Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Le elezioni in Emilia Romagna

Domenica si vota in Emilia Romagna.

Fino a ieri pomeriggio ero convinto che le liste di centro sinistra che appoggiano Bonaccini avrebbero vinto tranquillamente, anche con un’alta percentuale (intorno al 50%) o comunque che avrebbero conseguito una vittoria netta.

Non credevo al testa-a-testa dei sondaggi, anche se occorre tenere presente che alle regionali del 2014 il candidato della Lega prese quasi il 30% dei voti.

Questo, ripeto, lo credevo fino a ieri pomeriggio.

Poi ieri sera per sbaglio ho visto qualche spezzone di Piazzapulita su L7, dove era in collegamento Bonaccini.

Ed è da quel momento che mi è venuto qualche dubbio.

Perchè?

Semplice.

Ho sentito Bonaccini ripetere slogan.

Mi spiego meglio con due esempi.

Se tu mi dici che la sanità in Emilia Romagna è una delle migliori d’Italia, mi devi anche spiegare cos’hai fatto come Regione per raggiungere questo risultato, perché altrimenti il merito va tutto ai medici, infermieri, ecc.

Se tu mi dici che la percentuale di disoccupati in Emilia Romagna si è dimezzata negli ultimi anni, mi devi anche spiegare cos’hai fatto per raggiungere questo risultato, perché altrimenti il merito va tutto agli imprenditori.

Ora, io non ho dubbi che la Regione abbia attuato politiche che hanno consentito di raggiungere questi risultati, ma con la gente non possiamo fermarci agli slogan, perché su questi il suonatore di citofoni è molto più bravo di noi.

Noi dobbiamo spingere la gente a ragionare, anche sui nostri errori, anche se non è facile farlo nel breve spazio di qualche minuto. Ma ci dobbiamo provare e dobbiamo riuscirci.

Senza se e senza ma.

Punto.

24 gennaio 2020 Posted by | Politica | | 5 commenti

Ma uno diverso dagli altri no?

Stasera quando sono tornato a casa ho aperto, come al solito, la cassetta delle lettere (che sarebbe meglio chiamare cassetta della pubblicità, che di lettere non ne scrive più nessuno. A proposito, qualche giorno fa sono entrato in una tabaccheria e ho chiesto due francobolli. La tabaccaia mi ha guardato come se gli avessi chiesto, che so, un’aragosta oppure un paio di mutande e – anche un po’ schifata – mi ha risposto: i francobolli si comprano in posta!).

Mo’ ho perso il filo…

Stavo dicendo che ho aperto la cassetta delle lettere e insieme a due o tre fascicoli di supermercati (perché i supermercati fanno dei veri e propri fascicoli pubblicitari, che per leggerli tutti uno si deve prendere mezza giornata di ferie), ci stavano tre depliant elettorali di tre diversi candidati alle elezioni regionali: uno della Lega, uno di Fratelli d’Italia e una del PD.

Un paio di cose mi hanno colpito (prima di buttarli tutti nel bidone della raccolta differenziata della carta): i pieghevoli erano tutti uguali, cioè dello stesso tipo, avevano tutti la stessa impostazione e soprattutto erano stati inseriti nella cassetta della posta tutti insieme, cioè probabilmente dalla stessa persona.

Beh, che devo dirvi: io questa cosa l’ho trovata un po’ squallida.

Candidati diversi che si rivolgono alla stessa tipografia o che comunque utilizzano lo stesso format, che si fanno fotografare nella stessa posa, che lanciano gli stessi slogan (stavolta vota per cambiare – stavolta vota una donna – stavolta vota di qua – stavolta vota di là) e che si servono della stessa ditta che distribuisce la pubblicità dei supermercati (che utilizza stranieri, forse pure pagati in nero).

Ecco: mo’ si può dire che sono tutti uguali!

Morire qui

15 gennaio 2020 Posted by | Politica | | 8 commenti

Hammamet

Non potevo certamente perdermi questo film di Gianni Amelio.

Non potevo perderlo perché il mio ingresso nella politica è avvenuto negli anni del craxismo imperante.

Non potevo perderlo perché di quella stagione ho ricordi vividi.

Non potevo perderlo anche perché sono un po’ nostalgico di una stagione nella quale i politici erano politici nel vero senso della parola, non come le macchiette attuali.

L’interpretazione di Favino è eccezionale: non solo nella somiglianza fisica, ma anche nella gestualità, nel tono di voce, nei silenzi, negli sguardi.

A fronte di questa interpretazione, però, non c’è – secondo me – un film altrettanto all’altezza della situazione: a tratti l’ho trovato un po’ noioso. Se l’obiettivo era farci conoscere il Craxi degli ultimi mesi di vita, secondo me non è stato azzeccato compiutamente. Mi aspettavo di conoscere di più sui pensieri di un politico che aveva in mano un Paese e che si ritrovava costretto a fuggire all’estero per evitare la prigione.

Ma chi era Craxi? Uno statista costretto all’esilio da una congiura, oppure un manigoldo latitante?

Per la mia esperienza, era un politico che ha trasformato il suo partito in un’immensa macchina da raccolta di tangenti: ha organizzato e strutturato questa attività, trasformando il PSI in una macchina da guerra, sempre pronta a occupare lo Stato e a difendere le proprie posizioni.

E quelli che gli lanciarono le monetine furono gli stessi che votarono poi per Berlusconi, poi per i 5stelle e ora per la Lega.

 

11 gennaio 2020 Posted by | Film, Politica | , | 5 commenti

Portogruaro

Portogruaro è un ridente (!) paese della cosiddetta città metropolitana di Venezia, di quasi 25.000 abitanti.

Personalmente non ci sono mai andato e non vedo nemmeno motivi per andarci, se non quello di guardare in faccia il sindaco, anzi, la sindaca.

La sindaca in carica dal 2015 si chiama Maria Teresa Senatore, che a leggere le notizie che la riguardano deve essere un tipo un po’ “particolare”.

Tanto particolare che in occasione delle celebrazioni del 4 novembre 2015, passando in rassegna le persone schierate in prima fila, ha “saltato” una ragazza di colore, non stringendole la mano (potete vedere la scena dal minuto 14 in avanti).

Per fortuna (nostra) qualcuno ha filmato la scena, diffondendola in rete. Dico per fortuna perché a occhio mi sa che la sindaca è una di quei politici capaci di negare anche l’evidenza e in assenza di immagini secondo me avrebbe candidamente negato l’episodio.

Successivamente, ha chiamato la ragazza in municipio, con la quale c’è stato un “sereno scambio di opinioni” (non si capisce su che cosa) e i due si sono scambiati la stretta di mano che avrebbe dovuto avvenire 15 giorni prima.

Perché riesumare questa notizia?

Non per il fatto in sé, indubbiamente grave, ma in questi anni è successo anche di peggio.

Quello che mi ha colpito è stata la faccia tosta della sindaca, che, incalzata dopo il fattaccio, ha risposto: non me ne sono accorta.

Che dire?

Grande antesignana di suoi colleghi che riescono a prenderci per il culo a ogni piè sospinto:

il rischio di aumento dell’IVA? Colpa dei governi precedenti;

La temuta chiusura dell’ILVA? Colpa dei governi precedenti;

l’Italia sott’acqua per la pioggia? Colpa dei governi precedenti.

E’ sempre colpa degli altri. Io non c’ero mai e se c’ero dormivo.

Io la chiamo strategia dell’assenza: la colpa è sempre di qualcun altro.

Per raggiungere questo obiettivo è anche necessaria una raffinata strategia mediatica, tendente a fare dimenticare alla gente – che già di per sé è portata a fregarsene di tutto e di più – tutto quello che è accaduto fino al giorno prima.

Ed è ovviamente necessaria anche (o soprattutto) una notevole faccia tosta.

E invece la regola della politica è completamente diversa: ogni politico eredita problemi aperti da quelli che hanno governato in precedenza, qualcuno lo risolverà (si spera) e a sua volta ne lascerà altri aperti a quelli che verranno dopo.

Così vanno le cose.

Diffidate dai tipi la colpa è di quelli di prima.

17 novembre 2019 Posted by | Politica, Questa poi... | , | 10 commenti

Immaginatevi…

… di avere un’azienda che produce, che so, biscotti.

Vi accorgete che i vostri dipendenti lavorano male e producono dei biscotti che fanno schifo, che ovviamente pochi comprano.

La vostra azienda sta fallendo.

Che fate?

a) licenziate metà degli operai, così imparano. Gli altri continuano a produrre biscotti che fanno schifo, ma la metà di prima. La vostra azienda probabilmente fallirà lo stesso;

b) dimezzate lo stipendio agli operai, così imparano. Alcuni se ne andranno, altri lavoreranno la metà, continuando a produrre biscotti che fanno schifo e la vostra azienda probabilmente fallirà;

c) cercate di capire i motivi per cui dalla vostra azienda escono biscotti che fanno schifo: se la colpa è dell’organizzazione del lavoro, dei materiali scadenti, dei dipendenti poco preparati o veramente fancazzisti. Il vostro obiettivo finale è produrre buoni biscotti con ottime materie prime e dipendenti motivati. Forse la vostra azienda si salverà.

Ecco, noi con il nostro Parlamento abbiamo adottato le prime due soluzioni.

Attendendo il fallimento della nostra azienda Italia…

P.S.: m’ha preso un improvviso attacco di insonnia.

 

11 ottobre 2019 Posted by | Politica | | 11 commenti

Oggi si vota!

Oggi si vota.

Nel mio paese oltre alle europee si vota anche per l’amministrazione comunale.

E proprio per questa sono state settimane di fuoco.

Il sindaco uscente si ripresenta, con la sua coalizione di centro destra.

Ma il primo a “scendere in campo” è stato l’ex sindaco 2004-2014: allora con il centro destra, ora con una lista civica appoggiata dal PD.

Una parte del PD non  ha digerito questa scelta e ha dato vita a quella che definisce “l’unica lista di centro sinistra”, che candida l’ex sindaco 1995-2004, sconfessato però dal PD provinciale.

Un ritorno al futuro, insomma…

In questa baraonda, il soggetto che ha fatto una figura di m… è proprio il PD. Un manipolo di disperati che bazzicano nelle aule del Consiglio comunale ormai da decenni e che sono rimasti in crisi d’astinenza da poltrona ha pensato di aggregarsi a un pendaglio da forca che ha messo insieme una lista peggio di quella di centro destra (e ho detto tutto). Li conosco bene questi disperati per averci lavorato insieme per anni: è stato anche per merito loro che mi sono ritirato dalla politica.

Un partito non è fatto solamente di idee e programmi, è fatto anche di regole e di persone.

Da Bersani in poi questo PD mi convince sempre meno. E questo è un peccato, perché l’idea di partenza era buona, ma poi il PD è stato scalato da una congrega di farabutti che ha rovinato tutto.

Comunque i programmi di tutte e tre le liste sono delle liste di desideri che rimarranno irrealizzati, perché completamente scollegati dalle reali possibilità economiche del Comune.

Un programma elettorale dovrebbe invece contenere delle scelte e delle priorità, per essere una cosa seria. Se così non è, dovrebbero essere gli elettori a respingerlo per primi, perché altrimenti si riduce solamente a una presa per il culo. E invece tutti a correre dietro a chi promette di più.

E’ proprio vero: gli italiani votano la trippa!

Buon voto a tutte/i.

26 maggio 2019 Posted by | Politica | | 1 commento

Simone

Certo che la tecnologia può essere protagonista di immense stronzate, ma può anche essere strumento di enormi potenzialità.

Senza tecnologia, per esempio, non avremmo di certo assistito a questa discussione tra un ragazzo di quindici anni del quartiere Torre Maura di Roma, Simone, e un manipolo di fascisti che pensavano di vincere facile e invece ne sono usciti con le ossa rotte.

E immediatamente il ragazzo è diventato un eroe, perché con calma, con coraggio, con chiarezza, educatamente e senza dire manco una parolaccia ha tenuto testa al manipolo di fascisti.

E uno si chiede: cazzarola, ma non dovevano esserci i soloni del centro sinistra lì in mezzo alla povera gente esasperata, a dire che le guerre tra poveri sono una enorme minchiata, perché gli avversari sono altri, sono gli evasori fiscali, sono le organizzazioni criminali, sono i politici che fomentano l’odio.

Questo ragazzo, inconsapevolmente, ci ha dato una grande lezione.

Quanta strada dobbiamo ancora fare…

6 aprile 2019 Posted by | Politica | | 4 commenti

E mo’ chi voto?

Sono anni ormai che il mio voto tiene conto di due variabili:

il programma del partito/coalizione;

le persone candidate.

Non è sufficiente che sia d’accordo con il programma: è anche necessario che i candidati siano “allineati” con quest’ultimo. Se un partito nel programma sostiene di voler combattere l’evasione fiscale e poi candida un evasore, ovviamente non lo voto. Se sbandiera ai quattro venti l’onestà e poi candida un delinquente, non lo voto.

Il 26 maggio nel mio Comune si voterà per le elezioni amministrative.

Allo stato attuale delle cose, dovrebbe ricandidarsi il sindaco uscente (di centro destra) e un altro torbido personaggio che al momento dovrebbe avere anche l’appoggio del Partito Democratico.

Il candidato in questione è un ladro, arrogante, trafficone, ignorante, violento e ha riunito attorno a sé la peggior feccia del paese (PD compreso, purtroppo).

Ergo: non lo voto nemmeno se mi pagano.

Domanda: e allora per chi voto?

Per il meno peggio, turandomi il naso?

Mi astengo?

Non andare a votare è un’opzione che non mi appartiene.

Accettasi suggerimenti, tenchiu. Prometto in cambio maxi fetta di torta della nonna.

27 marzo 2019 Posted by | Politica | | 6 commenti

Mi chiedo come sia possibile…

Si stanno avvicinando le elezioni (europee e amministrative), entrambe – se non ho capito male – il 26 maggio.

Epperfortuna che hanno unificato le date (a parte, ovviamente, i ballottaggi)!

Si vota, dunque, e i candidati si stanno scaldando, anche a livello locale.

E mi chiedo come sia possibile che alcuni candidati abbiano la capacità di coagulare attorno a sé il peggio della feccia esistente. Persone arroganti, oppure ignoranti, oppure semplicemente ridicole. Qualcuno in buona fede, catturato dalle promesse del prestigiatore di turno.

C’è chi si candida per l’ennesima volta, incapace di staccare le sue (flaccide) chiappe dalla poltrona, anche se trattasi di quella di consigliere comunale. Che viene da chiedergli: ma non ce l’hai una vita tua? Fatti un orto, fatti un/una amante, fatti semplicemente, ma vai fuori dai coglioni!

C’è chi si candida a capo di fantomatici movimenti dagli altisonanti nomi latini, oppure a capo di movimenti “a difesa di” qualsiasi cosa (ospedali in primis, ma non solo).

E poi aprono i point, cioè affittano ex negozi in centro per farvi la loro sede durante la campagna elettorale, per poi sparire dal giorno dopo, sia che vincano sia che perdano.

E spendono soldi, un sacco di soldi, che una persona minimamente pensante dovrebbe chiedere loro: ma chi ti dà tutti questi soldi? E in cambio di che cosa?

Mi aspetto che le elezioni abbiano un effetto anche sulla mia azienda e sul mio lavoro.

Qualcosa mi ha già sfiorato, ma l’ho ricacciata al mittente.

Se qualche candidato vincerà, ovviamente chiederà la mia testa, ma poco me ne cale: l’incarico di direttore non l’ho cercato e lo cedo volentieri al leccaculo di turno.

In fondo, io non ho mai fatto carriera con certe “prestazioni fuori orario“.

Vuol dire che avrò tempo per scrivere il mio prossimo libro…

A muso duro

17 marzo 2019 Posted by | Politica | | 8 commenti

Ernesto Sparalesto

Mi ricordo da bambino le avventure di Ernesto Sparalesto e altri simpatici personaggi dei cartoni animati di Hanna-Barbera (che mi chiedevo sempre, visto che Hanna era indubitabilmente una donna, chi mai fosse ‘sto Barbera…).

Ernesto Sparalesto era un cavallo, vestito da sceriffo del far west, che spesso agiva insieme al suo assistente Babalui, un asinello dalla simpatica voce nasale.

Ricordi di gioventù, certo, rinvigoriti da episodi della vita odierna.

Un simpatico imprenditore di un paese vicino alcuni anni fa, esasperato dai continui furti nei suoi cantieri, una notte, avvertito non so come e non so da chi dell’ennesimo episodio criminoso, si recò nel suo cantiere accompagnato da un suo dipendente.

E qui accadde il fattaccio: sparò e ferì uno dei ladri.

La nostra non è soltanto una terra di agnolotti, salame, gutturnio e compagnia bella. E’ anche una terra di sparacchiatori.

Per tre gradi di giudizio Peveri è stato riconosciuto colpevole di tentato omicidio: tre gradi, mica ciufoli. Ma ciò non è bastato a scatenare la protesta dei cosiddetti “cittadini per bene” e dei relativi sindaci, che adesso raccoglieranno le firme, qualcuno ha proposto anche una raccolta fondi, fose poi anche di vestiti usati…

Qualche giorno fa il procuratore di Piacenza, che si occupò delle indagini, ha rilasciato un’intervista nella quale ha fatto un po’ di chiarezza sul fatto, ricordando che questa vicenda non c’entra nulla con la legittima difesa.

Il procuratore ha ricordato che il condannato (che ha sempre dichiarato di avere sparato per errore, che non voleva, ecc.) dalle indagini risulta  che fece inginocchiare davanti a sé uno dei ladri, immobilizzato dal suo dipendente e ormai inoffensivo e che lo minacciò diverse volte, fino a sparargli.

Per questo è stato accusato di tentato omicidio, non di eccesso di legittima difesa.

Ma ormai è inutile: il popolo ha deciso: banchetti e raccolta firme nel fine settimana, centinaia di post sui social e chi più ne ha più ne metta. Se poi consideriamo che qui fra qualche mese si vota…

Che dire?

Preferivo di gran lunga Ernesto Sparalesto…

 

21 febbraio 2019 Posted by | Politica, Storie ordinarie | , | 5 commenti