Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Una settimana da dimenticare…

Quella appena trascorsa (per lo meno dal punto di vista lavorativo) è stata una settimana durissima.

Ma che dico durissima? Peggio: di diamante!

Lo è stata anzitutto sul piano lavorativo, per via di uno scontro che ho avuto con l’amministratore della mia azienda.

E lo scontro è iniziato con una mossa da parte sua che non mi aspettavo e che mi ha spiazzato: mi ha minacciato.

La mia reazione c’è stata, ma a posteriori ritengo che non sia stata sufficientemente decisa.

E così, anche se lui è andato a dire con altri colleghi che ha passato alcune notti insonni, io ho rimuginato sulla cosa e sono giunto alla conclusione che la cosa non può certo finire qui.

Durante tutta la settimana l’amministratore non mi ha contattato (solo una breve mail oggi), ma io sto prendendo le mie contromisure.

Anzitutto desidero tutelare me stesso: un vecchio proverbio recita “verba volant, scripta manent“, ma anche i “verba” possono rimanere… (chi vuole intendere, intenda…).

Ma rimane il mio sconcerto per un comportamento inconcepibile: mai mi era accaduto in oltre trent’anni di lavoro. Forse l’arroganza, l’impudenza e la faccia di tolla di certi personaggi hanno ormai raggiunto livelli stratosferici, autoalimentandosi e autogiustificandosi.

La vita familiare non aiuta e a peggiorare ulteriormente la situazione c’è lo scoppio improvviso della mia allergia: respirare alla sera diventa un’impresa, anche se sono imbottito di antistaminici.

L’unica cosa positiva della settimana appena trascorsa è stata che ho ripreso ad andare in bicicletta: solo 52 chilometri per ora, perché le gambe si devono riprendere dall’ozio invernale (e anche la panza dovrebbe scendere un po’), ma tanto è bastato per farmi riprendere confidenza con i pedali.

Speriamo che in questi giorni non piova, così posso affrontare nuovamente le salite/pianure/discese delle nostre valli e liberare la mente da tutti i pensieri malsani che si sono accumulati in questi giorni. Perché, come dicevasi qui, l’importante è continuare il viaggio (finché ci è consentito).

Buon fine settimana a tutte/i!

Musica

 

 

Annunci

27 aprile 2018 Posted by | Questa poi..., Storie ordinarie, Vita lavorativa | , , | 12 commenti

Idiosincrasia

Cos’è l’idiosincrasia (da non confondersi con l’indiosincrasia, che è ‘na roba orientale)?

Lasciando perdere l’accademia del cruscotto, è quando uno veramente non ne può più di una cosa, cioè s’è rotto definitivamente le palle!

Ecco, io sono idio(ta?)sincratico praticamente verso il mondo intero.

Stamattina sono partito alle otto perché dovevo andare in un certo posto (dove? praticamente sarebbero anche un po’ cazzi miei).

Mi dirigo al casello autostradale e noto che il traffico aumenta stranamente e improvvisamente.

Davanti al polo logistico stava un picchetto del sindacato RDB che ce l’aveva con qualche multinazionale “che vive sullo sfruttamento dei lavoratori“. Questi quattro coglioni bastava che attraversassero la strada e andassero in una qualunque delle tante aziendine padane per accorgersi che gli industriali nostrani sono decenni che vivono sfruttando la manodopera, che la fanno timbrare il cartellino anche per andare al cesso.

Ma tant’è.

Questi quattro coglioni hanno bloccato il traffico di auto e camion lungo la provinciale e quello in uscita dal casello autostradale; per fortuna sono riuscito a intrufolarmi nel casello prima che fosse bloccato pure l’ingresso.

Dopo avere percorso una cinquantina di chilometri mi sono accorto di avere dimenticato di fare gasolio e che non sarei riuscito ad arrivare alla meta. Così mi sono fermato al distributore di un autogrill e ho pagato il carburante così caro che se avessi messo del dom perignon nel serbatoio avrei sicuramente speso di meno.

Giunto all’altezza di quel di Campegine-Terre di Canossa, un tabellone autostradale mi avvisava che tra Reggio Emilia e Modena ci stava una coda di tre chilometri in aumento, causa incidente.

Allora ho preso l’uscita di Reggio Emilia e ovviamente mi sono accorto che non ero il solo ad avere avuto quella pensata: il traffico era cospicuo (notare la finezza dell’aggettivo, praticamente alla Di Maio). Arrivato in un certo paese del quale non ricordo il nome, il navigatore che avevo prudentemente acceso mi ha fatto deviare dalla retta via (…), forse per prendere una scorciatoia, ma io essendo sospettoso nei confronti delle scorciatoie dei navigatori gratuiti, sono tornato indietro, e bene ho fatto.

Giunto alla meta appena in tempo, ho parcheggiato in via Puccini e mi sono recato dove dovevo recarmi (che sono sempre cazzi miei). Dopo tre ore sono uscito, un po’ rincoglionito e ho percorso la strada a ritroso, in cerca di via Puccini, ma niente: ho incrociato via Bellini, via Rossini, via Monteverdi, via Chopin e un’altra decina di musicisti di tutte le razze, ma dell’autore della Manon Lescaut nemmeno l’ombra. Ho fatto il percorso per due volte prima di accorgermi che il cartello con il nome della via c’era soltanto dall’altra parte, dove avevo parcheggiato, ma non da questa dov’ero io.

Incazzato e sudato, sono salito in auto e ho ripreso la strada del ritorno, non prima di essermi fermato in un autogrill ed essermi sparato una razione di gnocchi al pesto e funghi e un tiramisù formato gigante.

Alla fine di questa via crucis sono arrivato a casa e ho proseguito la giornata con il mio programma programmato, non senza essermi detto prima: io non ce la faccio più.

E domani c’ho pure la psicologa.

Ma secondo me sono gli altri a dover andare dallo psicologo, mica io…

Alizee (che è sempre un bel vedere…)

17 aprile 2018 Posted by | Questa poi..., Storie ordinarie, Un po' di me | , | 12 commenti

Spreco io, guadagni tu

Esiste un farmaco chiamato Glivec che è in grado di bloccare la leucemia mieloide, un cancro che fino a ieri raramente lasciava scampo, mentre oggi non uccide più. Il suo principio attivo è l’imatinib.

Proprietaria dell’imatinib è stata la svizzera Novartis, che ne ha imposto il prezzo: da 15 a 26 euro la pillola, da 3.147 a 1.800 euro al mese di spesa. Circa 320 milioni di euro pagati ogni anno alla Novartis, dal 2001.

Tutto bene: la spesa ha salvato migliaia di vite.

Però…

Il brevetto della Novartis è scaduto il 21 dicembre 2016.

Invece di passare in gran fretta al generico, le Regioni se la sono presa comoda, con la sola eccezione del Piemonte, che ha indetto una gara tra le aziende produttrici del generico prima della scadenza, realizzando un risparmio del 97% (novantasette per cento).

Ora, è facile immaginare quanti soldi sono finiti nelle tasche della Novartis, che ha continuato a vendere il medicinale al prezzo da lei imposto: i soldi incassati, ovviamente, sono quelli nostri.

All’ospedale San Gerardo di Monza lavora il dottor Carlo Gambacorti-Passerini, primario di ematologia, (detto il Gamba), uno dei tre medici che hanno inventato l’imatinib (ovviamente all’estero) e lo hanno testato. Quando il brevetto è scaduto, il Gamba ha deviato subito verso il generico: “Così la terapia di un mese costa circa 40 euro, al posto dei 1.800 di prima“.

Ma non è finita qui.

Il brevetto internazionale dell’imatinib è scaduto nel 2013 e ogni Paese si è regolato come ha creduto.

Il Canada e la Corea del Sud sono passati subito al generico; alcuni hanno concesso alla Novartis proroghe di sei mesi. L’Italia ha concesso una proroga di quattro anni.

Ma anche dopo la scadenza della proroga, le Regioni sono in ritardo e ogni mese che scivola via garantisce alla Novartis un profitto enorme.

Così vanno le cose quando si liberalizza un farmaco per uso ospedaliero: ogni amministrazione agisce con tempi diversi, regalando milioni di euro alle aziende produttrici per farmaci che potrebbero costare molto meno.

Il Gamba si chiede: “Cui prodest?

13 marzo 2018 Posted by | Questa poi..., Salute | , | 5 commenti

L’eterno dilemma…

Meglio la bionda o la bruna?

Bonanotte!

27 dicembre 2017 Posted by | Musica, Questa poi... | , , | 16 commenti

Dice il saggio…

Chi semina vento, raccoglie tempesta.

Se adotti la tecnica del marchese del grillo, non è che poi puoi pretendere collaborazione dai tuoi “sottoposti”.

Eh…

21 giugno 2017 Posted by | Questa poi..., Storie ordinarie | , | 5 commenti

Ma vaff…

Compongo il numero del coll senter INPS

  • Per la lingua italiana, selezionare 1
  • Seleziono 1
  • Per INPS selezionare 1, per INAIL…
  • Seleziono 1
  • Le consiglio di tenere a portata di mano il codice personale di accesso
  • Cazzarola! Il codice di accesso! Chiudo la chiamata e cerco il codice di accesso. Richiamo
  • Per la lingua italiana, selezionare 1
  • Seleziono 1
  • Per INPS selezionare 1, per INAIL…
  • Seleziono 1
  • Le consiglio di tenere a portata di mano il codice personale di accesso
  • Ce l’ho! Toh!
  • Indicare chiaramente e succintamente il motivo della sua chiamata
  • Indico chiaramente e succintamente il motivo della mia chiamata
  • Ho compreso il motivo della sua chiamata. Tra breve sarà messo in contatto con un operatore
  • Non riattacchi per non perdere la priorità acquisita
  • Alla fine della telefonata sarà chiamato a rispondere a tre brevi domande sulla qualità del servizio
  • Non riattacchi per non perdere la priorità acquisita
  • Non riattacchi per non perdere la priorità acquisita
  • Risponde dall’Italia l’operatore 6749
  • Buongiorno, in che cosa posso esserle utile?
  • Buongiorno. Mi chiamo Aquila e vorrei sapere…
  • Le chiediamo gentilmente di rispondere a tre brevi domande sulla qualità del servizio.
  • Pronto? Pronto?
  • Ha avuto difficoltà a contattare il coll senter? Indichi da 1 a 3, dove 1 significa nessuna difficoltà.
  • Ma io veramente… vabbe’, digito 1
  • Ha avuto difficoltà con il riconoscimento vocale del suo problema? Indichi da 1 a 3, dove 1 significa nessuna difficoltà.
  • No, non ho avuto difficoltà, ma l’operatore dov’è finito? Comunque digito 1
  • Ha suggerimenti per il miglioramento del servizio?
  • No, cioè, uno ce l’avrei, ma non so se funziona il riconoscimento vocale delle parolacce.
  • Grazie (e la telefonata si interrompe).
  • Ma vaffanculo!
  • Musica!

19 giugno 2017 Posted by | Diavolerie tecnologiche, Questa poi... | | 19 commenti

L’arancia

Navigando nel web, mi sono imbattuto in questa storiella.

Due sorelle si alzano una domenica mattina e si dirigono in cucina.

Entrambe vogliono un’arancia, ma aprendo il frigorifero vedono che ce n’è una sola.

Scartano l’ipotesi di mettersi a litigare per chi deve prenderla, perché questo rovinerebbe la giornata appena iniziata.

Impercorribile è anche la possibilità che decida la madre, perché non vuole intervenire.

Allora adottano la soluzione più semplice: metà arancia ad ognuna.

La prima prende la sua metà, la spreme, beve il succo e butta la buccia nella pattumiera.

La seconda grattugia la buccia per la torta che vuole cucinare e butta la polpa nella pattumiera.

Meditate gente, meditate…

Musica

11 giugno 2017 Posted by | Questa poi..., Storie ordinarie | , | 28 commenti

Esperti di tutto

Mica è facile.

Un giorno devi essere esperto di vaccini, perché devi interloquire con quelli che li vogliono obbligatori, quelli che sono no vax, quelli che sì ma andiamoci piano.

Il giorno dopo sei chiamato in causa per le strategie anti terrorismo, perché dopo Parigi, Londra, Parigi, ancora Londra, non capisci perché non ti chiamino direttamente per una consulenza in materia.

Poi c’è la questione migranti, con tutto quello che ne consegue: flussi, centri di raccolta, ong. Tu hai tutto sotto controllo, dov’è il problema?

Poi c’è la partita di champions e non ti capaciti del perché non ti abbiano messo al posto di Allegri, anche per una sera sola, che di gol gliene avresti affibbiati quattro, ma agli altri.

E non hai ancora finito con le strategia calcistiche, che ti vogliono liberare Riina e allora devi sfoderare tutte le tue competenze in diritto penale.

E domani?

Non vogliamo battibeccare con Cannavacciuolo per come ti cucina i gamberoni al sale?

E a Trump non vogliamo dare una bella lezione di ecologia, spiegandogli bene cosa sono gli accordi di Parigi?

Eh… dura la vita del sapiente…

Only you

 

6 giugno 2017 Posted by | Questa poi... | | 14 commenti

E domani…

… è già mercoledì.

Settimana corta, questa.

Poi ce ne andiamo tutti a bailar!

vamos a tequila

30 maggio 2017 Posted by | Questa poi... | | 6 commenti

Spam!

smile-che-rideAlcune mail nella cartella spam:

Catarine Conti: cerco un ragazzo per una notte (notare: per una notte. Comunque grazie per il “ragazzo”);

Camilla Bruno: incontri privati per il sesso (ovvio che sono privati, mica ci possiamo incontrare in piazza);

Massima De Luca: ho bisogno dello schiavo nel mio letto (qui la cosa diventa complicata);

Vera Bruno: sei pronto di fare la conoscenza e scopare con una moglie di qualcuno? (una moglie di chi? E poi il “qualcuno” come la prende ‘sta cosa?)

Sabrina Esposito: la registrazione per il sesso aperta (un po’ come mettere il microchip ai cani, insomma);

Dani Greco e Bona Colombo: cerco un uomo per far l’amore (“far”, poetico. Ma le due saranno amiche? Cioè, è ‘na cosa a tre?);

Giovanna Colombo: cerco un ragazzo capacce di soddisfarmi (con due “c”, mi raccomando. Comunque Giovanna mi scrive almeno una volta a settimana; deve proprio essere in crisi, mi fa quasi pena. Vorrebbi proprio aiutarla…).

Poverine…

Liga – Ho messo via

15 novembre 2016 Posted by | Questa poi..., Storie ordinarie | | 25 commenti