Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Due o tre cose che voglio dire…

Ho letto più o meno casualmente oggi pomeriggio su facebook (casualmente come casualmente compaiono i post in bacheca, secondo regole che non conosco ma che – bene o male – accetto di buon grado) il post di una persona che conosco (se non la conoscessi, mica avrei potuto leggerne il post).

Mi ha colpito, oltre che per quello che ha scritto (ne avrà avuto i suoi buoni motivi), il senso d’ineluttabilità di cui era pervaso.

Si leggeva (per lo meno io vi ho letto) un senso di rassegnazione al destino, un’accettazione della propria sorte (buona o cattiva che sia), un affidarsi alla provvidenza. Insomma, le parole di una persona che si è quasi arresa.

Visto che con l’età sono diventato un po’ saggio, me ne guardo bene dal giudicare siffatti atteggiamenti, ma voglio esprimere a questa persona ciò che penso, sia che lo legga, sia che non lo legga.

Mai dire mai o sempre.

Può apparire una regola stupida, ma questo mi ha insegnato la vita: non sai mai quello che può accaderti domani, fra un anno, fra dieci anni. La tua vita si può stravolgere (nel bene e nel male) da un momento all’altro, indipendentemente dalla tua volontà. Ciò che oggi appare impossibile potrebbe verificarsi quanto prima te lo potessi mai aspettare (vedi il governo Di Maio-Salvini…).

Mai guardarsi indietro.

Fare tesoro delle proprie esperienze, della propria storia, dei propri errori e delle proprie vittorie vuol dire non pensarci più, archiviarle e porle come basi per andare avanti. Inutile rimuginare sul latte versato: si mette a bollire un nuovo pentolino. Abbiamo perso tempo? Sì, ma ne abbiamo ancora davanti e se lo sfruttiamo bene il poco che abbiamo davanti varrà di più del tanto che ci lasciamo alle spalle.

Approfittare di qualsiasi momento.

Qualsiasi cosa ci venga in mente, facciamola. Che duri un attimo, un giorno, un anno. Anche un attimo può essere importante, se quell’attimo ci fa stare bene. E forse può essere proprio quell’attimo a farci cambiare idea sul nostro futuro, su quello che fino a un momento prima credevamo ineluttabile.

Ecco, queste cose vorrei dire a quella persona.

Voi vi chiederete: e perché non gliele dici direttamente, invece di romperci le palle con questo pistolotto?

Risposta: ma voi, un pentolino di affari vostri non ve lo fate proprio mai?

John Lennon – Imagine

Annunci

13 maggio 2018 Posted by | Sani principi, Un po' di me | , | 5 commenti

Non ho smesso di pensarti

Questa poesia, attribuita a Charles Bukowski, l’ho scoperta casualmente stasera in rete.

Non sono sicuro che si intitoli effettivamente così.

Non sono neanche sicuro che appartenga proprio a Bukowski.

So soltanto che è bellissima.

Non ho smesso di pensarti,
vorrei tanto dirtelo.
Vorrei scriverti che mi piacerebbe tornare,
che mi manchi
e che ti penso.
Ma non ti cerco.
Non ti scrivo neppure ciao.
Non so come stai.
E mi manca saperlo.
Hai progetti?
Hai sorriso oggi?
Cos’hai sognato?
Esci?
Dove vai?
Hai dei sogni?
Hai mangiato?
Mi piacerebbe riuscire a cercarti.
Ma non ne ho la forza.
E neanche tu ne hai.
Ed allora restiamo ad aspettarci invano.
E pensiamoci.
E ricordami.
E ricordati che ti penso,
che non lo sai ma ti vivo ogni giorno,
che scrivo di te.
E ricordati che cercare e pensare son due cose diverse.
Ed io ti penso
ma non ti cerco.

16 aprile 2018 Posted by | Ricordi, Rimpianti, Smancerie pseudo-sentimentali | , | 14 commenti

Ma sarà un buon 2018?

Questa fine giornata di fine settimana di fine anno mi giunge nuova e mi stimola quelle riflessioni che, se dovessi andare a lavorare, non avrei certamente tempo di fare.

Forse è meglio così, due giorni di relax a fine anno, mentre tutt’intorno fioccano i malanni da influenza e tu ti godi la tua immunità vaccinale (almeno quella funziona…).

Pensavo: ma che anno sarà il 2018?

Sarà l’anno delle elezioni, in cui avremo un bel governo di centro destra o grillino (che non so cosa sia peggio)?

Sarà l’anno che gli americani (del nord) capiranno di avere eletto un Presidente coglione e gli daranno un calcio in culo?

Sarò l’anno in cui diminuiranno le guerre nel mondo? Oppure aumenteranno, con inevitabile corollario di morti, distruzioni ed esodi?

E per me, che anno sarà?

Ecco, qui sta il punto (e virgola).

Da quello stramaledetto agosto 2014 io cerco di evitare che la mia vita sia condizionata dalla mia malattia, cercando di comportarmi normalmente, ma inevitabilmente ho a che fare con questa brutta bestia.

E il 2018 sarà un altro anno di passaggio, insieme al 2019 (sperando di arrivarci).

E nel 2020 compirò sessant’anni.

Vabbe’, meglio non pensarci.

Buon anno a tutte/i

Io vagabondo

 

 

30 dicembre 2017 Posted by | Salute, Storie ordinarie, Un po' di me | , , , | 13 commenti

Quando si diventa grandi…

monica-bellucciStasera mi sono rivisto Manuale d’am3re, già visto a suo tempo al cinema e fattore scatenante di elucubrazioni sul genere femminile contenute nel mio post dell’epoca (quasi sei anni passarono; mamma mia come passa il tempo, come invecchiate…).

Però stasera c’è stata una frase pronunciata nel primo episodio che mi ha fatto riflettere.

C’è un momento – dice il protagonista – nel quale ci si accorge di essere diventati grandi“.

Ecco, io mi sono ricordato del momento nel quale mi sono accorto di essere diventato grande, mio malgrado. Non mi ricordo né l’anno, né il mese e tanto meno il giorno, ma il momento sì, quello me lo ricordo benissimo. E’ stato quando di fronte a un problema familiare (all’epoca vivevo con i miei genitori), mi sono accorto che non potevo più chiedere aiuto a loro, ma erano loro che lo chiedevano a me: il problema lo dovevo risolvere io.

E quello è stato solo il primo di una lunga serie, come accade nella vita.

Cioè, come dovrebbe accadere, perché ci sono persone che i problemi più importanti continuano a farseli risolvere dagli altri. Per una serie fortuita (per loro) di circostanze, si trovano nella posizione per cui qualcun altro è tenuto a risolvere i loro problemi, per evitare guai non tanto a loro, quanto ad altre persone che non hanno colpe.

Lo so che il discorso forse è un po’, contorto, ma accade proprio così a volte. Fidatevi.

Mina – Oggi sono io

17 gennaio 2017 Posted by | Film, Smancerie pseudo-sentimentali, Storie ordinarie | , , | 19 commenti

Auguri per il 2017

2017Dopo la pausa natalizia (con tanto di scorribanda nel meridione e pranzate di pesce), torniamo alla normalità.

Cioè, non è che la normalità mi piaccia tanto, eh? Mi sono bastati un paio di giorni di “normalità” e già mi sono rotto le palle.

Il fatto è che a gennaio (inizio o fine, vedremo) dovrò tornare a lavorare e io sarei nato per fare il milionario, non per faticare in un ufficio. Se proprio avessi dovuto lavorare, avrei voluto fare lo chef, ma ormai è troppo tardi.

Sfumata la prospettiva della pensione, mi sa che devo mettermi le “gambe in spalla” (come si dice da noi) e fare buon viso a cattiva sorte (oppure la sorte può ancora essere cambiata, in meglio ovviamente?).

Intanto, a febbraio è prevista la pubblicazione del mio libro. Almeno questo è il piano editoriale (uau… rientro in un “piano editoriale”…). Faremo qualche presentazione qua e là e speriamo di movimentare un po’ l’ambiente.

Mi spiace non avere avuto tempo per gli auguri di Buon Natale, per cui adesso auguro BUON 2017 a tutti quanti con questa canzoncina che l’anno prossimo compirà trent’anni (e che mi suscita qualche rimpianto e pure qualche rimorso, ma questo è per l’età).

 

30 dicembre 2016 Posted by | Pensieri disarcionati, Rimpianti, sogni, Storie ordinarie, Un po' di me, Vita lavorativa | , , , , | 12 commenti

Un tranquillo week-end di…

stress… paura?

Anche, diciamo di stress, in attesa del referto della PET di ieri.

I pensieri si accavallano. Oggi ho percorso – in auto, perché pioveva – un tragitto che facevo (faccio? farò?) di solito in bicicletta. Mi sono chiesto se potrò mai più ripercorrere quelle stradine; con la stessa spensieratezza di un tempo sicuramente no.

Comunque stamattina ho incontrato l’editore.

Il mio libro uscirà verso fine novembre, diciamo in tempo da strenna natalizia.

Almeno non uscirà postumo…  (forse)

Giorgia – Gocce di memoria

1 ottobre 2016 Posted by | Ricordi, Salute | , | 35 commenti

Snoopy

Linus1Io me le ricordo bene le vecchie edizioni BUR delle strisce di Linus.

Ricordo che negli anni settanta erano vendute in edicola e avevano un fascino particolare: alcune delle strisce erano delle vere e proprie sciabolate.

In tutto il mondo di questo grande artista che è stato Schulz, un posto particolare ha sempre occupato Snoopy.

Che cos’ha Snoopy in più (o di diverso) rispetto ai bambini di Schulz, a parte il fatto che non è un bambino?

Il suo muso e le sue pose sono un concentrato di simpatia.

Snoopy è un cane che non si sente un cane; che sa viaggiare con la fantasia (e come viaggia…); che sa sviluppare una tenerissima amicizia con un piccolo uccellino.snoopy-e-woodstock-amati

Snoopy è il buono tra i buoni, è un bambino che – in più rispetto agli altri bambini – abbaia anche (e se un amico abbaia – dice una volta a Charlie Brown – è affidabile al 100%).

Nelle sue prime apparizioni, Snoopy aveva un aspetto più “canino”, con il muso appuntito e camminava sempre a quattro zampe.

Con il passare del tempo il suo aspetto si è “umanizzato”. Il suo naso si è ingrandito e ammorbidito (qualcuno ha scritto che il suo naso ha un forte valore protettivo, da accogliente seno materno).

snoopy2I suoi pensieri sono diventati parole; i suoi baci sono taumaturgici; la sua filosofia di vita è semplice ma al contempo profondamente completa.

Snoopy è il bambino che tutti siamo stati, che ha sognato di essere il calciatore più forte del mondo o che guidava una Ferrari da un volante di legno attaccato alla ringhiera del balcone di casa (con un mattarello di plastica legato sotto – nel mio caso – a fare da leva del cambio).

Snoopy è quello che non siamo più, che abbiamo sognato di essere ma non ci siamo riusciti, forse non ci abbiamo creduto, oppure il nostro destino era semplicemente un altro.

Ma in qualche parte di noi, i nostri vecchi sogni ci sono ancora. Forse ogni tanto tirarli fuori e abbandonarcisi non ci farebbe male.

Musica!

 

8 aprile 2015 Posted by | Notizie dal mondo fatato, Ricordi, Storie ordinarie, Un po' di me | , , | 27 commenti

La lotteria della vita

occhi-1In attesa dell’inizio delle mie terapie, ogni settimana devo fare la medicazione del PIC.

Così, il venerdì in tarda mattinata mi reco al day hospital oncologico in città, per questa operazione della durata di una decina di minuti.

A quell’ora nel day hospital vi sono pochi utenti. Percorrendo il corridoio, passo davanti alle stanze nelle quali viene distribuita la terapia. Nelle stanze vi sono sedie e letti. Qualcuno è seduto, qualcuno discorre con gli altri, qualcuno mangia, qualcuno messaggia con il cellulare, qualcuno invece è sdraiato.

Venerdì scorso ho sbirciato all’interno di una stanza. In un letto vicino all’entrata stava sdraiata una donna, con il volto rivolto verso la porta. Era una donna dall’apparente età di circa  trent’anni, di bassa statura (per quanto ho potuto vedere) e bruttina. Portava occhiali rotondi con lenti spesse, dietro le quali spuntavano due occhi grandi. Aveva uno sguardo curioso, ma un po’ triste.

I nostri sguardi si sono incrociati per un attimo. Avrei voluto chiederle qual era la sua storia, ma forse non era affar mio.

Mi è venuta da pensare una cosa.

C’è chi nasce bello, ricco, intelligente, simpatico, sano.

C’è chi nasce brutto, povero, stupido, insopportabile, malato.

La vita è una lotteria, insomma.

E’ soltanto colpa o merito nostro se peschiamo la pallina giusta o quella sbagliata?

Bambini

29 marzo 2015 Posted by | Storie ordinarie | , | 13 commenti

L’avevo detto io!

tafazziIn questi giorni, nei quali qualcuno sarà ancora straziato per una tal disfatta…

In questi giorni, nei quali viene il dubbio che l’Oriana avesse più ragioni di quante gliene hanno riconosciute in vita…

In questi giorni, nei quali i “sinistri” dentro e fuori il PD si scagliano contro le misure del loro governo, prima ancora di conoscerle, dimostrando così ancora una volta l’attitudine di certa “sinistra” a darsi le martellate sui coglioni…

In questi giorni, nei quali si raggiungono picchi di deficienza stratosferici, che viene da chiedersi: ma perché io non ho mai a che fare con persone simili? Potrei finalmente scaricare le quintalate di insulti che ho messo da parte in questo periodo…

Ecco, in questi giorni mi viene da ripetere: l’avevo detto io che abbattere il muro di Berlino era un errore!

 

23 ottobre 2014 Posted by | Pensieri disarcionati | , | 6 commenti

Il mondo in fiamme

L’impressione è quella che oggi non ci sia più nessuno che guida l’autobus di questo bislacco mondo.

Prima forse c’erano troppi autisti, che litigavano tra loro e ognuno voleva sterzare dalla propria parte.

Adesso l’impressione è che tutti gli autisti si siano sdraiati a terra, che l’autobus percorra la sua strada senza una guida e, avvicinandosi il burrone, che ognuno voglia vedere chi per primo viene preso dal panico e corre a prendere in mano il volante.

Ammesso che si sia ancora in tempo per sterzare…

guerra

“Quando i ricchi si fanno la guerra, sono i poveri che muoiono” (J.P. Sartre)

Non capisco perché…

24 luglio 2014 Posted by | Storie ordinarie | , | 13 commenti