Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Gli anni più belli

Mah…

Anche se sono un inguaribile nostalgico, non è che questo film mi abbia entusiasmato più di tanto.

Mi ha ricordato un po’ il celebre C’eravamo tanto amati, ma quello era tutta un’altra cosa, era Ettore Scola e compagnia bella.

Qui gli attori sono bravi, ma la storia secondo me fa acqua, compreso il finale con genitori e figli tutti alla vogliamoci bene.

La storia di quattro amici nell’arco di quarant’anni, con le speranze di cambiare il mondo che si spengono una dopo l’altra: è il mondo che cambia le persone e non viceversa.

Insomma, niente di nuovo sotto il sole.

883 – Gli anni

15 febbraio 2020 Posted by | Film | | 2 commenti

Di chi devi avere paura?

Ieri sera a cena, una delle poche volte che abbiamo approfittato per parlare io e mia figlia, ho cercato di farle capire che le persone delle quali dovrà temere maggiormente nella vita non sono i cosiddetti “poveri”, ma quelli in giacca e cravatta.

Mi ha risposto che io sono prevenuto.

Le ho fatto l’esempio degli evasori fiscali: non stanno tra i lavoratori dipendenti e nemmeno tra i pensionati, ma tra i professionisti, gli imprenditori, i commercianti…

Mi ha risposto che sono prevenuto.

Le ho fatto un esempio di un debitore della nostra azienda, che gestisce un’importante attività commerciale vicino a noi: non paga i debiti ma sputtana i soldi alle Maldive d’estate e a sciare d’inverno, mentre i poveri se hanno debiti in genere è perché non hanno soldi.

Mi ha risposto che sono prevenuto.

Ma io non sono prevenuto, io sono…

 

11 febbraio 2020 Posted by | Questa poi..., Sani principi, Storie ordinarie | , , | 2 commenti

Uno studio in rosso (2)

L’ho riletto e concordo in pieno con quanto scrissi nel 2016.

Aggiungo due considerazioni.

A pagina 21 (della mia edizione) Sherlock “distrugge” Dupin (“era tutt’altro che un genio”) e Lecoq (“era un pasticcione da quattro soldi”).

A pagine 23 dice “Elementare” (senza il Watson e senza punto esclamativo).

Sherlock era “egocentrico, superbo e saccente“?

Certo, ma è proprio per questo che mi piace.

10 febbraio 2020 Posted by | Libri | | 5 commenti

Il grande romanzo dei Vangeli

Va bene che il popolo italiano, nella sua sub cultura, poco se ne intende anche di religione (salvo andare in chiesa per sbirciare come si presentano le altre persone) e quindi è sempre interessante scoprire cosa ne pensano gli storici dei Vangeli, ma ora la storia sta diventando un po’ trita e ritrita.

Cos’è che scopriamo di nuovo in questo libro che Augias non abbia già indagato nei suoi precedenti, con l’ausilio di illustri studiosi della nostra religione?

Poco e niente.

Che Gesù probabilmente era un potente esorcista, cioè un curatore di malattie mentali.

Che Gesù aveva fratelli e sorelle (anche loro figli di Maria o figli di Giuseppe di primo letto? mah…).

Che Maria è la grande assente di tutta la storia, pur avendo avuto una parte essenziale.

Che Maria Maddalena era proprio lei, cioè una bella donna che per prima vede il Cristo risorto.

Che Giuda probabilmente non era quella fetecchia che pensiamo, ma il tesoriere degli apostoli.

Che i Vangeli sinottici sono stati scritti alla fine del 1° secolo, mentre quello di Giovanni è stato scritto nel 2° secolo, insieme a tanti altri Vangeli che la Chiesa ha scartato, ma che invece forniscono notizie molto importanti su quella storia.

E – alla fine – che tutto quello che non quadra nella storia e nelle parole di Gesù, viene fatto quadrare con la fede.

Vabbe’, lo sapevo anche prima…

8 febbraio 2020 Posted by | Libri | | 4 commenti

Odio l’estate

Premesso che a me piace la comicità di Aldo, Giovanni e Giacomo, questo ultimo film non ha deluso le mie aspettative.

Da qualche parte ho letto che il trio è tornato a quello che sa fare meglio: storie di amicizia tra personaggi diversissimi tra di loro, ed effettivamente è così.

Ma in questo film c’è forse qualcosa in più: accanto al trio ci sono tre attrici che reggono benissimo la parte di protagoniste: Lucia Mascino, la moglie altezzosa e superba di Giacomo; Carlotta Natoli, sempre un po’ schizzata, soprattutto come moglie di un precisino come Giovanni e Maria Di Biase, di una simpatia fuori dal comune e compagna di Aldo. Per non parlare poi di Michele Placido nella parte del maresciallo dei carabinieri rincoglionito.

Queste tre coppie si ritrovano a dover passare le vacanze estive nello stesso appartamento su un’isola, per un errore dell’agenzia di viaggi.

E queste tre coppie scoprono pian piano di avere più cose in comune di quelle che le dividono, perché l’estate è breve, ma anche la vita lo è.

Un film a tratti commovente, un pizzichino malinconico, ma comunque gradevole e spassoso, che mi ha lasciato ben disposto nei confronti del mondo all’uscita.

Consigliato.

P.S.: stasera ho un po’ di febbre. Stamattina avevo un leggero mal di gola, ma oggi pomeriggio la giornata era soleggiata e non ho voluto saltare la mia camminata settimanale. Al ritorno, nell’ultima mezz’ora è stata dura, perché non mi sentivo in forma. Ho fatto la doccia e mi sono ficcato a letto, provandomi la febbre: 37,5. Che faccio, chiamo il 118, mi dò malato per i prossimi 15 giorni, oppure  parto con l’allarme coronavirus?

Per come sto ora, mi sa che domani mi tocca timbrare il cartellino.

Non ci sono più le influenze di una volta…

Quelli Che Benpensano

3 febbraio 2020 Posted by | Film | | 3 commenti

La gravidanza

I miei controlli oncologici (follow up, come si dice in gergo) sono passati da sei a nove mesi.

Praticamente come una gravidanza.

30 gennaio 2020 Posted by | Salute | | 12 commenti

Figli

Un secondo figlio può fare sprofondare nei guai una coppia?

In teoria sì, ma una coppia che già ha un figlio dovrebbe anche sapere cosa significa moltiplicare per due (o per undici?) questa incombenza.

Comunque la bravura di Paola Cortellesi e di Valerio Mastandrea non bastano a far decollare il film (non ho contato gli sbadigli, e dire che non avevo nemmeno mangiato pesante…).

Qualche trovata fantasiosa e brillante (sempre provvidenziali gli inserimenti di Stefano Fresi) ma niente di più. Non mi sono riconosciuto in nessuna delle generazioni raccontate.

Se proprio non c’è niente di meglio da vedere…

25 gennaio 2020 Posted by | Film | | 7 commenti

Le elezioni in Emilia Romagna

Domenica si vota in Emilia Romagna.

Fino a ieri pomeriggio ero convinto che le liste di centro sinistra che appoggiano Bonaccini avrebbero vinto tranquillamente, anche con un’alta percentuale (intorno al 50%) o comunque che avrebbero conseguito una vittoria netta.

Non credevo al testa-a-testa dei sondaggi, anche se occorre tenere presente che alle regionali del 2014 il candidato della Lega prese quasi il 30% dei voti.

Questo, ripeto, lo credevo fino a ieri pomeriggio.

Poi ieri sera per sbaglio ho visto qualche spezzone di Piazzapulita su L7, dove era in collegamento Bonaccini.

Ed è da quel momento che mi è venuto qualche dubbio.

Perchè?

Semplice.

Ho sentito Bonaccini ripetere slogan.

Mi spiego meglio con due esempi.

Se tu mi dici che la sanità in Emilia Romagna è una delle migliori d’Italia, mi devi anche spiegare cos’hai fatto come Regione per raggiungere questo risultato, perché altrimenti il merito va tutto ai medici, infermieri, ecc.

Se tu mi dici che la percentuale di disoccupati in Emilia Romagna si è dimezzata negli ultimi anni, mi devi anche spiegare cos’hai fatto per raggiungere questo risultato, perché altrimenti il merito va tutto agli imprenditori.

Ora, io non ho dubbi che la Regione abbia attuato politiche che hanno consentito di raggiungere questi risultati, ma con la gente non possiamo fermarci agli slogan, perché su questi il suonatore di citofoni è molto più bravo di noi.

Noi dobbiamo spingere la gente a ragionare, anche sui nostri errori, anche se non è facile farlo nel breve spazio di qualche minuto. Ma ci dobbiamo provare e dobbiamo riuscirci.

Senza se e senza ma.

Punto.

24 gennaio 2020 Posted by | Politica | | 5 commenti

2020

Quest’anno compirò sessant’anni.

Ricordo quando mio padre, alla stessa età, se ne andò in pensione. A me, ventenne che studiava e lavorava come stagionale, sembrava un po’ anzianotto. Continuò ancora a lavorare per anni mio padre (era un esperto vignaiolo, specialità molto ricercata in una zona da viti come la nostra), ma quel traguardo (e la relativa pensione) mi sembrava un punto d’arrivo per me lontanissimo.

Fra poco invece ai sessanta ci arriverò anch’io (perlomeno lo spero).

I sessant’anni chiudono un decennio, quello dei cinquanta, che per me è stato – per usare un termine garbato – un decennio di merda.

Al suo inizio mi aspettavo tante cose: il decennio dei cinquanta doveva essere esplosivo, vivace, esuberante, promettente. L’ultimo decennio di sicura forma fisica e mentale.

Il decennio dei miei cinquanta è’ invece iniziato con un paio di passi falsi che ancora oggi non ho ben capito come io abbia potuto compierli. E’ poi proseguito con una diagnosi di cancro, due interventi chirurgici. le terapie conseguenti eccetera eccetera: niente male, cazzo.

Della serie: volevi un decennio movimentato? Eccoti accontentato!

E a seguito di queste disavventure mi accorgo di tutte quelle cose che avrei potuto fare e che non ho fatto (e che forse non avei fatto comunque, però per scelta, mica per impossibilità).

Vabbe’, come posso concludere l’anno (e il decennio)?

A me viene da dire con un sonoro vaffanculo, ma si accettano consigli alternativi.

Alphawezen – Speed of Light

20 gennaio 2020 Posted by | Un po' di me | | 23 commenti

Richard Jewell

Quella vecchia canaglia di Clint Eastwood ha colpito ancora una volta, con questo film.

Racconta la storia di un uomo ossessionato dalla legge, convinto di essere un poliziotto, un bonaccione che vive con la mamma ma un buon osservatore, che nel suo lavoro di sorvegliante scopre per primo uno zaino contenente una bomba durante un concerto nell’ambito degli eventi che precedettero le olimpiadi del 1996 negli USA.

Siamo negli anni novanta, non ci sono ancora i social network ma “i due poteri più potenti del mondo, il governo e i mass media” dapprima elevano Richard a eroe e poi gli si scagliano contro, come esecutore lui stesso dell’attentato.

Ma come si fa a difendersi da questi due poteri?

In un Paese in cui vi sono regole alle quali devono attenersi anche i pubblici poteri e i mass media e con l’aiuto di qualcuno che queste regole le conosce e le mastica tutti i giorni, la verità può venire fuori, anche se con difficoltà.

Da vedere.

18 gennaio 2020 Posted by | Film | | 4 commenti