Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

La gravidanza

I miei controlli oncologici (follow up, come si dice in gergo) sono passati da sei a nove mesi.

Praticamente come una gravidanza.

30 gennaio 2020 Posted by | Salute | | 12 commenti

… e domani blec fraidei!

Lo so che non andrebbe fatto.

Lo so che sono abitudini sconce ereditate dagli ienchi.

Lo so che non va bene seguire la massa.

Però, visto che oggi sono andato a ritirare il referto dell’ultima risonanza magnetica (risultato negativo) e ho fatto la visita di controllo dall’otorino (tutto a posto), allora domani crepi l’avarizia: forse qualche decina di euro possiamo anche spenderli con la (ex) piccola!

Ho detto qualche, non tanti

Il fatto è che non si capisce la vacuità del denaro finché non lo si mette a confronto con la salute.

Fatemi gli auguri…

28 novembre 2019 Posted by | Salute, Storie ordinarie | , | 7 commenti

L’estate di San Martino (e un’altra interessante ricorrenza)

Oggi, 11 novembre, per chi se lo è ricordato è il giorno della cosiddetta estate di San Martino.

Dico per chi se lo è ricordato perché oggi qui ha piovuto tutto il giorno e le previsioni per tutta la settimana non sono certo migliori.

La leggenda di San Martino credo che ce la ricordiamo tutti: quel cavaliere che dona metà del suo mantello (tagliandolo con la spada) a un povero vecchio infreddolito. Questo gesto, in quel lontano quarto secolo dopo Cristo, fece sorgere magicamente il sole e San Martino divenne poi vescovo. La realtà fu forse un poco diversa: quella è stata l’epoca nella quale il cristianesimo si stava impegnando alla massima potenza per distruggere qualsiasi segno del paganesimo nella società (pagani compresi).

Forse non tutti sanno, però, che oggi è anche un’altra ricorrenza.

Mantello in latino si dice anche pallium.

Da questo deriva il termine palliativo.

Se andate a cercare sul dizionario il termine palliativo, vi troverete dei significati apparentemente negativi: palliativo è ciò che maschera, copre, non guarisce il male ma si limita a mitigarlo, non interviene sulle cause della malattia.

E proprio da qui hanno preso le mosse le cosiddette cure palliative, che celebrano ogni 11 novembre la loro giornata.

In internet troverete innumerevoli fonti di informazione su questa materia (per esempio qui).

Le cure palliative, in sostanza, sono la speranza di noi malati oncologici di poter vivere dignitosamente gli ultimi mesi, settimane o giorni di vita. Sperando di doverne usufruire il più tardi possibile, ovviamente.

11 novembre 2019 Posted by | Salute, Un po' di me | , | 12 commenti

Un po’ di me

Non c’è dubbio che dopo la terapia psicologica seguita negli ultimi due anni, la mia “tenuta” nei confronti della mia malattia sia migliorata.

Sono più tranquillo, ho meno ricordi “disturbanti” (anzi, direi che sono praticamente spariti) e anche il mio rapporto con il mio passato è diverso da prima.

Già, perché prima avevo un rapporto quasi morboso con il mio passato, e soprattutto con il periodo più bello della mia adolescenza, quello dagli undici ai quindici anni circa.

Abitavo in una palazzina in centro paese, una di quelle zone che – quasi magicamente – hanno mantenuto tratti caratteristici del passato: case vecchie, orti, qualche campo salvatosi quasi magicamente dalle lottizzazioni edilizie, un ruscello, insomma quasi un angolo di campagna.

Quella palazzina esiste ancora, e ogni tanto prendevo la strada che la costeggia e quando arrivavo alla sua altezza mi fermavo a osservarla e mi prendeva il rimpianto di quei tempi andati.

Qualche giorno fa, avviandomi per una delle mie camminate (dieci chilometri a volta, mica ciufoli eh!), ho fatto lo stesso percorso e a un certo punto mi sono accorto di avere superato la casa della mia adolescenza senza accorgermene.

La cosa mi ha stupito non poco e allora il giorno dopo ho rifatto lo stesso percorso e… per la seconda volta ho superato quella casa senza degnarla di uno sguardo!

Eh sì… ho pensato, sta a vedere che sono proprio guarito!

E allora il giorno successivo ho imboccato ancora la solita strada, ma stavolta mi sono sforzato di volgere lo sguardo verso quella casa: soltanto allora mi sono reso conto che la stavo osservando in modo diverso. Non c’erano più rimpianti in me, non vedevo più i fantasmi dei miei genitori, dei miei parenti, dei miei amici. Vedevo solo una normalissima casa che suscitava in me teneri ricordi di una vita vissuta come ho voluto e come ho potuto.

E’ la mia vita, sono i miei ricordi. Qualsiasi cosa mi accada, li porterò sempre con me. Non ho voglia di condividerli, perché nessuno capirebbe, e di certo si annoierebbe.

Va bene così.

P.S.: sì, finito il periodo biciclettaro ho iniziato a camminare. Due ore/due ore e mezza di camminata. All’inizio i muscoli delle gambe facevano male, adesso mi sono quasi abituato. Camminare da’ il tempo di pensare e riflettere.

18 ottobre 2019 Posted by | Salute, Un po' di me | , | 20 commenti

Sto qui…

… anche se non appaio.

Sono periodi convulsi, complicati questi.

Il caldo non molla.

Due settimane fa ho fatto due uscite ravvicinate in bici e poi sono stato chiuso in casa per due giorni con la febbre a 39 e la diarrea (e non dite: riguardati alla tua età!).

Manco il lavoro molla.

Dalla seconda metà di luglio dovrebbe rallentare, permettendomi di fare qualche settimana di ferie.

E poi c’è tutto il contorno che non gira…

Ma quando c’è la salute…

P.S.: comunque mi sono comprato la mautan baic!

2 luglio 2019 Posted by | Salute, Storie ordinarie, Un po' di me, Vita lavorativa | , , , | 8 commenti

Ho acquistato un paio di scarpe

Qualche giorno fa ho acquistato un paio di scarpe.

E allora? – direte voi – Tutti compriamo le scarpe!

Sì, ok – rispondo io – ma io ho visto che, essendo finalmente arrivata l’estate, avrei dovuto mettere le scarpe adatte, e mi sono accorto che quelle indossate finora sono rovinate, sciupate, consunte. Quindi ho deciso di acquistarne un paio di nuove, che mi servano per tutta l’estate.

E allora? – obietterete voi – E dove sta la notizia? Tutti compriamo le scarpe nuove quando ci accorgiamo che quelle vecchie hanno ormai fatto il loro tempo!

Sì ok – replico io – tutti voi acquistate tranquillamente le scarpe che vi servono per la stagione prossima. Perché sapete che arriverete in fondo a quella stagione, perché non pensate minimamente che possa accadervi qualcosa che interrompa la vostra “calzata”. Io invece in queste ultimi due-tre anni tutte le volte che mi recavo in negozio per acquistare le scarpe pensavo: “Ma arriverò a fine stagione? Non saranno soldi buttati questi?” e me ne uscivo senza comprare niente. Sono andato avanti così per due-tre anni, stagione dopo stagione. Tutte le volte che mi presentavo in negozio per curiosare mi aspettavo che la commessa mi dicesse: “Allora, si è deciso a comprare qualcosa stavolta?” Ecco, quando ho finito la terapia psicologica, sapete qual è stata la prima cosa che ho pensato? Ora mi compro un paio di scarpe! E l’ho fatto!

Ecco, questo è un piccolo esempio di come a volte io mi senta su un piano diverso rispetto agli altri.

Spesso su un piano parallelo, dove ci si può vedere, ci si può parlare, ma non ci si incontra mai.

Texas – Inner Smile

1 giugno 2019 Posted by | Salute, Storie ordinarie, Un po' di me | , , | 2 commenti

Esito!

Nel giorno in cui tutti stanno a testa in su per vedere il buco nero (che poi basterebbe guardare nei nostri conti correnti… a parte quello del cavaliereerrante, ovviamente!), io stavo invece a testa in giù, a leggere il referto della risonanza magnetica: “Non segni di recidiva. Non adenopatie. Invariato il resto“.

Tre righe, tre scarne righe che sognificano: va tutto bene.

Anche se hai fatto training autogeno per scacciare l’ansia, un po’ te ne resta sempre appiccicata.

E’ impossibile spiegare cosa si prova negli istanti che precedono l’apertura della busta: improvvisamente sembrano scomparire tutte le certezze avute fino a un momento prima e si resta come sospesi… in un buco nero.

Comunque possiamo dire che anche stavolta è andata.

E domani torniamo al lavoro (‘tacci loro…).

Foreigner – I Want To Know What Love Is

11 aprile 2019 Posted by | Salute, Un po' di me | , | 8 commenti

Quell’inusuale senso di… normalità!

Qualche settimana fa ho fatto i miei soliti esami del sangue di controllo.

Una mattina sono andato a ritirare l’esito in ospedale e, camminando verso il parcheggio, ho aperto la busta.

Ho iniziato a leggere riga per riga i diversi parametri, controllando se i miei valori stavano all’interno dei limiti prefissati.

Alla fine della lettura, ho provato una strana, insolita, inattesa sensazione: tutti i valori erano normali!

A dire la verità anche negli esami precedenti i valori erano a posto, ma stavolta, non so il motivo, mi sembrava una cosa diversa.

La settimana scorsa poi ho fatto una TAC: testa, torace e addome e oggi sono andato a ritirare il referto.

Mentre mi dirigevo verso l’auto, leggevo i risultati: tutto regolare, tutto nella norma, nessun segno di recidiva.

Anche le TAC precedenti erano regolari, ma anche stavolta mi sembrava diverso: ero stranamente felice.

Allora stasera mi sono psicanalizzato un po’ e mi sono chiesto: cos’ho provato di nuovo stavolta, rispetto a quelle precedenti? Sono più di due anni che faccio controlli e che si rivelano sempre negativi. Perché stavolta dovrebbe essere diverso?

Pensa e ripensa, sono arrivato a una conclusione: quella strana sensazione che ho provato prima alla lettura delle analisi del sangue e poi a quella della TAC era semplicemente un forte, anzi fortissimo desiderio di normalità.

Sì, ho bisogno di tornare a pensare, a vivere, a progettare come una persona normale.

Ho bisogno di essere una persona normale.

Ma per questo traguardo c’è ancora un passo che devo compiere.

Orsù…

Delirium Jesahel Sanremo

15 gennaio 2019 Posted by | Salute | | 7 commenti

Di virus, batteri, germi e ricordi

Sto bloccato a casa da una specie di influenza. Dopo due giorni di febbre a 39, oggi è in calo.

Spero che il vaccino, che quest’anno non mi ha protetto come negli anni precedenti, almeno ne accorci la durata.

Mi sono tornate in mente le influenze di quando ero bambino.

L’immancabile visita del medico che con la coda di un cucchiaio dava un’occhiata alla gola, le medicine dal gusto disgustoso, ma contemporaneamente quel senso di quiete e di protezione dato dalla presenza di mia madre.

I tempi, i suoni, le parole apparivano smorzati, attenuati; gli impegni sospesi, differiti; i cibi più invitanti, per superare l’inappetenza causata dalla malattia.

Perfino il sole sembrava che scaldasse di più, ma forse era soltanto il riscaldamento tenuto un po’ più alto del solito.

Semplici ricordi di un uomo influenzato…

La canzone dell’amore perduto

13 gennaio 2019 Posted by | Ricordi, Salute | , | 18 commenti

E arriva pure questo Natale…

Ce l’ho fatta anche quest’anno” è stato il mio commento ieri sera all’arrivo del Natale 2018.

Non era così scontato.

E non saranno scontati neppure i prossimi Natali.

L’ecografia della settimana scorsa ha certificato che i miei organi interni sono a posto, che non si vedono anomalie.

E’ un altro tassello che mettiamo sulla strada non della guarigione, bensì di quella che io chiamo la resistenza.

Intanto il barista di ieri sera (un mio coetaneo) era in preda a una grave forma di Parkinson. Mi hanno poi spiegato che ha in atto una terapia sperimentale che gli ha portato qualche miglioramento, ma era messo alquanto male.

Stamattina, mentre facevo la spesa, osservavo la gente affaccendata nella scelta dei regali e nel fare incetta di cibarie, come se dovesse arrivare una carestia e pensavo che io il Natale non lo sopporto più: è diventato la festa dell’ipocrisia e quest’anno sono contento di non dovermi sottoporre all’ennesimo, infinito pranzo/cena da cinquemila calorie a testa.

Ricordo invece con estremo piacere alcuni Natali del periodo della mia adolescenza. Quando le vacanze natalizie rappresentavano la possibilità di stare svegli fino a tardi, a divorare quei libri gialli che amavo tanto.

Bei tempi…

Mo’ però smetto, perché altrimenti faccio la solita tirata nostalgica e poi dite che sono vecchio.

In ogni caso,

23 dicembre 2018 Posted by | Salute | | 25 commenti