Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Brave ragazze

Sono andato a vederlo ieri pomeriggio.

Un film carino, senza tante pretese ma che fa passare un paio d’ore spensierate.

Le quattro protagoniste sono brave, e poi io c’ho un piccolo debole per Ambra, fin dalla sua partecipazione a Immaturi.

Il taglio femminile della regia secondo me si nota, e da’ un’impronta gradevole al film, che non è mai noioso.

Anche le figure di contorno sono ben caratterizzate.

E poi questo film – anzi, per essere precisi una scena di questo film – ha fatto da miccia a un sogno bellissimo che ho fatto stanotte e che ha reso migliore la mia giornata.

Forse ricorderò questo film anche per questo, in questo sabato 12 ottobre ormai trascorso.

Buona settimana a tutte/i.

Riccardo Cocciante – Celeste nostalgia

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13 ottobre 2019 Posted by | Film, Ricordi, Rimpianti, Un po' di me | , , | 2 commenti

Rambo: last blood

Sabato scorso sono andata a vedere l’ultimo film di Rambo.

Premesso che, con le opportune distinzioni, a me non dispiace vede ogni tanto qualche film d’azione (cioè dove si sbudellano a vicenda), il copione seguito dai film di Rambo, dopo il primo, è sempre uguale.

Nel primo film, Rambo appare come il soldato disadattato che, reduce da una guerra particolarmente crudele, non riesce più a entrare in sintonia con le altre persone, che nel caso specifico sono rappresentati da un gruppo di agenti bastardi di una piccola città americana, e quindi reagisce nell’unico modo che conosce: scatenando una guerra che fa un mucchio di danni ma nessun morto.

Nei film successivi invece Rambo è alle prese con dei cattivacci che gli fanno girare le palle, di modo che ne uccide a bizzeffe e anche in quest’ultimo film accade questo. Il lieto fine poi spesso non esiste: Rambo sbudella o fa una macedonia dei cattivi, ma non è detto che tutti i buoni si salvino, come in questo caso.

I segni dell’età si vedono sul suo viso e sul suo fisico: c’è chi dice che il finale rimane aperto, ma non vorrei che nel prossimo film Rambo combattesse su una sedia a rotelle contro i cattivi gestori di una casa di riposo…

Da vedere? Mah… a chi piace il genere.

 

6 ottobre 2019 Posted by | Film | | 9 commenti

Martin Eden

Approfittando di un sabato “libero da tutto”, mi sono infilato al cinema a vedere questo film.

Conosco poco Jack London, l’unico suo libro che ho letto è Zanna Bianca.

Il film l’ho trovato interessante, ma non avendo letto il libro non saprei darne una corretta valutazione. Alla fine il protagonista mi sembra che diventi un po’ troppo allucinato, ma è una mia impressione.

Direi: da vedere se proprio non c’è niente di meglio.

 

22 settembre 2019 Posted by | Film | | 3 commenti

Bartleby lo scrivano

L’ho visto in libreria, ho letto la quarta di copertina, mi ha incuriosito, l’ho comprato e l’ho letto.

E’ un racconto di una cinquantina di pagine, preceduto da una introduzione di una trentina di pagine nella quale non si capisce una mazza e seguito da una serie di lettere di Melville e una raccolta di interpretazioni del racconto succedutesi in questi ultimi cent’anni.

Il racconto è uscito nel 1853, due anni dopo di Moby Dick, che fu un fiasco colossale.

Passano altri due anni e Melville, insuccesso dopo insuccesso, non viene più considerato uno scrittore, anche se continua a produrre opere di altissimo livello.

Ma chi è Bartleby?

Bartleby è uno scrivano.

E che fa di così strano per scriverci su un racconto?

Si rifiuta di scrivere.

E non solo di scrivere; si rifiuta di svolgere qualsiasi funzione che possa anche lontanamente assomigliare a un lavoro (un po’ tipo Salvini, insomma). Si piazza nell’ufficio dell’avvocato suo datore di lavoro e se ne sta lì, a osservare un muro.

Se gli chiedono qualcosa, risponde sempre allo stesso modo: “Avrei preferenza di no“.

Non esce mai, non parla con nessuno, rimane chiuso nel suo bugigattolo anche quando il suo datore di lavoro, esasperato, trasloca.

Alla fine finisce in carcere, si rifiuta di mangiare e si lascia morire.

Terminata la lettura mi sono ovviamente chiesto quale fosse il senso del racconto.

Cerca e ricerca, alla fine mi sono detto che forse dovevo cercarlo in me stesso, in quello che mi aveva lasciato.

Bartleby è persona mite, parca, umile, inespugnabile, che non si ribella a quello che gli capita, ma che è estremamente determinata a mantenere la sua (inspiegabile) posizione: è la coerenza fatta persona.

Lascia dietro di sé un mistero che si insinua nel lettore, che se lo porterà dietro per un bel po’ di tempo.

In fondo, la letteratura è anche questo.

29 luglio 2019 Posted by | Libri | , | 5 commenti

Il grande spirito

Eravamo in due ieri pomeriggio a vedere questo film.

Ero indeciso, ma alla fine l’ho apprezzato.

E’ un film diverso dalle solite commedie: non saprei come definirlo, è come se la realtà fosse più tangibile, più palpabile, come se si potesse toccare con mano.

Le interpretazioni di Rubini e Papaleo sono intense. Originale l’idea di ambientare un film tutto sui tetti di una città (Taranto in questo caso, con all’orizzonte le ciminiere e i fumi dell’Ilva).

Sono entrato al cinema con il sole e sono uscito che grandinava (ovviamente ero senza ombrello). La corsa sotto la pioggia mi ha reso felice (anche se mi sono beccato qualche cozzo sulla testa): sono vivo.

Imparare ad amarsi

12 Mag 2019 Posted by | Film | | 2 commenti

C’è tempo

Oggi sono andato a vedere questo film di Uolter Veltroni.

Ho capito subito che era meglio se il Uolter si dava fin da giovane al cinema, lasciando da parte la politica…

No vabbe’, scherzo, in fondo Veltroni mi è anche simpatico, cioè tra i due (Veltroni e D’Alema) ho sempre preferito il primo (capirai… direte voi, il secondo era/è/sarà un gran furbacchione, ma quanto a simpatia, ne ha come una medusa che ti si strofina sulle chiappe).

Comunque è un film carino, i quattro protagonisti sono bravi e su tutti spicca Giovanni Fusco.

Ma la storia non è che sia proprio originale: due persone che in partenza non si sopportano e poi alla fine diventano… fratelli.

Uolter l’ha confezionata benino, ma in alcune parti il film secondo me perde il ritmo.

Comunque un’ora e tre quarti godibili, dai. In fondo c’è di peggio…

 

10 marzo 2019 Posted by | Film | | 1 commento

Domani è un altro giorno

Oggi pomeriggio sono andato a vedere questo film.

Ci sono andato perché ho letto soltanto poche parole delle sue recensioni (“Una commedia toccante sull’esistenza umana e sul senso più profondo dell’amicizia“).

Ci sono anche andato perché uno dei protagonisti è Marco Giallini, che come attore a me piace molto.

Dopo dieci minuti ho capito di cosa trattava la storia: Giuliano (Giallini) ha un tumore al polmone che “se ne sta andando in giro per il corpo” e ha deciso di sospendere le terapie, perché gli allungheranno soltanto di un poco la vita, essendo destinato a morte certa.

Il suo amico Tommaso (Mastandrea), saputo di questa decisione, parte dal Canada e va a trovarlo per stare con lui per quattro giorni.

Capirete che, nella mia situazione, un film così potrebbe anche destabilizzarti, ma evidentemente il percorso che ho fatto con la mia psicologa a qualcosa è servito.

Quello che mi è piaciuto maggiormente del film è la totale mancanza di melensaggine. Un film delicatamente ironico e commovente.

Perché così va trattato il nostro ultimo viaggio: con ironia e commozione.

E con la consapevolezza di avere fatto tutto il possibile…

Domani è un altro giorno

2 marzo 2019 Posted by | Film | | 10 commenti

L’agenzia dei bugiardi

E’ meglio una bella bugia o una brutta verità?

Non ho alcun dubbio: meglio una bella bugia.

Del resto l’Italia è fondata sulle bugie (basta guardare le ultime elezioni e il governo che ne è sortito).

Il film è carino. L’idea di fondo è originale, ma poi si scopre che è un remake di un film francese del 2017, riadattato per noi italiani.

Il cast è ben assortito e amalgamato, ma qualche situazione è un po’ troppo “improbabile”.

In ogni caso, vale la pena vederlo, soprattutto perché in alcuni momenti ti fa pensare se il tradimento sia così diffuso.

Probabilmente sì, almeno così pare quindi un’agenzia specializzata in balle farebbe grandi affari.

Che poi raccontare balle è molto più difficile che raccontare la verità. Bisogna inventare, congegnare, perfezionare. E poi bisogna recitare, immedesimarsi, calcare la scena nel vero senso della parola.

Niente a che vedere con  la verità, che uno se la trova lì bell’e pronta.

E poi la bugia crea un mondo parallelo, quasi un sogno. E’ come entrare  in un’altra dimensione.

Insomma, elogio della bugia!

 

27 gennaio 2019 Posted by | Film | | 2 commenti

Moschettieri del Re

Avevo bisogno di un paio d’ore di spensieratezza e sono andato a vedere questo film.

La prima cosa che ho notato sono gli splendidi paesaggi nei quali è ambientato, che sono quelli della Basilicata, nei pressi di Matera, a Montescaglioso.

La seconda cosa che ho notato è che sono più brave le protagoniste femminili che non quelli maschili, che interpretano i moschettieri.

La terza cosa che ho notato è che non ho capito il finale (ma questo probabilmente è un problema mio).

Malgrado tutto, un paio d’orette (una e tre quarti, per la precisione) sono trascorse piacevolmente, malgrado la trama del film sia alquanto debole, a fronte di un’idea iniziale apprezzabile.

Film molto spinto dalla pubblicità, che secondo me non sono proprio sicuro che si meriti il prezzo del biglietto (nove euri, più uno per il caffè).

 

29 dicembre 2018 Posted by | Film | | 8 commenti

La prima pietra

L’ho visto venerdì sera, all’UCI (a me non piace molto andare all’UCI, perché tendo a perdermi tra le diverse sale, ma era l’unico posto dov’era in programmazione).

Carino, ma mi aspettavo qualcosa di più.

La parte migliore, recitata a mio parere splendidamente da Serra Yilmaz, è quella della nonna del bambino musulmano che innesca tutto il patatrac lanciando una pietra contro una vetrata della sua scuola, proprio nel giorno in cui deve svolgersi la recita natalizia.

Il film è un concentrato dei nostri pregiudizi e dei modi ridicoli con i quali a volte cerchiamo di mettervi una pezza, in realtà peggiorando la situazione.

Ma accanto alle risatine e ai sorrisi che strappa, fa capolino una domanda: ma come facciamo ad affrontare una società che – volenti o nolenti – sta diventando sempre più multiculturale? Qualcuno ci aiuta? No, molti spargono odio e basta, ma questa non è una soluzione…

P.S.: sempre molto comode invece le poltrone dell’UCI.

PP.SS.: mai viste tante donne sole al cinema.

16 dicembre 2018 Posted by | Film | | 3 commenti