Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

A piccoli passi…

Martedì sono stato in auto dalle otto di mattina alle sei di sera.

Tolte due ore per gli impegni ai quali ho dovuto assolvere, fanno otto ore di autostrada.

Otto ore di code, rallentamenti, incidenti, guidatori distratti, assonnati, al telefono; a un certo punto mi si è attaccata al posteriore una donna alla guida di un fuoristrada che si dimenava tutta, evidentemente c’aveva l’autoradio a manetta. Ho pensato: spero di non dover frenare, perché altrimenti questa mi entra dentro la macchina difilato: fortunatamente il tampinamento è durato poco, perché alla prima rotonda se l’è filata da un’altra parte (e ha tampinato un’altra auto).

Mentre percorrevo le patrie autostrade, da un posto all’altro, pensavo che io ormai non sono più fatto per questo mondo: troppa fretta, troppo stress. E poi troppa arroganza, troppo menefreghismo, troppo consumismo, insomma, troppo di tutto.

A un certo punto ho anche spento l’autoradio: viaggiare in silenzio capita raramente. Concentrarsi sul suono del motore, sulla strada che scorre, sul sole del tramonto che ti acceca.

Vorrei circondarmi di antiche e belle parole: di quelle profonde, quelle che ne bastano quattro-cinque per riflettere tutta una sera. E invece siamo circondarti da parole che non durano nemmeno il tempo di essere lette, spesso inconcludenti, contraddittorie, per lo più false, se non tragiche.

Parole parole parole

13 dicembre 2018 Posted by | Un po' di me | , | 15 commenti