Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Notizie estive

Due sono le notizie estive che non possono mancare nei tg.

Prima notizia: ma quanto fa caldo!

L’anno scorso faceva meno caldo, quindi sentiamo il climatologo e gli chiediamo una previsione per domani e per i prossimi dieci anni. Ovviamente non manca il consiglio per bambini e anziani: non stare al sole nelle ore più calde, bere molta acqua e vestire leggero. Non accendere i termosifoni e – per chi ce l’ha – nemmeno il camino, ma il climatizzatore – sempre per chi ce l’ha.

Seconda notizia: stabilimenti balneari pieni zeppi.

Tutto prenotato, autostrade intasate, prezzi aumentati ma chissesenefrega. Ma forse ci sono anche le spiagge libere (forse), ma non si sa dove. E gli alberghi? Vogliamo parlarne? Tutto prenotato anche lì. Ma allora la crisi? Beh, ovvio, sono tutti quelli con il reddito di cittadinanza che si danno alle spese folli!

P.S.: intanto lo spread è tornato a salire. Erano un paio d’anni che non ci pensavamo più, vero? Ma stasera al tg si è sentita la parola magica: debito pubblico. Anche di questa non ce ne preoccupavamo più vero?

Beh, è ora che torniamo alla realtà.

12 giugno 2022 Posted by | Politica, Storie ordinarie | , | Lascia un commento

Una nuova fase della vita

Si inizia a pensare alla pensione.

Quanto ti manca?” mi chiedono a volte.

A bocce ferme, tre anni e mezzo. Ma se cambiasse qualcosa… E tu?

Sembrava lontano il tempo in cui pensare alla mia pensione, dopo aver visto tanti colleghi fare il grande passo (e in alcuni casi anche il successivo trapasso…).

Spero di poter usufruire ancora di alcuni anni di “normalità”, prima di passare al rincoglionimento.

Credo che oltre i settant’anni il rincoglionimento sia dietro l’angolo (e non soltanto quello).

Sicuramente la pensione apre una nuova fase della vita.

Bella o brutta che sia, sicuramente è l’ultima.

7 giugno 2022 Posted by | Storie ordinarie, Un po' di me | , | 3 commenti

Viva gli alpini?

Tanti anni fa, nella seconda metà degli anni ottanta, un giorno fu organizzata una festa per l’inaugurazione della nuova sede di Alleanza Nazionale (erede del “glorioso” MSI).

AN aveva aperto una sede adiacente alla centralissima piazza del paese, di fianco al Comune, quasi a simboleggiare la prossima conquista del palazzo (cosa che effettivamente avvenne nel 2004, mettendo fine a decennali amministrazioni di sinistra, principalmente per colpa della stessa sinistra).

Alla sera, dopo i festeggiamenti, i partecipanti si sparsero un po’ per il paese.

Un gruppetto di una decina di persone si radunò in piazzetta Garibaldi, di fronte a un bar ancora aperto.

Erano persone in gran parte di mezza età, con la camicia nera, chiari nostalgici del tempo che fu.

Io mi trovai a transitare sullo stesso marciapiedi dove stavano loro, insieme a una mia amica; a quel tempo ero vicesindaco.

Lo occupavano praticamente tutto il marciapiedi.

Era sera tardi e in giro non c’era quasi nessuno.

Quando ci videro arrivare, notai perfettamente che quando si accorsero che doveva passare una donna, si ritrassero come le acque del Mar Morto al passaggio di Mosè (o era il Mar Nero? O il Mar Giallo?).

Nessuno sguardo oltraggioso o beffardo, nessun commento, forse ci salutammo anche, non ricordo.

Mi colpì la rapidità con la quale ci fecero passare.

Mi sono ricordato di questo fatto in questi giorni, dopo le polemiche sulle offese alle donne avvenute a Rimini, durante l’adunata nazionale degli alpini.

Dovrei quindi concludere che i fascisti rispettano le donne e gli alpini no?

No, concludo che i deficienti stanno da tutte le parti (purtroppo) e che la responsabilità è sempre personale (e non solo quella penale).

Certo, se poi qualcuno fa qualcosa per prevenire certi fattacci allora è tutto di guadagnato…

16 Maggio 2022 Posted by | Politica, Sani principi, Storie ordinarie | , | 2 commenti

Confesso che (non) ho vissuto

Quando si diventa vecchi (come il sottoscritto) basta poco a scatenare una caterva (o valanga) di ricordi.

E’ tipico dei vecchi, come il controllo dei cantieri (e della prostata).

E’ bastato che oggi pomeriggio youtube mi proponesse improvvisamente questa vecchia canzone del 1980 per provocare uno smottamento di ricordi e rimpianti che mi porto dietro ancora adesso e chissà per quanto.

Avevo vent’anni allora, era il periodo delle discoteche, della spensieratezza, della “ricerca” delle ragazze (in gran parte infruttuosa, ahimè). Era il periodo della mia Alfasud appena comprata, dell’inizio dell’università, della presenza di genitori, amici e parenti accanto e intorno a me. E’ stato il periodo delle occasioni, in gran parte perdute (per merito mio, s’intende).

E allora mi è venuto in mente che il libro della mia vita si potrebbe intitolare come il titolo di questo post, speculare al libro Confesso che ho vissuto di Pablo Neruda, un libro che mi ha sempre incuriosito ma che non ho mai né comprato né letto.

Perché non ho vissuto?

E’ il grande dilemma della mia vita.

E’ vero che a vivere c’è tempo fino all’ultimo giorno della nostra presenza su questa bislacca terra, ma c’è un tempo per tutte le cose, e chi non ha vissuto il proprio passato è difficile che riesca a vivere il presente. Peggio ancora il futuro.

2 aprile 2022 Posted by | Pensieri disarcionati, Ricordi, Rimpianti, Storie ordinarie, Un po' di me | , , , , | 6 commenti

Morire per l’Ucraina?

Qualcuno in tv ha detto recentemente che i nostri popoli (quelli dell’Europa occidentale) non hanno voglia di fare la guerra.

Io credo che molti, in molti popoli, non abbiano voglia di fare la guerra.

Non tutti però.

E soprattutto le motivazioni per ripudiare la guerra sono diverse.

Noi occidentali non vogliamo fare la guerra perché distruggerebbe il nostro ricco e comodo stile di vita (e poi ci pensi se si blocca facebook o instagram? Una tragedia…).

Non ci siamo spaventati per i genocidi nella ex Jugoslavia, che stava proprio a un passo da noi, figuriamoci per l’Ucraina, quella terra fredda e desolata che conosciamo solo da quando abbiamo bisogno delle sue badanti (ma una volta l’Ucraina non era il granaio d’Europa? Come mai è passata dall’esportazione di grano a quella di esseri umani?).

La guerra (quella attuale in Europa, perché da altre parti del mondo le guerre vanno avanti da anni) ha già comunque comportato due importanti conseguenze.

La prima è che essa esige il cosiddetto pensiero unico.

Il pensiero unico si manifesta sotto mentite spoglie, quella più evidente sta nella frase – ripetuta incessantemente come un mantra – “dobbiamo essere tutti uniti“.

Il pensiero unico non ammette distinguo, nemmeno minimi, nemmeno impercettibili. Bisogna essere uniti per affrontare il nemico, che è il cattivo. Ovviamente dall’altra parte si fa la stessa cosa.

La seconda importante conseguenza sono le cosiddette fake news, le notizie false, cioè le notizie propagandistiche che servono a nascondere la realtà e ad esaltare i successi della propria parte.

Non si può credere a nessuna notizia diffusa dalle parti in guerra, perché il loro tasso di veridicità sarà sempre bassissimo (a essere ottimisti).

E allora non mi resta che concludere questo strampalato post con la bella poesia del nostro Gianni Rodari, che dovremmo portare stampata sulla fronte (che con i cervelli che ci sono in circolazione ci starebbe sicuramente):

Ci sono cose da fare ogni giorno:
lavarsi, studiare, giocare,
preparare la tavola
a mezzogiorno.
Ci sono cose da fare di notte:
chiudere gli occhi, dormire,
avere sogni da sognare,
orecchie per non sentire.
Ci sono cose da non fare mai,
né di giorno, né di notte,
né per mare, né per terra:
per esempio, la guerra.

26 febbraio 2022 Posted by | Guerra al terrore, Politica, Storie ordinarie | | 2 commenti

Amazon

Un paio di settimane fa sono andato nella libreria del mio paese a prenotare un libro, un regalo per il compleanno di un amico. Libro arrivato dieci giorni dopo, costo 55 euro.

Dato che lo stesso libro lo volevo anche per me, ne ho comprata un’altra copia su Amazon. Ordinato il martedì sera, consegna prevista per il venerdì, arrivato il giovedì, con un giorno d’anticipo, costo 46,75 euro,

Oppure vogliamo parlare di quella volta che cercavo un ugello del gas per la cucina e non sono riuscito a trovarlo in nessun negozio del paese. Sarei dovuto andare a Piacenza per comprare una cosa da pochi euro, così l’ho ordinato su Amazon: per cinque euro ho acquistato tutto il bruciatore completo.

Io non sono un fan della logistica, anzi, proprio non mi va questo mondo nel quale i paesi poveri producono (e rimangono poveri) e i paesi ricchi distribuiscono il frutto del loro lavoro, ma finché i commercianti venderanno solo i prodotti “di nicchia” (tanto guadagno con poca spesa), mi sa che il commercio on line si svilupperà sempre di più.

6 dicembre 2021 Posted by | Storie ordinarie | | 2 commenti

Non è giusto…

… che succedano queste cose.

Forse noi non conosciamo tutta la storia, ma da quello che si legge sui giornali questa donna si meritava qualcosa di più, dalla vita e anche dall’Italia.

9 novembre 2021 Posted by | Storie ordinarie | | 4 commenti

Vaccino o green pass?

Nelle aziende come la mia dal 10 ottobre è obbligatorio essere vaccinati. Chiunque entri per motivi lavorativi.

Su 160 dipendenti e collaboratori, tre soli non si sono vaccinati. Sono stati sospesi dal lavoro e, ovviamente, anche dallo stipendio.

Mi spiace di questa circostanza, ma non avevamo altra possibilità: i nostri utenti sono troppo fragili e la responsabilità personale (civile e penale) di un eventuale focolaio di Covid non è una bazzecola.

Personalmente, con tutti i rischi che abbiamo corso e che ancora corriamo, i novax, nopass, notutto mi stanno francamente un po’ (tanto) sulle palle.

Non so bene cosa bisogna fare, ma credo che occorra un “colpo gobbo” per uscire da questa situazione.

13 ottobre 2021 Posted by | Guerra al terrore, Storie ordinarie | | 4 commenti

Una cosa che non sopporto…

… è il menefreghismo.

Ma ancora di più, quando il menefreghismo sconfina nell’irresponsabilità e nell’incoscienza.

E quando l’irresponsabilità e l’incoscienza vengono tenute nei confronti dei propri famigliari, allora la cosa mi fa imbestialire.

Roba da mandare tutti affanculo e andarsene via, il più lontano possibile.

22 luglio 2021 Posted by | Storie ordinarie | | 6 commenti

Troppo buoni…

C’è un proverbio che gira dalle mie parti che si può riassumere così: “a essere troppo buoni si finisce per essere coglioni“.

Vorrei sostenere che non è così e che essere buoni (sottocategorie: corretti, educati, rispettosi delle regole, ecc.) alla fine paga, ma spesso è il contrario.

Gli altri se ne approfittano di questa inaspettata bontà, finché non si reagisce, sempre con le buone maniere, ma in maniera decisa, ponendo un aut aut: o così o niente.

Allora l’interlocutore ha un guizzo, perché non si aspettava quella reazione da un buono e si rimette in carreggiata.

E tu avresti voglia di dirgli: “dovevi proprio spingermi a questo livello per darti una mossa? Coglione!

4 luglio 2021 Posted by | Storie ordinarie, Un po' di me | , | 2 commenti