Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Mah…

Uhm…

bibulo2

Clic?

Mah…

prego

 

 

23 febbraio 2017 Posted by | Libri, Storie ordinarie | | Lascia un commento

Mamma o papà?

mamma-o-papaDiversi commenti dicono che questo film non sia un granché, che contenga episodi di violenza domestica, che non sia aderente alla realtà, ecc.

Effettivamente non è un film da Oscar, ma è comunque gradevole e gli episodi che non fanno ridere è perché fanno riflettere.

E questo lo dico pur non apprezzando particolarmente né Antonio AlbanesePaola Cortellesi.

In questo film viene capovolto quello che di solito succede nelle separazioni, quando entrambi i genitori vogliono l’affidamento dei figli e per questo molti di loro sono anche disposti a parlare male del coniuge. Qui invece i due “separandi” lottano per scaricare i figli all’altro, ma lo fanno in maniera goffa, inventandosi situazioni nelle quali i tre poveri ragazzi da carnefici dei genitori diventano loro vittime.

In realtà quello dell’affidamento dei figli in caso di separazione o divorzio è un problema grosso come una casa.

Dopo la legge del 2006 l’affidamento condiviso è la regola: si deroga soltanto se c’è una valida ragione per preferire l’affidamento esclusivo.

L’affidamento condiviso prevede che i figli mantengano rapporti equilibrati e continuativi non soltanto con i genitori, ma anche con i nonni e gli altri parenti; che i genitori decidano insieme le cose importanti per loro, per la loro educazione; che i compiti e le responsabilità vengano ripartite tra i due, eccetera eccetera.

Insomma, tutte cose bellissime, ma se queste non erano possibili nel matrimonio, come possono essere possibili nella separazione prima e nel divorzio dopo?

Per non parlare poi dei problemi logistici, nel caso in cui i genitori vogliano “scaricarsi” i figli per lo stesso identico tempo (ho già parlato qui di un delizioso romanzo sulle disavventure in merito). Meglio, tutto sommato, quando i figli diventano grandi e possono scegliere loro con chi stare e chi vedere o meno. In caso di figli piccoli, tutto è maledettamente complicato.

Certo, come film si poteva fare di più, ma comunque se proprio non c’è niente di meglio da vedere…

Musica!

19 febbraio 2017 Posted by | Film | | 14 commenti

Può capitare…

arrabbiato3Può capitare che al mattino, quando accendi il cellulare prima di uscire di casa per andare al lavoro, vedi che non è completamente carico, diciamo che sta all’80%.

Può capitare che pensi: macchissenefrega, in fondo sto in ufficio, mica devo fare chissà che cosa.

Può capitare che durante il giorno ricevi al massimo un paio di messaggi, niente di che.

Può capitare che quando esci dall’ufficio alle cinque ti ricordi che devi andare in città, in quel tal negozio, che chiude alle sei, a ritirare quella tal cosa.

Può capitare che te ne vai in città, arrivi al negozio e ci trovi due simpatiche (e non solo) signorine che ti dicono: il negozio si è trasferito! e ti forniscono il nuovo indirizzo.

Può capitare che non sai proprio da che parte sta via San Vidigulfo martire, e ci devi pure arrivare entro le sie, ma non c’è problema, tanto c’ho il navigatore sul cellulare!

Può capitare che quando sali in auto e accendi il cellulare ti accorgi che è quasi scarico, e allora ricordi che al mattino forse facevi meglio a caricarlo completamente, perché con il navigatore acceso, consuma più batteria di quanta riesca a ricaricare dall’auto.

Tutto questo può capitare, ma perché quando apri il navigatore, ti viene fuori il messaggio: è disponibile un aggiornamento delle mappe. Scaricarlo ora?

E se rispondi sì, ti dice che l’aggiornamento è pesante e la cosa potrebbe anche andare per le lunghe, mentre tu temi che il negozio chiuda e allora rispondi no e quindi capita che il navigatore non trovi via Vidigulfo martire, che probabilmente l’hanno rinominata la mattina di quel giorno stesso e quindi…

mavaffanculo!

Coro eccezionale!

 

16 febbraio 2017 Posted by | Diavolerie tecnologiche, Storie ordinarie | | 28 commenti

Cari miei sanvalentiniani…

Avete fatto tardi ieri sera?

Siete arrivati/e tardi al lavoro stamattina? Oppure non ci siete andati/e per niente?

Sappiate che l’INPS ha ricevuto precise disposizioni dal Ministero (quale, poco importa): controlli serrati sulle malattie post-San Valentino.

P.S.: questa cosa qui mica la sapevo…

 

15 febbraio 2017 Posted by | Smancerie pseudo-sentimentali | | 25 commenti

Ecchec…!

E’ che mi ha fatto proprio sbottare, dopo l’ennesimo “Ma che bravo Trump! Adesso caccia tutti gli irregolari. Dovremmo farlo anche noi.

E’ che i trumpisti all’italiana mi stanno sui coglioni. Sono quelli che se devono aspettare mezz’ora al pronto soccorso chiamano la polizia, poi inneggiano a un Paese dove se non hai un’assicurazione o la carta di credito, in ospedale ti danno un calcio in culo.

Prima gli italiani! – ho replicato – Prima mandiamo affanculo gli evasori fiscali, i mafiosi, i tangentisti, poi pensiamo a mandare a casa loro gli immigrati. Perché l’Italia mica l’hanno rovinata gli immigrati.

Ecchecazzo!

Aretha Franklin – Rolling in the Deep

11 febbraio 2017 Posted by | Storie ordinarie | , | 8 commenti

Robot da cucina

robot2Eh no, non parliamo dei soliti robot da cucina, più o meno tecnologici.

Qui parliamo di un sistema messo a punto dalla Barilla che è una roba più complessa, con tanto di forno intelligente che scansiona e legge le istruzioni di cottura: clicca qui.

La voce metallica che ci accompagna durante la cottura – trattandoci un po’ da deficienti, a dire la verità – mi ricorda quella dei navigatori per auto: la signora la chiamava mia figlia quando era piccola, quella che ci spiegava come arrivare in vacanza senza perderci (cosa che a me è sempre risultata alquanto facile).

Mi chiedevo se questa non fosse la logica conseguenza di tutte le trasmissioni di cucina che ci vengono propinate continuamente dalla televisione. Sì, perché uno vede preparare tutti quei piatti in quattro e quattr’otto e gli vengono i complessi d’inferiorità.

Però io tutto sommato non sono neanche troppo contrario a queste cose tecnologiche: ogni tanto si possono anche usare. Il problema è per chi si cucina. Perché secondo me c’è una differenza di fondo tra cucinare per sé stessi e cucinare per un’altra o altre persone. Che poi la cucina è un pezzo della vita: si dice che uno che mangia male poi vive anche male, ma è vero anche il contrario; uno che vive male non è che può ritagliarsi un angolo (di cottura) felice. La vita è tutta un incastro. O no?

Vabbe’, il discorso sarebbe lungo. Domani si lavora e bisogna andare a letto presto, che il lunedì è sempre una giornataccia.

Buona settimana a tutt quant.

Paolo Pa

5 febbraio 2017 Posted by | Cucina | | 9 commenti

Piccole truffe

Sull’ultimo numero di Altroconsumo c’è un articolo sulle piccole e grandi scorrettezze che le aziende utilizzano sulle confezioni dei loro prodotti per indurre il consumatore ad acquistarli.

Diciamo che sfruttando lacune legislative o “pigrizie” degli organi di vigilanza, si tenta di fare passare per pregiato un prodotto fatto con ingredienti scadenti o fresco uno che contiene conservanti.

L’ordine con cui i singoli ingredienti devono essere riportati in etichetta non è casuale: al primo posto deve essere riportato quello presente in misura maggiore e via via tutti gli altri. Ma non è previsto l’obbligo di indicare le dosi di tutti gli ingredienti, ma solo di quelli che compaiono nel nome e/o nella foto del prodotto.

Per esempio…

saikebon

In evidenza, in giallo fluo, la scritta “manzo” e uno si aspetta di trovare pezzi di carne nell’alimento.

Ma il manzo è lo 0,5% del condimento, che a sua volta rappresenta il 10% di tutto il prodotto.

Quindi, su 60 grammi di prodotto, vi sono ben 0,3 grammi di manzo (praticamente una capocchia di spillo).

gioiaverde-funghi

E se invece vogliamo mangiarci un piatto di tortellini ai funghi?

Compriamo questi, dove sulla confezione compaiono splendidi porcini e invece l’etichetta ci dice che

i funghi utilizzati sono per il 90% champignon.

buongrano

E se, per finire, siamo un po’ salutisti e preferiamo i biscotti con farina integrale, magari compriamo questi.

Peccato però che si tratti solo di farina normale, alla quale è stata aggiunta crusca (aumenta la fibra, ma manca il germe di grano, che c’è invece negli sfarinati integrali (e che sarebbe la parte più “nobile”).

Insomma, occhio all’etichetta, viene da dire.

Ma l’etichetta su tutte le cose, mica solo dei prodotti alimentari. Perché ho parlato di queste ultime? Perché stasera ho visto l’intervista di Virginia Raggi a opera di Enrico Mentana su La7: non mi è piaciuta per niente, l’intervista, ovviamente.

Il problema maggiore che abbiamo oggi non è quello delle polizze del sindaco di Roma, ma è quello di trovare tre miliardi e mezzo di euro in qualche settimana per evitare il commissariamento da parte dell’Unione Europea.

E non mi si dica che la gente vuole sapere delle polizze. E’ ovvio che se le metti in prima pagina su tutti i giornali, con tanto di titoloni altisonanti, e al primo posto nelle notizie dei TG, crei una sorta di curiosità da parte della gente. In questo modo, si riuscirebbe a creare interesse anche a quante volte va in bagno il mio vicino di casa, ma ciò non significa che sia una notizia importante.

Importante sarebbe quantificare quanto può costare a un lavoratore dipendente che deve andare al lavoro in auto il prossimo aumento del prezzo della benzina, per esempio. Pardon, aumento delle accise, lo chiamano. Ma questo lo lasceranno fare agli interessati, che lo misureranno direttamente nel loro portafogli.

P.S.: che poi a trovare i soldi aumentando la benzina o le sigarette, mica c’è bisogno di grandi economisti. Ero capace anch’io di arrivarci…

Buon uichend.

Francesco Guccini – Cirano

3 febbraio 2017 Posted by | Storie ordinarie | , | 13 commenti

Gender – la rivoluzione

gender-revolution-ngm-coversIl numero di gennaio 2017 di National Geographic è dedicato al tema dell’identità di genere. Un tema – si legge nell’introduzione – che da noi viene troppo spesso liquidato con dogmatismo o moralismo.

Appena imparano a parlare, quasi tutti i bambini affermano un’identità di genere (maschio o femmina) conforme al sesso biologico. Con la crescita, però, l’identità di alcuni diventa meno netta. Intorno ai due anni di età i bambini diventano coscienti delle differenze fisiche tra maschi e femmine. A quattro anni, quasi tutti hanno ben chiara la propria identità di genere; nello stesso periodo i bambini imparano a comportarsi in base ai ruoli di genere e a comportarsi ” da maschi” o “da femmine” quando si tratta di scegliere giocattoli, vestiti, attività amici.

Quando i bambini hanno interessi e capacità diversi da ciò che la società si aspetta sono spesso soggetti a discriminazione e bullismo. Per alcuni bambini l’identificazione con l’altro genere può essere temporanea; altri che si sentono di genere non conforme nella prima infanzia diventano adulti transgender. Le cause sono probabilmente sia biologiche, sia sociali. E’ fondamentale che i genitori amino incondizionatamente i propri figli e li accettino per quello che sono. Le ricerche indicano che il genere è definito dalla nascita e che non c’è modo di intervenire per cambiarlo.

Mentre l’identità di genere di solito si evidenzia nella prima infanzia, l’orientamento sessuale (che si riferisce alle persone di cui ci si innamora o da cui si è attratti) si manifesta successivamente. Le ricerche mostrano che, al pari dell’identità di genere, l’orientamento sessuale non può essere cambiato.

Sono contento che una rivista seria si occupi di questo tema, spesso soggetto a commenti idioti.

Però, per uno che è abituato a pensare in termini di maschio/femmina/epoiquelliunpo’diquaeunpo’dilà, mica è facile districarsi tra tutte le categorie che ci sono: queer, androgini, bi-gender, transboy, persone non binarie intersessuali, cisgender, genderfluid…

Ecchecaspita!

Ai miei tempi tutto era più semplice: o stavi de qua, o stavi dellà!

Buona settimana a tutte/i.

Banco del Mutuo Soccorso – Paolo Pa

29 gennaio 2017 Posted by | Manate di erudizione, Storie ordinarie | , | 20 commenti

Per non dimenticare

schindlers-listIeri sera ho visto in tv Schindler’s List.

A volte anche la televisione riesce ad avere momenti “alti”, purtroppo sempre meno frequenti.

Nelle settimane scorse, quando stavo a casa in malattia mi sono visto diversi documentari sulla follia nazista; riesco sempre a stupirmi di quanto sia potuto accadere in Europa 70-80 anni fa, a opera non solo di psicopatici, ma anche di “normali padri di famiglia”.

E mi stupisco ancora di più che da settant’anni l’Europa occidentale sia in pace (credo che sia il periodo più lungo).

Mi rigiro tra le mani il libricino (piccolo per dimensioni ma enorme per il contenuto) di Primo Levi, Se questo è un uomo e oggi come allora mi colpiscono i versi introduttivi del testo:

Voi che vivete sicuri

Nelle vostre tiepide case,

Voi che trovate tornando a sera

Il cibo caldo e visi amici

Considerate se questo è un uomo

“Quando vediamo il Male fatto dagli altri – scrive Foa nell’introduzione – dobbiamo combatterlo a viso aperto, ma dobbiamo anche e sempre contrastare in noi stessi ogni tentazione di intolleranza, di disprezzo, di negazione degli altri.”

Ma il Male spesso, si traveste, si spaccia per altro, si nasconde: efficienza, successo, ricchezza, managerialità, modernità… Hai voglia.

Francesco Guccini – Auschwitz

28 gennaio 2017 Posted by | Film, Libri, Politica | , , | 13 commenti

Nostalgia…

kataweb1Della genesi della parola nostalgia ne ho già scritto qui, adesso voglio parlare di un vero e proprio attacco di nostalgia (un altro?) avuto ieri quando una persona ha pubblicato un post su facebook ricordando gli anni nei quali avevamo i blog su Kataweb e si era formata una solida rete di amicizie.

Alcune di quelle persone si ritrovano ora su facebook; alcune sono scomparse dal web; qualcuna purtroppo è scomparsa anche dalla vita.

Qualcuna di quelle persone l’ho conosciuta personalmente o telefonicamente, ma con la maggioranza di esse si era sviluppato un “comune sentire” che andava al di là della conoscenza diretta ma era qualcosa di profondo, sincero, reale. Mi sono appassionato alle loro storie e loro probabilmente alle mie. Storie, avventure, peripezie, disgrazie anche, che si sentiva il bisogno di raccontare in un luogo pubblico, sicuri di raccogliere quell’empatia che forse era insufficiente nella vita reale.

Ricordo i miei problemi di quegli anni, ma al confronto di quelli di oggi mi sembrano quisquilie. Avevo ancora la voglia di pensare a lunga scadenza.

Di quella compagnia sono uno dei pochi rimasti nella cosiddetta “blogosfera”. Chissà perché…

Ai posteri l’ardua sentenza.

Cocciante – Celeste nostalgia

27 gennaio 2017 Posted by | Ricordi | , | 11 commenti