Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Sono stato cazziato dalle Poste

Fino a pochi giorni fa, quando noi correntisti andavamo in Posta per qualche operazione, dovevamo inserire la carta postamat nella macchinetta posizionata vicino all’ingresso.

A quel punto sul display usciva il messaggio “togliere la carta per stampare lo scontrino“. Tu toglievi la carta e usciva lo scontrino con il tuo numero di prenotazione. Aspettavi il tuo turno e la cosa finiva lì.

Oggi pomeriggio, invece, sono andato in Posta per prelevare due spiccioli (che il mio conto non mi consente di più), ho inserito la carta ed è uscito sul video un codice QR con la scritta “inquadra il codice con il tuo cellulare“.

Sono rimasto lì un po’ interdetto.

Avrei dovuto estrarre dalla tasca il telefono, togliere la cover (perché è la cover del modello precedente e copre parzialmente la fotocamera), inquadrare il codice, ecc. ecc.

A quel punto mi sono accorto che sotto al codice stava la scritta “stampa lo scontrino“.

Ho cliccato con il dito e a quel punto, insieme allo scontrino, è uscito il messaggio: “LA PROSSIMA VOLTA PRENOTA UN APPUNTAMENTO!

Eccheccazzo!

Come complicare le cose semplici…

 

19 marzo 2021 Posted by | Diavolerie tecnologiche, Questa poi..., Storie ordinarie | , , | 6 commenti

Qualsiasi cosa succeda…

… ricordate sempre che

poteva andare peggio!

(Buonanotte)

8 febbraio 2021 Posted by | Pensieri disarcionati, Un po' di me | , , | 7 commenti

Rincoglionimento?

Credo che periodicamente il cervello vada resettato (vale per chi ce l’ha, ovviamente).

Essendo che oggi, 1° maggio, sono a casa dal lavoro, il mio cervello ha preso questo giorno come se fosse domenica.

Tutto quello che faccio/ho fatto, quindi, è calibrato sulla giornata festiva.

La qual cosa sarebbe comunque tollerabile, se non che, ovviamente, il mio cervello ragiona come se domani fosse non sabato, bensì lunedì.

Se domani stessi a casa dal lavoro, probabilmente il mio cervello si metterebbe un po’ in riga, ma considerato che domani devo andare a lavorare, credo che mi comporterò come se fosse non la fine della settimana corrente, bensì l’inizio della prossima, con tutte le conseguenze del caso.

Aprirò l’agenda su lunedì 4 maggio, guarderò gli impegni della giornata e inizierò a telefonare a destra e a manca e non trovando nessuno mi incazzerò e minaccerò ritorsioni devastanti, fintantoché non rientrerò nei ranghi.

Sperando che poi lunedì non lo scambi per mercoledì…

Mina – Ancora ancora ancora

1 Maggio 2020 Posted by | Pensieri disarcionati, Storie ordinarie | , , | 3 commenti

Ed è passato anche questo Natale…

Mo’aspettiamo la Befana!

 

27 dicembre 2019 Posted by | Storie ordinarie | | 6 commenti

Piccolo manuale per non farsi mettere i piedi in testa

A volte capita che, alla fine della spesa al supermercato, ti fermi al reparto libri, intenzionato a non acquistare niente (“O me o i libri!” hai pensato dopo l’ultima volta che è franata in soggiorno l’ennesima pila di libri) e poi te ne esci con uno di quei manualetti che promettono, se non di cambiarti la vita, di farti diventare “più sicuro, più determinato, più saggio e anche più bello!

Ma qual è il segreto per tutto questo?

Imparare a farsi valere in maniera educata e gentile significa mantenersi rilassati, apparire sicuri e fieri di sé ed esprimersi in maniera chiara senza risultare aggressivi nei confronti dell’altro.

Facile a dirsi…

Significa comportarsi con garbo ed eleganza, anziché strepitare e dare spettacolo; significa comunicare in modo diretto e chiaro, anziché rimanere passivi e bloccati.

E come si fa a fare ciò?

Semplice, con le cinque strategie del libro.

Prima strategia: contegno fiero e regale.

Utilizzare il linguaggio del corpo, assumendo una postura dignitosa. Tenere busto e testa ben dritti. Mantenere il contatto visivo e lo sguardo allo stesso livello dell’altro. Evitare di annuire. Fermare l’altro se continua a parlare. Prestare attenzione all’altro senza farsi coinvolgere emotivamente.

Seconda strategia: volontà ferrea.

Poiché senza chiedere non succede niente, occorre scegliere il momento adatto e avanzare la propria richiesta (massimo due, mai troppe in una volta sola). Essere stringati e arrivare subito al punto, senza allusioni, che creano soltanto equivoci. Se ci si irrita (può capitare), non incolpare l’interlocutore, ma parlare delle proprie emozioni e dei propri desideri. La maggior parte delle relazioni non termina a causa dei litigi, ma dei silenzi (parole sante). Ricordarsi che un no non è una sconfitta, ma solo una risposta, una tappa di una discussione: di fronte a un no non si arretra, si comincia a trattare.

Terza strategia: il no gentile. Chi dice troppi sì rischia di farsi sfruttare dagli altri, quindi occorre porre dei limiti. Quindi, spiegare chiaramente all’altro cosa non si vuole o non si gradisce, guardandolo direttamente negli occhi. Se il no non viene accettato, ripeterlo. Se si viene offesi o sviliti, bloccare subito lo schema di comunicazione; non rispondere con un’altra offesa, ma ribadire il proprio no. Alzarsi, alzare il tono della voce, guardare la persona negli occhi e non farsi trascinare in una discussione.

Quarta strategia: l’insistenza cortese. Della serie: chi la dura la vince. Senza essere maleducati o sfacciati, occorre ripetersi, cioè dire più volte la stessa cosa. Di fronte alle formula standard di rifiuto, non bisogna arrendersi subito. Prestare attenzione alla risposta dell’altro, ripeterla brevemente in modo da dimostrare di avere ascoltato e ribadire la propria richiesta, motivandola. Se l’altro adotta un comportamento provocatorio, non commentare e non replicare, ma ripetere la propria richiesta.

Quinta strategia: la salda fiducia in sé. Non lasciarsi sovrastare dal proprio critico interiore, che vede solo i difetti. Occorre avere fiducia in sé stessi. Non  bisogna fissarsi sul successo a tutti i costi, ma limitare le proprie richieste a un livello raggiungibile. Interrompere il flusso di pensieri negativi dirigendo l’attenzione altrove. Passare dall’autocritica all’autostima: premiarsi ed elogiarsi ogni giorno, per sconfiggere l’insicurezza.

Semplice, no?

 

 

20 Maggio 2018 Posted by | Libri, Pensieri disarcionati, Storie ordinarie, Un po' di me | , , | 8 commenti

L’eterno dilemma…

Meglio la bionda o la bruna?

Bonanotte!

27 dicembre 2017 Posted by | Musica, Questa poi... | , , | 16 commenti

Ma vaff…

Compongo il numero del coll senter INPS

  • Per la lingua italiana, selezionare 1
  • Seleziono 1
  • Per INPS selezionare 1, per INAIL…
  • Seleziono 1
  • Le consiglio di tenere a portata di mano il codice personale di accesso
  • Cazzarola! Il codice di accesso! Chiudo la chiamata e cerco il codice di accesso. Richiamo
  • Per la lingua italiana, selezionare 1
  • Seleziono 1
  • Per INPS selezionare 1, per INAIL…
  • Seleziono 1
  • Le consiglio di tenere a portata di mano il codice personale di accesso
  • Ce l’ho! Toh!
  • Indicare chiaramente e succintamente il motivo della sua chiamata
  • Indico chiaramente e succintamente il motivo della mia chiamata
  • Ho compreso il motivo della sua chiamata. Tra breve sarà messo in contatto con un operatore
  • Non riattacchi per non perdere la priorità acquisita
  • Alla fine della telefonata sarà chiamato a rispondere a tre brevi domande sulla qualità del servizio
  • Non riattacchi per non perdere la priorità acquisita
  • Non riattacchi per non perdere la priorità acquisita
  • Risponde dall’Italia l’operatore 6749
  • Buongiorno, in che cosa posso esserle utile?
  • Buongiorno. Mi chiamo Aquila e vorrei sapere…
  • Le chiediamo gentilmente di rispondere a tre brevi domande sulla qualità del servizio.
  • Pronto? Pronto?
  • Ha avuto difficoltà a contattare il coll senter? Indichi da 1 a 3, dove 1 significa nessuna difficoltà.
  • Ma io veramente… vabbe’, digito 1
  • Ha avuto difficoltà con il riconoscimento vocale del suo problema? Indichi da 1 a 3, dove 1 significa nessuna difficoltà.
  • No, non ho avuto difficoltà, ma l’operatore dov’è finito? Comunque digito 1
  • Ha suggerimenti per il miglioramento del servizio?
  • No, cioè, uno ce l’avrei, ma non so se funziona il riconoscimento vocale delle parolacce.
  • Grazie (e la telefonata si interrompe).
  • Ma vaffanculo!
  • Musica!

19 giugno 2017 Posted by | Diavolerie tecnologiche, Questa poi... | | 19 commenti

Esperti di tutto

Mica è facile.

Un giorno devi essere esperto di vaccini, perché devi interloquire con quelli che li vogliono obbligatori, quelli che sono no vax, quelli che sì ma andiamoci piano.

Il giorno dopo sei chiamato in causa per le strategie anti terrorismo, perché dopo Parigi, Londra, Parigi, ancora Londra, non capisci perché non ti chiamino direttamente per una consulenza in materia.

Poi c’è la questione migranti, con tutto quello che ne consegue: flussi, centri di raccolta, ong. Tu hai tutto sotto controllo, dov’è il problema?

Poi c’è la partita di champions e non ti capaciti del perché non ti abbiano messo al posto di Allegri, anche per una sera sola, che di gol gliene avresti affibbiati quattro, ma agli altri.

E non hai ancora finito con le strategia calcistiche, che ti vogliono liberare Riina e allora devi sfoderare tutte le tue competenze in diritto penale.

E domani?

Non vogliamo battibeccare con Cannavacciuolo per come ti cucina i gamberoni al sale?

E a Trump non vogliamo dare una bella lezione di ecologia, spiegandogli bene cosa sono gli accordi di Parigi?

Eh… dura la vita del sapiente…

Only you

 

6 giugno 2017 Posted by | Questa poi... | | 14 commenti

E domani…

… è già mercoledì.

Settimana corta, questa.

Poi ce ne andiamo tutti a bailar!

vamos a tequila

30 Maggio 2017 Posted by | Questa poi... | | 6 commenti

Un angelo?

Sono quasi le 17, gli uffici sono ormai tutti chiusi e un povero direttore di una povera aziendina di provincia sta per andarsene a casa: mette a posto le scartoffie sulla scrivania, dà un’occhiata all’agenda con gli appuntamenti della settimana seguente, spegne il computer.

Quando… qualcuno bussa alla porta.

Il povero direttore butta là un “Avanti!” poco convinto, pensando Ma chi cazzo è che viene a rompere i coglioni a quest’ora?

La porta si apre lentamente e compare lei: un angelo.

Fluenti capelli corvini riccioluti, occhi verdi (credo), sguardo felino e…

“Buongiorno. Mi scusi direttore, sono la dottoressa… della medicina legale dell’azienda USL. Non volevo disturbarla, ma sono qui per…”

Oh… per qualunque motivo lei sia venuta, ora le occorrerà assistere un povero direttore che è rimasto fulminato da cotanta angelica visione.

“Sa, gli uffici al piano terra sono chiusi e allora ho visto il cartello direzione e mi sono permessa…”

Oh… ma si permetta pure. Qui siamo tutti molto permessivi.

“Allora mi accompagna lei a…”

Se l’accompagno? Ma mi consideri pure a sua disposizione. me e tutta l’azienda.

Vabbe’, le cose non sono andate proprio così, ma la dottoressa era veramente…

Veramente.

(Il primo obiettivo di un direttore deve essere il self control, perdinci!)

Caduto dalle stelle

5 Maggio 2017 Posted by | Storie ordinarie | , | 13 commenti