Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Si è votato…

Si potrebbero fare tante considerazioni sul voto degli italiani (non solo su quest’ultimo).

Io mi limito a farne una sola: gli italiani hanno i politici che si meritano.

Anzi, direi che i politici sono meglio degli italiani che li votano.

La signorina della foto insieme alla statua di cera è Marta Fascina, recentemente candidata alla elezioni nelle liste di Forza Italia a Marsala e – casualmente – fidanzata/moglie del Berlusca, la quale ha candidamente confessato che lei la Sicilia manco sa cosa/dov’è: c’andava in vacanza da bambina.

Leggendo questa notizia mi è tornato in mente quando, sei anni fa, ero ricoverato all’ospedale di Brescia. Nel reparto vi era un uomo che era stato sottoposto a una serie di pesanti operazioni nel cavo orale, per un cancro. La moglie confessò che il marito probabilmente non se la sarebbe cavata, ma che aveva voluto comunque provarci, aggrappandosi alla vita come fa una persona che sa di dover morire a breve.

La coppia proveniva dalla Calabria., dove non vi erano ospedali che fossero in grado di effettuare una serie di interventi del genere: distante mille chilometri da casa, con una sistemazione di fortuna che le sarà costata un occhio della testa, lontana da parenti e amici.

Queste sono le conseguenze di votare alla cazzo.

28 settembre 2022 Posted by | Politica, Storie ordinarie | | 1 commento

Domani si vota

Fra poco più di ventiquattr’ore sapremo di che morte moriremo nei prossimi anni.

Tutte le elezioni che ho “vissuto” erano decisive per il nostro futuro (perché dopo non sarà più come prima, e in un certo senso era vero: dopo è stato peggio di prima).

In tutte le elezioni “ci mancava poco che avremmo approvato riforme epocali” (chissà perché le riforme epocali si fanno sempre negli ultimi giorni della legislatura).

In tutte le elezioni “dopo non farò mai accordi con quell’altro”, anche se ci ho governato insieme fino a ieri e se domani fosse proprio indispensabile, se proprio mi costringessero, se minacciassero la mia famiglia…

Io andrò a votare, come al solito, ma stavolta lo faccio turandomi il naso (e non solo quello).

Ho sempre deriso, da giovane, quelli che dicevano di votare questo o quello “turandosi il naso”. Ma quelli lo facevano non perché non avessero alternative, ma per difendere i loro interessi comunque e chiunque lo facesse.

Io invece mi turno il naso perché non ho alternative.

24 settembre 2022 Posted by | Politica, Storie ordinarie | | 2 commenti

Notizie estive

Due sono le notizie estive che non possono mancare nei tg.

Prima notizia: ma quanto fa caldo!

L’anno scorso faceva meno caldo, quindi sentiamo il climatologo e gli chiediamo una previsione per domani e per i prossimi dieci anni. Ovviamente non manca il consiglio per bambini e anziani: non stare al sole nelle ore più calde, bere molta acqua e vestire leggero. Non accendere i termosifoni e – per chi ce l’ha – nemmeno il camino, ma il climatizzatore – sempre per chi ce l’ha.

Seconda notizia: stabilimenti balneari pieni zeppi.

Tutto prenotato, autostrade intasate, prezzi aumentati ma chissesenefrega. Ma forse ci sono anche le spiagge libere (forse), ma non si sa dove. E gli alberghi? Vogliamo parlarne? Tutto prenotato anche lì. Ma allora la crisi? Beh, ovvio, sono tutti quelli con il reddito di cittadinanza che si danno alle spese folli!

P.S.: intanto lo spread è tornato a salire. Erano un paio d’anni che non ci pensavamo più, vero? Ma stasera al tg si è sentita la parola magica: debito pubblico. Anche di questa non ce ne preoccupavamo più vero?

Beh, è ora che torniamo alla realtà.

12 giugno 2022 Posted by | Politica, Storie ordinarie | , | Lascia un commento

Viva gli alpini?

Tanti anni fa, nella seconda metà degli anni ottanta, un giorno fu organizzata una festa per l’inaugurazione della nuova sede di Alleanza Nazionale (erede del “glorioso” MSI).

AN aveva aperto una sede adiacente alla centralissima piazza del paese, di fianco al Comune, quasi a simboleggiare la prossima conquista del palazzo (cosa che effettivamente avvenne nel 2004, mettendo fine a decennali amministrazioni di sinistra, principalmente per colpa della stessa sinistra).

Alla sera, dopo i festeggiamenti, i partecipanti si sparsero un po’ per il paese.

Un gruppetto di una decina di persone si radunò in piazzetta Garibaldi, di fronte a un bar ancora aperto.

Erano persone in gran parte di mezza età, con la camicia nera, chiari nostalgici del tempo che fu.

Io mi trovai a transitare sullo stesso marciapiedi dove stavano loro, insieme a una mia amica; a quel tempo ero vicesindaco.

Lo occupavano praticamente tutto il marciapiedi.

Era sera tardi e in giro non c’era quasi nessuno.

Quando ci videro arrivare, notai perfettamente che quando si accorsero che doveva passare una donna, si ritrassero come le acque del Mar Morto al passaggio di Mosè (o era il Mar Nero? O il Mar Giallo?).

Nessuno sguardo oltraggioso o beffardo, nessun commento, forse ci salutammo anche, non ricordo.

Mi colpì la rapidità con la quale ci fecero passare.

Mi sono ricordato di questo fatto in questi giorni, dopo le polemiche sulle offese alle donne avvenute a Rimini, durante l’adunata nazionale degli alpini.

Dovrei quindi concludere che i fascisti rispettano le donne e gli alpini no?

No, concludo che i deficienti stanno da tutte le parti (purtroppo) e che la responsabilità è sempre personale (e non solo quella penale).

Certo, se poi qualcuno fa qualcosa per prevenire certi fattacci allora è tutto di guadagnato…

16 Maggio 2022 Posted by | Politica, Sani principi, Storie ordinarie | , | 3 commenti

Dice: non vota più nessuno

La metà della metà elegge i sindaci.

Meno della metà va a votare.

La metà della metà della metà ballottaggia qua e là.

E la colpa di chi è?

Mia, tua, sua, di quelli di prima, di quelli che verranno dopo, di chi è passato e non ha alzato la tavoletta del water, de noartri…

La colpa è sempre degli altri.

La colpa – secondo me – è di quelli che in questi decenni hanno ridotto la politica a lotta di potere, a guerra di poltrone, a propaganda, a promesse irrealizzabili, a voti presi con gli apericena.

Per forza che poi la gente non vota.

Tanto chi ha bisogno della politica cercherà poi il rapporto personale con l’eletto per risolvere il suo problema, anche se è un problema di tanti altri, perché la politica i problemi non è più abituata a risolverli “politicamente”, cioè collettivamente.

Anni fa un mio collega di lavoro un giorno mi disse: “E’ venuto X e mi ha chiesto se lo voto”.

“E dove sta il problema?” ho risposto io.

“Il problema – ha detto lui – è che poi è venuto anche Y a chiedermi il voto. Che faccio?”

“Semplice. Tu devi dire sia a X sia a Y certo che ti voto! Poi a elezioni avvenute a quello che ha vinto gli dici: hai visto che hai vinto anche grazie a me? mentre a quello che ha perso gli dici: accidenti, ti ho votato ma non è stato sufficiente!

Perché uno che “ti viene a chiedere il voto” prima delle elezioni a mio parere è proprio quello da non votare.

Trovane un altro che valga la pena votarlo (se c’è).

18 ottobre 2021 Posted by | Politica | | 4 commenti

Le donne di Kabul

O per meglio dire: le donne afghane.

Quelle che dimostrano un coraggio eccezionale a scendere in strada per rivendicare i propri diritti.

Ma anche quelle che non hanno il coraggio di farlo, ma nel loro cuore e nella loro speranza c’è una società migliore, quella che, per vent’anni, le avevamo illuse di poter raggiungere.

E invece le abbiamo lasciate nelle mani dei tagliagole talebani, gli stessi che vent’anni fa erano un pericolo pubblico mondiale e adesso stiamo discutendo se riconoscerli come governanti oppure forse/vediamo/dipende.

Si meriterebbero il Nobel per la pace le donne afghane, come tutte quelle altre che ogni giorno vengono abusate, umiliate, lapidate.

Intanto ho trovato questa associazione che prosegue nella sua pur difficile attività.

9 settembre 2021 Posted by | Politica | | 1 commento

Una notizia devastante

Questa.

Che poi è un po’ simile alla distruzione di ettari ed ettari di terreno a opera degli insediamenti logistici (e non mi si dica “però danno lavoro”. Anche le coltivazioni di cotone in America davano lavoro agli schiavi).

Povera Italia…

Povero mondo…

15 giugno 2021 Posted by | Politica, Questa poi..., Storie ordinarie | | 1 commento

Israele e quella piccola salvata dalle acque

Noi occidentali siamo generosi, ma spesso soltanto a metà.

Tendiamo, cioè, a fare il gay con il culo degli altri.

Nel dopoguerra abbiamo tagliato a fette diverse aree del mondo, compreso il Medio Oriente, creando Stati completamente fittizi (vedi Libano).

Uno di questi Stati è quello di Israele, però per una motivazione molto più nobile: evitare che in futuro potesse accadere quello che è successo con la Germania nazista (ma anche prima, e senza i nazisti).

Soltanto che nella nostra foga caritatevole non ci siamo accorti che in quella striscia di terra ci stavano altre persone, che non l’hanno presa bene. Cioè noi abbiamo venduto una cosa che non era nostra, insomma. Come se lo facessimo con la Sardegna, la Corsica o il Galles: i sardi, i corsi e i gallici s’incazzerebbero, e non poco.

Poi da queste situazioni non sappiamo più venirne fuori, anzi tendiamo a complicarle ancora di più, perché praticamente quasi tutto il Medio Oriente sta in subbuglio. Ricordiamo, tanto per dirne una, che in Yemen si combatte da sei anni.

Che poi le tensioni tra Israele e i palestinesi provocano un tifo da stadio: o stai da una parte o stai dall’altra, non c’è via di mezzo. Quando invece si sa che la via della pace probabilmente starebbe proprio nel mezzo, e cioè nel rifiuto delle posizioni estremiste che, da una parte e dall’altra, fomentano la crisi, gli attentati, i massacri.

Non sta scritto da nessuna parte che israeliani e palestinesi non possano vivere in pace: in uno Stato, in due, in tre o quanti se ne vuole.

Quindi, visto che non sappiamo come risolvere le crisi che abbiamo creato noi, ci commuoviamo per la foto di un soccorritore che salva una neonata dalle acque. E giù tutti a piangere, senza chiedersi che fine ha fatto dopo quella bambina. E soprattutto senza chiedersi che cazzo di sta a fare la Spagna su un pezzo di terra africano (anzi, marocchino).

Im Nin’Alu – Ofra Haza

20 Maggio 2021 Posted by | Guerra al terrore, Politica, Storie ordinarie | | Lascia un commento

Durigon Durigon…

Pare che il sottosegretario (più sotto che segretario) Durigon abbia bofonchiato al suo capo politico di non preoccuparsi per le indagini sui pateracchi leghisti in Lombardia, perché il generale della Guardia di Finanza “lo abbiamo messo noi“.

Insomma, mica ciufoli: addirittura un generale c’hanno messo!

Ovviamente tutti quelli che stanno dall’altra parte (cioè dalla parte opposta al Durigon) a sbraitare, a chiedere le dimissioni del sottosegretario, o quanto meno la sua messa in stato di dieta.

Quelli che stanno dalla sua parte invece (cioè dalla parte del Durigon) si scalmanano per dimostrare che il loro eroe non ha commesso alcun reato, nemmeno un irregolarità. Insomma, il Durigon è uno che quando c’è l’autovelox rallenta a 30 km. orari due chilometri prima, tanto per dire.

Ora, a me sembra che siamo nel campo del famoso proverbio “Quando il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito“.

Sì, perché ancor prima di stare a discutere per mesi se il Durigon abbia commesso reati oppure no, non sarebbe meglio andare a vedere come ha fatto carriera il famoso generale della GdF (che manco so chi sia)?

Perché se il generale ha alle spalle una carriera irreprensibile, allora il Durigon può spararle grosse quanto vuole, chissenefrega, ma se invece il generale avesse qualche scheletro nell’armadio…

Ma nessuno lo farà mai e si sa il perché: chissà quanti Durigon ci sono in giro che possono “avercelo messo noi”, di destra e di sinistra, di sotto e di sopra.

E allora, meglio scandalizzarsi per finta per una frase maldestra, piuttosto che scoperchiare le carte.

Così è (la politica)…

3 Maggio 2021 Posted by | Politica | | Lascia un commento

Patrice Lumumba

Tutti presi da questa strampalata crisi di governo, pochi hanno ricordato che ieri, 17 gennaio, era il sessantesimo anniversario dell’omicidio di Patrice Lumumba.

In realtà quando fu ucciso Lumumba io avevo un anno, ma ricordo quando, alla metà degli anni sessanta, vivemmo l’abbandono dell’Africa da parte di un’altra ex potenza coloniale: il Portogallo e la conquista dell’indipendenza da parte di diversi Stati africani.

L’omicidio di Lumumba ha ben rappresentato le responsabilità dell’occidente nei confronti dello sfruttamento dell’Africa, che non sono certo terminate ma che oggi seguono strade diverse, forse più “raffinate”.

La stessa cosa è accaduta con i Paesi arabi: per evitare che si diffondessero i comunisti, si è preferito aprire le porte agli jihadisti. Poi però non ci si può lamentare se ci abbattono le torri (ma non negli scacchi).

P.S.: nessuna reazione avversa al vaccino. Solo una strana voglia di cibo cinese…

Abba – Dancing Queen

 

18 gennaio 2021 Posted by | Politica | , | 2 commenti