Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

La Sezione “I”

Nel 1984, dopo poco più di un mese di CAR in Puglia, fui spedito in una caserma del Friuli.

Finii – per pura fortuna – in una compagnia logistica, cioè dove durante la giornata i militari lavoravano nei diversi servizi: autisti, uffici, muratori, idraulici, imbianchini, ecc.

Io finii a lavorare in un ufficio del comando di battaglione.

Tra i tanti uffici presenti c’era la mitica Sezione “I”.

La Sezione “I” era un ufficio alquanto misterioso: solo a passare davanti alla sua porta (chiusa) si veniva colti da un senso di inquietudine.

Circolavano strane storie sulla Sezione “I”.

Anzitutto chi era addetto a quell’ufficio veniva immediatamente promosso a caporal maggiore, il grado più alto a cui poteva accedere un militare di leva.

Poi si vociferava che nella Sezione “I” si facessero strani esperimenti; che conservassero resti di corpi alieni; che parlassero solo in codice con chissàchi.

Se si doveva consegnare un documento alla Sezione “I”, si bussava piano e di là dalla porta si sentiva un rantolo: “Chi è?” (e chi cazzo doveva essere in una caserma!).

Il militare apriva la porta per qualche centimetro, scrutava se nel corridoio ci fossero elementi sospetti e poi spuntava fuori una mano che in un battibaleno artigliava il documento e richiudeva subito la porta.

Secondo me è nato lì il Covid…

26 novembre 2021 Posted by | Storie ordinarie | | Lascia un commento

No

Qualche mese fa, a tavola, improvvisamente mia figlia mi ha fatto una domanda.

Papà, ma un uomo che dà uno schiaffo a una donna si può perdonare?

No.” è stata la mia risposta.

Non so se è stata la risposta giusta e non so nemmeno se e in quale misura mia figlia ne terrà conto.

Quello che mi interessava, in quel momento, era che lei ricevesse un messaggio chiaro, semplice e inequivocabile da suo padre.

Soprattutto di questi tempi.

C’è una bella canzone di Ornella Vanoni, Bungaro e Pacifico, presentata a San Remo nel 2018: Imparare ad amarsi, ma… “bisogna imparare a lasciarsi quando è finita”.

21 novembre 2021 Posted by | Sani principi, Storie ordinarie, Un po' di me | | 3 commenti

Dai 50 ai 60

Personalmente ho notato un grande cambiamento in me stesso nel modo di guardare la vita passando dai cinquanta ai sessant’anni.

Quando ho compiuto cinquant’anni pensavo di avere davanti un decennio “alla grande”.

Effettivamente il decennio era iniziato sotto i migliori auspici, ma ho subito sciupato tutte le (buone) occasioni. Ho impresso alla mia vita una direzione che – a posteriori, ma potevo/dovevo capirlo anche prima – si è rivelata fallimentare.

Come se non bastasse, non ero ancora arrivato alla metà del decennio che è arrivato il cancro, che ha caratterizzato tutti gli anni a venire.

Il decennio dai sessanta in avanti si presenta con le caratteristiche dell'”ormai“: ormai quello che è stato è stato, c’è ben poco da fare.

C’è un senso di fatalità che segna i passi della mia vita, direi di rassegnazione.

C’è anche la consapevolezza che questo può forse essere – se tutto va bene – l’ultimo decennio completo della mia vita: dopo i settanta c’è ben poco da sperare, la gente muore come le mosche.

Intanto ho appena letto sul FSE il referto dell’ultima risonanza alla testa: niente di anomalo.

Vabbe’, almeno quello…

Ed Sheeran – Bad Habits

5 settembre 2021 Posted by | Storie ordinarie, Un po' di me | | 13 commenti

Troppo buoni…

C’è un proverbio che gira dalle mie parti che si può riassumere così: “a essere troppo buoni si finisce per essere coglioni“.

Vorrei sostenere che non è così e che essere buoni (sottocategorie: corretti, educati, rispettosi delle regole, ecc.) alla fine paga, ma spesso è il contrario.

Gli altri se ne approfittano di questa inaspettata bontà, finché non si reagisce, sempre con le buone maniere, ma in maniera decisa, ponendo un aut aut: o così o niente.

Allora l’interlocutore ha un guizzo, perché non si aspettava quella reazione da un buono e si rimette in carreggiata.

E tu avresti voglia di dirgli: “dovevi proprio spingermi a questo livello per darti una mossa? Coglione!

4 luglio 2021 Posted by | Storie ordinarie, Un po' di me | , | 2 commenti

Ma che cosa ti ho fatto io?

Stasera mi sono visto in tv per l’ennesima volta Indovina chi viene a cena?, il film del 1967 di Stanley Kramer con Sidney Poitier (lo sposo di colore), Katharine Hepburn (la mamma della sposa, all’epoca sessantenne ma ancora splendida), Spencer Tracy (il padre, pluripremiato per i suoi film) e Katharine Houghton (la dolce e spensierata ma determinata figlia).

Considerato il periodo nel quale fu girato, un film contiene una forte tematica antirazzista, non nuova per il regista.

Il film è anche un inno alla resistenza. Lo dice chiaramente il padre (dapprima contrario al matrimonio) nel suo discorso finale agli sposi: sapete a quali tremende difficoltà andrete incontro, ma tra queste non vi sarò io.

Forse qualcuno si chiederà cosa c’entra il titolo del post con questo film: niente.

Ho visto il film per scrollarmi di dosso una frase sentita oggi, che continua a frullarmi in testa. Vi sono frasi che si inseriscono nella mente, si incollano alla memoria e non riesci a distaccartene. E la loro ripetizione è come un mantra disperato, una richiesta di aiuto che rimane inascoltata.

Soprattutto sapendo chi pronuncia quelle parole nei confronti di chi.

 

7 marzo 2021 Posted by | Notti insonni, Un po' di me | | 1 commento

Un’altra stagione che si chiude

Qualche giorno fa la (ex) “piccola” ha preso la patente.

Ora dice che si sente “una donna libera“.

😯

Sono contento per lei, ovviamente.

Quanti giri abbiamo fatto nel parcheggio della Coop, dapprima in prima, poi in seconda, poi su strada con il foglio rosa, poi a fare i parcheggi…

Sono le tappe della vita, ma un po’ di nostalgia rimane.

Rimane la nostalgia del “papà, mi porti?” e di rimando “cheppalle! ma non puoi andare a piedi?

Fra un po’ dovrò essere io a chiedere i passaggi in auto.

P.S.: oggi ufficialmente dovrei essere immune. Infatti a pensarci bene mi sento più bello…

Toto – Africa

13 febbraio 2021 Posted by | Notizie dal mondo fatato, Un po' di me | , | 14 commenti

Qualsiasi cosa succeda…

… ricordate sempre che

poteva andare peggio!

(Buonanotte)

8 febbraio 2021 Posted by | Pensieri disarcionati, Un po' di me | , , | 7 commenti

Domani…

Domani inizia una settimana impegnativa.

Anzi, a dire il vero dovrebbe essere una settimana di preparazione a quella successiva, che sarà ancora più impegnativa.

Devo compiere alcuni passi importanti.

Mi sento pronto per farli?

In teoria sì, in pratica potrei anche incontrare alcuni imprevisti, che potrebbero evolvere in difficoltà.

Staremo a vedere.

Comunque buona settimana a tutte/i.

Gli Abba sono sempre gli Abba (anche con questi vestiti…)

 

31 gennaio 2021 Posted by | Un po' di me | | 10 commenti

Mi ricordo…

C’è un episodio della mia gioventù che ancora oggi mi trottola per la mente.

Non so se fa parte delle occasioni perdute o degli scampati pericoli.

Avevo circa vent’anni (mese più, mese meno) ed era il periodo delle discoteche.

Eravamo quattro amici (mica sempre al bar) che uscivano sempre insieme, ma il mondo è (ed era) piccolo e nei locali della zona si incontravano spesso altri giovani del paese.

Tra le discoteche che frequentavamo periodicamente ce n’era una nell’Oltrepò pavese. Era un locale relativamente piccolo, con al piano superiore un bar ristorante che a quei tempi era molto in voga. Il locale presentava due piste da ballo, una al centro e la seconda, più piccola e riservata, posizionata su un piano leggermente rialzato.

Quella sera ero vestito come allora andava di moda: stivaletti scamosciati, pantaloni di velluto nero e una maglione blu (era un maglione tutto particolare, con una striscia colorata che prendeva il tronco e una manica, insomma una roba un po’ inconsueta): ero convinto che lo scuro mi donasse.

Girovagavo per il locale da solo, quando mi sedetti su una specie di muretto che costeggiava la seconda pista da ballo. Pensavo di essere un figo, non c’è dubbio.

A un certo punto il mio sguardo si incrociò con quello di una ragazzina che stava anch’ella ai margini della pista. Era una ragazzina minuta, bionda con i capelli corti (io ho sempre avuto un debole per le ragazzine dai capelli biondi e corti; però con il tempo ho imparato ad apprezzare anche le altre), molto carina (almeno così mi sembrò quella sera).

Il gioco di sguardi andò avanti per un bel po’, finché uno dei miei amici non venne a recuperarmi prima che potessi “farmi avanti” (ammesso che l’avessi fatto).

Ecco, quel gioco di sguardi me lo ricordo ancora adesso.

Andammo altre volte in quel locale e io cercai di nuovo quella ragazza, ma non la vidi mai più. Non incontrai mai più uno sguardo simile al suo.

La stagione delle discoteche poi finì presto e io rimasi sempre con quel dubbio: se mi fossi fatto avanti per tempo, come sarebbe finita?

Con il senno di poi, penso di averle evitato inutili pene (sostantivo femminile plurale).

P.S.: si sarà capito che a quel tempo ero un pochino imbranato…

Hot Stuff

25 gennaio 2021 Posted by | Ricordi, Un po' di me | , | 13 commenti

Parlare, parlare, parlare…

Oggi mi sono accorto definitivamente di una cosa: non è che io parli poco.

Il fatto che io parli poco è una conseguenza del fatto che mi piace parlare solo con le persone che lo meritano.

Non si tratta di essere più o meno intelligenti.

Si tratta di provare piacere a parlare con l’altra persona, anche di cose banali.

Come posso dire, si tratta di provare le identiche sensazioni, di giocare con gli sguardi, con i gesti.

Mi è venuta voglia di parlare.

Cazzo!

A sessant’anni!

Parole parole

4 gennaio 2021 Posted by | Un po' di me | | 5 commenti