Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Benvenuti a casa pappagallo

Non so se qualcuno, come me, segue i video di Luca Pappagallo, ma per me sono diventati una piacevole consuetudine.

Non so se è presente anche su altri social, io lo seguo su Facebook.

Non ricordo quando ho iniziato, ma mi è piaciuto per diversi motivi (troppi “non” a inizio frase).

Anzitutto ha una faccia simpatica, e questo già è un punto a suo favore.

Poi cucina piatti “abbordabili” anche per chi, come me, non è uno chef e ha anche poca esperienza in cucina.

Poi non si prende troppo sul serio: a volte sbaglia qualche dose, ma ci ride sopra quando si corregge.

Inoltre è “flessibile”: in questo piatto a me piace il pepe, ma se a voi non va non mettetelo. Io ci metto due peperoncini, ma voi potete metterne anche uno solo e se non vi va potete anche non metterlo per niente.

E poi, quando ha finito di cucinare, assaggia il piatto e lì raggiunge forse il suo massimo godimento nel fare venire l’acquolina in bocca a chi guarda, perché i suoi piatti sono sempre “buonissimi”.

Ah… non ho finito.

Non corre quando cucina, non fa a gara con nessuno, perché cucinare deve essere un piacere, non una lotta come fanno gli chef “stellati” in tv.

Quindi, ho comprato pure il suo libro.

Chissà mai che al prossimo locdaun non esploda il mio lato culinario…

25 ottobre 2021 Posted by | Cucina, Storie ordinarie, Un po' di me | | Lascia un commento

Dice: non vota più nessuno

La metà della metà elegge i sindaci.

Meno della metà va a votare.

La metà della metà della metà ballottaggia qua e là.

E la colpa di chi è?

Mia, tua, sua, di quelli di prima, di quelli che verranno dopo, di chi è passato e non ha alzato la tavoletta del water, de noartri…

La colpa è sempre degli altri.

La colpa – secondo me – è di quelli che in questi decenni hanno ridotto la politica a lotta di potere, a guerra di poltrone, a propaganda, a promesse irrealizzabili, a voti presi con gli apericena.

Per forza che poi la gente non vota.

Tanto chi ha bisogno della politica cercherà poi il rapporto personale con l’eletto per risolvere il suo problema, anche se è un problema di tanti altri, perché la politica i problemi non è più abituata a risolverli “politicamente”, cioè collettivamente.

Anni fa un mio collega di lavoro un giorno mi disse: “E’ venuto X e mi ha chiesto se lo voto”.

“E dove sta il problema?” ho risposto io.

“Il problema – ha detto lui – è che poi è venuto anche Y a chiedermi il voto. Che faccio?”

“Semplice. Tu devi dire sia a X sia a Y certo che ti voto! Poi a elezioni avvenute a quello che ha vinto gli dici: hai visto che hai vinto anche grazie a me? mentre a quello che ha perso gli dici: accidenti, ti ho votato ma non è stato sufficiente!

Perché uno che “ti viene a chiedere il voto” prima delle elezioni a mio parere è proprio quello da non votare.

Trovane un altro che valga la pena votarlo (se c’è).

18 ottobre 2021 Posted by | Politica | | 2 commenti

I rivoluzionari de noartri

Fare la rivoluzione non è mica facile.

Devi combattere contro i controrivoluzionari, devi avere a che fare con le intemperie, devi trovare parcheggio e devi anche mangiare, perché altrimenti come la fai la rivoluzione a stomaco vuoto? Che se soffri pure di bruciori di stomaco, sono cazzi.

Allora la rivoluzione è meglio farla vicino a un bar o un ristorante, magari una trattoria economica, così fai una scappata a prendere un toast con un flute di prosecco e poi si ragiona meglio.

Ecco, questi due avevano pensato alla logistica a supporto del loro gesto rivoluzionario, peccato che non avevano fatto i conti con il green pass.

Perché nella dittatura italiana, se vuoi protestare contro qualcosa, devi prima possederla!

Terribbbile!

Allora quando ti trovi con le spalle al muro, che fai? Chiedi asilo politico, ovvio.

Peccato che per chiedere asilo politico contro chi ti obbliga ad avere il green pass, devi avere il green pass!

Terribbbbbbbile!

Portate un toast a questi due bischeri, che la strada per la Svezia è molto lunga.

17 ottobre 2021 Posted by | Questa poi... | | Lascia un commento

Vaccino o green pass?

Nelle aziende come la mia dal 10 ottobre è obbligatorio essere vaccinati. Chiunque entri per motivi lavorativi.

Su 160 dipendenti e collaboratori, tre soli non si sono vaccinati. Sono stati sospesi dal lavoro e, ovviamente, anche dallo stipendio.

Mi spiace di questa circostanza, ma non avevamo altra possibilità: i nostri utenti sono troppo fragili e la responsabilità personale (civile e penale) di un eventuale focolaio di Covid non è una bazzecola.

Personalmente, con tutti i rischi che abbiamo corso e che ancora corriamo, i novax, nopass, notutto mi stanno francamente un po’ (tanto) sulle palle.

Non so bene cosa bisogna fare, ma credo che occorra un “colpo gobbo” per uscire da questa situazione.

13 ottobre 2021 Posted by | Guerra al terrore, Storie ordinarie | | 4 commenti

Mangiare a petali

Qualche giorno fa, alla Coop, sono entrato per sbaglio (sottolineo: per sbaglio) nel reparto dolciumi presente vicino vicino all’entrata.

Questa collocazione è un attentato alle nostre panze (per lo meno alla mia di sicuro), perché uno appena entra al supermercato e prende dalla tasca l’elenco delle cose da comprare non si aspetta di essere assalito da torte, biscotti, crostate, briosssss ecc. E’ un momento in cui si è deboli, più facili alla resa.

E infatti io mi sono arreso, senza manco tentare una seppur minima resistenza.

Mi sono arreso a una torta alle rose.

Cosa vuoi che mi faccia un petalo a colazione al mattino?” ho pensato.

Soltanto che è difficile staccare un petalo solo; cioè, ne stacchi uno e se ne viene via un secondo, il quale è attaccato a un terzo e via dicendo.

Adesso sono rimasti due boccioli di rosa, con relativi petali.

Giuro che la prossima volta che vado alla Coop oltre alla mascherina bocca/naso me ne metto un’altra sugli occhi!

3 ottobre 2021 Posted by | Cucina, Storie ordinarie | | 17 commenti

Conosci il tuo destino?

Oggi giornata di ferie, programmata per recarmi in collina a fare acquisto di funghi e di tutte quelle cose buone che si vendono nei negozietti di collina.

Quindi, dopo avere fatto una buona colazione (tè e torta alle rose), avere espletato i bisogni corporali e avere cazzeggiato un po’ per casa, verso le nove sono sceso e, dopo avere buttato la spazzatura, sono salito in auto, già pregustando il viaggetto verso le dolci alture verdeggianti.

Inserisco la chiave nel cruscotto, giro la chiave, sento un botto e poi tutto si spegne (compresa la mia giornata di ferie). Ritento un altro paio di volte, ma niente da fare: l’auto non dà segni di vita.

Incazzato come uno a cui non si accende più l’auto, chiamo il meccanico, il quale arriva come se fosse partito dalla Sardegna, collega, prova, accende, si consulta con il socio, riaccende, spegne, stacca, ricollega, riaccende e poi emette la sentenza: “potrebbe essere la batteria, ma devo portarla in officina e se è la batteria devo farla arrivare e se non è la batteria dobbiamo scoprire cosa non va e se anche scoprissimo cosa non va non è detto che poi l’auto si riprenda e…” e così la giornata di feria va a farsi benedire definitivamente.

Incazzato come uno a cui è appena saltata una gita in collina, risalgo in casa, rispondo sgarbatamente a tutte le domande e mi appresto a cucinare qualcosa (lo so, sono solo le dieci, ma cucinando io mi calmo) e penso: e se fosse un segno del destino?

Mi immagino che avrei potuto partire e, chissà, forse in quella curva mi sarei distratto un attimo, avrei invaso la corsia opposta e… o forse avrei incontrato il solito deficiente che stava telefonando, o peggio ancora messaggiando, e…

Chissà, forse è stato veramente un segno del destino.

Ve lo dirò dopo avere pagato il conto del meccanico…

30 settembre 2021 Posted by | Storie ordinarie | 6 commenti

Terrapiattisti

Credo di avere incontrato su FB un terrapiattista.

Dico “credo” perché annusatolo, me ne sono ben guardato dal farmi assorbire dai suoi pensieri, memore della famosa frase: “Non discutere mai con un idiota. Ti trascina al suo livello e ti batte con l’esperienza“.

Comunque io la Terra a forma di pizza proprio non me la immagino.

Piuttosto a forma di…

ciambella!

20 settembre 2021 Posted by | Storie ordinarie | 1 commento

Le donne di Kabul

O per meglio dire: le donne afghane.

Quelle che dimostrano un coraggio eccezionale a scendere in strada per rivendicare i propri diritti.

Ma anche quelle che non hanno il coraggio di farlo, ma nel loro cuore e nella loro speranza c’è una società migliore, quella che, per vent’anni, le avevamo illuse di poter raggiungere.

E invece le abbiamo lasciate nelle mani dei tagliagole talebani, gli stessi che vent’anni fa erano un pericolo pubblico mondiale e adesso stiamo discutendo se riconoscerli come governanti oppure forse/vediamo/dipende.

Si meriterebbero il Nobel per la pace le donne afghane, come tutte quelle altre che ogni giorno vengono abusate, umiliate, lapidate.

Intanto ho trovato questa associazione che prosegue nella sua pur difficile attività.

9 settembre 2021 Posted by | Politica | | 1 commento

La legge di Murphy

Prenotato in libreria e ritirato oggi (ogni tanto bisogna fare lavorare anche le librerie…).

Me lo gusterò pian piano.

Questo libro mi ricorda una cosa, ma me la tengo per me.

Impossibile non ricordare la prima e forse fondamentale legge:

Se qualcosa può andar male, lo farà.

A presto.

7 settembre 2021 Posted by | Libri, Pensieri disarcionati, Storie ordinarie | | 4 commenti

Dai 50 ai 60

Personalmente ho notato un grande cambiamento in me stesso nel modo di guardare la vita passando dai cinquanta ai sessant’anni.

Quando ho compiuto cinquant’anni pensavo di avere davanti un decennio “alla grande”.

Effettivamente il decennio era iniziato sotto i migliori auspici, ma ho subito sciupato tutte le (buone) occasioni. Ho impresso alla mia vita una direzione che – a posteriori, ma potevo/dovevo capirlo anche prima – si è rivelata fallimentare.

Come se non bastasse, non ero ancora arrivato alla metà del decennio che è arrivato il cancro, che ha caratterizzato tutti gli anni a venire.

Il decennio dai sessanta in avanti si presenta con le caratteristiche dell'”ormai“: ormai quello che è stato è stato, c’è ben poco da fare.

C’è un senso di fatalità che segna i passi della mia vita, direi di rassegnazione.

C’è anche la consapevolezza che questo può forse essere – se tutto va bene – l’ultimo decennio completo della mia vita: dopo i settanta c’è ben poco da sperare, la gente muore come le mosche.

Intanto ho appena letto sul FSE il referto dell’ultima risonanza alla testa: niente di anomalo.

Vabbe’, almeno quello…

Ed Sheeran – Bad Habits

5 settembre 2021 Posted by | Storie ordinarie, Un po' di me | | 13 commenti