Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Irlanda!

Oggi la “piccola” è partita per un viaggio studio, destinazione Irlanda.

dublino

Da bravo papà le ho dato gli opportuni consigli per trascorrere una settimana alla grande.

  1. mettere in valigia spaghetti, ragù, pane, salame e mozzarella di bufala;
  2. coprirsi bene, anche di notte, perché l’Irlanda è vicina al Polo Nord e con i ghiacciai che si sciolgono c’è il rischio di svegliarsi la mattina e ritrovarsi su un aisberg;
  3. stare attenti a quando si attraversa la strada, perché in Irlanda lasciano liberi i cammelli di passeggiare senza guinzaglio;
  4. ricordare agli irlandesi che qualche anno fa stavano sull’orlo del fallimento e che se non ci fossimo stati noi ora sarebbero una colonia inglese (come sono stati fino a poco tempo fa).

Spero che faccia buon uso dei miei consigli.

Hevia – no man’s land

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5 marzo 2017 Posted by | Scuola, Storie ordinarie | , | 21 commenti

Verona, arrivo!

Piazza delle erbe Verona

Praticamente una “toccata e fuga” di due giorni (viaggio compreso),

ma bisogna accontentarsi: io mica ho preso gli 80 euro di Renzi!

(Poi quando si torna ci si mette a dieta, si va a correre, ci si mette sotto a lavorare,

si finisce la revisione del libro, ci si iscrive al PD…)

😯

Ho detto una fesseria di troppo?

Musica!

31 maggio 2014 Posted by | Storie ordinarie | | 18 commenti

I sogni

Non so se credendoci, i sogni prima o poi si realizzino.

Di sicuro, se non ci si crede non si realizzano mai.

P.S.: nel week-end andiamo da ‘ste parti.

Arrivederci a presto.

Urbino

Urbino

30 ottobre 2013 Posted by | Sani principi, Storie ordinarie | , | 18 commenti

Addavenì Bolkestein!

Io non posso certamente considerarmi un viaggiatore, anzi, direi che sono un tipo piuttosto stanziale.

Le poche volte che viaggio, inoltre, tendo ad accontentarmi di quello che passa il convento, evitando tensioni e proteste, a meno che non si passi proprio il segno.

Sono però abituato a osservare, tendendo magari ad arrivare alla conclusione del “qui non mi vedrete mai più“.

Ritengo che l’Italia sia un museo a cielo aperto, che il buon Dio o la Natura ci ha donato e che gli italioti usano poco e male.

Sono stato tre giorni a Rapallo. Siamo in Liguria, non in Africa, a qualche chilometro da Portofino e non troppo lontani da quella magnificenza che sono le Cinque Terre.

Orbene, avevo qualche ricordo di Rapallo risalente ad alcuni anni fa e devo dire che la situazione è decisamente peggiorata.

Trovo indecente che in un albergo a tre stelle nel centro del paese un turista si trovi nella doccia il sapone di quello/a che ha soggiornato prima, con tanto di peli attaccati (il turista, si sa, perde il pelo…). Che si trovi nel lavabo le tracce del dentifricio di quello/a che ha soggiornato prima. E che si trovi la polvere sul comodino, segno che l’ultima spolverata l’hanno data probabilmente quando c’era ancora la lira in circolazione.

Trovo assurdo che ai margini del centro storico chiuso al traffico, dalla parte opposta del lungomare, si debba fuggire perché asfissiati dai gas di scarico di una fila interminabile di automobili.

Trovo inconcepibile che in un ristorante sul lungomare ci sia un solo bagno, in comune per uomini e donne (quindi, oltretutto fuori legge), con un water che fa vomitare solo a guardarlo. E che si debba sperare che la propria figlia non ne abbia bisogno, perché saresti costretto a dirle “tienila finché torniamo in albergo“.

Trovo ridicolo (per non dire di peggio) che in un bar-pizzeria in pieno centro di Portofino, al momento di pagare il conto (e che conto…) ti senti dire “mi spiace, ma non siamo abilitati ad accettare carte di credito“.

Forse queste sono le regole della massimizzazione dei profitti; per me questi invece sono soltanto ciarlatani e profittatori.

Una volta si diceva “Addavenì Baffone!”; nei confronti di questi invece bisogna dire “Addavenì Bolkestein!“, sperando che l’applicazione di questa (come di altre) direttiva europea mandi questi cialtroni a zappare la terra (ammesso che siano capaci di farlo, perché anche questa attività esige un minimo di testa).

Forse dopo avremo gli stessi servizi di adesso, ma almeno li pagheremo di meno. O forse avremo, allo stesso prezzo, servizi migliori, in quanto averne di peggiori sarà praticamente impossibile.

Inoltrerò una protesta ai servizi turistici del posto, sperando (vanamente?) che serva a qualcosa.

P.S.: le foto un’altra volta…

4 novembre 2012 Posted by | Storie ordinarie | , | 34 commenti

Ancora un giorno…

… e poi ce ne andiamo in Liguria…

… sperando che non affondi sotto la pioggia!

(Sempre meglio che affondare nella nebbia padana)

Manderobbi una cartolina, eh?

(music)

31 ottobre 2012 Posted by | Storie ordinarie | | 14 commenti

Può capitarvi…

… di trovarvi in un aeroporto, di quelli piccini piccini dove praticamente partono e arrivano soltanto voli locost.

Nella zona degli imbarchi, dopo il cechin, c’è soltanto un piccolo barettino con annessa un’edicoletta e un negoziuccio e voi osservate uomini, donne e bambini con la loro valigetta da cabina misura 20x10x5max5kg.altrimentipaghiilsupplementocheticostaquantoundiamente che si apprestano a sciamare verso gli aerei appena atterrati e che già sono pronti a ripartire.

E quando sono sciamati, la zona rimane quasi deserta, in attesa che venga di nuovo riempita da uomini, donne e bambini di un prossimo volo, il tuo.

E allora, dopo avere consumato un simulacro di panino costato come un’aragosta, decidi di andare in bagno.

E mentre sei in bagno che comodamente stai facendo le cose tue (comodamente, perché tanto non c’è quasi nessuno),a un certo punto si spengono tutte le luci e rimani avvolto dal buio più totale.

“Ma come! – pensi – Com’è possibile che sia andata via la luce in aeroporto? E proprio in questo momento?”

Però poi realizzi che non è mancata l’energia elettrica. E’ che probabilmente, per risparmiare, quello è un cesso dove la luce si accende soltanto quando entra qualcuno, e per un tempo limitato, e visto che tu te le sei presa molto comoda e nel frattempo non è entrato più nessuno, le luci si sono smorzate e tu sei rimasto lì come un… pirla?

E pensi: “Speriamo che entri qualcuno prima che parta il mio aereo…

(Perché devono capitare tutte a me?)

19 marzo 2012 Posted by | Questa poi... | | 22 commenti

Presenze

Vi sono presenze lievi , delicate, quasi impalpabili.

Poi vi sono quelle impetuose, sfrenate, a volte anche violente.

Il mondo d’oggi non è fatto per le prime; non le riconosce più, nemmeno quando diventano forti, vivaci e travolgenti.

Nemmeno quando a un certo punto esplodono, e diffondono tutt’intorno schegge di spensieratezza.

Ci si rivede fra qualche giorno, perché faccio un salto qui, in compagnia di questa musica (ehm… solo della musica…     😦 ).

P.S.: tenetemi in caldo Bibùlo, eh?     :mrgreen:

14 marzo 2012 Posted by | Un po' di me | , | 12 commenti