Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Una bella notizia

Le belle notizie vanno diffuse, vanno ripetute, vanno approfondite, vanno gridate.

Questa è sicuramente una bella, anzi bellissima notizia.

Troppo spesso Napoli assurge agli onori della cronaca per fatti di criminalità.

Ieri ha conquistato le pagine dei giornali perché alcuni studenti, preoccupati perché una loro insegnante mancava da scuola da un paio di giorni senza avere avvertito, hanno scoperto che aveva subito un incidente in casa e si trovava immobilizzata, impossibilitata a muoversi.

Quei ragazzi hanno saputo riconoscere l’anomalia di un comportamento; hanno saputo superare l’indifferenza, l’insensibilità il menefreghismo ormai dilaganti.

Ma hanno anche saputo ripagare un’insegnante che probabilmente in classe non si limita a interrogare e mettere voti, ma che ha saputo creare un legame che va al di là del rapporto insegnante-studente.

Chissà quante altre buone notizie del genere vi sono in giro.

Se i giornali dedicassero più spazio a loro e meno a Di Maio e Salvini che fanno finta di lavorare, sarebbe molto meglio.

Via delle storie infinite

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15 maggio 2018 Posted by | Scuola, Storie ordinarie | , | 16 commenti

Irlanda!

Oggi la “piccola” è partita per un viaggio studio, destinazione Irlanda.

dublino

Da bravo papà le ho dato gli opportuni consigli per trascorrere una settimana alla grande.

  1. mettere in valigia spaghetti, ragù, pane, salame e mozzarella di bufala;
  2. coprirsi bene, anche di notte, perché l’Irlanda è vicina al Polo Nord e con i ghiacciai che si sciolgono c’è il rischio di svegliarsi la mattina e ritrovarsi su un aisberg;
  3. stare attenti a quando si attraversa la strada, perché in Irlanda lasciano liberi i cammelli di passeggiare senza guinzaglio;
  4. ricordare agli irlandesi che qualche anno fa stavano sull’orlo del fallimento e che se non ci fossimo stati noi ora sarebbero una colonia inglese (come sono stati fino a poco tempo fa).

Spero che faccia buon uso dei miei consigli.

Hevia – no man’s land

5 marzo 2017 Posted by | Scuola, Storie ordinarie | , | 21 commenti

Papà, tu sei strano…

E mo’ in storia siamo arrivati a studiare la nascita dei partiti socialisti nel diciannovesimo secolo!

Socialisti e comunisti…

“Papà, tu sei socialista?”

“Io? Giammai! Io sono comunista!”

“E ateo?”

“Certo, comunista e ateo. Dillo alla tua prof.”

“E allora perché leggi i libri su Dio, Gesù e la Chiesa?”

“Perché per combattere al meglio il nemico, bisogna conoscerlo”

“Papà, tu sei strano…”

inchiesta Maria

Avrà detto così per via dell’ultimo libro che ho comprato?

Mah…

24 novembre 2015 Posted by | Notizie dal mondo fatato, Religione, Scuola, Storie ordinarie | , , | 4 commenti

Diciannove chili!

libri-testoE siamo arrivati, domani, all’inizio della scuola media (pardon, scuola secondaria di primo grado).

Oggi, per curiosità, ho provato a pesare i libri di testo della piccola: diciannove chili.

Nell’era di internet, dei pc/tablet/smartphone, della multimedialità, dei politici che diffondono le decisioni del governo su twitter prima che sulla gazzetta ufficiale o che fanno i dibattiti su facebook, siamo rimasti a diciannove chili di libri che, se avessi intenzione di leggerli tutti entro giugno dell’anno prossimo, non ce la farei nemmeno io, figuriamoci ragazzi/e di undici/dodici anni.

Diciannove chili e oltre 270 euro di spesa (scontateli del 15%, ma rimane una bella cifra, alla quale vanno poi aggiunti i dizionari e tutti gli altri ammenicoli vari).

Diciannove chili di pagine, parole, immagini, numeri, note, grafici che vagheranno per casa, che percorreranno il tragitto casa-scuola-casa, che verranno letti e studiati sì e no per la metà, se va bene.

Se penso a tutti gli strumenti che sarebbero a disposizione per agevolare l’apprendimento degli studenti e che farebbero risparmiare alle famiglie soldi, tempo e spazio…

Se penso all’arretratezza di una scuola che non conosce il tempo pieno e che è rimasta ferma ai compiti a casa…

Se penso all’assurdità di una scuola che da quest’anno non fornisce più i registri agli insegnanti, che se vogliono i registri cartacei se li comprano di tasca loro, oppure se vogliono utilizzare il registro elettronico si devono portare il pc da casa…

Beh, se penso a tutte queste cose, mi si rafforza il desiderio (ora non trovo un sinonimo più forte) di mollare definitivamente questo cazzuto Paese, avendone la possibilità.

E così domani mattina ci porteremo qualche chilo di questi libri fino a scuola, con i bambini che si chiedono: “Ma cosa si porta il primo giorno?” Non diciamo loro che, nel 2013, sarebbe facile scrivere due righe sul sito internet della scuola (se non fosse rimasto fermo all’anno scolastico 2012-2013, ovviamente). Non spieghiamo loro tutte le assurdità di questo cazzuto Paese: le scopriranno presto, molto presto.

Speriamo abbiano la forza di eliminarle.

Volta la carta

15 settembre 2013 Posted by | Scuola | , | 21 commenti