Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Sdoganare “quando c’era lui”?

Se le parole di Tajani, presidente del Parlamento Europeo, sul fascismo italiano sono quelle che si leggono qui, ha detto una cazzata.

Ha detto una cazzata come di chi dice: sì, ho ammazzato un paio di pedoni sulle strisce pedonali perché andavo a novanta all’ora in pieno centro storico, ma prima avevo fatto lavare l’auto!

Ma Tajani non è un’aquila. Tutt’altro. C’è chi dice che abbia pronunciato quelle parole per strizzare l’occhio a chi potrebbe rieleggerlo presidente. Può anche darsi, ma in questo modo si corre il rischio di sdoganare una dittatura che ha trascinato l’Italia nel baratro, ben prima della guerra.

In Europa, l’Italia non fa soltanto paura per il suo debito pubblico, ma anche per queste curiose “rivisitazioni” della storia contemporanea.

P.S.: se proprio dobbiamo sdoganare, attendo il  monumento alla mordacchia messa a Giordano Bruno prima di bruciarlo vivo.

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18 marzo 2019 Posted by | Guerra al terrore, Manate di erudizione, Questa poi... | , | 4 commenti

Cattivo

malo, malvagio, tramalvagio (arc.), bigio (arc.), croio (arc., fig.), malnato (fig., lett.), reprobo, improbo, nequitoso (arc.), niquitoso (arc.), rio (arc.), pravo (lett.) □ malacarne ● cattivone, cattivaccio □ cattivello, viziato ● erba cattiva, malerba, malapianta □ peste, birba (lett.), pestifero □ pecora nera ● meschino, gretto, basso □ spregevole, indegno, miserabile, abietto, tristo, tristoso (arc.), dolente (arc.), doloroso (arc.) □ tristanzuolo (lett.), tristarello (lett.), tristerello (lett.) □ ingrato □ viperino □ cinico □ malvolente (lett.), malvogliente (arc.) ● perfido, malevolo, maligno □ diabolico, luciferino, infernale □ velenoso □ rettile, serpe, serpente, tersite, drago (arc.) □ infido □ carogna, bastardo, fetente, puzzone (centr., fig.) stronzo (volg.), figlio di puttana (volg.), figlio di buona donna □ cane □ iena □ disgraziato, sciagurato □ cattivo soggetto, pessimo soggetto, poco di buono, sbandato □ malintenzionato □ mascalzone, filibustiere, canaglia, ribaldo, furfante, farabutto, marrano, maramaldo, delinquente, berrettino (raro, lett., fig.), birbone, briccone □ avanzo di galera, faccia patibolare □ sfruttatore, negriero (est.) □ da evitare, da cui è meglio stare alla larga □ malfamato ● [di donna] arpia, megera, strega, versiera (tosc.) □ cagna □ vipera, serpe, aspide ● orco □ cerbero □ mostro, belva, animale □  crudele, crudivoro (est., fig., arc.), diro (lett.) □ ferino □ scellerato, flagizioso (lett.), malferace (arc.) □ empio □ fello (arc.), fellone (arc.) □ aguzzino, torturatore, persecutore □ feroce, sanguinario, assetato di sangue □ sadico, perverso, curvo (arc., fig.) □ boia, macellaio □ nerone □ anima dannata, anima nera (come il carbone), tizzone d’inferno □ anticristo (est.) □ segnato da Dio (fig., pop.), segnato da Cristo (fig., pop.) □ diavolo, satanasso, diavolo dell’inferno □ genio del male, lucifero (raro, fig.), angelo del male □ incarnazione del diavolo, della malvagità, del male ● che non perdona, senza pietà, impietoso, duro, coriaceo, insensibile, disumano, implacabile, spietato ● [di animale] aggressivo, pericoloso, feroce ● [di azione, ecc.] brutto, pessimo, tremendo, atroce, terribile, terrificante, orrendo, nefando, scellerato, riprovevole, orribile, imperdonabile, iniquo, mostruoso □ oscuro, torbido ● vomitevole, vomitoso, ributtante, ripugnante ● [pref.] caco

Non chiedetemi cosa sono questi, perché si capisce benissimo: sono sinonimi del termine “cattivo“.

Ma d’ora in avanti a raggruppare tutti questi termini basterà citare il nome di quell’indomito assessore del Comune di Trieste, tale Polidori, che ha gettato nel bidone dei rifiuti i miseri stracci di un barbone.

Guardatelo bene: Rambo gli fa un baffo a lui. Ha il coraggio dipinto in faccia. Il pericolo gli fa il solletico.

Pensate a quanto lavoro avrebbe questo qui a Roma: hai voglia a gettare nei cassonetti tutta la spazzatura che sta in strada!

Voi vi/mi chiederete: ma questo qui secondo te è cattivo?

No, questo qui è semplicemente stronzo. Cattivi stanno diventando gli italiani: insensibili, meschini, menefreghisti.

Non c’è bisogno di parlare di stranieri o di barboni per accorgersene: basta girare per strada. La gente aspira i messaggi che arrivano dall’alto e si comporta di conseguenza.

Se Salvini può dire chissenefrega dell’Europa, io non posso dirlo del vigile, del pedone, del mio “subordinato” al lavoro, delle tasse da pagare?

Domani mattina ho convocato una riunione in ufficio tra i cosiddetti dirigenti aziendali. Una delle cose che voglio dire è che in azienda siamo tutti colleghi:  dal direttore (cioè io) alla signora che fa le pulizie. Perché sul piano organizzativo le mansioni si distinguono non tra chi sta in alto e chi sta in basso, ma tra chi è responsabile del proprio lavoro e chi è responsabile anche del lavoro altrui.

Ma è una battaglia persa.

Ho l’impressione che ci sia qualcuno che ha una gran voglia di guerra, ma uno come quel Polidori, che a fare la guerra se la fa sotto solo a nominarla. Sono i nostalgici dell’armiamoci e partite. Le guerre le fanno sempre gli altri, i poveri in prima battuta, cioè quelli che dalle guerre non hanno niente da guadagnarci, ma in molti casi sono i primi a volerle fare. Salvo accorgersi della fregatura quando è troppo tardi.

Vabbe’, ho sproloquiato abbastanza.

Vi saluto e buona settimana.

Mamma mia

Dimenticavo per le gentili signore: vi site riposate dopo la sfacchinata di stanotte?

6 gennaio 2019 Posted by | Guerra al terrore, Questa poi..., Storie ordinarie | , , | 1 commento

E poi dicono che l’Italia non sta diventando razzista…

Sì, perché la gente sarà pure esasperata, in certe zone la criminalità avrà raggiunto livelli inaccettabili, in altre zone sarà pericoloso uscire non solo di sera, ma anche di giorno, i ladri saranno anche fuori dopo mezz’ora dall’arresto, ci saranno pure questi bislacchi episodi eccetera eccetera, ma c’è un limite a tutto, soprattutto a questo.

Qual è il limite?

Il limite è quello della legalità, del rispetto delle regole. Per tutti.

P.S.: un medio evasore fiscale equivale a qualche migliaio di borseggiatori. Eppure questi “eroi” non hanno mai neppure tentato di linciare un evasore fiscale quando viene arrestato dalla guardia di finanza…

6 dicembre 2018 Posted by | Storie ordinarie | , | 8 commenti

Una settimana da dimenticare…

Quella appena trascorsa (per lo meno dal punto di vista lavorativo) è stata una settimana durissima.

Ma che dico durissima? Peggio: di diamante!

Lo è stata anzitutto sul piano lavorativo, per via di uno scontro che ho avuto con l’amministratore della mia azienda.

E lo scontro è iniziato con una mossa da parte sua che non mi aspettavo e che mi ha spiazzato: mi ha minacciato.

La mia reazione c’è stata, ma a posteriori ritengo che non sia stata sufficientemente decisa.

E così, anche se lui è andato a dire con altri colleghi che ha passato alcune notti insonni, io ho rimuginato sulla cosa e sono giunto alla conclusione che la cosa non può certo finire qui.

Durante tutta la settimana l’amministratore non mi ha contattato (solo una breve mail oggi), ma io sto prendendo le mie contromisure.

Anzitutto desidero tutelare me stesso: un vecchio proverbio recita “verba volant, scripta manent“, ma anche i “verba” possono rimanere… (chi vuole intendere, intenda…).

Ma rimane il mio sconcerto per un comportamento inconcepibile: mai mi era accaduto in oltre trent’anni di lavoro. Forse l’arroganza, l’impudenza e la faccia di tolla di certi personaggi hanno ormai raggiunto livelli stratosferici, autoalimentandosi e autogiustificandosi.

La vita familiare non aiuta e a peggiorare ulteriormente la situazione c’è lo scoppio improvviso della mia allergia: respirare alla sera diventa un’impresa, anche se sono imbottito di antistaminici.

L’unica cosa positiva della settimana appena trascorsa è stata che ho ripreso ad andare in bicicletta: solo 52 chilometri per ora, perché le gambe si devono riprendere dall’ozio invernale (e anche la panza dovrebbe scendere un po’), ma tanto è bastato per farmi riprendere confidenza con i pedali.

Speriamo che in questi giorni non piova, così posso affrontare nuovamente le salite/pianure/discese delle nostre valli e liberare la mente da tutti i pensieri malsani che si sono accumulati in questi giorni. Perché, come dicevasi qui, l’importante è continuare il viaggio (finché ci è consentito).

Buon fine settimana a tutte/i!

Musica

 

 

27 aprile 2018 Posted by | Questa poi..., Storie ordinarie, Vita lavorativa | , , | 12 commenti

Partenza (con litigio) e ritorno

Torno or ora da tre giorni in terra di Puglia.

L’accoglienza della terra pugliese è sempre calorosa, per non parlare poi del cibo.

Un breve ristoro in un periodo denso di impegni lavorativi che sono sfociati, purtroppo, in uno scontro con uno dei responsabili di servizio della mia azienda, proprio venerdì, un’ora prima di lasciare il lavoro.

Ora, tanto per fare una puntualizzazione, questa è la terza volta che m’incazzo sul lavoro. Tre volte in trentuno anni non mi sembrano poi tante, no? Un’incazzatura al decennio.

Vabbe’.

Il tipo in questione che mi ha fatto incazzare il venerdì santo è uno dei responsabili di produzione.

Non fa lo stronzo, lui è stronzo.

Quindi, l’ultima che mi ha combinato non gliel’ho passata liscia.

Quello che mi ha stupito è che mentre stavamo litigando, lui ha imbroccato le scale ed è corso dall’amministratore (in quel momento presente in azienda).

Cioè, come i bambini che scappano dalla mamma perché non sanno reggere lo scontro con un coetaneo.

Evidentemente l’amministratore non lo ha soddisfatto e quindi dopo mezz’ora è tornato da me per “fare la pace di Pasqua“.

Ma dal mio punto di vista la faccenda non è finita qui.

Se fai l’arrogante con quelli che definisci i tuoi “subordinati” e metti in discussione le scelte del tuo superiore (cioè del sottoscritto), allora per te sono volatili per diabetici…

Musica

2 aprile 2018 Posted by | Un po' di me, Vita lavorativa | , | 5 commenti

Una brutta faccenda…

Oggi sono stato protagonista, mio malgrado, di una brutta faccenda.

Anzi, a dirla tutta, di un vero e proprio tentativo di truffa ai miei danni.

E la cosa mi ha fatto pensare a quanto siamo – senza generalizzare – un popolo di grandissime teste di cazzo.

Per farla breve, sono sei mesi che sto tribolando per riuscire ad avere gratuitamente dal SSN la mia protesi nasale.

A dire la verità, la mia ASL è disponibile ad autorizzare la fornitura, purché vi fosse la prescrizione da parte della struttura ospedaliera che ha effettuato l’intervento chirurgico sul mio nasino.

E qui sono iniziate le difficoltà.

Da un lato, l’ospedale continuava a frapporre sempre nuovi ostacoli alla prescrizione (non sappiamo… è una cosa nuova… attendiamo disposizioni dall’azienda…), dall’altro lato un medico – ex dipendente della stessa struttura ospedaliera – si dichiarava disponibile a fornirmi la protesi, ovviamente a pagamento.

Esasperato, ho scritto una mail di protesta al direttore generale e al direttore sanitario dell’ospedale, esponendo la mia situazione.

Improvvisamente la situazione si è sbloccata, e il medico prescrittore mi ha fissato un appuntamento per oggi, dopo che io gli ho indicato la strada che doveva seguire per la prescrizione.

Ma…

Un’ora prima dell’appuntamento ha iniziato a chiamarmi il medico privato, mandandomi anche un messaggio nel quale diceva di essere a conoscenza del mio appuntamento di oggi.

La cosa mi ha fatto imbestialire.

Ho capito che doveva esserci sotto un accordo truffaldino tra ospedale e medico privato: il primo tentava di portarmi all’esasperazione, in modo tale che mi rivolgessi al secondo, pagando di tasca mia quello che potevo ottenere gratuitamente dalla mia ASL.

E così mi sono recato all’appuntamento e ho capito perché la procedura si era improvvisamente sbloccata: il medico – chiaramente infastidito – mi ha informato che era stato aperto un procedimento disciplinare nei confronti suoi e di altri tre medici perché qualcuno aveva scritto al direttore generale lamentando ritardi nella procedura.

E lui sapeva che ero stato io a scrivere.

Io ho incassato, ho lasciato che terminasse la prescrizione e poi l’ho informato che avevo ricevuto cinque telefonate dal medico che voleva fornirmi la protesi a pagamento, il quale sapeva del nostro appuntamento di oggi, del  quale eravamo a conoscenza solo in due e visto che non ero stato certamente io a dirglielo, che facesse lui 2+2…

Dalla faccia che ha fatto ho capito che era parte del tentativo di truffa.

Mi ha detto che il direttore sanitario era stato da lui e aveva smosso tutto il reparto per capire cos’era successo, che adesso lui avrebbe dovuto difendersi, che aveva tutte la mail inviate ai suoi colleghi, che di questi tempi basta che uno scriva e subito le cose si smuovono, ecc…

E per fortuna per noi pazienti!” ho risposto io, anche se avrei voluto dirgli brutta testa di cazzo che non sei altro, se avessi fatto il tuo dovere, per il quale peraltro sei lautamente pagato da noialtri, non saremmo arrivati a questo punto!

E magari anche un bel vaffanculo finale (o sa troppo di grillino?).

Pregherei (qui ci vuole…)

20 ottobre 2017 Posted by | Salute, Sani principi, Storie ordinarie | , , | 18 commenti

Siamo uomini o caporali?

E’ facile ricordare la famosa “suddivisione dell’umanità” del grande Totò, nel film Siamo uomini o caporali:

« L’umanità, io l’ho divisa in due categorie di persone: Uomini e caporali.

La categoria degli uomini è la maggioranza, quella dei caporali, per fortuna, è la minoranza.

Gli uomini sono quegli esseri costretti a lavorare per tutta la vita, come bestie, senza vedere mai un raggio di sole, senza mai la minima soddisfazione, sempre nell’ombra grigia di un’esistenza grama.

I caporali sono appunto coloro che sfruttano, che tiranneggiano, che maltrattano, che umiliano. Questi esseri invasati dalla loro bramosia di guadagno li troviamo sempre a galla, sempre al posto di comando, spesso senza averne l’autorità, l’abilità o l’intelligenza ma con la sola bravura delle loro facce toste, della loro prepotenza, pronti a vessare il povero uomo qualunque.

Dunque dottore ha capito? Caporale si nasce, non si diventa! A qualunque ceto essi appartengano, di qualunque nazione essi siano, ci faccia caso, hanno tutti la stessa faccia, le stesse espressioni, gli stessi modi. Pensano tutti alla stessa maniera! »

Poi c’è la suddivisione più articolata che fa dell’umanità Leonardo Sciascia ne Il giorno della civettagli uomini, i mezz’uomini, gli ominicchi, i pigliainculo e i quaquaraquà.

Qualsiasi delle due suddivisioni si adotti, chi ha licenziato la lavoratrice della CIDIU di Torino per avere preso un monopattino destinato alla rottamazione, non appartiene alla categoria degli uomini.

Sia chiaro: dal punto di vista strettamente giuridico può anche darsi che il licenziamento sia giustificato. Può anche darsi che ci possa essere un risvolto penale.

Ma nella vita a volte occorre anche applicare il buon senso. Occorre assumersi la responsabilità di essere dignitosi.

Occorre – in una parola – essere uomini.

Io ho carta bianca!

1 ottobre 2017 Posted by | Vita lavorativa | , | 8 commenti

La dirimpettaia rompicoglioni

La mia dirimpettaia è una rompicoglioni di prima categoria.

A me, a dire la verità, non è che li abbia mai fracassati, forse perché le ho dato poca confidenza fin da principio, e ciò mi convince sempre di più che starsene sulle proprie è una regola aurea che è sempre bene applicare in tutte le circostanze.

Piccola, bruttina, starnazzante, quando incita la figlia di quattro anni a salire le scale più velocemente pare una cornacchia scalmanata.

Nelle case di fronte al nostro palazzo ci sta una famiglia che ha un figlio handicappato. Il poverino passa le sue giornate a ciondolare su una sedia di fronte alla porta di casa; ogni tanto lancia un urlo, oppure parla con sé stesso, poi riprende a ciondolare (l’attività educativa dei genitori non è un gran che).

La rompicoglioni vuole andare dai vigili per fare smettere il ciondolamento, perché sostiene che la figlia viene traumatizzata (se non è stata traumatizzata da cotanta madre, vuol dire che ormai è immune).

Poi vuole andare dal sindaco perché sulla statale che passa di fronte a noi transitano troppi automezzi rumorosi e le impediscono di dormire. Quindi il Comune dovrebbe installare dossi e cunette su una strada statale per consentire alla babbiona di dormire. E meno male che non chiede direttamente una circonvallazione nuova…

Qualche anno fa il marito ha installato il climatizzatore. Ha trascorso due ore sul balcone a prendere misure per posizionare l’unità esterna, con la buzzicona che controllava che l’appendesse dove non dava fastidio alla bambina. Alla fine il novello Einstein ha deciso di appenderla in alto, ma lo ha affisso nel raggio di apertura della porta esterna.

Quando la tamarra ha spalancato la porta e si è accorta che non poteva agganciarla al muro, perché sbatteva contro il climatizzatore, ormai definitivamente fissato, avvitato e imbullonato, s’è messa a lanciare improperi a tutto spiano e io che me ne stavo sul balcone ho dovuto rientrare in casa perché mi stavo scompisciando dalle risate.

Oggi pomeriggio ho visto il marito scendere in garage e prendere l’auto. Prima che potesse allontanarsi, l’anatrona si è affacciata al balcone e ha urlato: “Amo’, amo’!” (già una che chiama Amo’ il marito si meriterebbe una sana dose di randellate sul groppone) “Hai dimenticato il cellulare a casa!

Il poverino è risalito in casa a riprendersi l’aggeggio, con l’aria di chi non se lo era dimenticato, ma aveva tentato di rendersi irreperibile per qualche ora dalla frascicona, senza riuscirci.

E’ in questi casi che uno pensa: c’è chi sta peggio di me…

29 luglio 2017 Posted by | Storie ordinarie | , | 11 commenti

Dice il saggio…

Chi semina vento, raccoglie tempesta.

Se adotti la tecnica del marchese del grillo, non è che poi puoi pretendere collaborazione dai tuoi “sottoposti”.

Eh…

21 giugno 2017 Posted by | Questa poi..., Storie ordinarie | , | 5 commenti

Sapeste…

Sapeste cosa sta accadendo nella mia azienda…

Forse una delle situazioni più difficili che mi sono trovato ad affrontare fa quando ho assunto l’incarico di direttore (rectius: da quando me l’hanno affibbiato).

Una di quelle situazioni che esigono di essere affrontate anzitutto, secondo me, con la diligenza del buon padre di famiglia (cosa abbastanza rara al giorno d’oggi).

Autorevolezza al posto di autorità; capacità di mediazione ma fermezza sui principi; equilibrio e inventiva.

Insomma, in una parola: sticazzi!

Il fatto è che i problemi hanno tutti una caratteristica comune: c’è sempre chi lavoro non per risolverli, ma per aggravarli.

Comunque io ho le spalle buone e poi ho ben poco da perdere: l’incarico non l’ho cercato e se lo perdo chissenefrega.

E poi recentemente ho affrontato problemi ben più gravi: problemi di vita o di morte, e questi qui lavorativi mi fanno un baffo!

Buona settimana a tutte/i.

Minuetto

28 maggio 2017 Posted by | Sani principi, Vita lavorativa | , | 22 commenti