Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Il cervello non ha età (2)

Parte seconda: il cervello pensante. Lo stress.

Quando siamo stressati, il corpo riversa grandi quantità di ormoni nel sangue, che stimolano il sistema cardiovascolare, incrementando il battito cardiaco, alterando la pressione sanguigna e sovraccaricando di ossigeno i muscoli. Ma il corpo recluta anche un altro ormone: il cortisolo, che prende di mira l’ippocampo, che detiene in custodia alcuni tipi di memorie. E’ l’ippocampo che decide quando interrompere la secrezione di cortisolo, quando la minaccia è passata, perché se la sua presenza si protrae più del necessario, l’ormone dello stress inizia a danneggiare l’organismo, cervello incluso.

Il cortisolo è normalmente alto al momento del risveglio (in passato dovevamo difenderci dai predatori) e poi, se c’è calma in giro, si abbassa: il calo può essere anche dell’85%.

Questo sistema è concepito per affrontare uno stress di breve durata. Il problema della società moderna è che si può rimanere ingabbiati in situazioni stressanti che durano anni. L’esposizione a uno stress incessante può generare disturbi depressivi e disturbi d’ansia, che sono veri e propri collassi dei sistemi cerebrali.

Intorno ai quarant’anni i livelli di base del cortisolo iniziano a innalzarsi, smettendo di seguire l’andamento alto/basso/mattino/sera e scivolano verso l’alto. Non rispondiamo più rapidamente o energicamente alle minacce e non ci calmiamo più rapidamente una volta che la minaccia è passata.

Se alcuni ormoni rimangono in circolazione nel sangue, come il cortisolo, possono generare malattie che colpiscono tutti gli anziani: diabete, osteoporosi, disturbi vascolari.

Il cortisolo può anche danneggiare specifiche aree del cervello, come l’ippocampo. Quando troppo cortisolo resta in circolo troppo a lungo, può distruggere il tessuto ippocampale, causando l’atrofizzazione dell’organo. Alcuni neuroni muoiono e in questo consiste il danno cerebrale prodotto da un eccessivo stress. E i neuroni che non muoiono possono perdere la capacità di connettersi tra loro.

Un altro bersaglio dell’aggressione del cortisolo è la corteccia prefrontale, implicata nella pianificazione, nella memoria di lavoro e nello sviluppo della personalità, con danni rilevanti a queste funzioni. Si stenta a tenere a freno le emozioni e si entra in un continuo stato emotivo di “combatti o fuggi”.

Una strategia per affrontare questa situazione è quella della mindfulness, cioè una serie di esercizi contemplativi attraverso i quali concentrare il cervello sul presente, anziché sul passato o sul futuro. Gli esercizi hanno due componenti principali. Il primo è la consapevolezza del presente, prestando attenzione ai minimi dettagli di qualsiasi cosa stia avvenendo qui e ora, escludendo tutto il resto. Il secondo è l’accettazione, cioè la capacità di non giudicare le proprie esperienze. Detto in parole povere, la mindfulness ha un effetto calmante.

Spandau Ballet – Through the Barricades

3 luglio 2021 Posted by | Libri, Manate di erudizione, Salute, Storie ordinarie | | 1 commento

Il fascicolo della discordia

Nel numero de “le Scienze” di giugno c’è un articolo sul fascicolo sanitario elettronico.

O meglio, sui limiti del fascicolo sanitario elettronico com’è stato implementato finora, che si sonio manifestati soprattutto nel periodo dell’emergenza da Covid-19.

Il FSE è l’insieme dei dati e dei documenti digitali di tipo sanitario e sociosanitario generati da eventi clinici presenti e trascorsi, riguardanti un assistito. La informazioni vengono fornite e gestite dalle singole Regioni, per poi confluire in una piattaforma nazionale gestita dal Ministero dell’economia e delle finanze.

A distanza di quasi dieci anni dall’istituzione del FSE, però, scopriamo che il suo utilizzo è “a macchia di leopardo”.

Per esempio, da una interessante tabella pubblicata, risulta che le ASL che alimentano il FSE sono il 100% in Veneto, il 99,86% in Toscana, il 98,14% in Friuli e l’1,11% in Lazio, il 2% in Umbria e addirittura lo 0,20% in Calabria.

Sul fronte dei medici che utilizzano il FSE, stanno al 100% l’Emilia Romagna, la provincia di Trento, la Valle d’Aosta, la Sardegna, la Lombardia e il Friuli, mentre il Lazio sta al 5%, il Molise al 3% e il Piemonte all’1%.

Per quanto riguarda i cittadini che hanno attivato il FSE, al 100% stanno Lombardia e Sardegna; la provincia di Trento al 97%, Marche e Molise al 2% e Lazio e Basilicata all’1%.

Scarsi investimenti e un sistema “federale” inadeguato (dopo la riforma costituzionale del 2001) hanno accentuato difficoltà e differenze.

Durante l’epidemia da Covid-19 un sistema informativo Regioni-Stato strutturato per comunicare ex post informazioni e rendicontazioni si è trovato impreparato.

Ma gli investimenti futuri in materia dovranno concentrarsi soprattutto su un sistema di analisi del dato evoluto che permetta di fare apprendimento automatico. Ma qui mi fermo, lascio a chi ha competenze e voglia di approfondire l’argomento, che per quanto ho potuto capire potrebbe caratterizzare l’organizzazione della sanità del futuro.

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2 giugno 2021 Posted by | Salute, Storie ordinarie | | Lascia un commento

Il cervello non ha età (1)

Parte prima: il cervello sociale. L’amicizia e la felicità.

Ho scelto di leggere questo libro scritto da John Medina, che è un biologo molecolare statunitense, perché la materia mi interessa molto.

Anzi, per essere precisi ho scelto di rileggerlo, perché della lettura precedente (terminata a novembre 2018) non ricordo assolutamente nulla.

Questo è il motivo per cui ho scritto che il tema mi interessa molto: perché da diverso tempo lamento problemi di memoria. Ricordo di averne parlato una volta al mio medico, ma lui non ha dato importanza alla cosa. Ora invece ho deciso di approfondire la questione.

Ma per tornare al libro, uno dei primi concetti espressi è che esiste una solida correlazione tra rapporti sociali e facoltà cognitive. Ovviamente devono essere interazioni sociali positive, che riducono lo stress (che indebolisce il sistema immunitario) e costituiscono un allenamento per il cervello, perché le amicizie intense e coinvolgenti richiedono lavoro.

Le relazioni con persone che vogliono avere il controllo sulle emozioni, che sono invadenti o aggressive vanno interrotte.

Al cervello inoltre fa male la solitudine eccessiva, l’isolamento sociale cronico, che causa danni paragonabili a quelli del fumo o dell’obesità. Che fare per debellarla? Ballare. Qualsiasi tipo di ballo va bene, perché offre l’opportunità di contatto umano.

Altro capitolo importante è quello sulla depressione. Gli anziani hanno una maggiore propensione alla felicità dei giovani, purché rimangano in buona salute.

E purché non abbiano sbalzi di dopamina: se ce n’è troppo poca si rischia il morbo di Parkinson; se ce n’è troppa si rischia la schizofrenia.

Con l’invecchiamento il sistema dopaminergico (cioè la via lungo la quale la dopamina esercita le sue funzioni) perde colpi. Chi non ricorda il film Risvegli? Tratto da una storia vera scritta dal neurologo Oliver Sacks, parla di pazienti colpiti da encefalite ai quali viene iniettata dopamina sintetica, L-DOPA, i cui effetti si rivelano però soltanto temporanei.

Non temporanei si sono invece rivelati gli effetti dell’ottimismo: secondo una ricerca citata gli anziani che accettano gli acciacchi dell’età, senza stressarsi, vivono in media sette anni e mezzo più di quelli che non lo fanno (e anche in buona salute).

Che dire quindi? Ridere e ballare!

Musica!

18 Maggio 2021 Posted by | Libri, Salute | 1 commento

Seconda dose!

Stamattina seconda (e ultima) dose del vaccino.

Come mi sento?

Al momento benissimo: più giovane, più magro, più intelligente, più colto, più simpatico, più ricco!

Anche più sexi!

Cioè, praticamente come prima.

P.S.: dite che devo farmi controllare?

5 febbraio 2021 Posted by | Salute | | 7 commenti

Tra un anno!

L’oncologa è già passata ai controlli annuali, perché gli esami sono stati negativi.

L’otorino ci passerà quest’autunno, se anche i loro gli esami rimarranno negativi.

Praticamente devo solo evitare il Covid…

P.S.: magari è la svolta che riesco a sfangarla ancora per qualche anno…

PP.S.: richiamo del vaccino il 5 febbraio. Nessuna reazione negativa. Qualche collega ha avuto febbre e dolori articolari, ma si sa, le donne non c’hanno mica il fisico…

22 gennaio 2021 Posted by | Salute | | 7 commenti

IoMiSonoVaccinatoETu?

Prima infusione del vaccino anti Covid oggi.

Finora tutto bene.

Appena uscito dall’ambulatorio mi sono fatto un selfie.

14 gennaio 2021 Posted by | Salute | | 5 commenti

Gombloddo! (- 5)

Due interessanti articoli su Le Scienze di giugno dell’anno scorso e ottobre di quest’anno esaminano il tema delle credenze nei cosiddetti complotti e, di conseguenza, delle paure nei confronti dei vaccini.

Il tema dei vaccini poi è tornato di particolare importanza, soprattutto di fronte al Covid.

L’avversione ai vaccini è il risultato di molti fattori: la paura dell’ignoto, la sfiducia nelle istituzioni, la tendenza al complottismo, il sospetto verso gli esperti e l’autorità.

Le teorie del complotto avrebbero tre segni caratteristici.

Primo: le teorie includono contraddizioni. Si sostiene che su una determinata materia non ci sia consenso scientifico; se c’è, il consenso viene interpretato come segnale inequivocabile di complotto e coloro che lo combattono vengono visti come eroi. E’ ovvio che non possono essere vere entrambe le cose. E qui mi viene in mente il famoso paradosso del mentitore: “questa frase è falsa“.

Secondo: affermazioni che si basano su premesse traballanti. Spesso queste affermazioni si basano sull’assoluta mancanza di prove; se poi si indaga nello specifico, ci si accorge che è vero l’esatto contrario. E qui mi viene in mente la famosa frase “ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità“.

Terzo: le prove contrarie vengono interpretate come prove a favore. Cioè, quando emerge una prova che inequivocabilmente dimostra la falsità della teoria complottista, questa viene interpretata come fasulla, creata ad arte da chi ha interesse a dimostrare la sua falsità (i complottisti appunto). E qui mi viene in mente la famosa frase “non discutere mai con un idiota, ti trascina al suo livello e ti batte con l’esperienza“.

Le teorie del complotto – conclude un articolo – sono una reazione umana a un’epoca confusa.

Ma quello che è interessante è che secondo alcuni studi le crisi esistenziali possono favorire il pensiero complottista. Anche sentirsi estraniati o indesiderati renderebbe più appetibile il pensiero complottista. Ma qui andiamo su un terreno troppo tecnico, che per un rozzo lettore come il sottoscritto diventa difficile e scivoloso.

Limitiamoci a sperare che arrivi presto il vaccino anti-Covid.

E intanto siamo arrivati a meno cinque, ciò significa che domani entriamo nella seconda metà del tempo a disposizione.

Attenti al lupo

22 novembre 2020 Posted by | Salute, Storie ordinarie | , | 2 commenti

Mannateveneaffanc…

C’è qualcuno che oggi mi dice che io avrei il culo al caldo.

E questo qualcuno dice che è facile per chi ha il culo al caldo dire agli altri di stare a casa.

Sì, in effetti io sono tra coloro che sta a casa il più possibile, che esce per andare al lavoro, a fare la spesa e praticamente nient’altro.

Eh già… io adesso ho il culo al caldo, ma prima di me ce l’avevano queste grandissime teste di cazzo.

Avevano il culo al caldo nelle località di vacanza, perché io me ne stavo a casa, oppure mi concedevo qualche giorno di ferie e loro invece si scaldavano il culo nelle loro seconde case, fatte con i soldi in nero delle loro attività.

Avevano il culo al caldo nei ristoranti, mentre io mi concedevo sì e no una pizza alla settimana.

Avevano il culo al caldo nei loro macchinoni, mentre io me ne andavo in giro con la mia utilitaria.

E potrei continuare così, ma come diceva un tizio, nun me rompe er ca…

 

5 novembre 2020 Posted by | Politica, Salute, Storie ordinarie | , | 13 commenti

Ci rivediamo…

“Ci rivediamo tra un anno”

E’ bello sentirselo dire dall’oncologa.

E pensare che quattro anni fa era un “ci rivediamo fra tre mesi“.

Adesso però dobbiamo affrontare una nuova ondata di coronavirus.

E’ ancora vivo il ricordo di questa primavera.

Sono trascorsi soltanto pochi mesi dalle convulse giornate al lavoro, tra un’emergenza e l’altra.

Tra un’ambulanza e l’altra.

Speriamo di farcela anche stavolta…

Vorrei incontrarti fra cent’anni

11 ottobre 2020 Posted by | Salute | | 5 commenti

La gravidanza

I miei controlli oncologici (follow up, come si dice in gergo) sono passati da sei a nove mesi.

Praticamente come una gravidanza.

30 gennaio 2020 Posted by | Salute | | 12 commenti