Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Supponiamo che…

… stiate facendo un giro in bicicletta.

E’ mattina presto, il temporale della sera prima ha lasciato l’aria frescolina e voi vi sentite in piena forma per sfruttare questa temperatura ideale.

Percorrete una strada immersa nella campagna adiacente al grande fiume, costeggiate i pioppeti e pedalate con vigore, quasi che la strada fosse in perenne discesa.

A un certo punto vi avvicinate a una vecchia fattoria abbandonata: i rovi hanno invaso il cortile, le finestre hanno i vetri rotti, il tetto spiovente è pericolante e la strada si biforca: un sentiero a sinistra e uno a destra.

Questo non ve lo aspettavate. Bevete un sorso d’acqua dalla borraccia e date un’occhiata alla vecchia casa: no, non è possibile che alla finestra si sia affacciato qualcuno, è un effetto del riflesso del sole, che si sta alzando.

Quale dei due sentieri prendere?

E’ ancora presto per tornare indietro, ma non potete nemmeno allontanarvi tanto.

Osservate l’orizzonte e cercate di capire quale dei due sentieri vi convenga prendere: quello di sinistra o quello di destra?

Cercate di capire se uno dei due si presenti più battuto dell’altro, ma non vedete particolari differenze.

Avete il sole di fronte, la vecchia casa abbandonata a fianco e non sapete quale direzione prendere.

Non ci sono alberi intorno e quindi non c’è nemmeno ombra.

L’unica ombra è quella della vecchia casa, ma sta dall’altra parte rispetto a voi.

Scendete dalla bicicletta, girate intorno alla casa e vi accorgete che l’edificio non proietta alcuna ombra.

“Impossibile” pensate e vi sentite improvvisamente stanchi, come se aveste percorso centinaia di chilometri e non qualche decina. E allora vi appoggiate con una mano al muro della vecchia casa e lo sentite stranamente fresco. Vi verrebbe quasi voglia di entrare a riposarvi.

Perché no? – pensate – Solo qualche minuto.”

Solo qualche minuto…

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4 agosto 2019 Posted by | Racconti, Un po' di me | , | 2 commenti

Spazio e mente

Due cose attirano la mia attenzione in questo periodo.

Una è lo spazio, inteso come universo: quando e come è iniziato? Dove finisce? No, non finisce, si espande continuamente a una velocità inimmaginabile. Ma al di là cosa c’è? Niente, perché non c’è spazio, non c’è tempo, non c’è un c…avolo!

La seconda cosa che mi ha sempre affascinato è la mente, anzi, il cervello, perché le due cose partivano da due piani diversi. Ma mica i cervelli normali, no. Mi attirano i cervelli un po’ bacati, quelli che fanno cose strane (sarà perché pure io sono un po’ bacato?).

Così qualche giorno fa, bighellonando in libreria all’Ipercoop di Modena (che ci stavi a fare all’ipercoop di Modena? vi chiederete voi. Cavolacci miei) mi sono imbattuto in questo libro e l’ho comprato.

Al momento ho letto soltanto qualche decina di pagine, ma ho scoperto una cosa interessante: in psichiatria ha preso sempre maggiore importanza il concetto di quantità, cioè la considerazione che esiste una continuità tra i segni iniziali di un disagio e la malattia mentale.

Per esempio: l’ansia è una percezione che scatta quando si devono affrontare situazioni nuove. L’ansia attiva l’attenzione e le capacità mentali. Il battito del cuore accelera per fornire più energia ai tessuti. Si tratta di un’ansia buona, ma se aumenta in maniera sconsiderata diventa angoscia e allora si sprofonda in un tunnel nel quale manca il respiro, la mentre si blocca, si rimane immobili, incapaci di qualsiasi pensiero o azione.

Quindi, cos’è il disturbo mentale? E’ un’alterazione quantitativa di una caratteristica propria della mente, che non è più in equilibrio con le altre.

Almeno così credo di avere capito.

Buona settimana.

7 luglio 2019 Posted by | Libri, Un po' di me | , | 3 commenti

Sto qui…

… anche se non appaio.

Sono periodi convulsi, complicati questi.

Il caldo non molla.

Due settimane fa ho fatto due uscite ravvicinate in bici e poi sono stato chiuso in casa per due giorni con la febbre a 39 e la diarrea (e non dite: riguardati alla tua età!).

Manco il lavoro molla.

Dalla seconda metà di luglio dovrebbe rallentare, permettendomi di fare qualche settimana di ferie.

E poi c’è tutto il contorno che non gira…

Ma quando c’è la salute…

P.S.: comunque mi sono comprato la mautan baic!

2 luglio 2019 Posted by | Salute, Storie ordinarie, Un po' di me, Vita lavorativa | , , , | 8 commenti

Ho acquistato un paio di scarpe

Qualche giorno fa ho acquistato un paio di scarpe.

E allora? – direte voi – Tutti compriamo le scarpe!

Sì, ok – rispondo io – ma io ho visto che, essendo finalmente arrivata l’estate, avrei dovuto mettere le scarpe adatte, e mi sono accorto che quelle indossate finora sono rovinate, sciupate, consunte. Quindi ho deciso di acquistarne un paio di nuove, che mi servano per tutta l’estate.

E allora? – obietterete voi – E dove sta la notizia? Tutti compriamo le scarpe nuove quando ci accorgiamo che quelle vecchie hanno ormai fatto il loro tempo!

Sì ok – replico io – tutti voi acquistate tranquillamente le scarpe che vi servono per la stagione prossima. Perché sapete che arriverete in fondo a quella stagione, perché non pensate minimamente che possa accadervi qualcosa che interrompa la vostra “calzata”. Io invece in queste ultimi due-tre anni tutte le volte che mi recavo in negozio per acquistare le scarpe pensavo: “Ma arriverò a fine stagione? Non saranno soldi buttati questi?” e me ne uscivo senza comprare niente. Sono andato avanti così per due-tre anni, stagione dopo stagione. Tutte le volte che mi presentavo in negozio per curiosare mi aspettavo che la commessa mi dicesse: “Allora, si è deciso a comprare qualcosa stavolta?” Ecco, quando ho finito la terapia psicologica, sapete qual è stata la prima cosa che ho pensato? Ora mi compro un paio di scarpe! E l’ho fatto!

Ecco, questo è un piccolo esempio di come a volte io mi senta su un piano diverso rispetto agli altri.

Spesso su un piano parallelo, dove ci si può vedere, ci si può parlare, ma non ci si incontra mai.

Texas – Inner Smile

1 giugno 2019 Posted by | Salute, Storie ordinarie, Un po' di me | , , | 2 commenti

E’ finita?

Più di una volta mi sono chiesto se fosse finita per me l’epoca del blog.

Vengo una volta la settimana, due se va bene (a volte nemmeno quelle), frequento raramente i blog degli altri, molti dei vecchi amici/amiche se ne sono andati, i commenti sono sempre più rari, così come le visite.

Eppure, malgrado tutto, per me è difficile chiudere tutto.

Su queste pagine (e su quelle precedenti) ho trascorso momenti bellissimi, ho condiviso tanto, ho conosciuto diverse persone (qualcuno anche “di persona”). Ho riso, ho pianto, ho sofferto, mi sono preoccupato e ho gioito.

Ora mi si stringe il cuore quando clicco sul nick di qualche amico/a e salta fuori una pagina non trovata, un blog cancellato oppure rimasto fermo ad anni fa.

Ho iniziato il 26 luglio 2006, quasi tredici anni fa.

In tredici anni ne sono accadute di cose… Ho fatto scelte, alcune giuste, altre sbagliate. Me ne assumo tutte le responsabilità, senza dare la colpa a qualcun altro.

Questo nick mi ha tenuto compagnia nei momenti bui, in quelli difficili, è stato quasi un alter ego che mi ha seguito volontariamente, consapevolmente, costantemente, delicatamente. Come faccio a dargli il benservito?

Io proseguo, può darsi che abbia ancora bisogno di lui…

 

21 maggio 2019 Posted by | Ricordi, Rimpianti, Smancerie pseudo-sentimentali, Storie ordinarie, Un po' di me | , , , , | 9 commenti

Bisogna imparare a lasciarsi…

… quando è finita.

La canta Ornella Vanoni in una fantastica interpretazione, a Sanremo 2018.

E io che pensavo di terminare la mia grama vita in modo un po’ tranquillo e sereno (perché tutti abbiamo bisogno di serenità, ma io più di tanti altri).

E invece mi tocca ancora remare contro corrente.

Pazienza…

Giorno per giorno
Senza sapere
Cosa mi aspetta
Non è in mio potere
Gioia e tristezza
Sempre davanti
Stanze vicine
Comunicanti
E in fondo sentire che niente finisce mai
È un tempo infinito il presente 
Non passerà
Bisogna imparare ad amarsi in questa vita
Bisogna imparare a lasciarsi quando è finita
E vivere ogni istante fino all’ultima emozione
Così saremo vivi
Gabbia di ossa          
Libero cuore
Hai preso dolcezza
Da ogni dolore
Conservo l’infanzia
La pratico ancora
La seduzione mi affascina sempre
E in fondo sentire che esisti felicità
Abbracciami ancora una volta  
Mi basterà
Bisogna imparare ad amarsi in questa vita
Bisogna imparare a lasciarsi quando è finita
E vivere ogni istante fino all’ultima emozione
Così saremo vivi
Bisogna imparare ad amarsi bisogna imparare a lasciarsi
Bisogna imparare ad amarsi
A perdonarsi
Giorno per giorno
Senza sapere
Cosa mi aspetta
Ma voglio vedere.

La cura – Franco Battiato

 

17 maggio 2019 Posted by | Storie ordinarie, Un po' di me | , | 7 commenti

Tempi grami

Tempi grami mi attendono, in questa primavera che non vuole saperne di dispiegare le ali.

Non sto parlando della mia salute, che si mantiene regolare, ma di altre vicende, che purtroppo mi rendono la vita più pesante di quanto già sia.

Pensavo proprio stasera, mentre cenavo, come io riesca malgrado tutto a rimanere in equilibrio: altroché camminare sul filo!

A volte sento il bisogno di condividere, di sfogarmi, di chiedere consiglio, forse anche aiuto.

Ma malgrado tutto la fame non mi manca, il sonno neppure e la panza non se ne va neanche a minacciarla!

Almeno facesse bel tempo e potessi andare in bicicletta, ma qui c’è un tempo da polenta…

Uffa!

8 maggio 2019 Posted by | Un po' di me | , | 1 commento

Le regole del commercio

“Papà, sei andato a scuola, in segreteria?”

“Sì”

“Hai parlato con una signora bionda?”

“No”

“Con una bruna con i capelli corti e le tette di fuori?”

“Sì”

“Ecco. E’ sempre così: tette fuori, pantaloni attillati, maglietta corta…”

“Evidentemente può permetterselo”

“Ma che dici! Non hai visto che ha il naso storto?”

😮

“No, non me ne sono accorto. Mica ho guardato il naso…”

“Perché?”

“Sono le regole del commercio, piccola: bisogna sempre esporre la merce migliore!

13 aprile 2019 Posted by | Storie ordinarie, Un po' di me | , | 9 commenti

Esito!

Nel giorno in cui tutti stanno a testa in su per vedere il buco nero (che poi basterebbe guardare nei nostri conti correnti… a parte quello del cavaliereerrante, ovviamente!), io stavo invece a testa in giù, a leggere il referto della risonanza magnetica: “Non segni di recidiva. Non adenopatie. Invariato il resto“.

Tre righe, tre scarne righe che sognificano: va tutto bene.

Anche se hai fatto training autogeno per scacciare l’ansia, un po’ te ne resta sempre appiccicata.

E’ impossibile spiegare cosa si prova negli istanti che precedono l’apertura della busta: improvvisamente sembrano scomparire tutte le certezze avute fino a un momento prima e si resta come sospesi… in un buco nero.

Comunque possiamo dire che anche stavolta è andata.

E domani torniamo al lavoro (‘tacci loro…).

Foreigner – I Want To Know What Love Is

11 aprile 2019 Posted by | Salute, Un po' di me | , | 8 commenti

Però…

… me dovete lassa’ lamentare un po’!

Sono terminate le mie sedute dalla psicologa.

M’ha detto che ho superato le mie paure, le mie ansie, le mie inquietudini, le mie angosce.

La mia porta è sempre aperta – m’ha detto – ma ora lei può volare!

In realtà io non so nemmeno come sarà l’esito della risonanza magnetica che devo ritirare giovedì, altroché volare…

Potrebbe anche contenere una (brutta) sorpresa.

Ci pensavo in questi giorni, che sul lavoro ho dovuto affrontare qualche problema un po’ spinoso: “E se giovedì mi dicessero che c’è qualcosa che non va?

Ma il mio ottimismo in realtà mi porta a credere (non sperare, credere) che sia tutto a posto e per festeggiare il (buon) esito nel pomeriggio la piccola (si fa per dire) mi ha già prenotato per un viaggio in città (“A fare un giro” dice l’imbrogliona) che sarà quello sì un brutto momento per la mia carta di credito!

Arrivederci a giovedì!

Sai che è un attimo

9 aprile 2019 Posted by | Un po' di me | | 4 commenti