Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Chi non ha paura?

Forse quelli che sono scesi in piazza in Spagna non hanno effettivamente paura.

O forse l’hanno gridato per scacciarla.

Io invece ho paura.

Ho paura delle ingiustizie, della povertà, della fame nel mondo che uccidono migliaia di innocenti al giorno.

Ho paura del riscaldamento globale, dell’inquinamento, della distruzione della fauna e della flora.

Ho paura dei deficienti che girano per strada guidando come se fossero su una pista di formula 1 e che non sai se sono semplicemente coglioni oppure se sono anche drogati, oppure bevuti, o tutte e tre le cose assieme (molto probabile).

Ho paura per la mia malattia.

Ho paura anche per il terrorismo, che è una delle manifestazioni del disprezzo per la vita che hanno tante, troppe persone.

Ho paura perché la paura è l’altra faccia della medaglia del coraggio, che va controllata, non ignorata.

Coraggio non vuol dire incoscienza.

Per questo io dico che ho paura.

Rino Gaetano – Sei ottavi

18 agosto 2017 Posted by | Politica, Un po' di me | , | 5 commenti

Làtito, latìto, latitò

Insomma, sono sempre meno presente qui,

Eh, che volete… fino al 25 si lavoricchia e la sera tra caldo, stanchezza e letture, la voglia di accendere il pc è sempre meno.

Poi ci sono i giorni nei quali sono a casa, ma mi alzo presto ugualmente per uscire in bici, e allora la sera si sentono nelle gambe le pedalate mattutine.

E poi c’è un po’ di sconsolatezza (si dice, no?): vogliamo chiamarlo sconforto, insofferenza, desolazione per un panorama italiano e mondiale sempre peggiore.

Uccidiamo per futili motivi, bruciamo, distruggiamo, avveleniamo: niente di nuovo, si potrebbe dire. No, ma la quantità di atti scellerati sta aumentando esponenzialmente. E chi cerca di ragionare, di mettere un freno a queste valanghe di insulti vicendevoli, viene a sua volta insultato, deriso, disprezzato.

Ho sempre apprezzato i ragionamenti di Chiara Saraceno e mi ritrovo in pieno nelle sue parole scritte su un quotidiano qualche giorno fa a proposito del volontariato e delle associazioni non governative.

Dapprima – scrive – si lascia loro un’ampia delega di fatto, se non di principio, per l’incapacità o impossibilità a far fronte a impegni presi e a bisogni non totalmente comprimibili“.

E’ vero. Questa donna sarà pure una studiosa, ma è una di quelle che sanno cosa accade nella realtà. Ricordo quando ero assessore in Comune: c’erano volontari che, a dispetto del loro ruolo, reggevano servizi che altrimenti avrebbero dovuto chiudere. Aprivano e chiudevano palestre, le pulivano e le sorvegliavano; svolgevano assistenza sui pulmini del trasporto scolastico; aprivano e chiudevano campi gioco, tanto per fare alcuni esempi.

Per questo – continua – viene rilasciata loro dallo Stato e dagli enti locali una sorta di delega in bianco, con pochi controlli anche quando vengono stipulate convenzioni formali“.

E’ vero anche questo. Sia in presenza di accordi diretti con i singoli volontari, sia in presenza di convenzioni con associazioni, il Comune si disinteressava dell’operato di queste persone. A volte qualcuno veniva in Comune a chiedere una pala e qualche euro per sistemare qualche aiuola e i burocrati comunali pareva dovessero fare un contratto notarile per adempiere alle loro richieste e tutto finiva lì, salvo poi appaltare gli stessi lavori a ditte private per compensi stratosferici.

Accanto a esperienze mirabili di generosità e di capacità di innovazione, esistono, minoritarie, esperienze di trascuratezza, superficialità, quando non veri e propri maltrattamenti degli assistiti. Si scoprono così anziani non autosufficienti legati al letto e malnutriti, bimbi picchiati dalle educatrici, cooperative che lucrano sull’accoglienza dei migranti“.

I controlli prima e dopo, la formazione, le regole sono essenziali, perché quando si opera in contesti difficili e delicati l’impegno e la generosità non sono sufficienti. E questo vale sia per il volontariato sia per le organizzazioni non governative, anche nella delicata partita dei salvataggi in mare.

Era assolutamente necessario arrivare a un codice di regolamentazione, non solo o non tanto per contenere il numero degli arrivi, quanto per definire le responsabilità di ciascuno e in alcuni casi forse la stessa legittimità di alcuni interventi. Purtroppo ci si è arrivati tardi e in un contesto in cui ormai si era lasciato  che prendesse piede – senza alcuna prova certa – una narrazione secondo cui potenzialmente tutte le Ong sono tassiste dei migranti clandestini“.

Parole di buon senso.

Quella dei migranti sarà – volenti o nolenti – una polemica che inonderà la prossima campagna elettorale. E che aprirà le porte – temo – ai più pericolosi politicanti di questi anni: fanatici, integralisti, settari, razzisti. Insomma, il peggio delle fetecchie umane.

Purtroppo dalla storia abbiamo imparato ben poco.

 

 

16 agosto 2017 Posted by | Storie ordinarie, Un po' di me | | 6 commenti

Se questo è un uomo

Questo libro è un antidoto.

Un antidoto al razzismo che avanza, all’intolleranza, al disprezzo per gli altri, per i “diversi“. Soprattutto in questa giornata, nella quale si ricorda la strage alla stazione di Bologna.

A leggerlo – o rileggerlo – si sente il freddo di Auschwitz entrare nelle ossa; si sente la puzza delle latrine da svuotare al mattino; si sente il peso degli zoccoli di legno che affondano nel fango. E  soprattutto si sente la malvagità, la barbarie, in una parola il male che ci circonda e che non riposa mai, ma proprio mai.

A molti, individui o popoli, può accadere di ritenere, più o meno consapevolmente, che “ogni straniero è nemico”. Per lo più questa convinzione giace in fondo agli animi come una infezione latente; si manifesta solo in atti saltuari e incoordinati, e non sta all’origine di un sistema di pensiero. Ma quando questo avviene, quando il dogma inespresso diventa premessa maggiore di un sillogismo, allora, al termine della catena, sta il Lager.

Quali parole più chiare e più efficaci si possono pronunciare?

Primo Levi non era religioso. Forse per questo riesce a descrivere la sua esperienza nel Lager con tanta semplicità e al contempo con tanta efficacia. Perché non cerca spiegazioni soprannaturali al male, anzi, di spiegazioni non ne cerca proprio, almeno non in questo libro. Lo descrive semplicemente, raccontando i tentativi disperati di resistervi, pur senza alcuna speranza nel domani.

E se pensiamo che Einaudi ha rifiutato di pubblicarlo un  paio di volte (lo farà soltanto nel 1958, oltre dieci anni dopo la prima uscita), si capisce quanto gli editori e i loro consulenti a volte prendano cantonate pazzesche.

 

2 agosto 2017 Posted by | Libri | | 3 commenti

La dirimpettaia rompicoglioni

La mia dirimpettaia è una rompicoglioni di prima categoria.

A me, a dire la verità, non è che li abbia mai fracassati, forse perché le ho dato poca confidenza fin da principio, e ciò mi convince sempre di più che starsene sulle proprie è una regola aurea che è sempre bene applicare in tutte le circostanze.

Piccola, bruttina, starnazzante, quando incita la figlia di quattro anni a salire le scale più velocemente pare una cornacchia scalmanata.

Nelle case di fronte al nostro palazzo ci sta una famiglia che ha un figlio handicappato. Il poverino passa le sue giornate a ciondolare su una sedia di fronte alla porta di casa; ogni tanto lancia un urlo, oppure parla con sé stesso, poi riprende a ciondolare (l’attività educativa dei genitori non è un gran che).

La rompicoglioni vuole andare dai vigili per fare smettere il ciondolamento, perché sostiene che la figlia viene traumatizzata (se non è stata traumatizzata da cotanta madre, vuol dire che ormai è immune).

Poi vuole andare dal sindaco perché sulla statale che passa di fronte a noi transitano troppi automezzi rumorosi e le impediscono di dormire. Quindi il Comune dovrebbe installare dossi e cunette su una strada statale per consentire alla babbiona di dormire. E meno male che non chiede direttamente una circonvallazione nuova…

Qualche anno fa il marito ha installato il climatizzatore. Ha trascorso due ore sul balcone a prendere misure per posizionare l’unità esterna, con la buzzicona che controllava che l’appendesse dove non dava fastidio alla bambina. Alla fine il novello Einstein ha deciso di appenderla in alto, ma lo ha affisso nel raggio di apertura della porta esterna.

Quando la tamarra ha spalancato la porta e si è accorta che non poteva agganciarla al muro, perché sbatteva contro il climatizzatore, ormai definitivamente fissato, avvitato e imbullonato, s’è messa a lanciare improperi a tutto spiano e io che me ne stavo sul balcone ho dovuto rientrare in casa perché mi stavo scompisciando dalle risate.

Oggi pomeriggio ho visto il marito scendere in garage e prendere l’auto. Prima che potesse allontanarsi, l’anatrona si è affacciata al balcone e ha urlato: “Amo’, amo’!” (già una che chiama Amo’ il marito si meriterebbe una sana dose di randellate sul groppone) “Hai dimenticato il cellulare a casa!

Il poverino è risalito in casa a riprendersi l’aggeggio, con l’aria di chi non se lo era dimenticato, ma aveva tentato di rendersi irreperibile per qualche ora dalla frascicona, senza riuscirci.

E’ in questi casi che uno pensa: c’è chi sta peggio di me…

29 luglio 2017 Posted by | Storie ordinarie | , | 11 commenti

Fine ferie…

Domani le mie donne tornano dal mare (rectius: le vado a prendere al mare).

Fine delle mie ferie.

Fine del rutto libero.

Fine della scorreggia consentita.

Fine dello spaparanzamento su tutta l’ampiezza del letto.

Fine dell’utilizzo o non utilizzo del televisore.

Fine del silenzio.

P.S.: però un po’ mi sono mancate. Soprattutto quando dovevo lavare i piatti…

Cavallo bianco

21 luglio 2017 Posted by | Storie ordinarie | | 18 commenti

Il paradiso può attendere…

 

 

 

 

 

20 luglio 2017 Posted by | Salute | | 16 commenti

L’ultima estate?

Domani vado a ritirare il referto della TAC di controllo effettuata la scorsa settimana.

Al di là del solito stress quadrimestrale (me pare de esse’ uno scolaro…), è da diverse settimane che ho una sensazione: che questa sia la mia ultima estate.

 

19 luglio 2017 Posted by | Salute | | 7 commenti

Storia d’Italia dal risorgimento ai nostri giorni

L’Italia si è formata per effetto di una serie di eventi casuali?

Per una serie di circostanze fortuite?

Probabilmente sì, e questo spiega molte cose, anche attuali.

Abbiamo unificato il Paese in parte con l’acquiescenza degli altri Paesi, in parte con l’inganno.

Per decenni si è cercato un elemento unificante degli italiani, cioè dei piemontesi, dei lombardi, dei veneti, dei toscani, dei napoletani, dei siciliani, dei sardi.

Qualcuno lo ha cercato costruendo strade e ferrovie; qualcuno accentrando il potere e nominando prefetti in tutto il paese; qualcun latro ancora stimolando la partecipazione alla guerra, ma non c’è stato niente da fare.

L’italiano non esisteva e non esiste (e non parlo della lingua). Non è mai esistita una forte borghesia produttiva che facesse politica con un proprio partito, bensì un partito di ispirazione cattolica e assistenzialistica, di centro. Ecco perché in Italia non abbiamo mai avuto un serio e coerente partito di destra o di centro destra, come hanno tutti gli altri Paesi europei. E la sinistra? Divisa per anni in due, tre, quattro partiti, in parte perennemente al governo e in parte perennemente all’opposizione, non è mai riuscita a formare quel partito di sinistra o di centro sinistra capace di confrontarsi con il rivale, in un gioco di alternanza che è l’unica garanzia di buon governo che abbiamo (cioè la possibilità che chi governa male venga mandato a casa e sostituito da un altro, e così via).

La nostra cultura politica non si fonda sull’alternanza, bensì sul trasformismo: essere buoni per tutte le stagioni.

Buona settimana a tutte/i.

Musica!

16 luglio 2017 Posted by | Libri, Manate di erudizione | , | 2 commenti

Si/No vax

Tanti anni fa, un giornale specializzato in automobili fece un test.

Il test era finalizzato a stilare una graduatoria delle automobili più silenziose sul mercato.

Vennero pertanto sottoposte a diverse prove le cosiddette “ammiraglie” di diverse marche automobilistiche.

Un’auto di marca Audi risultò al primo posto in quasi tutti i test e probabilmente sarebbe risultata la vincitrice, se nelle ultime prove i tecnici non avessero iniziato a sentire un rumorino provenire dall’interno dell’abitacolo.

Terminati i test segnalarono la circostanza ai tecnici dell’Audi, i quali dapprima rimasero sbalorditi, presi in completo contropiede, poi si rimboccarono le maniche ed esaminarono l’automobile centimetro per centimetro.

Alla fine scoprirono che vi era una parte di un rivestimento interno che, sottoposta a determinate sollecitazioni, provocava quel fastidioso rumorino.

Quell’automobile non risultò la prima del test, pur essendo un’ottima automobile, e i tecnici dell’Audi si dannarono per quel difettuccio che aveva compromesso le prove.

Cosa c’entra questa storia con i vaccini?

I vaccini rappresentano indubitabilmente un indiscutibile passo avanti nella tutela della salute delle persone.

Proprio per questo abbiamo il diritto di avere vaccini sicuri, senza all’interno schifezze. E se qualcuno è rimasto vittima di qualche patologia (cosa che può capitare nell’assunzione di qualsiasi medicinale), costui deve essere preso sul serio e curato a spese della collettività.

I problemi devono essere presi in carico e risolti (come hanno fatto i tecnici dell’Audi) e non ignorati e sbeffeggiati.

Il resto, per me, è fuffa.

 

15 luglio 2017 Posted by | Salute | | 17 commenti

Comunque…

… mi sembra che abbiamo chiarito che:

noi italiani eravamo/siamo migranti economici;

i cittadini degli Stati che ci accoglievano/accolgono ci reputavano/reputano brutti, sporchi, cattivi, delinquenti, svogliati, crumiri, ecc.

Embe’? si domanderà qualcuno.

Be’, chiarito questo, la prossima volta faremo il passo successivo.

Un passo alla volta…

P.S.: stanotte ho sognato che ero a militare. Per la precisione rientravo da una licenza e non trovavo più il mio posto branda. La caserma era uno squallore unico; la gente dormiva per terra, in stanzoni disadorni. Sarà un desiderio di tornare indietro nel tempo?

12 luglio 2017 Posted by | Politica, Ricordi | , | 12 commenti