Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

E poi non ti lamentare!

Oggi pomeriggio m’ha telefonato una società di ricerche di mercato per un sondaggio sulle elezioni prossime venture.

Mentre rispondevo alle domande, mi è tornata in mente una discussione avuta qualche giorno fa con un mio cugino.

Questo parente a un certo punto mi ha detto che sono anni che non vota più, perché gli fanno schifo tutti.

Beh – gli ho risposto io – ognuno è libero anche di non votare, mica è un reato. però chi non vota è come se delegasse agli altri il governo della cosa pubblica, e quindi secondo me non ha diritto di lamentarsi. Se tu mi chiedi cosa voglio da mangiare e io ti rispondo “Fai tu”, poi mica posso lagnarmi se m’hai fatto i cavoli bolliti (a me) e tu ti spazzoli le lasagne!

Un conto è andare a votare scheda bianca (come dire: io vorrei partecipare, ma non c’è nessuno che si merita il mio voto), ma disertare le urne ha un chiaro significato: decidano gli altri anche per me.

Quindi, caro cugino, nun me rompe li cojoni!

Musica!

Ah… scusate… dimenticavo:

21 maggio 2017 Posted by | Politica | | 13 commenti

Sto qua, sto qua… (sempre tecnologicamente sfigato)

Vabbe’, ricompaio dopo una settimana, ma solo perché è stato un periodo di fuoco, questo.

Un periodo nel quale, tornato a casa, mi sentivo praticamente svuotato (oggi mi sono chiesto se ne vale la pena…).

Comunque, più o meno ne sono venuto a capo.

Però, però, però… non sono riuscito a venire a capo della mia sfiga tecnologica.

La settimana scorsa si è rotto il mio aspirapolvere che c’ha tutta una tecnologia particolare per evitare le reazioni allergiche.

Visto che non riuscivo a trovare un centro di assistenza, ho inviato una mail direttamente all’azienda.

Mi hanno risposto, sempre via mail, di chiamare il loro coll senter, che mi avrebbero fatto fare un “piccolo” test telefonico per capire cosa si era rotto.

Ho telefonato al coll senter. Dopo avermi chiesto nome, cognome, data e luogo di nascita, residenza, numero di telefono, indirizzo mail e numero di scarpe, abbiamo fatto il test. Risultato: motore e batteria da buttare (a dire la verità, potevo anche arrivarci da solo, anche se mi pare strano che si guastino due cose contemporaneamente).

Soluzione: ordinare il pezzo di ricambio, pagarlo con carta di credito e attendere qualche giorno che arrivi tramite corriere. E così faccio (avevo alternative?).

Dopo qualche giorno arriva il pezzo di ricambio, lo installo, lo metto sotto carica e dopo qualche ora lo provo: funziona!

Mi congratulo con me stesso: in fondo non è stato poi così difficile.

Il giorno successivo stacco l’aggeggio per aspirare una cosina e… non funziona più!

Provo, riprovo, straprovo, ma non c’è niente da fare: si è rotto anche il pezzo che sostituiva quello rotto.

Così oggi ho chiamato di nuovo il coll senter. La fanciulla che mi ha risposto mi ha detto di non preoccuparmi: il pezzo è coperto da garanzia (volevo ben vedere, è durato un giorno!). Ora devo soltanto ricevere una loro mail, che conterrà un’etichetta speciale che dovrò incollare sul pacco nel quale infilerò il pezzo rotto e che il corriere verrà a prelevare e che forse verrà aggiustato, o forse verrà sostituito, comunque alla fine “è stato un piacere” e ha riattaccato.

Ma non è finita qui (sarebbe troppo bello).

Non sono ancora riuscito a farmi riconsegnare la mia cuching mascin comprata il 12 dicembre e portata ad aggiustare il 5 gennaio.

Ora, come saprete una cuching mascin è uno di quegli aggeggi che praticamente cucinano mentre tu fai dell’altro, cioè guardi la cuching mascin che sta cucinando!

Ho telefonato, ho scritto, ho mobilitato la mia associazione di difesa dei consumatori, ma non c’è stato niente da fare finora: pare che abbiano deciso di sostituirla, ma, si sa, con i dovuti tempi tecnici. E questi tempi tecnici, a quanto pare, possono durare mesi, anni, forse non basta una vita intera per avere indietro quello che si è pagato in anticipo e che non si riesce a riavere indietro.

Cioè, ho fatto in tempo a cucinare soltanto un risotto, un misero risotto!

Ma non è finita qui (sarebbe fantastico).

Domani devo andare a comprarmi il nuovo cellulare.

E potete capire con quale spirito lo faccia.

P.S.: questa canzone mi calma e mi rasserena.

Buon week end a tutt quant!

 

19 maggio 2017 Posted by | Storie ordinarie | 26 commenti

Settimana di m…

E’ iniziata male subito da lunedì.

E’ proseguita peggio martedì.

E’ stato un disastro mercoledì.

Su oggi è meglio stendere un velo pietoso.

Da un po’ di tempo non me ne va bene nemmeno una.

Lo so che gran parte della colpa è la mia, nel senso che quando le cose vanno male devi restare calmo, lasciare sbollire la rabbia, prenderle per il verso giusto e tentare di raddrizzarle. Se ti fai prendere dal vortice dell’incazzatura, sei fregato.

Lo so bene, la teoria la conosco bene, ma in questo momento proprio non ce la faccio.

Ingigantisco qualsiasi problema, anche minuscolo.

E il week-end mi fa paura…

Musica

 

11 maggio 2017 Posted by | Un po' di me | | 29 commenti

Un angelo?

Sono quasi le 17, gli uffici sono ormai tutti chiusi e un povero direttore di una povera aziendina di provincia sta per andarsene a casa: mette a posto le scartoffie sulla scrivania, dà un’occhiata all’agenda con gli appuntamenti della settimana seguente, spegne il computer.

Quando… qualcuno bussa alla porta.

Il povero direttore butta là un “Avanti!” poco convinto, pensando Ma chi cazzo è che viene a rompere i coglioni a quest’ora?

La porta si apre lentamente e compare lei: un angelo.

Fluenti capelli corvini riccioluti, occhi verdi (credo), sguardo felino e…

“Buongiorno. Mi scusi direttore, sono la dottoressa… della medicina legale dell’azienda USL. Non volevo disturbarla, ma sono qui per…”

Oh… per qualunque motivo lei sia venuta, ora le occorrerà assistere un povero direttore che è rimasto fulminato da cotanta angelica visione.

“Sa, gli uffici al piano terra sono chiusi e allora ho visto il cartello direzione e mi sono permessa…”

Oh… ma si permetta pure. Qui siamo tutti molto permessivi.

“Allora mi accompagna lei a…”

Se l’accompagno? Ma mi consideri pure a sua disposizione. me e tutta l’azienda.

Vabbe’, le cose non sono andate proprio così, ma la dottoressa era veramente…

Veramente.

(Il primo obiettivo di un direttore deve essere il self control, perdinci!)

Caduto dalle stelle

5 maggio 2017 Posted by | Storie ordinarie | , | 13 commenti

Ok

Ho imparato da tempo a sopportare le contumelie di mia figlia.

Metto una pietra sopra al malumore, al nervosismo, agli sbalzi d’umore, insomma a tutto quello che caratterizza l’adolescenza. Con maggiori difficoltà, ma riesco a passare oltre anche all’arroganza (a fatica, lo ammetto, perché l’arroganza è uno dei mali di questo nostro tempo).

L’esperienza (la mia esperienza, in particolare) mi ha insegnato che nella vita ci sono cose più importanti.

Una di queste è il rispetto.

Perciò, quando sento che manca di rispetto (a me o a sua madre), allora mi arrabbio.

E quando mi arrabbio veramente io non urlo, anzi. Faccio silenzio. Tronco la discussione. Chiudo i rapporti.

In attesa di scuse che non arriveranno.

E in attesa che passi la bufera, perché la vita continua, malgrado tutto.

Ma non tutti i mali vengono per nuocere. Domani mattina si alzerà da sola alle sei per andare in gita. Si preparerà da sola i panini. Andrà in stazione a piedi e tornerà dalla stazione a piedi.

P.S.: stasera durante la cena mi sforzavo di ricordare un episodio nel quale avessi mancato di rispetto a mio padre, volontariamente. Non me ne è sovvenuto alcuno (notare la finezza letteraria…).

Arrabbiata

2 maggio 2017 Posted by | Notizie dal mondo fatato, Un po' di me | , | 19 commenti

Ladri

Non so se qualcuno si ricorda uno degli ultimi video di Bin Laden, registrato in una sperduta zona montagnosa dell’Afghanistan, con alle spalle un telo.

Pare che dopo qualche minuto gli USA abbiano sganciato un bel po’ di bombe (rigorosamente intelligenti, eh?) nel luogo dove il Bin aveva parlato. Peccato che nel frattempo lui se la fosse già data a gambe.

Ma come avevano fatto gli USA a capire dove era il Bin, considerati i pochissimi elementi che avevano a disposizione da quel video? Pare che il merito fosse in un programma messo a punto per conto della CIA, chiamato Palantir.

Ora – state bene a sentire – pare che l’ex direttore dell’Agenzia delle Entrate volesse mettere le mani su quel software, per scoprire gli evasori fiscali italiani.

Roba da non crederci.

Il fisco italiano ha già tutti gli strumenti e i dati per scoprire gli evasori. Stanno nei 1.500 server stipati in un bunker alla periferia di Roma, il famoso sistema Serpico (dati duplicati, salvati e conservati in una caserma della guardia di finanza in un luogo segreto). Gli evasori in Italia non vengono scoperti e non vanno in galera perché sono protetti dai politici per i quali votano (circa 10-12 milioni di elettori).

I dati dell’evasione fiscale in Italia sono spaventosi.

Secondo la Confindustria lo Stato perde circa 124 miliardi di euro all’anno.

Secondo la Confcommercio i miliardi sarebbero 154.

Secondo centri di ricerca specializzati (stranieri) si supererebbero i 200 miliardi di euro.

Ogni lavoratore pagherebbe una “tassa” sull’evasione di 3.285 euro all’anno.

Nel 2009 abbiamo dichiarato 783 miliardi di euro e ne abbiamo spesi 918.

Nello stesso anno è stato riscosso il 10,4% dell’evasione accertata; nello stesso anno in Albania hanno riscosso il 44% e in Gran Bretagna il 91%.

Dal 1900 vi sono stati 60 condoni.

518 contribuenti con redditi inferiori a 20.000 euro sono proprietari di un jet privato.

In italia i detenuti per reati economici sono lo 0,6% della popolazione carceraria; la media UE è del 5,9%.

Questo libro di Stefano Livadiotti fa venire i brividi.

Stiamo litigando con l’Europa per trovare 3,4 miliardi di euro e ce ne lasciamo scappare centinaia.

27 aprile 2017 Posted by | Storie ordinarie | | 28 commenti

E’ giusto oppure no?

E’ giusto oppure no che lo Stato sia proprietario delle autostrade? Che controlli le più importanti vie di comunicazione, oppure che le ceda ai privati, senza che vi sia alcuna concorrenza in questo settore? E’ giusto che le più importanti vie di comunicazione siano in mani private, mentre le strade meno importanti sono di proprietà pubblica (statale, provinciale, comunale)? E’ giusto che dove si paga (e quindi si guadagna) ci sia il privato e dove si viaggia gratis (e si spende) ci sia invece il pubblico?

E’ giusto oppure no che lo Stato sia proprietario di una dorsale di trasmissione dati (telefonica, web o altro) e di una azienda che distribuisca capillarmente la posta e che, se vuole, raccolga anche credito, che sia di presidio sia nelle metropoli, sia nei paesini di montagna con qualche centinaio di abitanti?

E’ giusto oppure no che lo Stato sia proprietario di una compagnia di traffico aereo, anche di ridotte dimensioni, che possa garantire un servizio pubblico anche in quelle tratte dove si guadagna poco ma occorre garantire un servizio ai cittadini?

Insomma, in una parola, è giusto oppure no che lo Stato si riservi il controllo di quei settori vitali della vita della comunità statale che devono funzionare ugualmente anche in caso di catastrofi, di guerre, di devastazioni (sperando che non debbano accadere mai)? Oppure bisogna andare a bussare in casa a gestori privati per utilizzare strade, telefoni e aerei?

Un tempo (nel secolo scorso) si diceva che lo Stato non doveva produrre i panettoni e nemmeno le automobili.

I panettoni e le automobili li abbiamo ceduti ai privati.

Con i panettoni è andata abbastanza bene.

Con le automobili proprio no.

Con le autostrade, i telefoni e gli aerei meno che mai.

P.S.: so’ tornato dar mare. Faceva un po’ freddino…

aeroplano

25 aprile 2017 Posted by | Politica | | 30 commenti

Il vecchio e il mare

Sarà che non amo particolarmente la letteratura americana (a parte alcune eccezioni), ma io il motivo di tanto successo di questo libro proprio non l’ho capito.

Mi sono accorto che si legge facilmente, che ha uno stile asciutto, una prosa coinvolgente.

Ho anche cercato di calarmi nella figura del vecchio, ma niente.

Non è un giudizio sull’autore, ma sul libro specifico.

Forse mi sfugge qualcosa…

P.S.: domani mare mare!

Però ho un brutto presentimento…

 

22 aprile 2017 Posted by | Libri | | 8 commenti

La frase magica

E va bene che la TAC si era poi rivelata normale.

E va bene che hai fatto gli esami del sangue e sono normali.

E va bene che l’oncologa ha esaminato l’una e gli altri e ha concluso che al momento va tutto bene.

Ma oggi dovevi ritirare il referto della risonanza magnetica fatta la scorsa settimana.

La risonanza magnetica è un po’ la bestia nera di noialtri.

Sarà perché il rumore della macchina che ti scandaglia sembra che ti esamini fin dentro l’anima.

E allora lo stressometro si impenna non appena hai in mano la busta chiusa del referto.

Che poi tenti anche di prenderla sul ridere, nel senso “che gusto ci sarebbe altrimenti?

E dai un’occhiata veloce alle poche righe.

Poche: è un buon segno, vuol dire che non c’è niente da dire.

Ma non ti fermi e cerchi la frase magica, quella che ti consente di andare avanti, per lo meno fino alla prossima risonanza: non segni di recidiva locale neoplastica.

Oggi c’è.

Godiamocela.

Domani vedremo.

P.S.: ma conoscete qualche altro mezzo per movimentare un po’ questa noiosa vita?

18 aprile 2017 Posted by | Salute | | 42 commenti

Così è la vita

Si parla poco della morte nella nostra società.

Si pensa che, non parlandone, la si esorcizzi.

Oppure si pensa che, parlandone, ci si rovini l’esistenza.

In realtà non è così.

Se ne parla poco soprattutto con i bambini e con i ragazzi, anche dopo che si è verificato un lutto.

Ecco che allora la persona “è partita per un lungo viaggio” e il bambino attende il suo ritorno, che non avverrà mai e che lo lascerà sconfortato.

Ma c’è anche il mito dell’eterna giovinezza, da raggiungere con tutti i mezzi, chirurgia compresa, anche a costo di diventare delle maschere di sé stessi.

Anni fa ho scritto un racconto sulla morte, che è risultato vincitore di un concorso letterario ed è stato pubblicato in una antologia: La signora.

Me la sono immaginata come una bella signora che una sera fa visita a un uomo. Lui le prepara la cena e mangiano insieme, senza scambiarsi una parola, sfiorandosi solo con lo sguardo. Finché arriva l’ora e , dopo l’ultima sigaretta, lei se lo porta via, serenamente.

Purtroppo le cose non vanno sempre così: c’è chi soffre e chi deve pure emigrare per  incontrare la signora, ma così è la vita.

Eppure pensare ogni tanto alla morte non vuol dire essere tristi o non saper apprezzare la vita.

Al contrario.

Essere coscienti che si ha più vita alle spalle che davanti aiuta proprio a godere anche delle piccole cose; a rivedere il proprio passato; a ricordare i momenti belli e a viverne altri; a perdonarsi anche. E anche a perdonare gli altri, qualsiasi significato si dia a questa parola.

Ho scoperto che c’è un bel sito che aiuta i bambini e i ragazzi a superare i momenti di difficoltà che seguono un lutto: solimainsieme.it.

P.S.: eccezionale questo epitaffio. Meglio qui che in riunione.

La prima cosa bella

17 aprile 2017 Posted by | Un po' di me | | 16 commenti