Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Auguri per il 2017

2017Dopo la pausa natalizia (con tanto di scorribanda nel meridione e pranzate di pesce), torniamo alla normalità.

Cioè, non è che la normalità mi piaccia tanto, eh? Mi sono bastati un paio di giorni di “normalità” e già mi sono rotto le palle.

Il fatto è che a gennaio (inizio o fine, vedremo) dovrò tornare a lavorare e io sarei nato per fare il milionario, non per faticare in un ufficio. Se proprio avessi dovuto lavorare, avrei voluto fare lo chef, ma ormai è troppo tardi.

Sfumata la prospettiva della pensione, mi sa che devo mettermi le “gambe in spalla” (come si dice da noi) e fare buon viso a cattiva sorte (oppure la sorte può ancora essere cambiata, in meglio ovviamente?).

Intanto, a febbraio è prevista la pubblicazione del mio libro. Almeno questo è il piano editoriale (uau… rientro in un “piano editoriale”…). Faremo qualche presentazione qua e là e speriamo di movimentare un po’ l’ambiente.

Mi spiace non avere avuto tempo per gli auguri di Buon Natale, per cui adesso auguro BUON 2017 a tutti quanti con questa canzoncina che l’anno prossimo compirà trent’anni (e che mi suscita qualche rimpianto e pure qualche rimorso, ma questo è per l’età).

 

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30 dicembre 2016 Posted by | Pensieri disarcionati, Rimpianti, sogni, Storie ordinarie, Un po' di me, Vita lavorativa | , , , , | 12 commenti

Pensa positivo!

ottimismo2Devi pensare positivo!” mi dicono tutti.

Ok.

Vi prendo in parola.

L’operazione chirurgica andrà bene. Estirperanno il tumoraccio e mi rifaranno un nasino nuovo, e io sarò più bello che pria! (non ci vuole molto…)

Porterò a termine le mie terapie con un po’ di fatica, ma avendole già fatte l’anno scorso, sarò in possesso delle “dritte” giuste per affrontarle.

Mi consentiranno di andare in pensione anticipata per motivi di salute con l’anzianità contributiva massima. Passerò le mie giornate a fare soltanto le cose che mi piacciono.

Farò causa all’USL per malasanità e riceverò un risarcimento di centinaia di migliaia di euro, che mi permetteranno di fare le vacanze alle Auai.

Che dite? Va bene così, oppure ho esagerato?

P.S.: dimenticavo. Dato che oggi è partita la batteria dell’auto, la suddetta auto non si guasterà più per i prossimi dieci anni!

26 settembre 2016 Posted by | Salute, sogni | , , | 22 commenti

Il mistero di un sogno

Alfasud (2)Non ho ancora capito il motivo per il quale periodicamente nei miei sogni compare la mia prima auto, l’Alfasud, com’è accaduto stanotte.

E’ stata la mia prima vera auto, acquistata nel 1980.

Si trattava della terza serie dell’auto, uscita proprio in quell’anno: 1.200 di cilindrata, versione a 5 marce, 68 cavalli. La mia era di colore avorio, proprio come quella della foto.

In genere il sogno che la vede protagonista è più o meno sempre il solito: non è ambientato nel passato, non si tratta di un tuffo nella nostalgia.

Il sogno è ambientato nell’oggi, io sono come adesso, faccio le mie solite cose: vado a lavorare, a fare la spesa, dagli amici, soltanto che accanto alla mia normale auto, ho tenuto anche l’Alfasud e queste cose le faccio con quell’auto, che utilizzo con la necessaria cautela che si deve a un veicolo di 35 anni di età.

Tutto qui.

E’ un mistero…

P.S.: domani mattina vado a ritirare il referto della TAC di controllo effettuata lunedì. Inutile dire che me la sto facendo sotto…

23 luglio 2015 Posted by | Salute, Smancerie pseudo-sentimentali, sogni, Storie ordinarie, Un po' di me | , , , | 7 commenti

Arriva, arriva…

isola2… la primavera, con le sue temperature miti che non sai mai come vestirti quando esci, il sole che riscalda le nostre povere ossa reduci da inverni freddi e umidi, i fiori che colorano giardini, aiuole, balconi.

La primavera è sempre stata la stagione nella quale più di altre avrei voluto fuggire da questa terra infame e rifugiarmi su qualche sperduta isoletta, a compiere le uniche tre attività che si confanno all’essere umano: mangiare, riposare e…

E invece quest’anno non solo non potrò fuggire (come del resto è sempre avvenuto), ma dovrò anche affrontare – fra una decina di giorni – le mie terapie post intervento chirurgico, per debellare definitivamente quello che (forse) resta del mio tumore.

Vabbe’, arrotoliamoci le maniche e prepariamoci.isola1

Intanto, per non perdere l’abitudine, ho fatto un paio di uscite in bicicletta. La prima con la piccola e la sua bici nuova e la seconda ieri mattina, da solo. L’aria era pungente, ma si pedalava bene. Oggi pomeriggio mi faccio un altro giretto. In attesa, un giorno o l’altro, di poter pedalare su queste spiagge.

P.S.: nel frattempo, ho sostituito lo zucchero (anche quello di canna) nelle bevande con questa qui e ho eliminato dalla mia dieta i biscotti tradizionali, sostituendoli con quelli senza zucchero. Ma questo è un discorso più complesso, che magari faremo un’altra volta. Per ora limitiamoci a ascoltiamoci questa qui…

7 aprile 2015 Posted by | sogni, Un po' di me | , , | 20 commenti

Etciù!

starnutoMalgrado la terapia antistaminica in atto da oltre un mese, stanotte ho avuto un attacco di rinite allergica particolarmente violento, con tanto di starnuti, gocciolamenti, arrossamento e gonfiore degli occhi, nonché difficoltà respiratorie.

L’attacco è giunto improvviso verso le quattro e ci sono voluti i soliti tre quarti d’ora perché si attenuasse e potessi riprendere il mio beato sonno. Nel frattempo, per quanto possibile, ho cercato di leggermi un fumetto di Star Wars, senza peraltro riuscire ad andare oltre le prime tre-quattro pagine.

Passata la fase acuta dell’attacco e dopo avere consumato un paio di pacchetti di fazzoletti, mi sono steso per riprendere sonno, prima che la sveglia suonasse implacabilmente alle sei e venti, come ogni santo giorno.

In quel lasso orario di circa un’ora e mezza, ho fatto un sogno.

Il sogno non lo posso raccontare, non perché contenga particolari scabrosi (anzi, trattavasi di sogno pudico pudico…), ma perché svelerebbe troppi particolari sulla mia vita.

Al mattino mi sono svegliato un po’ rintronato ma tutto sommato abbastanza felice.

Perché felice?sogno

Perché il mio è stato uno di quei sogni non rivelatori, ma – oserei dire – confermatori.

Un sogno nel quale il mio subconscio ma ha lanciato un chiaro messaggio. E’ come se mi avesse detto: “Ecco, questa è la tua situazione, che peraltro tu già conosci, ma io te la confermo comunque, così non puoi fare finta di niente“.

Ma il mio subconscio non si è fermato qui.

Io ti propongo una soluzione. – ha continuato – Per me questa è l’unica possibile, date le condizioni di partenza. Se ne hai altre, trovale, ma ne dubito“.

E la soluzione che mi ha trovato il mio subconscio è stata particolarmente piacevole.

Per cui mi sono detto: non tutti gli starnuti vengono per rompere le palle!

bringbackourgirls

Pare che solo ora il mondo si stia accorgendo di quali e quante nefandezze accadano sulla Terra. Meglio tardi che mai. Ma chi farà un po’ di pulizia? Cioè, chi potrà scagliare la prima pietra?

 

12 maggio 2014 Posted by | sogni | , | 19 commenti

Un sogno e un dialogo

Stamattina mi sono ricordato di avere fatto un sogno stanotte.

Ovviamente, tutte le volte che mi ricordo un sogno poi per tutto il giorno cerco di capirne il significato.

A una delle entrate del mio paese arriva una strada provinciale, in leggera discesa, poi c’è una rotonda e dalla parte opposta inizia la via centrale. Decenni fa, la piazza ai lati della rotonda ospitava la stazione degli autobus (le “corriere”) e parallelamente alla provinciale correva una rotaia. Alla rotonda arrivano anche le due circonvallazioni che una volta rappresentavano i confini dell’abitato e oggi sono ormai diventate strade urbane. Io abito dalla parte opposta rispetto a questo quadretto.

Allora, io ho sognato che uscivo di casa in auto, con la piccolina, percorrevo una delle due circonvallazioni e, arrivato in prossimità di questa rotonda, lei mi chiedeva di andare in centro a comprare qualcosa (non è una novità). Allora io giravo a destra e imboccavo la via centrale, ma non trovavo parcheggio, per cui proseguivo, facevo il giro dell’isolato e tornavo al punto di partenza, cioè all’imbocco della via.

Mentre mi avvicinavo notavo un sacco di gente che prima non c’era e giunto in prossimità della rotonda mi accorgevo che, in quei pochi minuti che avevo impiegato a fare il giro dell’isolato, un treno enorme, tipo frecciarossa, era uscito da chissà dove (forse dai vecchi binari vicini alla provinciale) e si era infilato nella via distruggendo tutto quello che aveva incontrato, prima di fermarsi incastrato tra i palazzi e i negozi.

Ricordo bene che il treno era veramente enorme, rosso e bianco, proprio come quello della foto e quando ho visto la devastazione che aveva provocato, ho pensato: “Cavolo! C’è veramente mancato poco. Se trovavo parcheggio ora chissà come sarei ridotto…”

DIALOGO SERALE

“Papà, se le parolacce non si possono dire, perché le hanno inventate?”

“Ehm, vedi… una parola diventa una parolaccia se la usi nel modo sbagliato. Per esempio, cesso è un modo diverso per chiamare il bagno. Merda è un modo diverso per chiamare la cacca. Se tu dici a una persona che è un cesso o una merda, allora diventano parolacce.”

“E vaffanculo?”

“Quella è una cosa diversa. Comunque adesso mangia e… ora dove vai?”

“Al cesso a fare la merda.”

(E meno male che non c’ha aggiunto un vaffanculo!)

11 giugno 2010 Posted by | sogni, Un po' di me | | 8 commenti

Stanotte ho fatto un sogno

Stanotte ho fatto un sogno, abbastanza inquietante.

Ora non ne ricordo più tutti i particolari, ma vedo di ricostruirlo per quello che mi è rimasto in mente.

Arrivavo in un albergo. Non ricordo più con chi e per che cosa, ma sicuramente stavo con un’altra persona, e per un motivo preciso.

Ricordo che l’albergo era enorme, mastodontico, dava un senso pesante di angoscia.

La mia stanza aveva una porta sul retro che si apriva su un corridoio che sfociava su un terrazzo.

La porta che separava i due spazi era di vetro e al di là di essa si vedeva soltanto buio, senza che si potesse capire se era giorno o notte.

Il piano sul quale stava la mia stanza era desolatamente vuoto e io ogni tanto osservavo quella porta con timore. Al di là di essa stava il buio più totale.

vignetta-satana-gesu-negroskiA un certo punto ho deciso di aprirla e nel buio cosa scorgo: la persona che stava con me in compagnia di un’altra persona, ma aggredita, assalita.

Mi sono avvicinato e ho notato con orrore che lo sconosciuto era nientepopodimenoche satana.

Ci siamo guardati a vicenda, io terrorizzato e lui che iniziava a cambiare espressioni, una più terrificante dell’altra.

Ho tirato fuori dalla maglietta la mia catenina con il piccolo crocefisso di legno, ma quello si è messo a ridere.

Allora ho deciso di andare avanti: ho incrociato le mani a mo’ di croce e l’ho affrontato.

E’ stato a quel punto che, stupito, ha smesso di ridere.

Ricordo molto vagamente la lotta, ma gli tenevo testa, con mio (e suo) enorme stupore.

Poi mi sono svegliato.

P.S.: e mo’ che numeri gioco al lotto?

26 agosto 2009 Posted by | Guerra al terrore, sogni, Storie ordinarie, Un po' di me | | 14 commenti

Potrei raccontarvi…

702cleopatra… di quella notte della settimana scorsa nella quale ho fatto un sogno degno del migliore Indiana Jones.

Stavo nell’antico Egitto e mi innamoravo (ovviamente corrisposto) nientepopodimenoche… della figlia del faraone.

Ricordo che era bellissima, praticamente un concentrato di tutta la bellezza femminile dell’universo.

Io non ho capito bene cos’ero, se un soldato, un avventuriero, un mercante fallito.

Ovviamente il nostro rapporto non era molto ben visto dalle “alte sfere” e alla fine del sogno ci accoppavano a tutti e due, ma io non ero spaventato, anzi, tutt’altro.

D’altronde, quando uno nella vita si è fatto la figlia del faraone, cosa può volere ancora?

P.S.: nel sogno comparivano anche dei numeri, alcuni dei quali me li ricordo ancora. Sarà che il suocero temeva che gli sbancassi il regno con il superenalotto?

10 novembre 2008 Posted by | sogni, Storie ordinarie | | 5 commenti

Sogna, sogna…

Stanotte ho fatto un sogno, ovverossia (come ho già precisato un’altra volta), stamattina ho ricordato di avere fatto un sogno stanotte.

In genere i miei sogni sono molto fantasiosi, articolati e quello di stanotte non era da meno.

Nel sogno vi erano alcune persone che esistono realmente.

Poi vi era mio padre, morto ormai da oltre due anni e mi ha fatto piacere sognarlo, perché per un po’ di tempo ho avuto l’impressione di averlo ancora vicino, di potergli parlare.

Poi nel sogno vi era un’altra persona, che nella realtà che mi circonda non esiste.

Mio padre e questa persona erano i personaggi principali del sogno. Quando mi sono svegliato ho avuto l’impressione che mio padre cercasse (e cerchi tuttora) di dirmi qualcosa che io non riesco a comprendere.

Forse per questo sono arrivato in ufficio nervoso. Ma il nervosismo è passato presto. Non ne vale la pena…

1 novembre 2008 Posted by | Storie ordinarie, Un po' di me | | 4 commenti

Un sogno strano

Ho il ricordo di uno strano sogno fatto stanotte. Credo di averlo fatto tra le cinque e le sei e mezza, cioè tra un risveglio notturno con successivo riaddormentamento e successiva alzata.

Sono in una riunione di lavoro e ricevo una chiamata sul cellulare aziendale. Mi alzo per rispondere, allontanandomi un po’ dalle altre persone, però intorno a me continuo a sentire una grande confusione di voci, ancora più forte di quando ero seduto al tavolo con gli altri.

Al telefono c’è una persona che conosco soltanto di nome, della quale non ho mai sentito la voce e che non ho mai neppure visto. Credo di avere capito bene il suo nome ma non ne sono convinto. Non le chiedo conferma, perché mi fa piacere sentirla e non vorrei avere capito male e che mi dicesse di essere un’altra persona.

Ascolto la sua voce: è un misto di emozione, ansia, affanno, forse anche nervosismo e turbamento. Mi parla di lei, come se fossimo vecchi amici e io sto ad ascoltarla. Ripeto mentalmente il suo nome (che ricordo ancora benissimo), chiedendomi se è veramente lei, ma alla fine concludo che mi fa comodo pensare che sia così.

Mentre lei parla, però, la confusione e il caos di voci si fanno sempre più forti e io faccio sempre più fatica a capire cosa dice. Mi chiedo anche come cavolo fa ad avere il mio numero aziendale, mentre lei continua a parlarmi delle sue cose e, mentre mi sto chiedendo cosa risponderle (anche se non mi lascia tanto tempo per farlo), mi sveglio.

Sarà grave?

Non lo so, comunque le mie conclusioni sono le seguenti:

1) giocare al superenalotto il mio numero di telefono aziendale, con tutte le possibili combinazioni e in caso di vincita farle una telefonata di ringraziamento (forse potrei anche invitarla a mangiare una pizza, ovviamente ognuno paga per sé);

2) giocare al superenalotto il numero di telefono della persona che mi ha chiamato e in caso di vincita farle una telefonata di ringraziamento, invitandola a mangiare una pizza (pago io);

3) evitare di buttare soldi al superenalotto e chiamare quella persona per andare a mangiare una pizza (paga lei).

13 ottobre 2008 Posted by | Storie ordinarie | , , | 23 commenti