Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Mi ritorni in mente

Pur non amando particolarmente Lucio Battisti (in alcuni casi l’ho trovato un po’ troppo melenso), c’è una canzone della mia giovinezza che mi ha colpito particolarmente, sia quando è uscita (nel lontano 1969), sia oggi.

La canzone è Mi ritorni in mente e mi piace la musica, il testo e soprattutto il cambio continuo di ritmo.

Ma questa canzone mi ha sempre colpito per un altro motivo, per quella strofa che fa:

Ma c’è qualcosa che non scordo

Quella sera, ballavi insieme a me e ti stringevi a me

All’improvviso mi hai chiesto lui chi è

Un sorriso e ho visto la mia fine sul tuo viso

Il nostro amor dissolversi nel vento

Ricordo, sono morto in un momento

Ecco, io mi sono sempre impersonato nell’uomo, ma in quello che balla con la sua compagna e tutto d’un tratto lei gli chiede: “Ma chi è quello lì?”

E allora lui capisce all’improvviso che la cosa sta mettendosi male e quindi tenta un’ultima disperata reazione, le fa una descrizione di “quello lì” che peggio di così non si può: uno stronzo, un fallito, un truffatore, un mascalzone, un farabutto, un fetente, un sadico, un miserabile, uno che mi deve ancora restituire 20 euro che gli ho prestato cinque anni fa, un  leghista…

Ma non c’è niente da fare.

E’ risaputo che alle donne piacciono i tipacci…

Poi, tutto a un tratto, uno si ritrova dall’altra parte della “barricata”.

Mi ritorni in mente

30 dicembre 2019 Posted by | Musica, Ricordi, Storie ordinarie, Un po' di me | , , | 7 commenti

Ed è passato anche questo Natale…

Mo’aspettiamo la Befana!

 

27 dicembre 2019 Posted by | Storie ordinarie | | 6 commenti

Camminare

Oggi pomeriggio sono uscito verso le tre e mezza e ho fatto la mia solita camminata di due ore (e cinque minuti).

L’aria non era eccessivamente fredda, anzi in questo periodo fa freddo al mattino, ma poi nelle ore centrali della giornata la temperatura raggiunge i 7-8 gradi, a volte anche 10-11.

Quando  fa troppo freddo per andare in bicicletta mi metto a camminare.

Non pensavo che mi sarebbe piaciuto, perché a differenza della bicicletta nella camminata è insita la lentezza.

Le distanze assumono una diversa connotazione, il percorso viene ispezionato metro per metro, l’aria entra liberamente nei polmoni, senza filtri, lo sguardo può perdersi nella campagna, senza timore di andare a sbattere. Anche il leprotto che lesto attraversa il sentiero appare quasi più tranquillo, come se sapesse che, vada come vada, non lo raggiungerai mai e poi mai.

Camminare senza meta, senza orari, dà un senso di libertà e aiuta a riflettere sulle cose della vita.

Poi si torna a casa…

15 dicembre 2019 Posted by | Storie ordinarie | , | 11 commenti

Cena con delitto

Parte un po’ lento ‘sto film, a dire la verità.

Se devo confessarlo, credo di avere pisolato per qualche minuto, ma forse era la stanchezza (forse).

Poi un improvviso balzo di volume mi ha svegliato.

Però poi il film mi è piaciuto e alla fine c’è l’immancabile colpo di scena.

Un ruolo diverso dal solito per Daniel Graig, detective un po’ tardo che però alla fine si scopre che ha capito tutto.

Brava anche Ana de Armas, l’infermiera al centro di tutta la storia, che vomita tutte le volte che dice una bugia.

Consigliato solo se al cinema state lontani da tardo adolescenti che passano due ore a sgranocchiare pop corn e succhiare coca cola.

 

8 dicembre 2019 Posted by | Storie ordinarie | | 4 commenti

Bisogna saper perdere

Che poi spesso non è neanche una sconfitta nel vero senso della parola: trattasi di ritirata, tregua, armistizio.

Sia come sia, non si può sempre vincere.

Non si può vincere soprattutto se l’avversario sta per essere distrutto.

Sconfiggerlo è un conto, distruggerlo un altro.

Un avversario distrutto diventa un nemico, che non scompare, ma si ricompone e vuole fartela pagare.

Comunque queste sono tutte elucubrazioni di un quasi sessantenne.

Non fateci caso.

Bisogna saper perdere

 

3 dicembre 2019 Posted by | Storie ordinarie, Un po' di me | , , , | 3 commenti

Perché non chiedono mai il perché?

In ufficio abbiamo alcune persone “nuove” (nel senso di neo assunte) e alcune persone “vecchie” (nel senso di anzianità di servizio).

Entrambe le categorie sono però accomunate da una caratteristica comune: a volte chiedono come si fa una cosa per loro nuova, ma sembrano sempre fermarsi alla superficie.

In altre parole, non chiedono il perché si fa in quel dato modo.

Quindi, quando capita un altro caso simile, tornano a chiedere come si fa, perché non hanno imparato la regola che sta alla base.

Io cerco sempre di spiegare il perché, ma loro non sembrano interessate.

Quando facciamo formazione, alla fine chiedo se è tutto chiaro e rispondono di sì. Poi capita il problema da risolvere e compiono delle acrobazie che manco al circo si vedono e perdono un sacco di tempo perché non ricordano più come si fanno le cose e vanno in archivio a cercare documenti che magari hanno sotto il naso.

Che si fa in questi casi?

Si prende atto della situazione e si mettono da parte gli obiettivi di miglioramento professionale.

Per forza.

 

2 dicembre 2019 Posted by | Storie ordinarie, Vita lavorativa | | 5 commenti

Oggi pranzo da solo

Con un fantastico risotto: ai porcini, allo zafferano, al radicchio e gorgonzola, alla zucca?

Credo che mi sgargarozzerò anche un buon frizzantino.

Nella cultura popolare dalla quale provengo mangiare è sempre stato sinonimo di salute.

E’ stato anche sinonimo non dico di ricchezza, ma comunque di stabilità economica.

Quando da bambino si andava a trovare qualcuno, la prima cosa che ti offrivano era da mangiare: si ricordavano dei tempi della guerra, del dopoguerra e della fame patita.

Oggi per fortuna noi ricchi occidentale la fame non la soffriamo più, anche se c’è chi non se la passa bene.

Per questo stamattina una parte della mia spesa è andata al Banco alimentare, i cui volontari erano fuori dal supermercato.

Che possano questi alimenti scaldare un po’ lo stomaco e l’anima di chi è meno fortunato di me.

In fondo la vita è anche questo…

Buon appetito.

30 novembre 2019 Posted by | Cucina, Ricordi, Storie ordinarie, Un po' di me | , , , | 4 commenti

… e domani blec fraidei!

Lo so che non andrebbe fatto.

Lo so che sono abitudini sconce ereditate dagli ienchi.

Lo so che non va bene seguire la massa.

Però, visto che oggi sono andato a ritirare il referto dell’ultima risonanza magnetica (risultato negativo) e ho fatto la visita di controllo dall’otorino (tutto a posto), allora domani crepi l’avarizia: forse qualche decina di euro possiamo anche spenderli con la (ex) piccola!

Ho detto qualche, non tanti

Il fatto è che non si capisce la vacuità del denaro finché non lo si mette a confronto con la salute.

Fatemi gli auguri…

28 novembre 2019 Posted by | Salute, Storie ordinarie | , | 7 commenti

Se sapeste…

Stasera durante la cena, mentre mia moglie e mia figlia litigavano,

a un certo punto ho detto:

“Se sapeste cosa mi aveva consigliato la psicanalista a proposito di questa situazione…”

Silenzio.

“Di mandarvi a quel paese e di andarmene il più presto possibile.”

 

26 novembre 2019 Posted by | Storie ordinarie, Un po' di me | , | 13 commenti

E’ proprio finita…

… parlo dell’estate, ovviamente.

Dopo l’appendice tardo estiva durata fino a una settimana fa, ora siamo in piena atmosfera britannica (di inglese abbiamo la pioggia, ma non la campagna, la regina e i castelli della Scozia).

Ieri lo scroscio della pioggia era continuo e battente. Non si stava male sotto le coperte, a leggere e dormicchiare.

Poi verso le cinque di pomeriggio è comparso il sole, per rifarsi vivo coraggiosamente stamattina, riscaldando un po’ l’aria mattutina ormai al di sotto dei dieci gradi.

Ogni tanto uno sprazzo di lentezza nella vita ci vuole.

Forse il sole non si mostrerà più per tutta la settimana.

Pazienza.

4 novembre 2019 Posted by | Storie ordinarie | , | 14 commenti