Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

TANTA ANCORA VITA

Dopo tre storie da “cinque stelle”, di questa sinceramente non ne sentivo il bisogno.

320 pagine di elucubrazioni (che poi non sono altro che ragionamenti, riflessioni, meditazioni) sulla depressione, sulla guerra, sul rapporto madre-figlio (quando il figlio non c’è più), moglie-marito (quando il marito se n’è andato), madre-madre, eccetera.

Gioca un po’ con i nomi, con le figure retoriche, ma leggendo la quarta di copertina mi aspettavo di più, soprattutto da una che ha scritto le tre precedenti storie citate.

Forse sono io che non l’ho capito, può darsi, ma pazienza, sarà per la prossima volta.

P.S.: sono in pensione dal 1° luglio. Non ho ancora ben capito dove sono, per cui rimando i commenti alla prossima volta.

7 luglio 2026 Posted by | Libri | | 1 commento

Estate. Promessa e nostalgia

Forse al termine “promessa” avrei preferito “illusione”.

Nel senso che non è l’estate che promette, siamo noi che ci illudiamo. Graviamo l’estate di responsabilità eccessive e poi la facciamo sentire responsabile dei nostri fallimenti. Perché al di là del caldo, dei colori, delle feste e dei sapori, quando l’estate finisce non termina soltanto una stagione; rimane il senso della fine di un tempo, di un altro anno trascorso senza che si siano avverate tutte le nostre aspettative e allora i ricordi diventano rimpianti e possiamo segnare un’altra crocetta sul calendario della vita.

Ho pochi ricordi belli delle mie estati, anzi se devo essere sincero, frugo nella memoria ma non ne trovo nemmeno uno.

All’inizio dell’estate mi sentivo un po’ più solo, soprattutto quando andavo a scuola. Poi sono arrivate le estati del lavoro, delle ferie di fine agosto e dei rientri a settembre, senza mai avere combinato nulla di diverso dal solito, nulla che valesse la pena di essere ricordato; nulla che avesse lasciato anche un piccolo segno nei ricordi. E poi sono arrivate le estati con la famiglia, che fra poco lasceranno il campo alle estati da pensionato.

Non so, ma a volte ho l’impressione di avere perso intere stagioni della mia vita…

P.S.: questo è il primo dei libri che leggo della serie delle stagioni. Se mi lascia così quello dell’estate, figuriamoci gli altri…

2 giugno 2026 Posted by | Storie ordinarie, Un po' di me | , | Lascia un commento

Nord vs. Sud

Recentemente sono rimasto scandalizzato dopo avere frequentato un reparto di un grande ospedale di una grande città del Sud.

Eppure ho esperienza pluridecennale di frequenze di strutture per anziani, disabili, malati psichici, che in genere non godono di buona fama.

Ma le condizioni che ho visto in questo ospedale le superavano tutte.

Mi sono quindi chiesto: ma com’è possibile che nel 2026 dei cittadini possano tollerare una cosa simile? Se fosse accaduto al Nord, avrebbero già messo in galera mezza USL. E vogliamo parlare dei NAS? Qui verbalizzano la presenza di una ragnatela in un angolo di una stanza (giustamente) e in quel caso? Ne avrebbero disposto la chiusura immediata: condizioni igieniche scandalose; nessuna privacy; spazi ridottissimi; puzza; dipendenti chiaramente insufficienti.

Una cosa veramente scandalosa.

Poi mi sono fermato a riflettere.

Questa è la logica conseguenza non solo della mala gestione delle risorse pubbliche, ma anche dello spostamento delle risorse dal pubblico al privato, e non intendo soltanto nel settore sanitario.

Tutte le volte che faccio un lavoro in nero, non chiedo una fattura, ecc. provoco una minore entrata nelle casse del pubblico (sia lo Stato, la Regione, il Comune) di risorse destinate ai servizi pubblici.

Questo contemporaneamente comporta una maggiore disponibilità di risorse al privato, il quale evidentemente le indirizzerà a soddisfare i propri bisogni.

E infatti a un certo punto mi sono soffermato a osservare i visitatori dei pazienti: in larga parte gente ben vestita, con cellulari all’ultimo grido, che discutevano tra loro di vacanze, ristoranti, feste, ecc. E’ anche una questione di mentalità, indubbiamente rafforzata da esempi di politici/amministratori alquanto inefficienti (per non dire ladri).

Non che al Nord siamo tutti virtuosi, ovviamente, ma a questi livelli finora non siamo scesi.

E speriamo di non scendervi mai.

17 aprile 2026 Posted by | Politica | | 11 commenti

Le cose che si muovono

Ieri ne ho avuto la prova: le cose si muovono spontaneamente.

Sapevo che questa cosa accade per i libri: quando decidono che è arrivato il momento di essere letti, si mettono in mostra e tu te ne esci con un “ho appena finito questo libro e ho proprio voglia di iniziare quest’altro!” In realtà non è che hai deciso tu volontariamente, è il libro che ti ha spinto.

Ebbene, ieri sera ho avuto la prova che questo fenomeno riguarda probabilmente tutti gli altri oggetti.

Era da qualche mese che cercavo di recuperare un vecchio articolo letto su una rivista uscita negli anni ottanta che ho conservato: Panorama Mese, un mensile collegato al settimanale Panorama, quando era ancora un giornale serio e non il bollettino del berlusconismo come ora. Trattasi proprio del numero di cui riporto sopra la copertina (novembre 1982).

E’ un articolo in cui si racconta di un esperimento compiuto negli anni sessanta in un monastero benedettino messicano: una squadra di psicanalisti entrano in contatto con i monaci di clausura e, dopo diverse traversie, l’esperimento termina con le contumelie del Vaticano e i monaci che abbandonano il convento e si fanno una vita diversa, lavorativa e sentimentale (detto in poche parole).

Comunque, spinto dal desiderio di rileggere quell’articolo, che mi aveva colpito già all’epoca (parliamo di 44 anni fa, mica ciufoli), ho cercato in cantina dove mai potessero essere sepolte quelle vecchie riviste, senza successo. Mi era anche venuto il dubbio di averle buttate e avevo quasi deciso di smettere la loro ricerca, quando eri, sceso in cantina per prendere l’acqua, lo sguardo mi cade su un ripiano di uno scaffale e cosa vedo? le riviste stanno lì, tutte impilate in bella mostra, con sopra altri libri ma perfettamente visibili e riconoscibili.

In prima battuta uno si chiede: m come ho fatto a non vederle prima?

Semplice: perché prima non c’erano.

Hanno deciso loro quando farsi trovare, perché gli oggetti mica stanno fermi dove noi li depositiamo.

Eh no, sarebbe troppo semplice. Gli oggetti si muovono per conto loro, quando decidono di rimanere nascosti oppure quando decidono che è il momento di farsi trovare. Sono sicuro che si muovono quando nessuno li vede, perché altrimenti ecco che subito la gente griderebbe al soprannaturale, perché noi cerchiamo sempre la spiegazione più semplice ai fatti, non la più razionale.

Detto questo, mi sono riletto l’articolo e ora sono soddisfatto.

P.S.: forse avrei bisogno anch’io di uno psicanalista?

Naaaaaaaaa…

11 aprile 2026 Posted by | Pensieri disarcionati | | Lascia un commento

1° aprile

Oggi è stato il mio primo giorno da ex Direttore (e non è un pesce d’aprile).

Nella targhetta accanto alla porta ho lasciato il mio nome e ho tolto il “titolo”.

Avrei voluto mettere un “EX” accanto al “titolo”, ma poi ho pensato che era meglio evitare pinzillacchere.

Durante la cena le donne mi hanno chiesto cos’avevo fatto durante la giornata.

Poco.

Un colloquio con un fornitore di software, la ricerca di alcuni documenti (non trovati), la lettura delle mail, ma tutto molto ovattato, molto soft.

Così quando sono uscito dall’ufficio ho pensato che sarà dura trascorrere tre mesi così.

Ragion per cui ho pensato di portarmi questo e di iniziare l’avventura (mi ha sempre affascinato, anche se non so il perché).

A meno che non trovino qualche lavoretto da farmi fare…

1 aprile 2026 Posted by | Storie ordinarie, Un po' di me | , | 4 commenti

No, no, no e ancora no!

Inaspettato (almeno per me) il risultato del referendum sulla giustizia della settimana scorsa.

Inaspettata anche l’affluenza, decisamente in controtendenza rispetto alle ultime elezioni.

Il risultato ha determinato le dimissioni di alcune tra le persone più indifendibili, che comunque non rappresentavano nemmeno la punta dell’iceberg, perché l’iceberg è mooooooolto più profondo.

Non ho avuto il tempo di leggere analisi sul voto, su chi è andato a votare, se votava anche prima, se ha votato a caso o con cognizione.

Ci sarà tempo per farlo.

Intanto voglio fare due considerazioni.

Il risultato del referendum non è un testa a testa, come qualcuno di centro destra ha affermato in tv.  E’ un risultato che rispecchia quello del 1946: Repubblica (54,3%) vs Monarchia (45,7%).

Seconda considerazione: ora si prevede una risalita delle “quotazioni” del centro sinistra, galvanizzato dal voto.

Spero tanto che, com’è solito fare, non disperda (sputtani) la fiducia che ogni tanto gli elettori gli affidano. Che non si mettano a litigare “il capo lo faccio io”, “no lo voglio fare io”, ecc. E soprattutto che si confrontino e litighino anche – se proprio non ne possono fare a meno – ma su temi e problemi concreti, reali: come scovare gli evasori fiscali, come fare tornare in Italia i giovani che se ne sono andati all’estero; come chiudere le pseudo aziende che si reggono sul lavoro nero o sotto pagato, tanto per citarne solo alcuni.

Staremo a vedere…

29 marzo 2026 Posted by | Politica | | 2 commenti

Passi

Non sto parlando dell’app di Apple sull’aifon che misura i passi e che fa tutte le statistiche per dimostrarti che sei un pigrone.

Parlo dei passi che devo compiere nei prossimi mesi per arrivare all’agognata pensione, dal 1° luglio.

A fine mese termina il mio incarico di direttore e poi mi dedico all’affiancamento al mio sostituto.

E poi inizierò a organizzare l’ultimo periodo della mia vita.

Mi piacerebbe avere davanti almeno una decina di anni prima di diventare rincoglionito.

Poi mi piacerebbe non vivere troppo a lungo nel rincoglionimento.

Ma entrambe le cose non sono nella nostra disponibilità.

Per cui facciamo un passo alla volta…

15 marzo 2026 Posted by | Pensieri disarcionati, Storie ordinarie | , | 1 commento

AVVENTURE POSTUME DI PERSONAGGI ILLUSTRI

di Roberto Alajmo e Marco Carapezza (Sellerio Editore)

In una parola: dopo la dipartita (o morte, o decesso o scomparsa o estremo anelito, vedete un po’ voi) oltre a preoccuparvi della propria anima, sarebbe buona cosa occuparsi anche del proprio corpo, che non sempre è destinato a “riposare in pace” in un loculo o sotto qualche metro di terra.

Questo libretto (che mi è stato regalato da una cara amica che sente il peso delle mancate promesse salviniane sulla costruzione di un ponte che le darebbe finalmente la possibilità di mettere piede sul continente) racconta con sottile umorismo la storia di dieci cadaveri illustri che post mortem non hanno avuto vita facile (ops! Pardon, forse ho usato un termine improprio).

Ma esiste la vita dopo la morte? Si chiedono gli autori in apertura del libro.

Purtroppo sì: il mondo continua a girare a prescindere.

E l’anima? Lei se la cava, in un modo o nell’altro, al limite non esistendo o smettendo di esistere.

E’ il corpo quello che davvero smette di divertirsi.

E allora vediamo le peripezie dei corpi di Evita Peron, Luigi Pirandello, Vladimir Il’ic Lenin, Giuseppe Mazzini, Jeremy Bentham, Francisco Goya, Moliere, Cartesio, Papa Formoso e Sant’Agata.

Non voglio togliere il gusto della sorpresa a chi deciderà di leggerlo, vi svelo soltanto che il corpo di un Papa fu estratto (non a sorte) dalla tomba per essere processato e condannato dal suo successore. E il corpo, potete immaginarlo, non era certo in buone condizioni…

Buona lettura.

8 marzo 2026 Posted by | Libri | | 3 commenti

Dove siete?

E’ una domanda che mi faccio spesso, sintomo di una vecchiaia sempre più incombente.

Me lo chiedo al cimitero, di fronte alle foto dei miei genitori, dei miei parenti, dei miei amici: state navigando nell’immensità dell’universo? Come faremo a rivederci? Oppure siete semplicemente polvere chiusa in un loculo o seppellita in una tomba?

Me lo chiedo scorrendo vecchi post di questo ormai vetusto blog, post che risalgono tra i più letti chissà da chi, con commenti di persone molte delle quali svanite nel nulla.

Me lo chiedo e lo chiedo a volte a mia figlia quando sta fuori per lavoro o con amiche: dove sei? dove siete?

Me lo chiedo quando non mi vengono le parole, quando si fermano chissà dove nella mia testa e cerco un collegamento, un indizio, un ricordo, un sinonimo, insomma qualcosa che dia il senso di quello che sto per dire.

Forse la domanda dove siete? serve più a me per capire dove sono io rispetto agli altri.

1 marzo 2026 Posted by | Pensieri disarcionati, Storie ordinarie | , | 8 commenti

Anatomia di un istante

ANATOMIA DI UN ISTANTE di Javier Cercas – Ugo Guanda Editore 2010

Un libro romanzo-inchiesta sul colpo di Stato in Spagna del 23 febbraio 1981.

Una anatomia, anzi una vera e propria autopsia su un avvenimento che nell’immaginario collettivo è rimasto legato a un militare che, con un tricorno in testa e la pistola in pugno, teneva sotto scacco i parlamentari.

In realtà le cose erano un po’ più complesse e Cergas le analizza partendo dai protagonisti.

Durante l’intervento dei militari nel Congresso e le sparatorie avvenute nell’aula, solo tre parlamentari sono rimasti ritti nei loro posti. Il primo protagonista è Adolfo Suarez, presidente del consiglio dimissionario, l’artefice della costruzione della democrazia dopo la morte di Franco e la fine della dittatura. Osannato nei primi anni, Suarez era considerato il principale responsabile della crisi spagnola, crisi economica, politica e istituzionale. Il secondo protagonista è il generale Gutierrez Mellado, vicepresidente del consiglio e uomo di fiducia di Suarez, quasi settantenne, affronta i golpisti ordinando loro di abbassare le armi e viene anche malmenato, simbolo dei militari fedeli alla democrazia. Il terzo protagonista è Santiago Carrillo, segretario del partito comunista, legalizzato proprio da Suarez. Il partito comunista perderà sempre maggiori consensi a favore dei socialisti, ma è lui che rimane dritto di fronte ai golpisti.

Sull’altro versante stanno gli altri tre protagonisti. Il generale Alfonso Armada, ex segretario del Re che ambisce a presiedere un governo di emergenza formato da militari e civili. Il generale Milans Del Bosch, implicato nel golpe, che fa uscire i carri armati a Valencia. E poi il tenente colonnello Tejero, già implicato nel tentativo di un colpo di stato nel 1979.

Sullo sfondo il re Juan Carlos che, opportunamente consigliato dal generale Fernandez Campo, ferma il golpe poche ore dopo l’occupazione del Congresso e blocca anche le aspirazioni militari a rientrare nel gioco politico.

Le cose non sono così semplici come sembrano (quasi sempre).

22 febbraio 2026 Posted by | Libri, Storie ordinarie | | Lascia un commento

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