Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Mi stupisco pure io…

Di che cosa? si domanderà qualcuno (forse).

Mi capita una cosa strana: ci sto provando gusto a fare tante cose, anche quelle più difficili.

E’ come se fossero le ultime che sto facendo.

Mi sembra di non avere paura di morire (ma è facile dirlo quando stai seduto davanti alla tv a vedere I ponti di Madison County).

E’ strana questa sensazione, è come se stessi lasciando dietro di me le tracce della mia esistenza.

28 gennaio 2022 Posted by | Film, Questa poi..., Smancerie pseudo-sentimentali, Un po' di me | , | 4 commenti

8 secondi (3^ parte)

I social sfruttano gli stessi circuiti neurali usati dalle droghe e dalle slot machine per indurci a stare il più tempo possibile sulle loro bacheche.

Le aree del cervello che si attivano grazie a smartphone e laptop sono le stesse di quando assumiamo stupefacenti.

L’Italia è il Paese più ignorante d’Europa, dietro solo alla Turchia: una persona su quattro è priva delle competenze richieste nelle varie situazioni della vita lavorativa o del tempo libero.

Di fronte a un problema complesso la gente abbandona: non ci si impegna più per superare una difficoltà.

E’ stato sperimentato che i bambini che giocano con l’iPad non trasferiscono nella vita reale quanto imparato nel virtuale: se dopo aver utilizzato un’app per costruire casette gli metti di fronte mattoncini di plastica veri, il bambino ricomincia a relazionarsi con loro da zero.

Internet è pensato per farci scorrere su un testo, non per restare sulla singola pagina, quindi più che lettori siamo pollici che scorrono su una bacheca.

Eppure l’atto di imparare a leggere (comportamento innaturale per l’uomo) ha aggiunto un circuito interamente nuovo al nostro cervello: imparare a leggere bene e in profondità ha cambiato la struttura stessa delle nostre connessioni cerebrali. Anche su internet si potrebbe leggere in modo profondo, ma lo schermo sposta la nostra attenzione di continuo, l’attenzione non è abbastanza focalizzata per far sì che l’informazione diventi parte dei nostri circuiti e diventiamo sempre meno critici, perché i neuroni deputati a farlo si stanno indebolendo. Viviamo al livello 1, quello superficiale (ma c’è gente che viveva al livello zero anche prima di internet, questo lo aggiungo io).

Insomma, ce n’è abbastanza per preoccuparsi del futuro non tanto mio, quanto delle prossime generazioni.

Sono preoccupazioni infondate?

Può darsi, ma comunque se mi guardo intorno i segni di questo decadimento li vedo chiarissimi. E la colpa mica è solo di internet (vedi prossime elezioni del Presidente della Repubblica).

16 gennaio 2022 Posted by | Libri, Questa poi..., Storie ordinarie | | Lascia un commento

8 secondi (2^ parte)

Lisa Iotti ha girato mezzo mondo, parlando con alcuni esperti che hanno studiato gli effetti della “connessione 24/24-7/7-365/365” (questa è mia), come i professori Peper e Harvey della San Francisco State della California.

“Stare con lo sguardo abbassato – dicono – è simbolico della sconfitta e del fallimento, ma è l’unico modo in cui si può guardare lo smartphone”. Così il peso della testa sulla colonna vertebrale cambia: da 5 chili in posizione normale passa a 12,5 chili se inclinata di 15 gradi; altri 15 gradi e arriviamo a 20 chili; a 60 gradi (il mento tocca quasi il busto) arriviamo fino a 30 chili. Ma stare dritti vuole anche dire sentirsi più sicuri e avere pensieri ottimistici, mentre da curvi si ha più accesso a pensieri negativi. Stare eretti è la posizione che ci ha permesso di sopravvivere agli inizi della specie. E poi i nostri muscoli ciliari ed extraoculari hanno bisogno di distendersi, come per esempio guardare un tramonto all’orizzonte, non essere costretti a fissare il pollice che digita sullo smartphone.

Siamo progettati per reagire agli stimoli e ai rumori, ed è quello che avviene quando arriva una chiamata o un messaggio, spezzando la nostra attenzione: il nostro cervello passa dalla modalità “tranquillo” a quella “pericolo”.

E’ il 21 giugno 2019 quando la sezione di Medicina dell’Ansa (ripresa da altri giornali) batte la notizia della scoperta di due scienziati australiani: ci stanno crescendo le corna. Tecnicamente si trattava di “importanti esostosi del cranio di giovani adulti provenienti dalla protuberanza occipitale esterna“, cioè piccoli coni ossei causati dallo spostamento del peso della spina dorsale alla base del cranio, per colpa della posizione assunta con lo smartphone.

Per non parlare poi di quello che dice il professor Merzenich dell’Università della California a proposito del cervello: è plastico, ma non elastico. Quando abbandoniamo l’uso di alcuni circuiti, li perdiamo, non possiamo più tornare indietro, quindi rimuovere gli ostacoli e delegare un computer ci semplifica e velocizza la vita, ma stiamo anche rimuovendo alcune capacità dal nostro cervello. Ci stiamo abituando a non usare più la logica, perché le risposte le troviamo velocemente sul telefono. E poi giornalmente riceviamo centinaia di input, continue scelte da prendere (anche insignificanti) e il nostro cervello può prendere un numero limitato di decisioni, indipendentemente dalla loro importanza.

Vogliamo poi parlare dei danni alla memoria?

Sappiamo di avere la memoria “di lavoro” e quella “a lungo termine”. La memoria di lavoro ha una capacità limitata: più o meno sette le informazioni che possiamo considerare contemporaneamente (un numero che alcuni hanno abbassato a quattro). Per trasferire le informazioni dalla memoria di lavoro a quella a lungo termine occorrono tempo ed energia mentale; se il cervello è impegnato a trattenere troppe informazioni, non riesce a elaborarle e archiviarle.

Per acquisire informazioni bisogna fare attenzione e consolidarle. Quando le consolidiamo? Quando dormiamo. Se non dormiamo bene, questo consolidamento viene fatto male, come quando stiamo troppo tempo davanti a uno schermo, soprattutto prima di dormire. Abbiamo bisogno di dormire bene la notte e di momenti di riposo durante il giorno, in cui stiamo con i nostri pensieri, in cui elaboriamo idee, e non nei quali accendiamo lo smartphone per vedere i messaggi.

Dato che non possiamo acquisire tutto dobbiamo avere equilibrio tra quello che abbiamo assimilato e quello che è al di fuori di noi. Gli uomini hanno sempre avuto memorie esterne: oracoli, libri, amici; oggi con gli smartphone abbiamo memorie esterne prodigiose, ma dobbiamo anche avere un nostro archivio personale. La memoria è quella che ci permette di fare delle scelte e di avere delle opinioni: tu parli e io ti rispondo, perché al mio interno ho delle informazioni che ho sintetizzato.

Ebbene, secondo alcuni studi gli adulti hanno perso in questi dieci anni il 50% (cinquantapercento) della memoria: ci stiamo incamminando verso una grande amnesia collettiva.

Forse è per questo che nel cuore della Silicon Valley la scuola di maggiore successo sia la Waldorf School, secondo la pedagogia di Rudolf Steiner. Niente smartphone, niente computer; fogli, colori, ecc. e ci vanno i figli dei vertici delle più grandi company tecnologiche.

Bene, se siete sopravvissuti, ci vediamo alla 3^ parte.

10 gennaio 2022 Posted by | Diavolerie tecnologiche, Libri, Questa poi... | | Lascia un commento

I rivoluzionari de noartri

Fare la rivoluzione non è mica facile.

Devi combattere contro i controrivoluzionari, devi avere a che fare con le intemperie, devi trovare parcheggio e devi anche mangiare, perché altrimenti come la fai la rivoluzione a stomaco vuoto? Che se soffri pure di bruciori di stomaco, sono cazzi.

Allora la rivoluzione è meglio farla vicino a un bar o un ristorante, magari una trattoria economica, così fai una scappata a prendere un toast con un flute di prosecco e poi si ragiona meglio.

Ecco, questi due avevano pensato alla logistica a supporto del loro gesto rivoluzionario, peccato che non avevano fatto i conti con il green pass.

Perché nella dittatura italiana, se vuoi protestare contro qualcosa, devi prima possederla!

Terribbbile!

Allora quando ti trovi con le spalle al muro, che fai? Chiedi asilo politico, ovvio.

Peccato che per chiedere asilo politico contro chi ti obbliga ad avere il green pass, devi avere il green pass!

Terribbbbbbbile!

Portate un toast a questi due bischeri, che la strada per la Svezia è molto lunga.

17 ottobre 2021 Posted by | Questa poi... | | Lascia un commento

Una notizia devastante

Questa.

Che poi è un po’ simile alla distruzione di ettari ed ettari di terreno a opera degli insediamenti logistici (e non mi si dica “però danno lavoro”. Anche le coltivazioni di cotone in America davano lavoro agli schiavi).

Povera Italia…

Povero mondo…

15 giugno 2021 Posted by | Politica, Questa poi..., Storie ordinarie | | 1 commento

Sono stato cazziato dalle Poste

Fino a pochi giorni fa, quando noi correntisti andavamo in Posta per qualche operazione, dovevamo inserire la carta postamat nella macchinetta posizionata vicino all’ingresso.

A quel punto sul display usciva il messaggio “togliere la carta per stampare lo scontrino“. Tu toglievi la carta e usciva lo scontrino con il tuo numero di prenotazione. Aspettavi il tuo turno e la cosa finiva lì.

Oggi pomeriggio, invece, sono andato in Posta per prelevare due spiccioli (che il mio conto non mi consente di più), ho inserito la carta ed è uscito sul video un codice QR con la scritta “inquadra il codice con il tuo cellulare“.

Sono rimasto lì un po’ interdetto.

Avrei dovuto estrarre dalla tasca il telefono, togliere la cover (perché è la cover del modello precedente e copre parzialmente la fotocamera), inquadrare il codice, ecc. ecc.

A quel punto mi sono accorto che sotto al codice stava la scritta “stampa lo scontrino“.

Ho cliccato con il dito e a quel punto, insieme allo scontrino, è uscito il messaggio: “LA PROSSIMA VOLTA PRENOTA UN APPUNTAMENTO!

Eccheccazzo!

Come complicare le cose semplici…

 

19 marzo 2021 Posted by | Diavolerie tecnologiche, Questa poi..., Storie ordinarie | , , | 6 commenti

Tanto per puntualizzare…

Estinto fino al 2005, il ceppo H1N1 che provocò l’influenza spagnola è vivo e vegeto, prigioniero in una struttura di contenimento di massima sicurezza ad Atlanta, Georgia.

E’ stato “risuscitato” con l’obiettivo di studiarlo, anche se non tutti sono convinti che sia stata una mossa saggia.

Alcuni scienziati ritengono che sia stata riportata in vita “l’arma biologica forse più efficace oggi nota” e che, essendo il metodo per la sua ricostruzione disponibile su internet, la sua produzione da parte di scienziati improvvisati sia una possibilità reale.

Della serie: noi però siamo sempre i bravi, i cattivi sono sempre gli altri.

18 febbraio 2021 Posted by | Questa poi... | | 4 commenti

Trump

Mi stupisco di chi si stupisce di quello che sta accadendo negli USA.

Come se non si sapesse (o non si volesse sapere) che Trump è stato un imbroglione per tutta la vita (ma negli affari gli imbroglioni sono sempre andati alla grande).

Inoltre è anche pazzo.

Ma non c’è da stupirsi.

E’ una caratteristica della destra – anche di quella italiana – non riconoscere le regole.

Quante volte si è sentito Berlusconi dire che i governi di centro sinistra erano illegittimi?

Governi con la fiducia del Parlamento (perché la nostra è una Repubblica parlamentare) descritti come abusivi, sulla base di sondaggi o di elezioni parziali appena avvenute.

La destra non riconosce regole, l’ho capito anche negli anni della mia esperienza amministrativa.

Quindi, non c’è da stupirsi di quello che ha combinato Trump.

Il problema semmai è: cosa può ancora combinare in questi pochi giorni che ci separano dal 20 gennaio?

7 gennaio 2021 Posted by | Politica, Questa poi... | , , | 1 commento

Le medaglie hanno sempre due facce

Healthcare cure concept with a hand in blue medical gloves holding Coronavirus, Covid 19 virus, vaccine vial

Stanno facendo scalpore oggi gli articoli dei giornali che parlano di questa notizia: molti operatori delle RSA non vogliono saperne di vaccinarsi contro il Covid-19.

Detta così, la notizia suscita scalpore, anche indignazione.

Ma come! Con tutti i morti che ci sono stati, soprattutto nelle residenze per anziani, sono proprio i dipendenti a non volersi vaccinare?

Premesso che io ritengo che il vaccino anti Covid dovrebbe essere obbligatorio, tolti ovviamente i casi nei quali non può essere somministrato, questa è la tipica notizia che, esplicitata così, lascia il tempo che trova. Anzi, fa più disinformazione che altro.

Anzitutto la notizia deriva da un sondaggio svolto dall’associazione Anaste in Piemonte.

Anaste è un’organizzazione che racchiude diversi gestori privati di strutture socio sanitarie per anziani. Anaste ha anche un proprio contratto collettivo.

I privati, insieme alle cooperative, da tempo gestiscono strutture socio sanitarie per anziani e disabili, perché ci guadagnano.

Le loro gestioni sono improntate al guadagno, realizzato con tre strumenti principali:

stipendi bassi al personale dipendente. La voce di spesa per il personale è quella più elevata in queste strutture. Pagare poco il personale, sfruttarlo, risparmiare sulla formazione incide moltissimo sul risultato economico;

bassa qualità dei servizi. Tutti sanno che molti utenti di queste strutture non hanno parenti, o non si occupano di loro o sono lontani. Molti di questi non badano alla qualità, ma a risparmiare sulle rette;

risparmi derivanti da gestioni associate. Concludere contratti con i fornitori per quantità elevate consente di ottenere prezzi più bassi rispetto a chi contratta per piccole quantità.

L’atteggiamento del personale risultante da questo sondaggio (bisognerebbe anche vedere le modalità con le quali è stato condotto) è una diretta conseguenza di consentire (anzi, spesso agevolare) gestioni di servizi socio sanitari particolarmente delicati improntati alla logica del profitto: non c’è ritorno di qualità, non c’è fidelizzazione del personale. Poi che pretendi?

Come dire: chi la fa l’aspetti.

27 dicembre 2020 Posted by | Questa poi... | | Lascia un commento

Senza cognizione

C’ho a che fare con una persona senza cognizione.

Cognizione nel senso di consapevolezza delle cose con le quali si ha a che fare, dei problemi da risolvere, delle persone con le quali si hanno rapporti.

Il fatto è che questa persona ha la stessa capacità dei cretini: ti trascina al suo livello e ti batte con l’esperienza.

E’ veramente difficile affrontarla.

In questo week end mi devo preparare, perché lunedì ho intenzione di stringerlo nella morsa della responsabilità, ma non so se ci riuscirò.

Cercasi manuali adatti.

Imagine

 

5 dicembre 2020 Posted by | Questa poi..., Vita lavorativa | , | 2 commenti