Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Sono tornato

Questo film, dell’inizio del 2018, me lo ero perso.

La storia è presa dal libro “Lui è tornato”, del quale ho già parlato.

Il ritorno in questo caso è quello di Benito Mussolini, nell’Italia del 2017.

Il film non è certo un capolavoro, ma contiene diversi passaggi che fanno riflettere.

L’ignoranza degli italiani delle più elementari leggi del vivere civile: il voto, le tasse, la democrazia, il rispetto dell’altro. La voglia di avere un capo che decide (salvo poi fare il contrario). L’incoerenza, la vigliaccheria e chi più ne ha più ne metta.

Emblematica (e purtroppo vera) è una frase pronunciata dal protagonista: “Eravate un popolo di analfabeti, dopo ottant’anni torno e vi ritrovo un popolo di analfabeti”.

6 giugno 2021 Posted by | Film | | 1 commento

Immaturi – Il viaggio

Ieri sera ho visto in tv per l’ennesima volta il film Immaturi – Il viaggio.

Ne ho già parlato altre volte, da quando l’ho visto per la prima volta (ammazza! era gennaio 2012!), ma che volete, questo film mi mette sempre nostalgia.

La nostalgia delle cose perdute, delle cose che non torneranno più.

Gli amici, i viaggi, gli amori…

Scusate, ma questo è un momento difficile per me.

Molto difficile.

P.S.: la morte di Paolo Rossi mi fa tornare indietro di quarant’anni, con tutto quello che ciò significa.

PP.SS.: lo so, più che un post è un mortorio, ma… checcevoletefa’

 

10 dicembre 2020 Posted by | Film, Un po' di me | , | 6 commenti

La pazza gioia

Stasera ho visto un bel film su Rai Movie: La pazza gioia di Paolo Virzì (mai titolo fu più azzeccato).

Mia figlia ne ha rivisto buona parte con me. Mi ha detto di averlo già visto, perché lei aspira a lavorare con le persone “strane”.

Hai voglia quanto materiale avrai! le dico sempre.

Valeria Bruni Tedeschi e Micaela Ramazzotti secondo me hanno interpretato benissimo i loro ruoli e anche il contesto è stato azzeccato.

La scena finale è teneramente dolce (o dolcemente tenera).

P.S.: oggi mi sono capitate tre cose positive.

Il referto della TAC è negativo.

Il tampone Covid è negativo.

La terza me la tengo per me.

Buonanotte.

Eppure soffia

11 novembre 2020 Posted by | Film, Un po' di me | , | 2 commenti

Addio Sean

Lo ricordo come Guglielmo da Baskerville ne Il nome della rosa.

Lo ricordo come il padre un po’ svampito di Indiana Jones ne Indiana Jones e l’ultima crociata.

Lo ricordo come il comandante russo ne Caccia a ottobre rosso.

Lo ricordo come un grande attore.

Arrivederci Sean.

 

1 novembre 2020 Posted by | Film | | 3 commenti

I ponti di Madison County

Ritorno ancora su questo film, che è ripassato in tv un paio di giorni fa (ho perso l’inizio, ma per il resto me lo sono rivisto tutto).

Ne avevo già parlato in un mio post precedente, ma ora, incuriosito, ho voluto leggere anche il libro e l’ho scaricato dalla biblioteca virtuale regionale: era disponibile e così me lo sono sciroppato tutto nel uichend (complice anche “qualcosa” che ci costringe in casa, a noi padani…).

Devo dire che quella vecchia canaglia di Clint Eastwood ha confezionato un piccolo gioiello, accompagnato da quella stupenda attrice di Meryl Streep.

Questa è la storia di una grande occasione perduta, nel senso che non si è saputa o potuta cogliere e che rimane nel nostro cuore per sempre.

Credo che molti di noi si portino dentro la propria grande occasione perduta.

Io sì.

Le grandi occasioni perdute sono quelle che ti permettono di vivere comunque la tua vita, ma in modo un po’ diverso rispetto a prima, con un piccolo segreto nel cuore che nessuno deve conoscere, perlomeno non finché sei in vita. E così accade alla protagonista, Francesca, che non segue Robert, con il quale ha vissuto una storia d’amore immensa ma durata lo spazio di qualche giorno. Non può, non sa lasciare la sua famiglia. Accompagnerà il marito fino alla morte; crescerà i figli, ma ogni anno rivivrà i luoghi, i posti, i colori, le immagini di lei in compagnia di Robert, di quel ricordo che non l’abbandonerà mai più.

Quattro giorni bastano per capire che due persone sono fatte l’una per l’altra, anzi, insieme danno vita a una terza persona? Sì, ne bastano anche meno, ne bastano anche due.

Ma le cose nella vita a volte pare che vadano per conto proprio e bisogna anche considerare l’incapacità di governarle, la paura, quell’attimo non colto che ci fa perdere l’occasione.

P.S.: le grandi occasioni perdute capitano una volta soltanto nella vita. Inutile volerle ripetere: diventerebbero ciofeche.

I ponti di Madison County

9 marzo 2020 Posted by | Film, Libri, Ricordi, Rimpianti, Storie ordinarie, Un po' di me | , , , , | 10 commenti

Gli anni più belli

Mah…

Anche se sono un inguaribile nostalgico, non è che questo film mi abbia entusiasmato più di tanto.

Mi ha ricordato un po’ il celebre C’eravamo tanto amati, ma quello era tutta un’altra cosa, era Ettore Scola e compagnia bella.

Qui gli attori sono bravi, ma la storia secondo me fa acqua, compreso il finale con genitori e figli tutti alla vogliamoci bene.

La storia di quattro amici nell’arco di quarant’anni, con le speranze di cambiare il mondo che si spengono una dopo l’altra: è il mondo che cambia le persone e non viceversa.

Insomma, niente di nuovo sotto il sole.

883 – Gli anni

15 febbraio 2020 Posted by | Film | | 2 commenti

Odio l’estate

Premesso che a me piace la comicità di Aldo, Giovanni e Giacomo, questo ultimo film non ha deluso le mie aspettative.

Da qualche parte ho letto che il trio è tornato a quello che sa fare meglio: storie di amicizia tra personaggi diversissimi tra di loro, ed effettivamente è così.

Ma in questo film c’è forse qualcosa in più: accanto al trio ci sono tre attrici che reggono benissimo la parte di protagoniste: Lucia Mascino, la moglie altezzosa e superba di Giacomo; Carlotta Natoli, sempre un po’ schizzata, soprattutto come moglie di un precisino come Giovanni e Maria Di Biase, di una simpatia fuori dal comune e compagna di Aldo. Per non parlare poi di Michele Placido nella parte del maresciallo dei carabinieri rincoglionito.

Queste tre coppie si ritrovano a dover passare le vacanze estive nello stesso appartamento su un’isola, per un errore dell’agenzia di viaggi.

E queste tre coppie scoprono pian piano di avere più cose in comune di quelle che le dividono, perché l’estate è breve, ma anche la vita lo è.

Un film a tratti commovente, un pizzichino malinconico, ma comunque gradevole e spassoso, che mi ha lasciato ben disposto nei confronti del mondo all’uscita.

Consigliato.

P.S.: stasera ho un po’ di febbre. Stamattina avevo un leggero mal di gola, ma oggi pomeriggio la giornata era soleggiata e non ho voluto saltare la mia camminata settimanale. Al ritorno, nell’ultima mezz’ora è stata dura, perché non mi sentivo in forma. Ho fatto la doccia e mi sono ficcato a letto, provandomi la febbre: 37,5. Che faccio, chiamo il 118, mi dò malato per i prossimi 15 giorni, oppure  parto con l’allarme coronavirus?

Per come sto ora, mi sa che domani mi tocca timbrare il cartellino.

Non ci sono più le influenze di una volta…

Quelli Che Benpensano

3 febbraio 2020 Posted by | Film | | 3 commenti

Figli

Un secondo figlio può fare sprofondare nei guai una coppia?

In teoria sì, ma una coppia che già ha un figlio dovrebbe anche sapere cosa significa moltiplicare per due (o per undici?) questa incombenza.

Comunque la bravura di Paola Cortellesi e di Valerio Mastandrea non bastano a far decollare il film (non ho contato gli sbadigli, e dire che non avevo nemmeno mangiato pesante…).

Qualche trovata fantasiosa e brillante (sempre provvidenziali gli inserimenti di Stefano Fresi) ma niente di più. Non mi sono riconosciuto in nessuna delle generazioni raccontate.

Se proprio non c’è niente di meglio da vedere…

25 gennaio 2020 Posted by | Film | | 8 commenti

Richard Jewell

Quella vecchia canaglia di Clint Eastwood ha colpito ancora una volta, con questo film.

Racconta la storia di un uomo ossessionato dalla legge, convinto di essere un poliziotto, un bonaccione che vive con la mamma ma un buon osservatore, che nel suo lavoro di sorvegliante scopre per primo uno zaino contenente una bomba durante un concerto nell’ambito degli eventi che precedettero le olimpiadi del 1996 negli USA.

Siamo negli anni novanta, non ci sono ancora i social network ma “i due poteri più potenti del mondo, il governo e i mass media” dapprima elevano Richard a eroe e poi gli si scagliano contro, come esecutore lui stesso dell’attentato.

Ma come si fa a difendersi da questi due poteri?

In un Paese in cui vi sono regole alle quali devono attenersi anche i pubblici poteri e i mass media e con l’aiuto di qualcuno che queste regole le conosce e le mastica tutti i giorni, la verità può venire fuori, anche se con difficoltà.

Da vedere.

18 gennaio 2020 Posted by | Film | | 4 commenti

Hammamet

Non potevo certamente perdermi questo film di Gianni Amelio.

Non potevo perderlo perché il mio ingresso nella politica è avvenuto negli anni del craxismo imperante.

Non potevo perderlo perché di quella stagione ho ricordi vividi.

Non potevo perderlo anche perché sono un po’ nostalgico di una stagione nella quale i politici erano politici nel vero senso della parola, non come le macchiette attuali.

L’interpretazione di Favino è eccezionale: non solo nella somiglianza fisica, ma anche nella gestualità, nel tono di voce, nei silenzi, negli sguardi.

A fronte di questa interpretazione, però, non c’è – secondo me – un film altrettanto all’altezza della situazione: a tratti l’ho trovato un po’ noioso. Se l’obiettivo era farci conoscere il Craxi degli ultimi mesi di vita, secondo me non è stato azzeccato compiutamente. Mi aspettavo di conoscere di più sui pensieri di un politico che aveva in mano un Paese e che si ritrovava costretto a fuggire all’estero per evitare la prigione.

Ma chi era Craxi? Uno statista costretto all’esilio da una congiura, oppure un manigoldo latitante?

Per la mia esperienza, era un politico che ha trasformato il suo partito in un’immensa macchina da raccolta di tangenti: ha organizzato e strutturato questa attività, trasformando il PSI in una macchina da guerra, sempre pronta a occupare lo Stato e a difendere le proprie posizioni.

E quelli che gli lanciarono le monetine furono gli stessi che votarono poi per Berlusconi, poi per i 5stelle e ora per la Lega.

 

11 gennaio 2020 Posted by | Film, Politica | , | 5 commenti