Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

No problem

Una delle tante distinzioni che si possono fare nel genere umano è tra chi crea problemi e chi risolve problemi.

Ovvio che una persona normale dovrebbe preferire appartenere alla seconda categoria, piuttosto che alla prima.

Purtroppo pare che la gente sia più affezionata alla prima, dando così lavoro alla seconda.

Ma c’è una terza categoria che è ancora migliore (secondo me): è quella di chi solleva problemi ma indica anche la via per la loro soluzione.

Sollevare problemi non significa crearli, significa non mettere la testa sotto la sabbia e riconoscere la loro esistenza. Contemporaneamente, però, occorre anche indicare una o più soluzioni.

Questo significa essere positivi e propositivi.

P.S.: qualche anno fa avevo comprato un libro sul “problem solving“, ma non so più dove l’ho messo. Praticamente il primo problema da risolvere è ritrovarlo…

10 marzo 2023 Posted by | Un po' di me | | Lascia un commento

Non so gestire…

… le prese per i fondelli (e dico fondelli perché sono una personcina educata).

Lo ammetto, è un mio difetto.

Cioè, se io ti chiedo “Di che colore è questo bicchiere?” e tu mi rispondi “Questo è un coltello molto affilato” a me subito mi girano i cosiddetti.

Ma sopporto e cerco di chiarire quello che intendevo, ma se tu insisti “Guarda che con questo coltello ci taglio sempre la carne!” allora è chiaro, incontrovertibile, che mi stai prendendo per il culo (mi è passata l’educazione).

Poi mi capita sempre più spesso che la gente faccia il gioco delle tre carte, cioè senza tanto girarci intorno, bara, truffa, imbroglia con le parole: gira intorno alle cose, fa retromarcia, poi fa un’inversione a u, sempre per non fare capire all’altro quello di cui si parla.

Ci vorrebbe un antropologo per comprendere la ragione di questi comportamenti (o forse basterebbe uno psichiatra).

16 febbraio 2023 Posted by | Storie ordinarie, Un po' di me | , | 2 commenti

Ci riprovo

Dallo scorso anno mi è, venuta voglia di riscrivere il mio libro.

Quello pubblicato da un piccolo editore di provincia, che ha vinto un premio letterario ma che ha venduto meno di cento copie.

C’avevo rinunciato, pensavo di mettere definitivamente in soffitta le mie ambizioni letterarie, poi improvvisamente da qualche mese ci ho ripensato: voglio riscriverlo.

Allora ho partecipato a una selezione per un laboratorio letterario presso un importante editore nazionale, e sono pure stato scelto per partecipare, ma ho rinunciato.

Perché hai rinunciato? vi chiederete (o forse non ve lo chiedete, perché non ve ne frega una cippa, ma io ve lo dico lo stesso).

Ho rinunciato perché non mi sento pronto.

Non mi sento pronto a sostenere un’analisi del mio libro prima di averlo rivisto da cima a fondo.

Forse ci impiegherò altri dieci anni, ma tanto il tempo non mi manca: in fondo di anni ne ho solo 62…

E’ mia intenzione partecipare al Premio Calvino del 2023.

Lo so che non è facile. Il termine per la presentazione dei lavori nel 2022 era il mese di giugno. Se rimane tale anche per il 2023, ho di fronte circa cinque mesi, che sembrano tanti ma non lo sono.

E poi quello è un premio letterario serio, mica per scribacchini come me.

Però io ci provo lo stesso.

Non si sa mai…

1 febbraio 2023 Posted by | Libri, Un po' di me | , | 3 commenti

Le cose inaspettate

Non so se vi è mai capitato di organizzare un viaggio (sia esso di mezza giornata o di più giorni non importa) e di accorgervi dopo di avere sbagliato, di non essere in grado di affrontare l’impegno, di temere magari di fare anche una brutta figura di fronte agli altri.

Ma ormai è troppo tardi per tirarsi indietro e maledicendo la vostra improvvida decisione (“Perché c… mi è venuto in mente di farlo?”) dovete comunque affrontare a malincuore quanto programmato.

All’inizio dell’avventura siete un po’ tesi, vi trovate ad ascoltare qualunque minimo segnale vi manda il vostro corpo, ma pian piano vi rilassate, vi sciogliete, vi comportate con naturalezza e alla fine il vostro viaggio si traduce in una piacevolissima parentesi, senza che sia successo niente di drammatico.

Ecco, a me è capitato di recente, e più di una volta.

Dovrei rivolgermi a uno bravo?

26 gennaio 2023 Posted by | Storie ordinarie, Un po' di me | , | 1 commento

Il giallo

Venerdì ho acquistato un giallo, anzi, per essere precisi un “classico del giallo“.

L’ho preso non soltanto per una lettura natalizia “leggera”, ma anche (o forse soprattutto) per rivivere, se possibile, una abitudine che mi ha accompagnato per diversi anni della mia adolescenza.

Le vacanze di Natale mi davano un po’ di tregua dalle incombenze scolastiche e allora ne approfittavo per darmi alla lettura dei miei libri preferiti: i gialli. Erano venduti in edicola, costavano poco e davano l’opportunità di conoscere autori di livello: Ellery Queen, Agatha Christie, Erle Stanley Gardner (quello di Perry Mason), S. S. Van Dine (quello di Philo Vance), Rex Stout. Più tardi scoprii Cornell Woolrich e, quando iniziarono a pubblicarlo negli Oscar Mondadori, Arthur Conan Doyle.

Oggi che questi libri costano pochi euro e mi posso permettere – volendo – anche le edizioni più costose, ricordo con nostalgia i tempi nei quali bisognava mettere da parte le mance per acquistare qualche libro (e la biblioteca del mio paese era praticamente inesistente).

Di giorno non c’era molto tempo per leggere, perché la casa si animava di parenti e i sapori dei piatti cucinati da mia madre mi distraevano, ma la sera era bello starsene a fare le ore piccole a leggere, a letto, nella mia stanza, protetto come può esserlo un ragazzo circondato dall’affetto dei genitori.

Beh, non è che un libro possa fare tornare quei momenti: oggi altre persone mi circondano, ma la nostalgia a volte fa bene.

Insomma, per farla finita mi sono abbonato ai classici del giallo.

Ecco.

Il 2023 sarà un anno in giallo.

P.S.: è arrivato sul fascicolo sanitario elettronico il referto dell’ultima risonanza magnetica: nessun segno di recidiva.

Evvai!

25 dicembre 2022 Posted by | Libri, Ricordi, Storie ordinarie, Un po' di me | , | Lascia un commento

Buon

Ognuno ci aggiunga il suo.

Buon ferragosto, buon 14 luglio, buon 25 settembre…

Io spero che il 2023 sia un po’ più “clemente” degli ultimi anni (che già sarebbe molto).

Oggi ho ricevuto una mezza/tre quarti conferma che le mie arterie consentono di effettuare l’intervento che avrei in programma fra un anno.

Inoltre domani ho la risonanza magnetica di controllo, dalla quale spero proprio che esca che è tutto a posto.

Per me sarebbe un ottimo regalo di Natale.

Comunque auguri a tutte/i.

22 dicembre 2022 Posted by | Storie ordinarie, Un po' di me | | 4 commenti

Sto maturando…

Lo so, l’ho detto tante volte, ma hai visto mai che continuare a dirlo valga un po’ come scacciapensieri?

Sono tanti i segni della… maturità.

Forse all’inizio non ci fai caso, ma se li osservi con il senno di poi, ti accorgi che qualcosa dentro di te sta cambiando, e più velocemente di quanto ti aspettassi.

Hai comprato la mountain bike elettrica perché ti piace portare in giro una batteria ricaricabile, oppure perché con la bici normale le salite diventavano sempre più faticose?

Frughi nella memoria alla ricerca del nome di quell’attore famoso per creare suspence, oppure perché non ti viene proprio, ce l’hai – come suol dirsi – sulla punta della lingua?

Ti chiedi se hai già detto ai colleghi quella cosa da fare e come farla per essere sicuro che la facciano, oppure perché non ti ricordi cos’hai detto nella riunione di ieri e devi andare a rivederti gli appunti?

In casa mia non lo sa nessuno, ma l’hanno scorso ho fatto una visita all’ambulatorio dei disturbi cognitivi.

Mi ci ha mandato il medico, perché le ho esposto i dubbi sui miei problemi di memoria.

Dapprima ho fatto una visita dal neurologo, il quale mi ha prescritto alcuni esami da fare: una risonanza magnetica al cervello e una serie di esami del sangue. Dopodiché ho fatto un test di memoria approfondito con un’altra dottoressa. Alla fine il neurologo ha diagnosticato un “tutto normale in relazione all’età”, affibbiandomi soltanto un integratore di vitamina B12 e un “arrivederci, se dovesse avere altri problemi ci contatti pure”.

Sarà, ma io mica sono così sicuro.

E poi quell’arrivederci…

Mah…

12 dicembre 2022 Posted by | Salute, Storie ordinarie, Un po' di me | , , | 2 commenti

Essere mortale

Come scegliere la propria vita fino in fondo.

A chi consiglio questo libro?

Potrei rispondere “a chi sente avvicinarsi la fine”, oppure “a chi pensa di avere oltrepassato la metà o più della propria vita”, magari a chi ha una malattia.

Oppure a chi sente sulle proprie spalle tutte e tre queste condizioni.

Ma le cose non stanno soltanto così.

E’ un libro particolare, quello del dottor Atul Gawande, medico statunitense di origine indiana.

Ne sono venuto a conoscenza attraverso un altro libro e, se devo dire la verità, all’inizio mi aspettavo un’altra cosa, poi ho capito che in realtà ero io che stavo fuggendo da lui: mi aspettavo un’altra storia perché anch’io, come la stragrande maggioranza delle persone, pensano che sia intempestivo pensare ai propri ultimi giorni/mesi/anni di vita e quindi ci arriviamo impreparati.

Questo libro, scritto da un medico, ci insegna una cosa fondamentale: la medicina (e i medici di conseguenza) è fatta per curare le malattie ed è molto restia ad arrendersi di fronte a malattie incurabili, quindi finisce per prolungare vite senza più alcun senso, magari prigioniere di dolori insopportabili.

La medicina e la sanità pubblica hanno modificato la traiettoria delle nostre vite, che diventano una lunga, lenta dissolvenza: praticamente ci disfiamo.

Attraverso i racconti emozionanti degli ultimi periodi di vita di alcuni suoi pazienti (compreso il padre), afflitti da tumori, ci porta a riflettere su cosa rende degna di essere vissuta la vita quando siamo vecchi: non certamente prolungarla a tutti i costi. Meglio rendersi conto di quando occorre smettere di combattere e accettare la legge che alla fine quello che vediamo come il nemico (la morte) vince sempre.

Nella vecchiaia e nella malattia sono necessari due tipi di coraggio. Il primo è il coraggio di affrontare la realtà della mortalità, che è già difficile di per sé. Il secondo è ancora più difficile da percorrere: è il coraggio di agire in base alla verità che abbiamo scoperto.

Per fortuna che di fronte ai danni che provoca la medicina “curativa”, ci sta una branca che ci aiuta a percorrere il nostro “ultimo miglio”: si chiama cure palliative, domiciliari o in hospice.

Per chi non conosce questa realtà, questo libro è molto illuminante.

10 dicembre 2022 Posted by | Sani principi, Un po' di me | | 3 commenti

Giornata di m…

Succede quando hai a che fare con qualcuno che disprezzi.

Il disprezzo è un sentimento pesante, che si riserva a poche, anzi pochissime persone.

E’ la merdaccia di fantozziana memoria?

Peggio.

E’ una persona priva di dignità, di moralità, di rispetto per gli altri.

E’ come uno che spacciatore di droga ai ragazzini?

Peggio.

Vabbe’… lassamo perdere… domani inizia dicembre, il mese di Natale (che non è una minaccia. O forse sì?).

30 novembre 2022 Posted by | Sani principi, Storie ordinarie, Un po' di me | | 2 commenti

Non sopporto…

… quelli che parlano sopra agli altri, tipo trasmissioni televisive.

… quelli che ti rispondono ancora prima che tu abbia fatto la domanda (ammesso che tu volessi farla, una domanda).

… quelli che fanno le virgolette con le mani, che poi se gli chiedi di specificare meglio, ti dicono la stessa cosa, ma senza virgolette.

… quelle che mangiano e/o bevono durante le riunioni, perché “mi mancano gli zuccheri”, che poi si mangiano un pacchetto di patatine scrocchiando a tutto andare (io odio gli scrocchii).

E questo solo per stamattina.

17 novembre 2022 Posted by | Storie ordinarie, Un po' di me, Vita lavorativa | , | 2 commenti