Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Posso fare una domanda?

“Come sta signor Aquila?”

“Bene.”

“Sono passati cinque anni eh?”

“Sì. Posso fare una domanda?”

“Certo.”

“Quante probabilità ho di sviluppare una recidiva?”

“Molto poche. Le probabilità di recidiva si riducono dopo due anni e dopo cinque sono ancora meno. Se vuole fare programmi a lunga scadenza, può farli.”

“Grazie dottore.”

In fondo, diciamocelo, le cose importanti della vita sono queste qua.

Io potrei benissimo essere già passato a miglior vita (si dice “miglior vita” perché si presume che di là si stia meglio che di qua) e già da qualche anno.

Se sono ancora qui, non è che sia tutto merito mio intendiamoci.

La cosa che più mi spiace è che questi momenti non sono condivisibili con nessuno che io conosca.

Perché a nessuno interessa più di tanto.

7 dicembre 2021 Posted by | Salute, Storie ordinarie | | 11 commenti

Amazon

Un paio di settimane fa sono andato nella libreria del mio paese a prenotare un libro, un regalo per il compleanno di un amico. Libro arrivato dieci giorni dopo, costo 55 euro.

Dato che lo stesso libro lo volevo anche per me, ne ho comprata un’altra copia su Amazon. Ordinato il martedì sera, consegna prevista per il venerdì, arrivato il giovedì, con un giorno d’anticipo, costo 46,75 euro,

Oppure vogliamo parlare di quella volta che cercavo un ugello del gas per la cucina e non sono riuscito a trovarlo in nessun negozio del paese. Sarei dovuto andare a Piacenza per comprare una cosa da pochi euro, così l’ho ordinato su Amazon: per cinque euro ho acquistato tutto il bruciatore completo.

Io non sono un fan della logistica, anzi, proprio non mi va questo mondo nel quale i paesi poveri producono (e rimangono poveri) e i paesi ricchi distribuiscono il frutto del loro lavoro, ma finché i commercianti venderanno solo i prodotti “di nicchia” (tanto guadagno con poca spesa), mi sa che il commercio on line si svilupperà sempre di più.

6 dicembre 2021 Posted by | Storie ordinarie | | 2 commenti

Cry Macho

Oggi sono tornato al cinema dopo molto tempo.

Merito della solita vecchia canaglia di Clint Eastwood e del suo ultimo film, Cry Macho.

C’è da dire che il vecchio Clint vecchio lo è veramente, a 91 anni suonati, dimagrito ma sempre con quell’aria da ragazzaccio tenebroso e sciupafemmine.

Mi ha spiazzato un po’ il finale, ma forse dal titolo si poteva intuire.

Forse è così che ci si deve ritirare negli ultimi anni della propria vita.

Lontano da tutto e da tutti, insieme a chi può condividere una carezza, un ballo, un sorriso…

4 dicembre 2021 Posted by | Film, Storie ordinarie | | Lascia un commento

La Sezione “I”

Nel 1984, dopo poco più di un mese di CAR in Puglia, fui spedito in una caserma del Friuli.

Finii – per pura fortuna – in una compagnia logistica, cioè dove durante la giornata i militari lavoravano nei diversi servizi: autisti, uffici, muratori, idraulici, imbianchini, ecc.

Io finii a lavorare in un ufficio del comando di battaglione.

Tra i tanti uffici presenti c’era la mitica Sezione “I”.

La Sezione “I” era un ufficio alquanto misterioso: solo a passare davanti alla sua porta (chiusa) si veniva colti da un senso di inquietudine.

Circolavano strane storie sulla Sezione “I”.

Anzitutto chi era addetto a quell’ufficio veniva immediatamente promosso a caporal maggiore, il grado più alto a cui poteva accedere un militare di leva.

Poi si vociferava che nella Sezione “I” si facessero strani esperimenti; che conservassero resti di corpi alieni; che parlassero solo in codice con chissàchi.

Se si doveva consegnare un documento alla Sezione “I”, si bussava piano e di là dalla porta si sentiva un rantolo: “Chi è?” (e chi cazzo doveva essere in una caserma!).

Il militare apriva la porta per qualche centimetro, scrutava se nel corridoio ci fossero elementi sospetti e poi spuntava fuori una mano che in un battibaleno artigliava il documento e richiudeva subito la porta.

Secondo me è nato lì il Covid…

26 novembre 2021 Posted by | Storie ordinarie | | Lascia un commento

No

Qualche mese fa, a tavola, improvvisamente mia figlia mi ha fatto una domanda.

Papà, ma un uomo che dà uno schiaffo a una donna si può perdonare?

No.” è stata la mia risposta.

Non so se è stata la risposta giusta e non so nemmeno se e in quale misura mia figlia ne terrà conto.

Quello che mi interessava, in quel momento, era che lei ricevesse un messaggio chiaro, semplice e inequivocabile da suo padre.

Soprattutto di questi tempi.

C’è una bella canzone di Ornella Vanoni, Bungaro e Pacifico, presentata a San Remo nel 2018: Imparare ad amarsi, ma… “bisogna imparare a lasciarsi quando è finita”.

21 novembre 2021 Posted by | Sani principi, Storie ordinarie, Un po' di me | | 3 commenti

Non è giusto…

… che succedano queste cose.

Forse noi non conosciamo tutta la storia, ma da quello che si legge sui giornali questa donna si meritava qualcosa di più, dalla vita e anche dall’Italia.

9 novembre 2021 Posted by | Storie ordinarie | | 4 commenti

Tradimenti

Carlo torna dal lavoro senza preavviso e trova il suo amico Giorgio a letto con sua moglie.

«Giorgio! Sono senza parole! Capisco io, che sono obbligato, ma tu?»

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«Ti capita mai di parlare con tua moglie mentre fai l’amore?» chiede Giovanni a Riccardo.

«Solo se mi telefona in quel momento!»


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Musica!

7 novembre 2021 Posted by | Storie ordinarie | | 2 commenti

Oliva Denaro

Consigliato, consigliatissimo.

Quando hai alle spalle un libro come “Il treno dei bambini” non è facile tornare sulla scena, ma Viola Ardone c’è riuscita.

La storia parte un po’ lenta, assorbita dai tempi della Sicilia, dal caldo diurno e dai rosari serali, ma con il passare delle pagine sale di tono e la protagonista acquista uno spessore di tutto rispetto (mi ha ricordato un po’ le figure dei romanzi della Ferrante).

La ragazza che rifiuta il matrimonio riparatore nella Sicilia degli anni sessanta, la “brocca rotta” che nessuno vorrà più, salvo colui che proprio l’ha rotta, come la definisce la società di quell’arco spazio-temporale, che però conquista la libertà di scegliere.

E sceglie, sceglie lo studio, il lavoro, il marito e la sua scelta si ripercuote sulle persone che le stanno vicine, sui parenti, sul paese.

Ma non c’è solo questo.

Ci sono anche gli stessi protagonisti del libro precedente, cioè i comunisti, quelli che volevano la modernizzazione e la laicizzazione della società (anche in Afghanistan, tanto per ricordarlo a chi adesso piange lacrime di coccodrillo) e che offrono il supporto legale a Oliva, anche se la legge dell’epoca è molto indulgente verso gli uomini.

Un po’ di nostalgia sorge a pensare quando penso agli anni ottanta e novanta, alla mia esperienza, quando la politica, con tutti i suoi difetti, riusciva ancora a mobilitare idee e persone, quando c’erano le famose ideologie, oggi demonizzate ma che altro non erano che idee applicate a una visione della società e del suo sviluppo.

Magnifica la figura del padre che con i suoi silenzi la sostiene: “Poco fa mi hai chiesto che cosa faccio. Questo faccio io. Se tu inciampi, io ti sorreggo”.

Una frase che da sola vale tutto il libro.

Imagine

31 ottobre 2021 Posted by | Libri, Politica, Ricordi, Storie ordinarie, Un po' di me | , | 2 commenti

Benvenuti a casa pappagallo

Non so se qualcuno, come me, segue i video di Luca Pappagallo, ma per me sono diventati una piacevole consuetudine.

Non so se è presente anche su altri social, io lo seguo su Facebook.

Non ricordo quando ho iniziato, ma mi è piaciuto per diversi motivi (troppi “non” a inizio frase).

Anzitutto ha una faccia simpatica, e questo già è un punto a suo favore.

Poi cucina piatti “abbordabili” anche per chi, come me, non è uno chef e ha anche poca esperienza in cucina.

Poi non si prende troppo sul serio: a volte sbaglia qualche dose, ma ci ride sopra quando si corregge.

Inoltre è “flessibile”: in questo piatto a me piace il pepe, ma se a voi non va non mettetelo. Io ci metto due peperoncini, ma voi potete metterne anche uno solo e se non vi va potete anche non metterlo per niente.

E poi, quando ha finito di cucinare, assaggia il piatto e lì raggiunge forse il suo massimo godimento nel fare venire l’acquolina in bocca a chi guarda, perché i suoi piatti sono sempre “buonissimi”.

Ah… non ho finito.

Non corre quando cucina, non fa a gara con nessuno, perché cucinare deve essere un piacere, non una lotta come fanno gli chef “stellati” in tv.

Quindi, ho comprato pure il suo libro.

Chissà mai che al prossimo locdaun non esploda il mio lato culinario…

25 ottobre 2021 Posted by | Cucina, Storie ordinarie, Un po' di me | | 4 commenti

Vaccino o green pass?

Nelle aziende come la mia dal 10 ottobre è obbligatorio essere vaccinati. Chiunque entri per motivi lavorativi.

Su 160 dipendenti e collaboratori, tre soli non si sono vaccinati. Sono stati sospesi dal lavoro e, ovviamente, anche dallo stipendio.

Mi spiace di questa circostanza, ma non avevamo altra possibilità: i nostri utenti sono troppo fragili e la responsabilità personale (civile e penale) di un eventuale focolaio di Covid non è una bazzecola.

Personalmente, con tutti i rischi che abbiamo corso e che ancora corriamo, i novax, nopass, notutto mi stanno francamente un po’ (tanto) sulle palle.

Non so bene cosa bisogna fare, ma credo che occorra un “colpo gobbo” per uscire da questa situazione.

13 ottobre 2021 Posted by | Guerra al terrore, Storie ordinarie | | 4 commenti