Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Il rischio di essere uccisi

La morte di una persona è sempre una tragedia.

Se la morte è causata da un evento traumatico, è una tragedia ancora maggiore.

Ma se vai in giro a rapinare la gente armato, metti nel conto qualche rischio, no?

Se poi i tuoi parenti/amici vanno pure a devastare un ospedale, allora vuol dire che siamo ben oltre la frutta.

Non ho parole.

1 marzo 2020 Posted by | Guerra al terrore | , | 4 commenti

Di chi devi avere paura?

Ieri sera a cena, una delle poche volte che abbiamo approfittato per parlare io e mia figlia, ho cercato di farle capire che le persone delle quali dovrà temere maggiormente nella vita non sono i cosiddetti “poveri”, ma quelli in giacca e cravatta.

Mi ha risposto che io sono prevenuto.

Le ho fatto l’esempio degli evasori fiscali: non stanno tra i lavoratori dipendenti e nemmeno tra i pensionati, ma tra i professionisti, gli imprenditori, i commercianti…

Mi ha risposto che sono prevenuto.

Le ho fatto un esempio di un debitore della nostra azienda, che gestisce un’importante attività commerciale vicino a noi: non paga i debiti ma sputtana i soldi alle Maldive d’estate e a sciare d’inverno, mentre i poveri se hanno debiti in genere è perché non hanno soldi.

Mi ha risposto che sono prevenuto.

Ma io non sono prevenuto, io sono…

 

11 febbraio 2020 Posted by | Questa poi..., Sani principi, Storie ordinarie | , , | 2 commenti

Camminare

Oggi pomeriggio sono uscito verso le tre e mezza e ho fatto la mia solita camminata di due ore (e cinque minuti).

L’aria non era eccessivamente fredda, anzi in questo periodo fa freddo al mattino, ma poi nelle ore centrali della giornata la temperatura raggiunge i 7-8 gradi, a volte anche 10-11.

Quando  fa troppo freddo per andare in bicicletta mi metto a camminare.

Non pensavo che mi sarebbe piaciuto, perché a differenza della bicicletta nella camminata è insita la lentezza.

Le distanze assumono una diversa connotazione, il percorso viene ispezionato metro per metro, l’aria entra liberamente nei polmoni, senza filtri, lo sguardo può perdersi nella campagna, senza timore di andare a sbattere. Anche il leprotto che lesto attraversa il sentiero appare quasi più tranquillo, come se sapesse che, vada come vada, non lo raggiungerai mai e poi mai.

Camminare senza meta, senza orari, dà un senso di libertà e aiuta a riflettere sulle cose della vita.

Poi si torna a casa…

15 dicembre 2019 Posted by | Storie ordinarie | , | 11 commenti

Portogruaro

Portogruaro è un ridente (!) paese della cosiddetta città metropolitana di Venezia, di quasi 25.000 abitanti.

Personalmente non ci sono mai andato e non vedo nemmeno motivi per andarci, se non quello di guardare in faccia il sindaco, anzi, la sindaca.

La sindaca in carica dal 2015 si chiama Maria Teresa Senatore, che a leggere le notizie che la riguardano deve essere un tipo un po’ “particolare”.

Tanto particolare che in occasione delle celebrazioni del 4 novembre 2015, passando in rassegna le persone schierate in prima fila, ha “saltato” una ragazza di colore, non stringendole la mano (potete vedere la scena dal minuto 14 in avanti).

Per fortuna (nostra) qualcuno ha filmato la scena, diffondendola in rete. Dico per fortuna perché a occhio mi sa che la sindaca è una di quei politici capaci di negare anche l’evidenza e in assenza di immagini secondo me avrebbe candidamente negato l’episodio.

Successivamente, ha chiamato la ragazza in municipio, con la quale c’è stato un “sereno scambio di opinioni” (non si capisce su che cosa) e i due si sono scambiati la stretta di mano che avrebbe dovuto avvenire 15 giorni prima.

Perché riesumare questa notizia?

Non per il fatto in sé, indubbiamente grave, ma in questi anni è successo anche di peggio.

Quello che mi ha colpito è stata la faccia tosta della sindaca, che, incalzata dopo il fattaccio, ha risposto: non me ne sono accorta.

Che dire?

Grande antesignana di suoi colleghi che riescono a prenderci per il culo a ogni piè sospinto:

il rischio di aumento dell’IVA? Colpa dei governi precedenti;

La temuta chiusura dell’ILVA? Colpa dei governi precedenti;

l’Italia sott’acqua per la pioggia? Colpa dei governi precedenti.

E’ sempre colpa degli altri. Io non c’ero mai e se c’ero dormivo.

Io la chiamo strategia dell’assenza: la colpa è sempre di qualcun altro.

Per raggiungere questo obiettivo è anche necessaria una raffinata strategia mediatica, tendente a fare dimenticare alla gente – che già di per sé è portata a fregarsene di tutto e di più – tutto quello che è accaduto fino al giorno prima.

Ed è ovviamente necessaria anche (o soprattutto) una notevole faccia tosta.

E invece la regola della politica è completamente diversa: ogni politico eredita problemi aperti da quelli che hanno governato in precedenza, qualcuno lo risolverà (si spera) e a sua volta ne lascerà altri aperti a quelli che verranno dopo.

Così vanno le cose.

Diffidate dai tipi la colpa è di quelli di prima.

17 novembre 2019 Posted by | Politica, Questa poi... | , | 10 commenti

200

Duecento.

Circa.

Sono gli insulti razzisti che riceve ogni giorno Liliana Segre (qui).

Ovviamente anonimi.

Cosa ci sarà nella testa di questa feccia umana (oltre al vuoto, s’intende)?

C’è un libretto che prima o poi devo convincermi a comprare. Si intitola Come si diventa nazisti. Si dirà che questi che insultano Liliana Segre sono solo poveri deficienti, ma anche se fosse così (ma non ne sono proprio sicuro) una massa di deficienti può diventare pericolosa, molto pericolosa. E può essere facilmente cavalcabile da chi deficiente non è.

Questo è il problema…

P.S.: temo che in Umbria sarà una debacle per il trio Conte-Di Maio-Zingaretti. Del resto in questi ultimi giorni non hanno dato una buona immagine di loro stessi, nella discussione sulla manovra finanziaria. Non fa eccezione ovviamente Renzi, che ha trovato il modo di continuare a rompere… le uova nel paniere. State sereni comunque, eh?

🙂

26 ottobre 2019 Posted by | Storie ordinarie | , | 2 commenti

Sdoganare “quando c’era lui”?

Se le parole di Tajani, presidente del Parlamento Europeo, sul fascismo italiano sono quelle che si leggono qui, ha detto una cazzata.

Ha detto una cazzata come di chi dice: sì, ho ammazzato un paio di pedoni sulle strisce pedonali perché andavo a novanta all’ora in pieno centro storico, ma prima avevo fatto lavare l’auto!

Ma Tajani non è un’aquila. Tutt’altro. C’è chi dice che abbia pronunciato quelle parole per strizzare l’occhio a chi potrebbe rieleggerlo presidente. Può anche darsi, ma in questo modo si corre il rischio di sdoganare una dittatura che ha trascinato l’Italia nel baratro, ben prima della guerra.

In Europa, l’Italia non fa soltanto paura per il suo debito pubblico, ma anche per queste curiose “rivisitazioni” della storia contemporanea.

P.S.: se proprio dobbiamo sdoganare, attendo il  monumento alla mordacchia messa a Giordano Bruno prima di bruciarlo vivo.

18 marzo 2019 Posted by | Guerra al terrore, Manate di erudizione, Questa poi... | , | 4 commenti

Cattivo

malo, malvagio, tramalvagio (arc.), bigio (arc.), croio (arc., fig.), malnato (fig., lett.), reprobo, improbo, nequitoso (arc.), niquitoso (arc.), rio (arc.), pravo (lett.) □ malacarne ● cattivone, cattivaccio □ cattivello, viziato ● erba cattiva, malerba, malapianta □ peste, birba (lett.), pestifero □ pecora nera ● meschino, gretto, basso □ spregevole, indegno, miserabile, abietto, tristo, tristoso (arc.), dolente (arc.), doloroso (arc.) □ tristanzuolo (lett.), tristarello (lett.), tristerello (lett.) □ ingrato □ viperino □ cinico □ malvolente (lett.), malvogliente (arc.) ● perfido, malevolo, maligno □ diabolico, luciferino, infernale □ velenoso □ rettile, serpe, serpente, tersite, drago (arc.) □ infido □ carogna, bastardo, fetente, puzzone (centr., fig.) stronzo (volg.), figlio di puttana (volg.), figlio di buona donna □ cane □ iena □ disgraziato, sciagurato □ cattivo soggetto, pessimo soggetto, poco di buono, sbandato □ malintenzionato □ mascalzone, filibustiere, canaglia, ribaldo, furfante, farabutto, marrano, maramaldo, delinquente, berrettino (raro, lett., fig.), birbone, briccone □ avanzo di galera, faccia patibolare □ sfruttatore, negriero (est.) □ da evitare, da cui è meglio stare alla larga □ malfamato ● [di donna] arpia, megera, strega, versiera (tosc.) □ cagna □ vipera, serpe, aspide ● orco □ cerbero □ mostro, belva, animale □  crudele, crudivoro (est., fig., arc.), diro (lett.) □ ferino □ scellerato, flagizioso (lett.), malferace (arc.) □ empio □ fello (arc.), fellone (arc.) □ aguzzino, torturatore, persecutore □ feroce, sanguinario, assetato di sangue □ sadico, perverso, curvo (arc., fig.) □ boia, macellaio □ nerone □ anima dannata, anima nera (come il carbone), tizzone d’inferno □ anticristo (est.) □ segnato da Dio (fig., pop.), segnato da Cristo (fig., pop.) □ diavolo, satanasso, diavolo dell’inferno □ genio del male, lucifero (raro, fig.), angelo del male □ incarnazione del diavolo, della malvagità, del male ● che non perdona, senza pietà, impietoso, duro, coriaceo, insensibile, disumano, implacabile, spietato ● [di animale] aggressivo, pericoloso, feroce ● [di azione, ecc.] brutto, pessimo, tremendo, atroce, terribile, terrificante, orrendo, nefando, scellerato, riprovevole, orribile, imperdonabile, iniquo, mostruoso □ oscuro, torbido ● vomitevole, vomitoso, ributtante, ripugnante ● [pref.] caco

Non chiedetemi cosa sono questi, perché si capisce benissimo: sono sinonimi del termine “cattivo“.

Ma d’ora in avanti a raggruppare tutti questi termini basterà citare il nome di quell’indomito assessore del Comune di Trieste, tale Polidori, che ha gettato nel bidone dei rifiuti i miseri stracci di un barbone.

Guardatelo bene: Rambo gli fa un baffo a lui. Ha il coraggio dipinto in faccia. Il pericolo gli fa il solletico.

Pensate a quanto lavoro avrebbe questo qui a Roma: hai voglia a gettare nei cassonetti tutta la spazzatura che sta in strada!

Voi vi/mi chiederete: ma questo qui secondo te è cattivo?

No, questo qui è semplicemente stronzo. Cattivi stanno diventando gli italiani: insensibili, meschini, menefreghisti.

Non c’è bisogno di parlare di stranieri o di barboni per accorgersene: basta girare per strada. La gente aspira i messaggi che arrivano dall’alto e si comporta di conseguenza.

Se Salvini può dire chissenefrega dell’Europa, io non posso dirlo del vigile, del pedone, del mio “subordinato” al lavoro, delle tasse da pagare?

Domani mattina ho convocato una riunione in ufficio tra i cosiddetti dirigenti aziendali. Una delle cose che voglio dire è che in azienda siamo tutti colleghi:  dal direttore (cioè io) alla signora che fa le pulizie. Perché sul piano organizzativo le mansioni si distinguono non tra chi sta in alto e chi sta in basso, ma tra chi è responsabile del proprio lavoro e chi è responsabile anche del lavoro altrui.

Ma è una battaglia persa.

Ho l’impressione che ci sia qualcuno che ha una gran voglia di guerra, ma uno come quel Polidori, che a fare la guerra se la fa sotto solo a nominarla. Sono i nostalgici dell’armiamoci e partite. Le guerre le fanno sempre gli altri, i poveri in prima battuta, cioè quelli che dalle guerre non hanno niente da guadagnarci, ma in molti casi sono i primi a volerle fare. Salvo accorgersi della fregatura quando è troppo tardi.

Vabbe’, ho sproloquiato abbastanza.

Vi saluto e buona settimana.

Mamma mia

Dimenticavo per le gentili signore: vi site riposate dopo la sfacchinata di stanotte?

6 gennaio 2019 Posted by | Guerra al terrore, Questa poi..., Storie ordinarie | , , | 1 commento

E poi dicono che l’Italia non sta diventando razzista…

Sì, perché la gente sarà pure esasperata, in certe zone la criminalità avrà raggiunto livelli inaccettabili, in altre zone sarà pericoloso uscire non solo di sera, ma anche di giorno, i ladri saranno anche fuori dopo mezz’ora dall’arresto, ci saranno pure questi bislacchi episodi eccetera eccetera, ma c’è un limite a tutto, soprattutto a questo.

Qual è il limite?

Il limite è quello della legalità, del rispetto delle regole. Per tutti.

P.S.: un medio evasore fiscale equivale a qualche migliaio di borseggiatori. Eppure questi “eroi” non hanno mai neppure tentato di linciare un evasore fiscale quando viene arrestato dalla guardia di finanza…

6 dicembre 2018 Posted by | Storie ordinarie | , | 8 commenti

Una settimana da dimenticare…

Quella appena trascorsa (per lo meno dal punto di vista lavorativo) è stata una settimana durissima.

Ma che dico durissima? Peggio: di diamante!

Lo è stata anzitutto sul piano lavorativo, per via di uno scontro che ho avuto con l’amministratore della mia azienda.

E lo scontro è iniziato con una mossa da parte sua che non mi aspettavo e che mi ha spiazzato: mi ha minacciato.

La mia reazione c’è stata, ma a posteriori ritengo che non sia stata sufficientemente decisa.

E così, anche se lui è andato a dire con altri colleghi che ha passato alcune notti insonni, io ho rimuginato sulla cosa e sono giunto alla conclusione che la cosa non può certo finire qui.

Durante tutta la settimana l’amministratore non mi ha contattato (solo una breve mail oggi), ma io sto prendendo le mie contromisure.

Anzitutto desidero tutelare me stesso: un vecchio proverbio recita “verba volant, scripta manent“, ma anche i “verba” possono rimanere… (chi vuole intendere, intenda…).

Ma rimane il mio sconcerto per un comportamento inconcepibile: mai mi era accaduto in oltre trent’anni di lavoro. Forse l’arroganza, l’impudenza e la faccia di tolla di certi personaggi hanno ormai raggiunto livelli stratosferici, autoalimentandosi e autogiustificandosi.

La vita familiare non aiuta e a peggiorare ulteriormente la situazione c’è lo scoppio improvviso della mia allergia: respirare alla sera diventa un’impresa, anche se sono imbottito di antistaminici.

L’unica cosa positiva della settimana appena trascorsa è stata che ho ripreso ad andare in bicicletta: solo 52 chilometri per ora, perché le gambe si devono riprendere dall’ozio invernale (e anche la panza dovrebbe scendere un po’), ma tanto è bastato per farmi riprendere confidenza con i pedali.

Speriamo che in questi giorni non piova, così posso affrontare nuovamente le salite/pianure/discese delle nostre valli e liberare la mente da tutti i pensieri malsani che si sono accumulati in questi giorni. Perché, come dicevasi qui, l’importante è continuare il viaggio (finché ci è consentito).

Buon fine settimana a tutte/i!

Musica

 

 

27 aprile 2018 Posted by | Questa poi..., Storie ordinarie, Vita lavorativa | , , | 12 commenti

Partenza (con litigio) e ritorno

Torno or ora da tre giorni in terra di Puglia.

L’accoglienza della terra pugliese è sempre calorosa, per non parlare poi del cibo.

Un breve ristoro in un periodo denso di impegni lavorativi che sono sfociati, purtroppo, in uno scontro con uno dei responsabili di servizio della mia azienda, proprio venerdì, un’ora prima di lasciare il lavoro.

Ora, tanto per fare una puntualizzazione, questa è la terza volta che m’incazzo sul lavoro. Tre volte in trentuno anni non mi sembrano poi tante, no? Un’incazzatura al decennio.

Vabbe’.

Il tipo in questione che mi ha fatto incazzare il venerdì santo è uno dei responsabili di produzione.

Non fa lo stronzo, lui è stronzo.

Quindi, l’ultima che mi ha combinato non gliel’ho passata liscia.

Quello che mi ha stupito è che mentre stavamo litigando, lui ha imbroccato le scale ed è corso dall’amministratore (in quel momento presente in azienda).

Cioè, come i bambini che scappano dalla mamma perché non sanno reggere lo scontro con un coetaneo.

Evidentemente l’amministratore non lo ha soddisfatto e quindi dopo mezz’ora è tornato da me per “fare la pace di Pasqua“.

Ma dal mio punto di vista la faccenda non è finita qui.

Se fai l’arrogante con quelli che definisci i tuoi “subordinati” e metti in discussione le scelte del tuo superiore (cioè del sottoscritto), allora per te sono volatili per diabetici…

Musica

2 aprile 2018 Posted by | Un po' di me, Vita lavorativa | , | 5 commenti