Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Maturità

Oggi è stato il giorno dell’esame di maturità per mia figlia.

Mi sembra ieri che l’avevo fotografata una mattina di settembre del 2008 mentre con uno zainetto più grande di lei stava affrontando il suo primo giorno di scuola.

Ne sono passati di anni, ne sono successe di cose, ne è passata di acqua sotto i ponti (e a volte anche sopra).

Io ho ricordi sfocati del mio esame di maturità.

Ricordo che siamo andati a sostenerlo in città, perché il nostro liceo al tempo era ancora una sezione distaccata.

Ricordo il giorno che ci siamo recati in auto all’esame scritto e ricordo l’attesa fuori dalla scuola, per aspettare gli altri.

Ricordo una grande aula con i banchi separati e nient’altro.

Il mio cervello evidentemente ha resettato un momento che non riteneva poi così importante.

Oggi i ricordi si condividono sui social, le foto, gli in bocca al lupo, tutto viene condiviso e forse rimarrà più a lungo nella memoria.

Si apre una nuova stagione di vita, con nuovi traguardi da superare e nuove mete da raggiungere.

Lungo la strada della vita.

22 giugno 2021 Posted by | Notti insonni, Scuola, Storie ordinarie | , | 2 commenti

Ma che cosa ti ho fatto io?

Stasera mi sono visto in tv per l’ennesima volta Indovina chi viene a cena?, il film del 1967 di Stanley Kramer con Sidney Poitier (lo sposo di colore), Katharine Hepburn (la mamma della sposa, all’epoca sessantenne ma ancora splendida), Spencer Tracy (il padre, pluripremiato per i suoi film) e Katharine Houghton (la dolce e spensierata ma determinata figlia).

Considerato il periodo nel quale fu girato, un film contiene una forte tematica antirazzista, non nuova per il regista.

Il film è anche un inno alla resistenza. Lo dice chiaramente il padre (dapprima contrario al matrimonio) nel suo discorso finale agli sposi: sapete a quali tremende difficoltà andrete incontro, ma tra queste non vi sarò io.

Forse qualcuno si chiederà cosa c’entra il titolo del post con questo film: niente.

Ho visto il film per scrollarmi di dosso una frase sentita oggi, che continua a frullarmi in testa. Vi sono frasi che si inseriscono nella mente, si incollano alla memoria e non riesci a distaccartene. E la loro ripetizione è come un mantra disperato, una richiesta di aiuto che rimane inascoltata.

Soprattutto sapendo chi pronuncia quelle parole nei confronti di chi.

 

7 marzo 2021 Posted by | Notti insonni, Un po' di me | | 1 commento

E sono di nuovo qui…

… alle due di notte.

Ero a letto e mi sono alzato: non riesco a dormire. Mi sono fatto una camomilla; continuerò a leggere; forse guarderò un po’ di televisione.

Accade sempre più spesso, forse è la vecchiaia. Quando accade qualcosa di diverso, di inaspettato nella mia giornata, soprattutto se è a ridosso della sera, fatico a prendere sonno.

Mi agito.

E’ accaduto qualche giorno fa con una telefonata serale. Una di quelle telefonate con discussioni negative. Quali sono le discussioni negative? Quelle che non ti lasciano niente dentro, che ti fanno incazzare e basta. In una discussione positiva c’è un proficuo scambio di opinioni. Forse alla fine ognuno rimane della propria opinione, però ha visto una cosa sotto un altro punto di vista, si è un po’ arricchito insomma. Nelle discussioni negative invece non accade niente di tutto questo: forse perché le discussioni negative sono collegate alle persone negative. Comunque ho deciso che con quella persona di sera non parlo più; se mi chiama non rispondo.

Poi domani mattina mi devo svegliare presto per andare in bici, perché mica posso uscire alle dieci, troppo caldo. Alle dieci semmai torno, quindi devo uscire entro le otto. Poi quando torno faccio la doccia, mangio e quindi mi abbiocco, con mia figlia che mi dice che sono vecchio.

Mah… proverò con un po’ di melatonina.

P.S.: comunque ho aperto il nuovo tag vecchiaia.

Come passa il tempo…

27 giugno 2020 Posted by | Notti insonni, Un po' di me | , | 6 commenti

Una poesia

Vorrei rilanciare questo post di un paio d’anni fa.

Lo faccio perché questa poesia mi è tornata in mente qualche giorno fa, non ricordo in quale occasione o per quale associazione d’idee.

Questa poesia, attribuita a Charles Bukowski, l’ho scoperta casualmente stasera in rete.

Non sono sicuro che si intitoli effettivamente così.

Non sono neanche sicuro che appartenga proprio a Bukowski.

So soltanto che è bellissima.

Non ho smesso di pensarti,
vorrei tanto dirtelo.
Vorrei scriverti che mi piacerebbe tornare,
che mi manchi
e che ti penso.
Ma non ti cerco.
Non ti scrivo neppure ciao.
Non so come stai.
E mi manca saperlo.
Hai progetti?
Hai sorriso oggi?
Cos’hai sognato?
Esci?
Dove vai?
Hai dei sogni?
Hai mangiato?
Mi piacerebbe riuscire a cercarti.
Ma non ne ho la forza.
E neanche tu ne hai.
Ed allora restiamo ad aspettarci invano.
E pensiamoci.
E ricordami.
E ricordati che ti penso,
che non lo sai ma ti vivo ogni giorno,
che scrivo di te.
E ricordati che cercare e pensare son due cose diverse.
Ed io ti penso
ma non ti cerco.

15 Maggio 2020 Posted by | Notti insonni | | 10 commenti

Le mie risposte alle grandi domande

Sto diventando vecchio (N.B.: non ho scritto “sono vecchio”, ho scritto che lo sto diventando).

La cosa si vede anche dalle fissazioni, dai chiodi fissi che mi prendono.

Per esempio, da tempo, quando mi siedo sul water, mi trovo a pensare: ma l’universo quali confini può avere? Se si espande continuamente, cosa c’è oltre i suoi confini?

E rimango lì a pensare, perché la mia mente non riesce a concepire che una cosa, già immensa di per sé, possa espandersi a una velocità tale che nemmeno possiamo immaginarci.

Come il cacio sui maccheroni è uscito questo libretto, allegato a Repubblica,e  ovviamente me lo sono comprato subito.

Il grande Stephen Hawking ha scritto questo libro nell’anno prima di morire.

Con un po’ d’ironia e tanta pazienza, ci spiega che probabilmente l’universo si è creato spontaneamente dal nulla.

Il Big Bang ha prodotto un’enorme quantità di energia positiva, e contemporaneamente ha prodotto la stessa quantità di energia negativa, che si azzerano a vicenda: l’universo nel suo complesso ammonta a nulla.

E nell’istante del Big Bang ha iniziato a esistere anche il tempo: prima non esisteva.

Le nostre menti finite faticano a comprendere un universo infinito.

Le galassie si allontanano le une dalle altre: basandosi sull’attuale velocità di espansione, tra i dieci e i quindici miliardi di anni fa dovevano essere vicinissime. Probabilmente l’universo ha avuto inizio allora.

Noi viviamo in uno spazio tridimensionale, ma lo spazio di dimensioni ne ha dieci, più il tempo: sette di queste dimensioni sono “compattate”, cioè arrotolate su sé stesse.

Riusciremo a colonizzare lo spazio? Probabilmente sì, anzi secondo Hawking dobbiamo farlo, perché la Terra non può resistere alla pressione alla quale la sottoponiamo, ma i viaggi spaziali saranno difficili per noi: troppo lunghi gli spostamenti interstellari. Il viaggio verso la stella a noi più vicina richiederebbe otto anni e uno fino al centro della galassia cinquantamila.

Ma secondo la teoria della relatività, se si può viaggiare più veloci della luce si può anche tornare indietro nel tempo: parto stamattina e arrivo ieri sera.

Per non parlare poi dei buchi neri. E di tutta la problematica dell’intelligenza artificiale.

Insomma, Hawking avrà anche dato le sue risposte, ma la mia permanenza sul water non si è semplificata di molto (e se potessi tornare indietro…).

Gente metropolitana

23 marzo 2019 Posted by | Notti insonni, Pensieri disarcionati | , , | 2 commenti

Vabbe’…

Ho capito, è quasi un mese che latito, ma prima il lavoro, poi le ferie, poi…

Non ho scuse, lo so.

Sono tornato oggi dalle vacanze e mercoledì riprenderò il lavoro.

Perché mercoledì? Che razza di giorno di rientro dalle ferie è il mercoledì?

Effettivamente visto così potrebbe sembrare strano, ma dal momento che martedì ho una visita di controllo (il cosiddetto follow up), mi sono detto: ha senso che rientri lunedì e poi stia subito a casa martedì?

Da ciò è uscito fuori il mercoledì.

Rientro dalle ferie con due chili di peso in più (e tanti soldi in meno). Questo fine settimana devo riprendere in mano la bici, tempo permettendo, perché ho visto che qui al nord l’aria si è fatta un po’ freschetta.

Tutto sommato mi sento abbastanza rilassato e riposato.

Nei prossimi giorni farò un giro per gli altri blog a vedere cos’avete combinato in queste ultime settimane.

Per il momento… buonanotte!

Rino Gaetano – Sei ottavi

8 settembre 2017 Posted by | Notti insonni, Un po' di me | , | 8 commenti

Quell’odore…

Notte un po’ insonne, quella appena trascorsa.

La colpa è anche un po’ mia, perché mi sono addormentato praticamente quasi subito dopo cena – una cenetta frugale frugale, a base di salmone affumicato biologico norvegese, insalata verde con pomodorini, qualche fettina di salume, una susina e una pesca – con il libro in mano.

Ovvio quindi che alle tre di notte mi svegliassi e non riuscissi più a riprendere sonno.

Così, dopo un po’ di giramenti nel letto, mi sono spostato in cucina e ho letto un capitolo di David Copperfield. Poi verso le quattro e mezza sono tornato a letto e quando alle sei è suonata la sveglia le ho dato una manata e ho proseguito a dormire.

Poco male, perché oggi sono in permesso – a noi malati oncologici ci equiparano ai disabili e ci omaggiano dei tre giorni di permesso mensile – e il programma della mattinata era la bicicletta.

Dopo colazione e dopo avere scarrozzato la piccola all’oratorio, sono partito con la mia Bianchi spillo. Ho optato per un inizio di percorso pianeggiante, per dirigermi poi verso le colline dell’Oltrepò pavese.

granoturcoHo imboccato pertanto la strada verso il Grande Fiume. A distanza di circa un chilometro dal paese, dopo avere attraversato il cavalcavia dell’autostrada – a proposito, avete mai notato che quando percorrete un cavalcavia in bicicletta, la prima parte, cioè quella in salita, è sempre più lunga della seconda, cioè quella in discesa? E la cosa strana è che accade la stessa cosa anche quando lo percorrete nel senso opposto. Mah… misteri della vita… – dopo aver attraversato il cavalcavia, dicevo, è accaduto.

Cos’è accaduto?

E’ accaduto che mi sono ritrovato improvvisamente immerso in un odore, anzi direi in un profumo che mi è entrato nelle narici e ha fatto immediatamente capolino nella mia memoria. In un istante mi sono ritrovato indietro di quarant’anni, sul balcone della casa nella quale ho vissuto la mia adolescenza, a leggere le avventure di Paperino, Topolino, Paperone e via dicendo, che nella prima metà degli anni settanta andavano alla grande in casa mia.

Sono rimasto stupito da questa cosa. Mi sono guardato intorno; sarà stato forse il campo di mais che stava alla mia sinistra, oppure qualche strana erba del campo sulla destra, che sentivo anche allora e che mi ha fatto ricordare quegli anni? Ancora adesso non lo so, ma per qualche centinaio di metri mi sono immerso in quei dolci ricordi, come se si fosse spalancata improvvisamente una porta sul mio passato e sulle persone che allora mi accompagnavano nel corso della vita.

Un paio d’ore dopo e con qualche decina di chilometri nella gambe, ho rifatto la stessa strada per tornare al paese, ma quell’odore, quel profumo non c’era più.

Poco male, è stato bello ugualmente.

11 agosto 2016 Posted by | Notti insonni, Smancerie pseudo-sentimentali | | 19 commenti