire la verità, perché internet va a singhiozzo.

Il mondo è ovattato nel silenzio notturno e io sono stato preso da un attacco improvviso di insonnia.

Una di quelle notti dove i problemi si ingigantiscono tutti, continui a rigirarti nel letto e allora tanto vale che la metti a frutto, l’insonnia, magari leggendo qualcosa.

Sarà stata la giornata convulsa al lavoro.

Sarà stato che attendo l’esito della risonanza magnetica (e attendere l’esito degli accertamenti clinici è sempre uno stress).

Sarà che negli ultimi esami del sangue c’è un valore un po’ sballato e venerdì ho la visita di controllo dall’oncologa (e quando uno si è scottato, poi si avvicina con prudenza anche all’acqua tiepida).

Sarà che sono preoccupato per l’andamento in matematica della “piccola” (un 3 e un 4, mica ciufoli…).

Sarà che con queste belle giornate vorrei uscire in bici e invece non posso, per una serie di motivi.

Sarà che…

(quasi quasi mi mangio una brioss…)   :mrgreen:

 

12 aprile 2017 Posted by | Un po' di me | | 30 commenti

Un po’ su, un po’ giù…

Ho poco tempo in questi giorni per bloggare.

Vai su, vai giù, gira di qua, gira di là, alla sera mi viene sonno.

Sarà l’età…

E poi alcuni giorni sto su, altri mi sento giù.

Ieri stavo giù, senza motivi apparenti, mentre oggi mi sentivo su, sempre senza alcun motivo.

Le stesse cose, le stesse situazioni, un giorno le vedo come bicchiere mezzo vuoto e il giorno dopo come mezzo pieno.

Due anni fa, dopo il primo intervento chirurgico, il medico mi diede alcune pillole che avrebbero dovuto tenermi su, ma io non le ho mai prese.

Ho una naturale idiosincrasia per tutti i medicinali che intaccano la mente e quello è un antidepressivo.

Forse sarebbe meglio avere a disposizione un antincazzatore

E’ che ho trascorso un fine settimana nel quale non mi sono riposato e questo alla mia età si sente, si sente eccome…

Comunque oggi su Repubblica Salute hanno risposto a una mia mail: sì, il naso si può ricostruire. La stessa risposta che qualche settimana fa mi ha dato anche un chirurgo plastico. E’ un intervento che si compone di varie operazioni, via via meno pesanti e che avvengono nell’arco temporale di un anno circa. ma alla fine si torna ad avere un naso, come hanno tutte (o quasi) le persone.

Se sopravvivo a questi due anni di controlli stretti, affronterò anche questa avventura. Non sarà una passeggiata, ma voglio farlo.

E nel frattempo guardiamoci questo video, in cui un’affascinante psicologa della nostra città, che ho l’onore di conoscere, ci racconta della felicità dentro.

E dopo un po’ di musica, dai, che questa canzone su di me ha un effetto calmante.

4 aprile 2017 Posted by | Un po' di me | | 15 commenti

Mi ritorni in mente

Mi ritorni in mente

2 aprile 2017 Posted by | Ricordi, Rimpianti, Un po' di me | , | 7 commenti

Buono sì, coglione no!

Io ho ereditato la mitezza da mio padre.

Mio padre era una persona tranquilla, pacifica, totalmente inoffensiva.

Io ho ereditato un po’ di tutto questo.

Sono buono, ma non sono coglione.

Così ieri ho avuto un incontro-scontro con l’amministratore della mia azienda.

La collega che era presente dice che io ne sono uscito vittorioso, ma questo a me poco importa.

Mi importa essermi tolto qualche sassolino dalla scarpa.

Le cose che gli ho detto sono tre, molto semplici.

Primo: accanto e ancor prima degli obiettivi aziendali, io ne ho uno mio. Mantenere la schiena dritta e fare le cose per bene, senza sputtanarmi e senza compiere stronzate.

Secondo: se dobbiamo concordare e condividere gli obiettivi, dobbiamo concordare anche le risorse, perché se mi si da’ uno scooter mica si può pretendere che arrivi a Roma in due ore (dall’Emilia, mica da Anzio).

Terzo: non ci può essere una persona che decide (lui) e uno che ci mette la firma e se ne assume la responsabilità (io). Le cose non funzionano così. Forse a casa sua sì, ma con me no.

La quarta cosa che avrei voluto dirgli, ma non ce n’è stato il tempo, è che io ho affrontato due interventi chirurgici per tumore e, se tutto va bene, se dovrò affrontare un terzo, ancora più pesante, per rimettere le cose a posto, quindi non ho niente da perdere e mi fa paura il rischio di lasciare sola mia figlia e mia moglie, non certo le fisime di un piccolo arrogante pseudo manager de ‘sti ciufoli!

E da ieri sera mi sento molto, molto meglio…

L’avvelenata

 

25 marzo 2017 Posted by | Un po' di me | , | 20 commenti

Il Mago Zurlì

Verrà un tempo in cui gli arroganti, i malfattori, gli imbroglioni, gli inetti, i malvagi scompariranno in quella melma dalla quale sono venuti e lasceranno finalmente posto alla dolcezza, alla serenità, alla fantasia.

Questo ha rappresentato per me e per milioni di altri bambini il Mago Zurlì, alias Cino Tortorella.

Con quella sua aria da buono, quella sua voce da buono, quel suo parlare come se fosse sempre fuori tempo, ma in realtà il suo era il tempo della serenità, dell’armonia, della mitezza, in una parola della felicità.

Quella dei bambini, che troppo spesso se ne va con l’età adulta ma che forse, sforzandoci un poco, potremmo anche riprendere ogni tanto.

Ora è arrivato il tuo momento di fare felici i milioni di bambini che stanno di là, che sono stati strappati troppo presto alla vita e che – ne sono sicuro – tu saprai fare divertire e fare sognare, coma hai fatto tanti anni fa anche con me.

23 marzo 2017 Posted by | Storie ordinarie, Un po' di me | , | 14 commenti