Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Un altro morto sul lavoro…

Stavolta è toccato alla nostra provincia, a un paese a pochi chilometri dal mio

https://www.ilpiacenza.it/cronaca/infortunio-vetreria-borgonovo-donna-morta-schiacciata.html

Conosco quella fabbrica per esserci passato davanti centinaia di volte andando a lavorare.

Ai cambi turno vedevo le operaie e gli operai entrare e uscire.

Gli operai, quella bizzarra categoria di persone vestite con strane tute, che in passato ogni tanto protestavano e votavano comunista.

Pare che siano quelli che più spesso escono di casa e poi non tornano più.

Nella mia breve “carriera” di direzione le (poche) richieste di derogare dalla normativa sulla sicurezza (i periodi minimi di riposo tra un turno e l’altro) le ho ricevute proprio dai lavoratori. Una l’ho ricevuta da un dirigente.

Ovviamente le ho rispedite tutte al mittente.

Sulla sicurezza non si deroga.

9 novembre 2022 Posted by | Storie ordinarie | | 1 commento

E l’abusivo ha pagato la sosta. A me

Caro M., ti scrivo pubblicamente per chiederti scusa per diversi motivi. Il primo: non sei neppure più un parcheggiatore abusivo, come tutti ci ostiniamo a definirti, semplicemente perchè non ne esistono più in natura di parcheggiatori abusivi, da quando sono stati introdotti i ticket con la targa impossibili da trafugare e rivendere. Resti un assiduo frequentatore del parcheggio dell’ospedale, in via XXI Aprile. Cerchi di vendere le tue cose, immagino tu sia arrivato dall’Africa, e scusami se non ho neanche fatto attenzione a cosa vendi. In realtà, appena ieri mattina ho parcheggiato l’auto in un posto libero (ce ne erano diversi), ho subito pensato, quando mi hai salutato con educazione, che mi volessi rifilare qualcosa ma non ho fatto caso a cosa.

Voleva vendermi qualcosa. Non avevo soldi. Avrei preso una multa.

Scusami per aver pensato al primo pretesto buono per liberarmi di te: non ho soldi. Vero, peraltro: neanche un euro di moneta, neanche una banconota dentro lo zaino. Andavo di fretta e sì, lo ammetto: prevedendo una sosta veloce, avevo pensato di non mettere il tagliando. Pubblica ammissione di furberia da due soldi, la mia. Tu hai insistito per parlarmi e io intanto mi allontanavo da te, e ti sventolavo sotto il naso come stupido sberleffo la carta di credito fiammante per ribadire non-ho-soldi e quindi, sottinteso, non aspettarti elemosina da me. Scusami perchè in realtà, vedendomi allontanare, mi stavi avvertendo di non lasciare l’auto senza ticket, «i controlli arrivano proprio a quest’ora del mattino». E mentre lo dicevi indicavi l’orologio. Scusami M., perchè ho continuato a ripeterti che non avevo un soldo e chissà che cosa hai capito. No, anzi. Hai capito benissimo. E mentre ti guardavo e tu guardavi me, neanche a farlo apposta, abbiamo visto arrivare l’auto del sorvegliante. Una sequenza di multe e io che – persuasa dagli eventi a essere una buona cittadina e decisa a fare il ticket – ho iniziato a frugare il fondo dello zaino. Senza arrivare a racimolare più di 60 centesimi. Un miraggio l’euro e 5 centesimi necessari. Allora tu mi hai detto: dai, non c ‘è problema, te li do io i soldi. E ti sei fiondato al parcometro più vicino. Avevi memorizzato persino la targa della mia auto. Ho preso dalle tue mani il biglietto e sono andata a metterlo a bordo. Ma ero così basita che non ce l’ho fatta. Te l’ho dovuto dire: io non ci credo che esistano persone che fanno così, senza neanche conoscersi. Tu non mi conosci, M., e io quell’euro potrei non passare più a lasciartelo. Mi viene la tentazione di non credere che esisti davvero. E poi ci siamo abbracciati, e tu sorridendo mi hai detto: a volte i poveri aiutano i meno poveri. Hai ragione, M. Mi hai fatto venire un groppo in gola e gli occhi umidi. Siccome temo (ma magari sbaglio) che tu questa lettera non la legga, stamattina passerò in via XXI Aprile a lasciarti una copia di “Libertà”. E scusami se non volevi che questa storia diventasse di tutti. Ma non ce l’ho proprio fatta a tenerla solo per me.

Dal quotidiano “Libertà” del 21 settembre 2022

17 ottobre 2022 Posted by | Storie ordinarie | | Lascia un commento

Una giornata importante

Venerdì per me sarà una giornata importante.

Dovrò sottopormi a un controllo medico per stabilire se le mie arterie potranno sopportare un rilevante intervento di chirurgia plastica per ricostruire ciò che è stato distrutto per eliminare il cancro.

Sarà un percorso lungo e difficile, lo so, ma sarà una tappa verso la (quasi) normalità, che terminerà probabilmente a dieci anni di distanza da quel giorno di fine luglio 2014 quando, iniziando a farmi la barba, scoprii uno strano gonfiore sul collo e da lì partì l’incubo.

A volte mi sembra di rivivere quei momenti, ma comunque ora fanno meno male, ci si abitua.

L’uomo si abitua a tutto.

11 ottobre 2022 Posted by | Salute, Storie ordinarie | , | 2 commenti

C’è qualcosa di strano…

Dimenticavo.

L’ultima TAC ha notato qualcosa di “strano”.

E le mie “stranezze” non sono mica ciufoli…

Ora si entra nella spirale degli approfondimenti.

Comunque io non sono preoccupato più di tanto.

Anzitutto perché sono ottimista di natura. Cioè, forse il mio ottimismo è più che altro incoscienza, ma dipende dai punti di vista.

In secondo luogo perché comunque sono arrivato a 62 anni e passa. Ho superato l’aspettativa di vita media della Birmania, che sta al 148° posto e mi sto avvicinando allo Yemen.

In terzo luogo perché c’ho almeno un centinaio di libri ancora da leggere e poi – come si dice in questi casi – c’ho il tonno che scade nel 2026.

Mica posso morire prima…

8 ottobre 2022 Posted by | Salute, Storie ordinarie | , | 4 commenti

Scozia

A volte ho l’impressione di essere entrato in modalità “pensione“.

Mi ritrovo a passare per le nostre colline padane e penso: “Chissà se in quel borgo hanno qualche casa da affittare“.

Vedo le cascine abbarbicate su qualche montagnetta e penso: “Come sarà abitare lassù, lontano da tutto e da tutti.”

Poi torno alla realtà e penso che alla mia pensione mancano ancora la bellezza di tre anni (governi vari permettendo), che avrei ancora un sacco di cose da fare prima di mettermi a riposo e soprattutto che manco so se ci arrivo alla pensione.

E quindi se proprio dobbiamo sognare, tanto vale farlo in grande: a me piacerebbe passare i miei ultimi anni di vita in Scozia.

Sedermi su uno di quei massi e stare ad ascoltare il silenzio, oppure il vento, che a modo suo è una forma di silenzio.

Oppure riscaldare le mie stanche membra in una di quelle casette colorate (che secondo me valgono quanto una villa a Portofino…) e attendere che cali il buio, avvolto nelle acque del Mare del Nord.

Magari un colpo di testa pre-alzheimer e… non si può mai sapere.

7 ottobre 2022 Posted by | Pensieri disarcionati, sogni, Un po' di me | , | 2 commenti

The doctor is in

Io ho una serie di problemi (come tutti, direte voi. Concordo).

Alcuni di questi problemi sono abbastanza preoccupanti, riguardando la salute (anche altri, direte voi. Concordo).

Cerco di smazzarmeli da solo, senza rompere gli zebedei a nessuno (pochi altri dico io. Concordate?).

Quindi, non capisco perché sono circondato da persone che cercano di coinvolgermi nei loro problemi del piffero (visto il linguaggio forbito?).

Uno mi chiede chi penso che vinca nel conflitto tra Russia e Ucraina.

Ma io cosa ne so?

E perché la Russia si sta ritirando?

Perché, si sta ritirando?

Un altro mi dice che vuole cambiare l’auto, ma vorrebbe comprarne una elettrica, ma poi non sa per quanto tempo durerà la batteria.

E un chissenefrega?

E se comprassi una ibrida?

E se ti mandassi affanculo (mica si può sempre essere forbiti)?

Insomma, a volte mi sembra di essere Lucy…

Chissà se capita anche ad altri.

22 settembre 2022 Posted by | Storie ordinarie, Un po' di me | , | 6 commenti

Quanto tempo…

E’ da tanto (per me) che non vengo qui.

Il fatto è che queste ultime settimane sono state dense, sature, strabocchevoli di cose da fare: lavoro, bicicletta, vacanze, letture.

Ora che è arrivato l’autunno (per lo meno dalla temperatura dell’aria), mi accorgo che è passata un’altra estate, una in più che pesa sulle mie spalle.

Mi accorgo del tempo che passa e – soprattutto – mi accorgo di quello che mi rimane, che si riduce sempre di più.

Ma non voglio fare un pippone piagnisteico (!), quindi chiudo e arrivederci a presto.

18 settembre 2022 Posted by | Storie ordinarie, Un po' di me | | 7 commenti

Notizie estive

Due sono le notizie estive che non possono mancare nei tg.

Prima notizia: ma quanto fa caldo!

L’anno scorso faceva meno caldo, quindi sentiamo il climatologo e gli chiediamo una previsione per domani e per i prossimi dieci anni. Ovviamente non manca il consiglio per bambini e anziani: non stare al sole nelle ore più calde, bere molta acqua e vestire leggero. Non accendere i termosifoni e – per chi ce l’ha – nemmeno il camino, ma il climatizzatore – sempre per chi ce l’ha.

Seconda notizia: stabilimenti balneari pieni zeppi.

Tutto prenotato, autostrade intasate, prezzi aumentati ma chissesenefrega. Ma forse ci sono anche le spiagge libere (forse), ma non si sa dove. E gli alberghi? Vogliamo parlarne? Tutto prenotato anche lì. Ma allora la crisi? Beh, ovvio, sono tutti quelli con il reddito di cittadinanza che si danno alle spese folli!

P.S.: intanto lo spread è tornato a salire. Erano un paio d’anni che non ci pensavamo più, vero? Ma stasera al tg si è sentita la parola magica: debito pubblico. Anche di questa non ce ne preoccupavamo più vero?

Beh, è ora che torniamo alla realtà.

12 giugno 2022 Posted by | Politica, Storie ordinarie | , | Lascia un commento

Una nuova fase della vita

Si inizia a pensare alla pensione.

Quanto ti manca?” mi chiedono a volte.

A bocce ferme, tre anni e mezzo. Ma se cambiasse qualcosa… E tu?

Sembrava lontano il tempo in cui pensare alla mia pensione, dopo aver visto tanti colleghi fare il grande passo (e in alcuni casi anche il successivo trapasso…).

Spero di poter usufruire ancora di alcuni anni di “normalità”, prima di passare al rincoglionimento.

Credo che oltre i settant’anni il rincoglionimento sia dietro l’angolo (e non soltanto quello).

Sicuramente la pensione apre una nuova fase della vita.

Bella o brutta che sia, sicuramente è l’ultima.

7 giugno 2022 Posted by | Storie ordinarie, Un po' di me | , | 3 commenti

Viva gli alpini?

Tanti anni fa, nella seconda metà degli anni ottanta, un giorno fu organizzata una festa per l’inaugurazione della nuova sede di Alleanza Nazionale (erede del “glorioso” MSI).

AN aveva aperto una sede adiacente alla centralissima piazza del paese, di fianco al Comune, quasi a simboleggiare la prossima conquista del palazzo (cosa che effettivamente avvenne nel 2004, mettendo fine a decennali amministrazioni di sinistra, principalmente per colpa della stessa sinistra).

Alla sera, dopo i festeggiamenti, i partecipanti si sparsero un po’ per il paese.

Un gruppetto di una decina di persone si radunò in piazzetta Garibaldi, di fronte a un bar ancora aperto.

Erano persone in gran parte di mezza età, con la camicia nera, chiari nostalgici del tempo che fu.

Io mi trovai a transitare sullo stesso marciapiedi dove stavano loro, insieme a una mia amica; a quel tempo ero vicesindaco.

Lo occupavano praticamente tutto il marciapiedi.

Era sera tardi e in giro non c’era quasi nessuno.

Quando ci videro arrivare, notai perfettamente che quando si accorsero che doveva passare una donna, si ritrassero come le acque del Mar Morto al passaggio di Mosè (o era il Mar Nero? O il Mar Giallo?).

Nessuno sguardo oltraggioso o beffardo, nessun commento, forse ci salutammo anche, non ricordo.

Mi colpì la rapidità con la quale ci fecero passare.

Mi sono ricordato di questo fatto in questi giorni, dopo le polemiche sulle offese alle donne avvenute a Rimini, durante l’adunata nazionale degli alpini.

Dovrei quindi concludere che i fascisti rispettano le donne e gli alpini no?

No, concludo che i deficienti stanno da tutte le parti (purtroppo) e che la responsabilità è sempre personale (e non solo quella penale).

Certo, se poi qualcuno fa qualcosa per prevenire certi fattacci allora è tutto di guadagnato…

16 Maggio 2022 Posted by | Politica, Sani principi, Storie ordinarie | , | 3 commenti