Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Le regole del commercio

“Papà, sei andato a scuola, in segreteria?”

“Sì”

“Hai parlato con una signora bionda?”

“No”

“Con una bruna con i capelli corti e le tette di fuori?”

“Sì”

“Ecco. E’ sempre così: tette fuori, pantaloni attillati, maglietta corta…”

“Evidentemente può permetterselo”

“Ma che dici! Non hai visto che ha il naso storto?”

😮

“No, non me ne sono accorto. Mica ho guardato il naso…”

“Perché?”

“Sono le regole del commercio, piccola: bisogna sempre esporre la merce migliore!

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13 aprile 2019 Posted by | Storie ordinarie, Un po' di me | , | 8 commenti

Esito!

Nel giorno in cui tutti stanno a testa in su per vedere il buco nero (che poi basterebbe guardare nei nostri conti correnti… a parte quello del cavaliereerrante, ovviamente!), io stavo invece a testa in giù, a leggere il referto della risonanza magnetica: “Non segni di recidiva. Non adenopatie. Invariato il resto“.

Tre righe, tre scarne righe che sognificano: va tutto bene.

Anche se hai fatto training autogeno per scacciare l’ansia, un po’ te ne resta sempre appiccicata.

E’ impossibile spiegare cosa si prova negli istanti che precedono l’apertura della busta: improvvisamente sembrano scomparire tutte le certezze avute fino a un momento prima e si resta come sospesi… in un buco nero.

Comunque possiamo dire che anche stavolta è andata.

E domani torniamo al lavoro (‘tacci loro…).

Foreigner – I Want To Know What Love Is

11 aprile 2019 Posted by | Salute, Un po' di me | , | 8 commenti

Però…

… me dovete lassa’ lamentare un po’!

Sono terminate le mie sedute dalla psicologa.

M’ha detto che ho superato le mie paure, le mie ansie, le mie inquietudini, le mie angosce.

La mia porta è sempre aperta – m’ha detto – ma ora lei può volare!

In realtà io non so nemmeno come sarà l’esito della risonanza magnetica che devo ritirare giovedì, altroché volare…

Potrebbe anche contenere una (brutta) sorpresa.

Ci pensavo in questi giorni, che sul lavoro ho dovuto affrontare qualche problema un po’ spinoso: “E se giovedì mi dicessero che c’è qualcosa che non va?

Ma il mio ottimismo in realtà mi porta a credere (non sperare, credere) che sia tutto a posto e per festeggiare il (buon) esito nel pomeriggio la piccola (si fa per dire) mi ha già prenotato per un viaggio in città (“A fare un giro” dice l’imbrogliona) che sarà quello sì un brutto momento per la mia carta di credito!

Arrivederci a giovedì!

Sai che è un attimo

9 aprile 2019 Posted by | Un po' di me | | 4 commenti

Dieci candeline

Domenica 31 marzo la mia auto ha compiuto dieci anni.

Per l’occasione, le ho fatto fare un restyling dal carrozziere, per sistemare qualche piccola bottarella e qualche acciacco dovuto all’età. Ora sembra quasi nuova, e dopo la revisione biennale e il tagliando, siamo a posto.

Penso che la terrò per almeno altri due anni.

Primo, perché non ho nessuna voglia di cambiarla (cioè di spendere soldi).

Secondo, perché non saprei quale altra auto comprare (tenendo conto che non voglio spendere soldi, e la cosa appare un po’ difficile).

Terzo, perché non vedo la necessità di cambiare un’auto che ancora funziona (spendendo soldi).

Quarto, perché l’anno prossimo già dovrò comprare l’auto per mia figlia (e allora sì che dovrò mettere mano al borsellino!).

Dite che sono un po’ tirato?

Naaaaaaa…

(E poi dove la trovo un’altra 4×4 così? Perché a me non bastano due ruote motrici, io necessito di quattro!)

 

2 aprile 2019 Posted by | Un po' di me | , , | 21 commenti

Le mie risposte alle grandi domande

Sto diventando vecchio (N.B.: non ho scritto “sono vecchio”, ho scritto che lo sto diventando).

La cosa si vede anche dalle fissazioni, dai chiodi fissi che mi prendono.

Per esempio, da tempo, quando mi siedo sul water, mi trovo a pensare: ma l’universo quali confini può avere? Se si espande continuamente, cosa c’è oltre i suoi confini?

E rimango lì a pensare, perché la mia mente non riesce a concepire che una cosa, già immensa di per sé, possa espandersi a una velocità tale che nemmeno possiamo immaginarci.

Come il cacio sui maccheroni è uscito questo libretto, allegato a Repubblica,e  ovviamente me lo sono comprato subito.

Il grande Stephen Hawking ha scritto questo libro nell’anno prima di morire.

Con un po’ d’ironia e tanta pazienza, ci spiega che probabilmente l’universo si è creato spontaneamente dal nulla.

Il Big Bang ha prodotto un’enorme quantità di energia positiva, e contemporaneamente ha prodotto la stessa quantità di energia negativa, che si azzerano a vicenda: l’universo nel suo complesso ammonta a nulla.

E nell’istante del Big Bang ha iniziato a esistere anche il tempo: prima non esisteva.

Le nostre menti finite faticano a comprendere un universo infinito.

Le galassie si allontanano le une dalle altre: basandosi sull’attuale velocità di espansione, tra i dieci e i quindici miliardi di anni fa dovevano essere vicinissime. Probabilmente l’universo ha avuto inizio allora.

Noi viviamo in uno spazio tridimensionale, ma lo spazio di dimensioni ne ha dieci, più il tempo: sette di queste dimensioni sono “compattate”, cioè arrotolate su sé stesse.

Riusciremo a colonizzare lo spazio? Probabilmente sì, anzi secondo Hawking dobbiamo farlo, perché la Terra non può resistere alla pressione alla quale la sottoponiamo, ma i viaggi spaziali saranno difficili per noi: troppo lunghi gli spostamenti interstellari. Il viaggio verso la stella a noi più vicina richiederebbe otto anni e uno fino al centro della galassia cinquantamila.

Ma secondo la teoria della relatività, se si può viaggiare più veloci della luce si può anche tornare indietro nel tempo: parto stamattina e arrivo ieri sera.

Per non parlare poi dei buchi neri. E di tutta la problematica dell’intelligenza artificiale.

Insomma, Hawking avrà anche dato le sue risposte, ma la mia permanenza sul water non si è semplificata di molto (e se potessi tornare indietro…).

Gente metropolitana

23 marzo 2019 Posted by | Notti insonni, Pensieri disarcionati | , , | Lascia un commento

Cessata attività

Oggi è iniziata la svendita in uno storico negozio di abbigliamento del mio paese che chiude i battenti per cessata attività.

Quando ho visto i manifesti in giro mi ha preso un senso di nostalgia, come se stesse andandosene un altro pezzettino di me e della mia storia.

Il negozio in questione (non proprio un negozietto, piuttosto una media struttura) iniziò la sua attività una trentina di anni fa, in un paese vicino al nostro, posizionato in bella vista sulla via emilia. Era uno dei pochissimi negozi già allora aperti la domenica, dove si potevano trovare vestiti “popolari” accanto a quelli un po’ più costosi, di marca.

Con l’apertura del centro commerciale, si trasferì nel nostro paese, ampliando l’offerta e la superficie di vendita.

Ricordo con nostalgia quando ci si trovava con amici e conoscenti a spulciare tra camicie, magliette, pantaloni, mutande, tute da ginnastica.

Era la condivisione di qualcosa che si è perso nel tempo.

Può sembrare banale dirlo, ma anche un negozio può dare il senso di appartenenza a una comunità.

Negli ultimi anni i clienti sono andati diminuendo sempre di più. Ultimamente il negozio era quasi sempre deserto. Disertato dai giovani, che preferiscono le grandi catene in città o nei grandi centri commerciali; i “diversamente giovani” (come il sottoscritto) evidentemente hanno ridotto drasticamente i consumi, anche nell’abbigliamento. Per non parlare del commercio on line.

E così domani mattina andrò a fare un giro – forse l’ultimo – nel negozio che mi ha visto acquistare quei vestiti che per mia figlia sono inesorabilmente da bollare come “da vecchio”, ma che per me invece rappresentano un pezzo della storia mia e del mio paese.

Del nostro povero paese…

I Miei Pensieri Sono Tutti Lì – Pierangelo Bertoli

16 febbraio 2019 Posted by | Ricordi, Sani principi, Storie ordinarie, Un po' di me | , , , , , | 5 commenti

Mangio troppo

Sì, decisamente mangio troppo.

O comunque dovrei muovermi di più, specialmente d’inverno.

Oggi per esempio ho mangiato:

a colazione un cappuccio con una fetta di panettone;

alle 11.30 un pezzo di focaccia con i ciccioli;

alle 13 una razione di pizzoccheri;

alle 16.30 una mela;

a cena un pezzetto (piccolo) di focaccia di Recco, il minestrone di verdure con 50 grammi di pasta, una patata lessata con un po’ di salume e una tortina alla frutta.

Mo’ mi sento in colpa…

Per questo stamattina insieme al giornale ho acquistato questo

 

1 febbraio 2019 Posted by | Un po' di me | , | 38 commenti

Ma voi sapevatelo?

Siete mai usciti di casa di corsa, perché in ritardo, e arrivati a metà scala vi siete chiesti: “Ma ho chiuso la porta di casa?”.

Siete mai scesi dall’auto di corsa, perché altrimenti chiude il negozio che vende il pane e voi e tutta la vostra famiglia dovete cenare a base di crecher, e vi siete chiesti: “Ma ho chiuso l’auto?”

A me è successo tante volte, ma mi hanno spiegato che il rincoglionimento non c’entra niente.

Il fatto è – mi hanno spiegato – che quando la mente ha troppe cose a cui pensare, entra in uno stato di risparmio energetico, cioè compie automaticamente alcune operazioni di routine, mantenendo la concentrazione sulle cose importanti.

Quindi, se tornate indietro e scoprite che la porta di casa o la portiera dell’auto erano chiuse, anche se non vi ricordavate di averlo fatto, tutto normale.

Se invece erano aperte…

 

31 gennaio 2019 Posted by | Questa poi... | , | 11 commenti

A piccoli passi…

Martedì sono stato in auto dalle otto di mattina alle sei di sera.

Tolte due ore per gli impegni ai quali ho dovuto assolvere, fanno otto ore di autostrada.

Otto ore di code, rallentamenti, incidenti, guidatori distratti, assonnati, al telefono; a un certo punto mi si è attaccata al posteriore una donna alla guida di un fuoristrada che si dimenava tutta, evidentemente c’aveva l’autoradio a manetta. Ho pensato: spero di non dover frenare, perché altrimenti questa mi entra dentro la macchina difilato: fortunatamente il tampinamento è durato poco, perché alla prima rotonda se l’è filata da un’altra parte (e ha tampinato un’altra auto).

Mentre percorrevo le patrie autostrade, da un posto all’altro, pensavo che io ormai non sono più fatto per questo mondo: troppa fretta, troppo stress. E poi troppa arroganza, troppo menefreghismo, troppo consumismo, insomma, troppo di tutto.

A un certo punto ho anche spento l’autoradio: viaggiare in silenzio capita raramente. Concentrarsi sul suono del motore, sulla strada che scorre, sul sole del tramonto che ti acceca.

Vorrei circondarmi di antiche e belle parole: di quelle profonde, quelle che ne bastano quattro-cinque per riflettere tutta una sera. E invece siamo circondarti da parole che non durano nemmeno il tempo di essere lette, spesso inconcludenti, contraddittorie, per lo più false, se non tragiche.

Parole parole parole

13 dicembre 2018 Posted by | Un po' di me | , | 15 commenti

Io non ci credo, ma…

Stamattina mi sono svegliato con una sequenza di numeri in testa.

Una sequenza da interpretare certo, ma i numeri erano chiari.

Io non ci credo molto ma… chi l’avesse mai detto? Mettete che…

Beh, insomma, li ho giocati al lotto.

Avessimo visto mai?

P.S.: oggi pomeriggio ho schiacciato un pisolino e ho sognato che c’era un gran temporale. Lampi e tuoni e a un certo punto… un tuono da squarciare i timpani e contemporaneamente un luce accecante: un fulime aveva colpito la mia casa.

Devo iniziare a preoccuparmi?

9 dicembre 2018 Posted by | Questa poi..., Un po' di me | , , | 5 commenti