Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

La favola del colibrì

Gira in questi giorni in rete una favola, la cosiddetta favola del colibrì.

Vi possono essere diverse versioni, ma la morale è sempre la stessa.

Brucia la foresta.

Tutti gli animali scappano, eccetto un colibrì che fa la spola tra l’incendio e il fiume: si riempie il becco e scarica l’acqua sulle fiamme.

L’incendio manco si accorge di questa goccia d’acqua, ma lui continua imperterrito la spola.

Anche quando il leone gli chiede: “Ma che fai? Pensi veramente di spegnere l’incendio con l’acqua che porti nel becco?”

E il colibrì: “Io faccio la mia parte“.

Ci eravamo dimenticati della morale nascosta in questa storiella: nei momenti di difficoltà conta di più il coraggio che la forza.

Oggi tutti abbiamo paura (chi non ha paura è un imbecille, pericoloso per sé e per gli altri), ma qualcuno la paura riesce a controllarla, a governarla, continuando a fare il proprio lavoro (qualunque sia); qualcun altro invece se la fa sotto e si dilegua.

Molti di quelli che si dileguano sono quelli arroganti, quelli del “se sbagli sei fuori“, quelli che chiamano “call” le chiamate (parla come mangi, coglione). Che poi si ripresenteranno puntuali a raccogliere i frutti del lavoro degli altri, come hanno fatto per tutta la vita.

Esseri inutili.

29 marzo 2020 Posted by | Sani principi | , | 7 commenti

Dieci cose da sapere sull’economia italiana

Prima che sia troppo tardi, recita il sottotitolo del libro (ma forse è già troppo tardi).

Alan Friedman mi è simpatico, con il suo faccione e il suo vocione con uno spiccatissimo accento yankee.

E questo suo libretto divulgativo, dal costo inferiore ai 10 euro, rappresenta un po’ l’occasione per riflettere su alcuni temi legati all’economia, sempre al centro dell’attenzione: la crescita, le banche, la pensione, i mercati, l’Europa, ecc.

Certo, quando leggiamo che il nostro PIL ammonta a 1.700 miliardi di euro e il debito pubblico a 2.300 miliardi, qualche dubbio sul futuro dell’Italia viene.

Quando leggiamo che ci sono oltre due milioni di italiani all’estero sotto i 40 anni, i dubbi sul futuro del Bel Paese (formaggio a parte) si fanno più solidi: tutta gente che dovrebbe/potrebbe lavorare qui e andarsene all’estero per scelta, non per forza.

Quando leggiamo che in Germania ci sono 14 filiali di banca ogni 100 mila persone, la media europea è di 27 e nel nostro Paese ce ne sono 49, i dubbi si abbarbicano nel nostro conscio/inconscio come ipomee su un muro (metafora che mi è venuta così, che è troppo tempo che sono in astinenza da lasagne…).

E potrei proseguire eccetera eccetera, ma la gente si divide in  due categorie: quelli che questi problemi li conoscono già (e se ne preoccupano) e quelli che non gliene frega una beata cippa. Ovviamente i secondi sono in numero mooooolto maggiore rispetto ai primi, per cui il consiglio (non tanto velato) che viene fuori dal libro è semplice: emigrare.

E io concordo.

28 aprile 2018 Posted by | Politica | , | 10 commenti

Effetti collaterali

????????????????????????????????????????????????????????????????Eh… mi sembrava troppo bello…

Oggi sono arrivati i primi effetti collaterali delle mie terapie.

D’altronde che volete, radioterapia, chemioterapia, ci manca solo questo e poi siamo a posto…

Ma che è successo oggi?

Allora, per iniziare, alle 7.30 è saltata la corrente nel mio appartamento. E’ scattato il salvavita centrale, senza che avessi fatto niente di particolare. Sceso a controllare, ho visto che era scattato soltanto il mio.

Alle 8.30 sono salito in auto e ho notato che la spia sul cruscotto si era misteriosamente spenta, come se la spia che segnala un malfunzionamento fosse… malfunzionante!

E per finire, alle 9.30 in ufficio, dopo aver acceso il pc, s’è rotto il mouse. “Ma funzionava fino a  poco tempo fa!” mi hanno detto le mie colleghe. Non ho commentato.

Le terapie avranno mica rafforzato la mia notoria sfiga con la tecnologia, eh?

Il battito animale

16 aprile 2015 Posted by | Storie ordinarie | , , | 6 commenti

Fuori due!

lasagne_02Arieccheme qua!

Ma non è che adesso potete pretendere una telecronaca minuto per minuto del mio calvario, delle mie tribolazioni, del mio golgota, insomma del mio martirio soltanto per aumentare lo share del blog!

La mattinata è stata alquanto lunga, ma d’altronde lo prevedevo.

Sveglia alle sei, per essere in day hospital entro le otto, ovviamente a digiuno. Prelievo di sangue e poi colazione al bar. Giretto per la città per respirare un po’ d’aria fritta emessa dai bus urbani e alle nove rientro in day hospital. Colloquio con l’oncologa, che ha esplicitato le fasi della terapia, che è iniziata poco dopo le dieci. Prima una flebo di una sostanza particolare della quale non ricordo il nome ma che è stata chiamata “antivomito” dall’infermiera che mi segue (per la cronaca: chiamasi Elena); poi una flebo di cortisone; poi la flebo di carboplatino (quella più lunga, della durata di un’ora) e infine una flebo di lavaggio. Il tutto per circa un’ora e mezza e così sarà per un giorno la settimana, per le prossime tre settimane.

Alla fine, ovviamente, seconda seduta di radioterapia (ne mancano soltanto ventotto alla fine!).

Ora sto bene, problemi particolari non ne ho e mi hanno riconfermato che non è detto che vi siano effetti collaterali; se vi dovessero essere, presumibilmente saranno limitati e se – sfiga nella sfiga – proprio dovessero sorgere, mi hanno dotato dei farmaci per prevenirli e/o tamponarli. Anzi, secondo l’oncologa i problemi maggiori potrebbe darmeli la radioterapia, in termini di irritazione della pelle, secchezza della gola e difficoltà di deglutizione. Per ora ho provato se la forchettata di lasagne entra nel gargarozzo e ci entra, ci entra…

Insomma, che dire?plumkake

Oggi qui è una bellissima giornata. Il termometro sul balcone segna 32 gradi. Grande è la voglia di infilare la bicicletta, ma non posso pretendere troppo; forse nel fine settimana, se il tempo non si guasta (cosa molto probabile…) e comunque eventualmente un giretto breve, tanto per non perdere l’abitudine.

Io ho pranzato, dopodiché ho cucinato un plumkake allo yogurt (del quale vi omaggio di una foto) e poi mi sono sparato un gelato.

E domani un salto in ufficio prima della terapia.

E andiamo avanti… (che è tutta questione di sguardi)

15 aprile 2015 Posted by | Un po' di me | , | 11 commenti

Fuori una! (e domani…)

Chevvedevodi’?

La prima seduta di radioterapia è fatta!

Ne rimangono soltanto altre 29!

snoopy4

E domani… prima infusione di chemioterapia.

(ahiahiahi…)

Vabbe’, ci si rivede, eh?

 

14 aprile 2015 Posted by | Un po' di me | , | 16 commenti

Domani si parte! (ma no al mare, eh?)

macchina-oncologicaDomani, martedì 14 aprile 2015, Aquila inizia la radioterapia.

Che dire di più?

Che domani sera sarò in grado di ricaricare direttamente il cellulare, senza bisogno di infilare il caricabatterie nella presa della corrente, ma semplicemente tenendolo in mano (o forse anche solo guardandolo).

Magari dopodomani potrò ricaricare anche il rasoio…

P.S.: apro il tag si salvi chi può.

PP.SS.: comunque preferirei andare al mare…

Musica va’, che questa ci sta proprio…

13 aprile 2015 Posted by | Storie ordinarie | , | 21 commenti