Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

La frase magica

E va bene che la TAC si era poi rivelata normale.

E va bene che hai fatto gli esami del sangue e sono normali.

E va bene che l’oncologa ha esaminato l’una e gli altri e ha concluso che al momento va tutto bene.

Ma oggi dovevi ritirare il referto della risonanza magnetica fatta la scorsa settimana.

La risonanza magnetica è un po’ la bestia nera di noialtri.

Sarà perché il rumore della macchina che ti scandaglia sembra che ti esamini fin dentro l’anima.

E allora lo stressometro si impenna non appena hai in mano la busta chiusa del referto.

Che poi tenti anche di prenderla sul ridere, nel senso “che gusto ci sarebbe altrimenti?

E dai un’occhiata veloce alle poche righe.

Poche: è un buon segno, vuol dire che non c’è niente da dire.

Ma non ti fermi e cerchi la frase magica, quella che ti consente di andare avanti, per lo meno fino alla prossima risonanza: non segni di recidiva locale neoplastica.

Oggi c’è.

Godiamocela.

Domani vedremo.

P.S.: ma conoscete qualche altro mezzo per movimentare un po’ questa noiosa vita?

18 aprile 2017 Posted by | Salute | | 42 commenti

Cinque giorni di m…

Sono stati, questi ultimi, cinque giorni di m…

Da quando mercoledì pomeriggio ho ritirato il referto della TAC effettuata una settimana prima.

Un referto che non sapevo valutare correttamente, ma che mi ha allarmato.

Soltanto che quando hai la famiglia impegnata e assillata da altre cose e tu ti metti in testa di non aggravare la loro situazione, per una cosa che oltretutto potrebbe essere poco più di niente, allora ti tieni tutto dentro e ti sforzi che vada tutto bene e che non sia successo niente.

E prenoti subito una visita dal tuo oncologo di fiducia, mentre già ti vedi a dettare le ultime volontà nel tuo testamento biologico, disteso in un letto con una decina di cannule che ti spuntano fuori dappertutto.

E non sai che pensare: che non è niente, ma tu non sei nelle condizioni di “non è niente” e quindi, senza dire niente a nessuno te ne vai in trasferta, sperando di sentirti dire quel “non è niente” al quale ti sforzi di credere, anche se con sempre meno convinzione.

Finché il medico esamina i referti e conferma le tue più rosee previsioni: non è niente. Un eccesso di zelo da parte del radiologo. Proseguire con i controlli programmati.

E allora la tensione si smolla e pensi che l’hai scampata (anche stavolta).

Alla prossima.

P.S.: ovviamente la sera a casa, quando confessi il tutto, ti becchi un cazziatone perché non hai detto niente

PP.SS.: in questi cinque giorni ho ignorato e azzerato tutti i messaggi arrivati da fuori. Non mi interessava niente di niente.

Cinque giorni

 

13 marzo 2017 Posted by | Salute | | 30 commenti

Pensavo…

battaglia-di-azio-cleopatra-morente

Battaglia di Azio – Cleopatra e Marco Antonio morente.

Stamattina, nella sala d’aspetto dell’ospedale, in attesa che mi chiamassero per la TAC, leggevo il giornale e pensavo…

Leggevo la notizia della morte di Dj Fabo.

Leggevo e pensavo. Un po’ preoccupato, a dire la verità, perché l’ospedale della mia città mi fa sempre preoccupare. Lo associo alla malattia, non alla guarigione, come mi accade in altre strutture.

Pensavo a quanto può essere imprevedibile la vita. Una mia collega, più giovane di me di qualche anno, è stata colpita da SLA.

In certi casi c’è poco da fare: devi entrare nell’ottica di morire.

Se sei credente, sai che te ne andrai in un posto molto migliore di questo (ammesso che te lo meriti) e incontrerai di nuovo tanti parenti e amici che se ne sono andati prima di te. Se non sei credente, pensi che tutto finirà e non potrai nemmeno rimanere deluso.

Lascerai un ricordo in chi resta, buono o cattivo a seconda di come ti sei comportato. Finché qualcuno ti ricorderà, vivrai nei suoi ricordi.

Ma il problema non è tanto quello di morire, bensì morire con dignità, senza diventare delle fetecchie.

Ne ho già parlato qui, qui, qui e qui.

Ma il nostro è un Paese bigotto. Cioè, è un Paese anche bigotto: è un paese di ladri, di menefreghisti, di cialtroni e chi più ne ha più ne metta. E’ anche un Paese cattolico, e i cattolici sono famosi per pretendere che gli altri vivano secondo le loro regole. Quelle stesse regole che loro stessi per primi non rispettano, ma per le quali sono inflessibili nell’applicarle agli altri.

E’ per questo che tante persone che non vogliono diventare fetecchie in punto di morte devono emigrare.

E’ per questo che tante persone che vogliono rispettare le volontà dei loro cari devono lottare per anni oppure sfidare la galera per non farle diventare fetecchie.

Paese di m…

28 febbraio 2017 Posted by | Salute | | 13 commenti

Evviva!

snoopy-feliceOggi, nel primo pomeriggio è arrivata l’ultima telefonata dall’IRST di Forlì (anzi, per la precisione di Meldola): la conferma della diagnosi dell’ultima visita specialistica effettuata e sottoposta a ulteriore valutazione.

Nessuna radioterapia e nessuna chemioterapia.

L’intervento è stato radicale e si può proseguire con i controlli di rito.

Non posso negare che la cosa mi rende estremamente felice, anche perché solo un paio di mesi fa, prima dell’intervento chirurgico, avevo messo in conto mesi di terapie non facili, come accaduto l’anno scorso, con le conseguenti ricadute fisiche e quindi un lungo periodo di ripresa.

Ebbene, tutto questo è scongiurato. Riprendiamo con la solita ansia da controlli periodici, alla quale ero in gran parte ormai già abituato.

Devo dire che sono stato soddisfatto del trattamento che ho ricevuto all’IRST di Meldola. Non auguro a nessuno di averne bisogno, ma se capitasse…

Inoltre, se capitate dalle parti di Meldola, vi consiglio caldamente il ristorante Rustichello. Tipica cucina romagnola, eccellente; personale cortese e prezzi buoni.

P.S.: e riprendiamo presto, mi sa, anche con il lavoro… Ma la pensione anticipata (solo di una decina d’anni in fondo) non mi spetterà?

Domenico Modugno – Meraviglioso

12 dicembre 2016 Posted by | Cucina, Salute | , | 39 commenti

Pocket coffee

pocket-coffeeFino a febbraio dell’anno scorso (cioè fino al mio primo intervento chirurgico), io non potevo mangiare i pocket coffee.

Non c ‘è bisogno che spieghi cosa sono, perché penso che tutti li conoscano (ma come faranno a metterci dentro il caffè? mah…).

Io non potevo mangiare i pocket coffee perché tra la fine dello sgargarozzamento del cioccolatino e l’ingresso in bagno passava un periodo di tempo di un paio di minuti al massimo. Insomma, per me il pocket coffee aveva lo stesso effetto di una purga a effetto ultrarapido.

Dopo l’intervento chirurgico, dalla mia alimentazione per lungo tempo sono stati banditi – tra gli altri alimenti – il caffè e il cioccolato. Il caffè perché è uno dei primi alimenti che con la chemioterapia diventano disgustosi. Il cioccolato invece lascia in bocca un sapore quantomeno stravagante, che con il cioccolato non c’entra proprio una mazza.

Orbene, da qualche settimana, complice un deciso miglioramento nel gusto e nella salivazione, ho ripreso a bere il caffè (2-3 la settimana, non di più) e a mangiare il cioccolato e – udite udite! – a mangiare i pocket coffee senza correre più in bagno!

Eh… il ritorno alla normalità passa anche per queste cose…

Vabbe’, buon week end, eh?

P.S.: non ho controllato se nel pocket coffee c’è l’olio di palma. No, vero?

Abba – Mamma mia

2 dicembre 2016 Posted by | Salute, Storie ordinarie | , | 13 commenti

Fuori una!

essere_feliciIeri visita post intervento presso l’oncologia dell’IRST di Forlì.

L’oncologo ha esaminato la documentazione e ha sentenziato che l’intervento è stato radicale; i margini di resezione sono più che sufficienti per un tessuto indenne da infiltrazioni neoplastiche; la chemioterapia nel mio caso è inutile; molto probabilmente è inutile anche la radioterapia, ma su questo lascia l’ultima parola al radioterapista.

Inutile dire che ho tirato non uno, ma una sequenza di sospiri di sollievo.

Sentirsi dire che ti hanno estirpato il tumore e che non devi fare trattamenti devastanti, non ha prezzo.

Ora affrontiamo con maggiore serenità quest’ultimo consulto specialistico e poi la lunga fase di ricostruzione.

Vuoi vedere che porto a casa la pellaccia anche stavolta?

10 novembre 2016 Posted by | Salute | | 30 commenti

Una bella, bella notizia

victoryMa che dico bella?

Eccezionale veramente!

Oggi sono andato in ospedale a fare la medicazione periodica. A parte il fatto che ormai la medicazione si è molto ridotta di volume, riducendosi a un po’ di cremina, una garza e qualche cerotto, il medico mi ha consegnato un documento atteso per il proseguo delle terapie: il referto definitivo dell’esame istologico del mio (ex) naso e tessuti circostanti.

L’ansia era a mille, perché da questo dipendono molte cose; non soltanto le terapie successive, ma anche le possibilità di guarigione.

Orbene, il medico che mi ha visitato, premettendo che lascia l’ultima parola al chirurgo che mi ha operato, ha sentenziato che “Dal mio punto di vista l’intervento è perfettamente riuscito. La guarigione procede bene. L’esame istologico definitivo è negativo e per me non vi è bisogno di alcun trattamento complementare. Soltanto i controlli periodici“.

Il che, tradotto in parole povere, vuol dire niente radioterapia e niente chemioterapia.

Era il risultato sperato, atteso, desiderato, ma quasi impossibile da immaginare.

Ma come – ho pensato – vuoi vedere che la scampo pure stavolta?

Ora mi occorre approfondire questa diagnosi per essere certo al cento per cento del percorso da intraprendere, ma il futuro appare un po’ più roseo.

Andiamo avanti, attendendo la guarigione definitiva e la protesi, poi vediamo.

Tanti auguri (a me)

3 novembre 2016 Posted by | Salute | | 25 commenti

Nervosismo

mafalda2Sono giorni di nervosismo questi.

Non poter uscire, per evitare il più possibile virus e altre robacce simili; avere una medicazione che – soprattutto la sera – dà fastidio; non sapere cosa accadrà – in termini di terapie – nel futuro prossimo; non riuscire a immaginarsi con un’altra… immagine; fare fatica leggere per “supporto deficitario agli occhiali” (eufemismo); non sopportare la curiosa intrusione di alcuni soggetti.

Tutti fattori questi che comportano una certa dose di nervosismo.

Ho imparato che in questi casi occorre tener duro e cercare di superare questi periodi nel modo migliore, ma non è facile.

Si ha l’impressione che gli altri non capiscano, ed è effettivamente così; ma non si può nemmeno star lì a spiegare.

Chi ha i problemi se li smazza. Punto.

1 novembre 2016 Posted by | Salute | | 6 commenti

Casa mia, casa mia…

harry-potterEccomi qua, di nuovo a casa.

I medici hanno detto che la ferita sta guarendo molto bene. Ora siamo in attesa dell’esame istologico definitivo, dopo quello estemporaneo, risultato negativo per infiltrazioni di neoplasia nei tessuti circostanti quello che una volta era il mio naso; poi verrà impostata la terapia successiva.

Eccola qui quella che sarà la mia vita d’ora in avanti: un’attesa tra un controllo e l’altro, con la speranza che il termine negativo non lasci mai il campo a quello positivo.

Finché stai all’ospedale sei in un ambiente per così dire “protetto”: tutti hanno problemi più o meno come i tuoi. E’ quando torni a casa e sfiori anche solamente il tuo mondo che ti accorgi che tu non sei e non sarai mai più quello di prima, né fisicamente né psicologicamente, mentre gli altri continuano la loro vita normale, di tutti i giorni.

Vabbe’, occorre farsene una ragione. Sta a vedere che questa è la volta buona che riesco a leggere tutta la Divina Commedia…

Divina Commedia a parte, in ospedale mi sono letto l’ottavo libro di Harry Potter. Che dire?

Premesso che a teatro deve essere tutta un’altra cosa, secondo me quando una saga è finita, è finita. Punto. Inutile tirare fuori dal cilindro trovate seppur fantasiose per prolungarla. E la saga potteriana è finita.

Poi mi permetto di fare un’altra considerazione. Secondo me, chi legge saghe come quella di Harry Potter (ma lo stesso vale anche per altre storie) lo fa per tuffarsi in un mondo che è altra cosa rispetto a quello attuale. E più riescono a trascinare il lettore al loro interno, meglio sono. Ergo, se tu mi trasbordi nella saga i problemi del mondo reale (per esempio l’alto costo delle bistecche di vitello, tenerissime ma costosissime), tutta la magia della storia viene a cadere. Per questo le saghe quando finiscono, finiscono: perché a quel punto sappiamo benissimo che i nostri eroi torneranno a una vita normale, ma a noi non ce ne frega niente, perché per noi rimarranno sempre quelli che hanno vissuto – insieme a noi – fantastiche avventure.

Se poi non si possono permettere le bistecche di vitello, che si mangino quelle di maiale…

P.S.: un giorno di digiuno (quello dell’intervento); sei giorni di dieta leggera (incommentabile); un giorno e mezzo di dieta normale e stasera un bel piatto di spaghetti e zucchine ripiene, ma ora ho fame, fame, fame…

C’è tutto un mondo intorno…

26 ottobre 2016 Posted by | Libri, Salute | , | 25 commenti

Arieccheme!

C’ho la pellaccia dura io!

Sto senza naso, ma nella vita mica si può avere tutto, no? Bisogna anche sapersi accontentare…

Dopo aver fatto una “ricca” colazione, aspettiamo il “ricco” pranzo.

Voi fate tutti i bravi (fanciulle comprese) e arrivederci a presto.

😊

19 ottobre 2016 Posted by | Salute | | 38 commenti