Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Sto qui…

… anche se non appaio.

Sono periodi convulsi, complicati questi.

Il caldo non molla.

Due settimane fa ho fatto due uscite ravvicinate in bici e poi sono stato chiuso in casa per due giorni con la febbre a 39 e la diarrea (e non dite: riguardati alla tua età!).

Manco il lavoro molla.

Dalla seconda metà di luglio dovrebbe rallentare, permettendomi di fare qualche settimana di ferie.

E poi c’è tutto il contorno che non gira…

Ma quando c’è la salute…

P.S.: comunque mi sono comprato la mautan baic!

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2 luglio 2019 Posted by | Salute, Storie ordinarie, Un po' di me, Vita lavorativa | , , , | 8 commenti

Ho acquistato un paio di scarpe

Qualche giorno fa ho acquistato un paio di scarpe.

E allora? – direte voi – Tutti compriamo le scarpe!

Sì, ok – rispondo io – ma io ho visto che, essendo finalmente arrivata l’estate, avrei dovuto mettere le scarpe adatte, e mi sono accorto che quelle indossate finora sono rovinate, sciupate, consunte. Quindi ho deciso di acquistarne un paio di nuove, che mi servano per tutta l’estate.

E allora? – obietterete voi – E dove sta la notizia? Tutti compriamo le scarpe nuove quando ci accorgiamo che quelle vecchie hanno ormai fatto il loro tempo!

Sì ok – replico io – tutti voi acquistate tranquillamente le scarpe che vi servono per la stagione prossima. Perché sapete che arriverete in fondo a quella stagione, perché non pensate minimamente che possa accadervi qualcosa che interrompa la vostra “calzata”. Io invece in queste ultimi due-tre anni tutte le volte che mi recavo in negozio per acquistare le scarpe pensavo: “Ma arriverò a fine stagione? Non saranno soldi buttati questi?” e me ne uscivo senza comprare niente. Sono andato avanti così per due-tre anni, stagione dopo stagione. Tutte le volte che mi presentavo in negozio per curiosare mi aspettavo che la commessa mi dicesse: “Allora, si è deciso a comprare qualcosa stavolta?” Ecco, quando ho finito la terapia psicologica, sapete qual è stata la prima cosa che ho pensato? Ora mi compro un paio di scarpe! E l’ho fatto!

Ecco, questo è un piccolo esempio di come a volte io mi senta su un piano diverso rispetto agli altri.

Spesso su un piano parallelo, dove ci si può vedere, ci si può parlare, ma non ci si incontra mai.

Texas – Inner Smile

1 giugno 2019 Posted by | Salute, Storie ordinarie, Un po' di me | , , | 2 commenti

Esito!

Nel giorno in cui tutti stanno a testa in su per vedere il buco nero (che poi basterebbe guardare nei nostri conti correnti… a parte quello del cavaliereerrante, ovviamente!), io stavo invece a testa in giù, a leggere il referto della risonanza magnetica: “Non segni di recidiva. Non adenopatie. Invariato il resto“.

Tre righe, tre scarne righe che sognificano: va tutto bene.

Anche se hai fatto training autogeno per scacciare l’ansia, un po’ te ne resta sempre appiccicata.

E’ impossibile spiegare cosa si prova negli istanti che precedono l’apertura della busta: improvvisamente sembrano scomparire tutte le certezze avute fino a un momento prima e si resta come sospesi… in un buco nero.

Comunque possiamo dire che anche stavolta è andata.

E domani torniamo al lavoro (‘tacci loro…).

Foreigner – I Want To Know What Love Is

11 aprile 2019 Posted by | Salute, Un po' di me | , | 8 commenti

Quell’inusuale senso di… normalità!

Qualche settimana fa ho fatto i miei soliti esami del sangue di controllo.

Una mattina sono andato a ritirare l’esito in ospedale e, camminando verso il parcheggio, ho aperto la busta.

Ho iniziato a leggere riga per riga i diversi parametri, controllando se i miei valori stavano all’interno dei limiti prefissati.

Alla fine della lettura, ho provato una strana, insolita, inattesa sensazione: tutti i valori erano normali!

A dire la verità anche negli esami precedenti i valori erano a posto, ma stavolta, non so il motivo, mi sembrava una cosa diversa.

La settimana scorsa poi ho fatto una TAC: testa, torace e addome e oggi sono andato a ritirare il referto.

Mentre mi dirigevo verso l’auto, leggevo i risultati: tutto regolare, tutto nella norma, nessun segno di recidiva.

Anche le TAC precedenti erano regolari, ma anche stavolta mi sembrava diverso: ero stranamente felice.

Allora stasera mi sono psicanalizzato un po’ e mi sono chiesto: cos’ho provato di nuovo stavolta, rispetto a quelle precedenti? Sono più di due anni che faccio controlli e che si rivelano sempre negativi. Perché stavolta dovrebbe essere diverso?

Pensa e ripensa, sono arrivato a una conclusione: quella strana sensazione che ho provato prima alla lettura delle analisi del sangue e poi a quella della TAC era semplicemente un forte, anzi fortissimo desiderio di normalità.

Sì, ho bisogno di tornare a pensare, a vivere, a progettare come una persona normale.

Ho bisogno di essere una persona normale.

Ma per questo traguardo c’è ancora un passo che devo compiere.

Orsù…

Delirium Jesahel Sanremo

15 gennaio 2019 Posted by | Salute | | 7 commenti

Di virus, batteri, germi e ricordi

Sto bloccato a casa da una specie di influenza. Dopo due giorni di febbre a 39, oggi è in calo.

Spero che il vaccino, che quest’anno non mi ha protetto come negli anni precedenti, almeno ne accorci la durata.

Mi sono tornate in mente le influenze di quando ero bambino.

L’immancabile visita del medico che con la coda di un cucchiaio dava un’occhiata alla gola, le medicine dal gusto disgustoso, ma contemporaneamente quel senso di quiete e di protezione dato dalla presenza di mia madre.

I tempi, i suoni, le parole apparivano smorzati, attenuati; gli impegni sospesi, differiti; i cibi più invitanti, per superare l’inappetenza causata dalla malattia.

Perfino il sole sembrava che scaldasse di più, ma forse era soltanto il riscaldamento tenuto un po’ più alto del solito.

Semplici ricordi di un uomo influenzato…

La canzone dell’amore perduto

13 gennaio 2019 Posted by | Ricordi, Salute | , | 18 commenti

E arriva pure questo Natale…

Ce l’ho fatta anche quest’anno” è stato il mio commento ieri sera all’arrivo del Natale 2018.

Non era così scontato.

E non saranno scontati neppure i prossimi Natali.

L’ecografia della settimana scorsa ha certificato che i miei organi interni sono a posto, che non si vedono anomalie.

E’ un altro tassello che mettiamo sulla strada non della guarigione, bensì di quella che io chiamo la resistenza.

Intanto il barista di ieri sera (un mio coetaneo) era in preda a una grave forma di Parkinson. Mi hanno poi spiegato che ha in atto una terapia sperimentale che gli ha portato qualche miglioramento, ma era messo alquanto male.

Stamattina, mentre facevo la spesa, osservavo la gente affaccendata nella scelta dei regali e nel fare incetta di cibarie, come se dovesse arrivare una carestia e pensavo che io il Natale non lo sopporto più: è diventato la festa dell’ipocrisia e quest’anno sono contento di non dovermi sottoporre all’ennesimo, infinito pranzo/cena da cinquemila calorie a testa.

Ricordo invece con estremo piacere alcuni Natali del periodo della mia adolescenza. Quando le vacanze natalizie rappresentavano la possibilità di stare svegli fino a tardi, a divorare quei libri gialli che amavo tanto.

Bei tempi…

Mo’ però smetto, perché altrimenti faccio la solita tirata nostalgica e poi dite che sono vecchio.

In ogni caso,

23 dicembre 2018 Posted by | Salute | | 25 commenti

Follow up di settembre

E con la visita dall’otorino di oggi si sono conclusi pure i controlli settembrini.

Finora tutto ok: nessun segno di ripresa della malattia.

In questi controlli, come in quelli di luglio, ero stranamente tranquillo, forse troppo.

Non so fino a che punto questo sia positivo: in caso di complicazioni, la delusione sarebbe tremenda.

Nel frattempo continuo con la terapia dalla psicologa: desensibilizzazione dei ricordi negativi (e sono tanti).

E poi ho tante altre cose alle quali pensare.

Però mi rimane dentro un senso di precarietà che prima non avevo: è come se avessi un contratto a tempo determinato con la vita (ora non ditemi che lo sono tutti, perché c’è termine e termine…). Lo sento soprattutto quando sono fuori casa, in mezzo alle altre persone. E’ come se mi sentissi un alieno, come se fossi tornato da una missione nello spazio e avessi evitato per pura fortuna un buco nero, nel quale sarei potuto affogare, ma che ormai mi segue minaccioso, pronto a fagocitarmi in un attimo.

Perché se il cancro si dovesse ripresentare (sotto forma di recidiva o di nuovo tumore), accadrebbe proprio in un attimo.

Non so se questo senso di precarietà si potrà desensibilizzare, non credo. Ci dovrò convivere per tutto il resto della mia vita (qualsiasi sia la sua durata).

Ma per il momento non pensiamoci. Godiamoci questi ultimi giorni di sole di questo avvio autunnale.

 

25 settembre 2018 Posted by | Salute | | 13 commenti

Me ne vado

Ieri sera, dopo l’ennesima lite tra mia moglie e mia figlia, avvenuta il giorno prima (con tanto di musi lunghi per tutta la giornata), le ho informate di un intendimento che avevo già maturato qualche settimana fa e che avevo messo da parte, sperando in cosa non lo so nemmeno io: da settembre me ne vado di casa.

Affitto un monolocale e tornerò soltanto se e quando loro avranno imparato a convivere pacificamente. Il che non significa non litigare mai, ma litigare per cose serie e nelle giuste proporzioni.

E’ una decisione pesante, lo so, ma è necessaria per diversi motivi.

In primo luogo perché loro due devono imparare a convivere, perché io non sono eterno e perché i problemi che hanno tra loro due (e ne hanno) li devono riconoscere e risolvere. Se non sono in grado di risolverli direttamente, che si facciano aiutare da qualcuno (sono anche disposto a dare loro una mano in questo senso).

In secondo luogo per la mia salute: questo continuo clima di tensione non mi fa bene. Caso ha voluto che ieri sera, guardando la tv, ci fosse un programma sulla cura dei malati oncologici. L’intervistatrice ha chiesto al medico: quali sono i fattori che possono inibire le cure a un malato oncologico? In primo luogo il medico ha citato la depressione: curare malati depressi è molto più difficile. In secondo luogo ha citato l’ambiente familiare.

Ecco – mi sono detto – se qui non mi muovo, accorcio ancora di più il poco tempo che mi rimane da vivere.”

Oggi sono partite, destinazione parenti/mare. Io le raggiungerò a ferragosto, ma non penso che in questi giorni imparino molto.

Non è e non sarà una decisione facile, ma non mi resta altro da fare.

Foreigner – I Want to Know What Love Is

2 agosto 2018 Posted by | Salute, Sani principi, Storie ordinarie, Un po' di me | , , , | 22 commenti

Follow-up di luglio…

Negativo!

23 luglio 2018 Posted by | Salute | | 7 commenti

Noi siamo noi (e non qualcun altro)

Lo so che forse stasera dovrei parlare del governo che non c’è, ma a me mi scappa di scrivere di altro, perché la situazione politica è veramente un casino, ma quando sento Martina (pseudo segretario PD) dire che “gli italiani non si meritano tutto questo”, io m’incazzo, perché gli italiani se lo meritano proprio, altrimenti non avrebbero votato alla cazzo!

Comunque, dicevo che invece mi scappa di scrivere di altro.

Ognuno di noi è uno di noi.

La cosa detta così può apparire un po’ strana, ma intendo dire che ognuno di noi ha le proprie specialità: la propria storia, i propri gusti, i propri pregi e difetti, la propria postura, il proprio sguardo, le proprie idee e poi gli amici, i parenti, l’auto, i vestiti…

Insomma, ognuno di noi è unico e ha anche una propria faccia, un viso, un volto, un’immagine, una fisionomia, delle sembianze. E’ anche questo che ci contraddistingue dagli altri: la possibilità di essere riconosciuti.

Certo, s’invecchia oppure ci si ammala, si ingrassa oppure si dimagrisce e a volte si viene riconosciuti a fatica, ma alla fine si mantengono i propri connotati.

Io no.

I miei connotati sono irrimediabilmente cambiati e gli altri non mi riconoscono più (a parte quelli che mi vedono giornalmente o quasi).

E forse cambierò ancora, se deciderò di affrontare una lunga e delicata serie di interventi di ricostruzione del naso.

Lo so che qualcuno potrebbe dirmi: t’è andata bene che sei ancora vivo, perché rompi le palle?

Sì, vabbe’, c’è sempre un peggio, ma io non riesco ad accettarmi. Non mi riconosco io, non mi riconoscono gli altri. E’ un casino…

Detto questo, torniamo alla vita reale.

Che fate a luglio? Andate in ferie? No, si va a votare!

 

7 maggio 2018 Posted by | Salute, Un po' di me | , | 13 commenti