Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Mi ritorni in mente

Mi ritorni in mente

2 aprile 2017 Posted by | Ricordi, Rimpianti, Un po' di me | , | 7 commenti

Walter e Anna

cimiteroDal 1971 al 1982 ho vissuto nell’appartamento di una palazzina appena costruita, situata nella via che il mio paese ha deciso di dedicare a Gian Domenico Romagnosi.

Era (ed è tuttora) una stretta strada del centro storico, che a un certo punto incrocia un vicolo che la collega alla via centrale. Se invece si va avanti, si raggiunge una piazzetta, dalla quale si può proseguire soltanto a piedi, perché dopo qualche decina di metri passa un rio – in quella zona ancora scoperto – che si attraversa su un ponte pedonale: la conformazione delle vecchie abitazioni della zona non consente sbocchi più larghi.

Dalla piazzetta si entrava nel cortile del mio palazzo: tre piani per quattro appartamenti. Al piano terra stavano l’ingresso, le cantine e un locale di deposito per le biciclette; al primo piano due appartamenti, così come al secondo. La porzione di terreno tra il palazzo e il rio era occupata dagli orti: ogni condomino aveva a disposizione la propria striscia di terra. Tutta la zona rappresentava una sorta di scorcio di campagna all’interno del paese, sia per le abitazioni in stile rurale, sia per le aree verdi e la vegetazione disseminate lungo il rio.

La mia famiglia abitava al secondo piano (i miei genitori avevano la fissa di abitare “senza avere nessuno che ti cammini sulla testa”) e i nostri dirimpettai erano una famiglia composta dal papà operaio (Walter), la mamma casalinga (non ricordo il nome) e la figlia Anna, di un anno più giovane di me.

Anna era bellissima. Una bellezza che definirei paradisiaca, eterea, quasi d’altri tempi. Di carattere era timida, taciturna, forse un po’ malinconica. Era talmente bella che mi metteva soggezione e non riuscii mai a entrare in confidenza con lei; quasi facevo fatica a parlarle.

Verso la fine degli anni settanta, quando il papà andò in pensione, la famiglia si trasferì e aprirono una piccola lavanderia in paese. La mamma lavava e stirava e il papà faceva le consegne. E io persi i (pochi) contatti con Anna. Seppi in seguito che si era laureata e dopo alcuni anni prese a insegnare lingue alle scuole medie del paese.

Il papà Walter morì nel 2003, ultraottantenne, e nel 2007, a soli 46 anni, un cancro alla testa si portò via anche Anna. La mamma non l’ho più vista.

La loro tomba sta in un campo all’entrata del nostro cimitero. Tutte le volte che vado a trovare i miei genitori, i miei parenti e quegli amici che sento il bisogno di rivedere, mi fermo anche da Walter e Anna. In pratica mi sono preso cura della loro dimora, perché ho notato che le visite che ricevono devono essere abbastanza rare. Osservo le foto dei due e immagino che ora Anna stia con il suo papà Walter. Mi tornano in mente quegli anni spensierati (a confronto di oggi) e felici; gli anni della mia adolescenza e della mia giovinezza. Mi fermo sempre da loro e mi sale il magone, anche adesso.

Quanto pagherei per poter rivivere un attimo solo di quei momenti e rivedere mio padre, mia madre, Anna e la sua famiglia.

In questa brutta giornata, sarebbe meglio di un raggio di sole.

Malinconia

12 gennaio 2017 Posted by | Ricordi, Rimpianti, Storie ordinarie, Un po' di me | , , | 10 commenti

Auguri per il 2017

2017Dopo la pausa natalizia (con tanto di scorribanda nel meridione e pranzate di pesce), torniamo alla normalità.

Cioè, non è che la normalità mi piaccia tanto, eh? Mi sono bastati un paio di giorni di “normalità” e già mi sono rotto le palle.

Il fatto è che a gennaio (inizio o fine, vedremo) dovrò tornare a lavorare e io sarei nato per fare il milionario, non per faticare in un ufficio. Se proprio avessi dovuto lavorare, avrei voluto fare lo chef, ma ormai è troppo tardi.

Sfumata la prospettiva della pensione, mi sa che devo mettermi le “gambe in spalla” (come si dice da noi) e fare buon viso a cattiva sorte (oppure la sorte può ancora essere cambiata, in meglio ovviamente?).

Intanto, a febbraio è prevista la pubblicazione del mio libro. Almeno questo è il piano editoriale (uau… rientro in un “piano editoriale”…). Faremo qualche presentazione qua e là e speriamo di movimentare un po’ l’ambiente.

Mi spiace non avere avuto tempo per gli auguri di Buon Natale, per cui adesso auguro BUON 2017 a tutti quanti con questa canzoncina che l’anno prossimo compirà trent’anni (e che mi suscita qualche rimpianto e pure qualche rimorso, ma questo è per l’età).

 

30 dicembre 2016 Posted by | Pensieri disarcionati, Rimpianti, sogni, Storie ordinarie, Un po' di me, Vita lavorativa | , , , , | 12 commenti

Waka waka

Ieri sera alla radio ho risentito questa canzone e la mia mente è andata indietro nel tempo, all’estate di sei anni fa.

La più bella vacanza trascorsa io e la piccola, al mare: località, albergo, spiaggia, mare, animazione, tutto perfetto.

E questa era una delle canzoni della colonna sonora di quella estate.

Quando potevo ancora guardare al futuro con speranza, facendo progetti nella vita e nel lavoro.

E in quell’anno, nell’autunno e poi nell’inverno, accaddero altre cose belle, che purtroppo io non seppi cogliere. Se lo avessi fatto, oggi la mia vita sarebbe diversa.

29 novembre 2016 Posted by | Ricordi, Rimpianti | , | 24 commenti