Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Mi sarei pure un po’ rotto i coglioni…

… di questa storia che bisogna abbassare le tasse.

La prima osservazione che mi viene è: abbassare le tasse, ma a chi le paga. Il che vuol dire niente condoni, per esempio.

Ma il discorso è un po’ più complesso.

Abbassare le imposte e le tasse significa che lo Stato incassa meno soldi. Se incassa meno soldi, deve ridurre la spesa per beni e servizi, e quali servizi taglierà? Ovviamente quelli rivolti alla parte più debole della popolazione: sanità, assistenza, servizi sociali, ricerca, scuola. Tagliamo le spese inutili! Tuonerà qualche solone. Ok, ma quali sono queste strabenedette spese inutili?

La seconda strada per abbassare imposte e tasse è appunto quella di abbassarle a chi le paga e farle pagare a chi le evade. Volgarmente, chiamasi lotta all’evasione fiscale. Vale decine e decine di miliardi di euro all’anno. Così lo Stato (cioè tutti noi) non solo non ci perde, ma anzi ci guadagna. E’ chiaro che per seguire questa strada non bisogna essere amici degli evasori, e nemmeno prendere il loro voto.

Ovvio, no?

Guilty – Barbra Streisand & Barry Gibb

 

25 giugno 2020 Posted by | Politica | | 2 commenti

Sarah Hijazi

Ci sarebbero tante notizie da commentare, più o meno degne di attenzione (per lo più trattasi di cazzate), ma una oggi ha “bucato” la mia attenzione sul giornale: la notizia del suicidio di Sarah Hijazi, attivista egiziana per i diritti della persona.

C’è una foto di lei, quella a sinistra, che la immortala mentre sventola una bandiera a un concerto, quella bandiera che le è costata il carcere, le torture, l’esilio e – alla fine – il suicidio.

Sul sito di Repubblica vi è l’articolo del 2018 nel quale racconta il suo calvario.

Sarah aveva solo trent’anni, un volto sorridente e simpatico, ma la morte e la sofferenza nel cuore e nella mente.

Viene da chiedersi quale bestialità porti l’uomo a infliggere sofferenze ai suoi simili, ma non solo: anche all’ambiente, agli animali, insomma a tutto quello che lo circonda.

Viene da chiedersi se non siamo noi il vero errore della Natura (o di Dio, per chi ci crede).

Viene anche da chiedersi cosa si possa fare in concreto per migliorare questo mondo bislacco.

Ognuno avrà la propria risposta.

Io ho (quasi) smesso di sperare.

Addio, Sarah.

16 giugno 2020 Posted by | Politica | | Lascia un commento

I fascisti (di oggi)

I fascisti di oggi sono peggio di quelli di ieri, dei seguaci del buon vecchio Almirante.

I missini avevano un loro codice d’onore. Avrebbero potuto confluire nella DC e conquistare posti e potere, ma non lo fecero. Il loro partito si chiamava Movimento Sociale Italiano, ma si sapeva, lo sapevamo che erano i cosiddetti nostalgici. Se a uno di loro (ne ho conosciuti) dicevi “Sei un fascista” quello mica si scandalizzava: ti rispondeva di sì e ti argomentava pure il perché.

Oggi i fascisti stanno in partiti che si chiamano Lega Nord, Fratelli d’Italia, Forza Italia e in qualche sparuto gruppuscolo ai margini della legalità. Questo non significa che tutti gli elettori di questi partiti sono fascisti (per fortuna), ma che tra loro ve ne sono (purtroppo) tanti, troppi.

Diffondono odio nei confronti degli immigrati, dei barboni, degli zingari, degli ebrei, dei comunisti.

Non riescono proprio a sopportare il 25 aprile, non perché è divisivo, ma perché ricorda a loro che quella data ha diviso la libertà dalla dittatura, e loro stavano e stanno dalla parte di quest’ultima.

Il fascismo lo abbiamo inventato noi italiani (forse anche per questo in Europa non godiamo di molta stima) e non siamo ancora riusciti a gettare il brevetto nel cesso e a tirare l’acqua.

27 aprile 2020 Posted by | Politica | | 4 commenti

Presunto colpevole

L’aggettivo “presunto” nel titolo è evidentemente una forzatura, quasi una provocazione.

Marcello Sorgi sa benissimo che Craxi non è stato affatto “presunto, bensì “effettivo”.

Craxi è stato colpevole di avere distrutto il Partito Socialista Italiano e la sua storia centenaria.

Craxi è stato colpevole di avere organizzato il PSI come una macchina da guerra, perennemente in trincea contro i democristiani e i comunisti.

Craxi è stato colpevole di avere trasformato il PSI in uno strumento di raccolta di tangenti, a tutti i livelli, da Roma fino al più sperduto paesino italiano.

Craxi è stato colpevole di averci lasciato un debito pubblico che ce lo porteremo sulle spalle vita natural durante.

Si dice che sia stato uno statista. Uno statista che nel 1987, quando ha dovuto passare la mano alla guida del governo, ha disertato il passaggio di consegne: questo non è un comportamento da statista, ma da bambino al quale hanno sottratto il giocattolo con cui si stava trastullando.

Poteva essere portato in Italia negli ultimi mesi di vita, per essere operato e come gesto di riconciliazione?

Sì, se avesse accettato il risultato dei processi ai quali era stato sottoposto.

Per fortuna che ci fu un galantuomo come Francesco Saverio Borrelli che si rifiutò di fargli un trattamento di favore.

Ora si dice che Craxi possa essere “rivalutato”. Per i sopravvissuti al craxismo (come me, anche se in forma modesta) non c’è rivalutazione che tenga.

16 febbraio 2020 Posted by | Libri, Politica | , | 2 commenti

Le elezioni in Emilia Romagna

Domenica si vota in Emilia Romagna.

Fino a ieri pomeriggio ero convinto che le liste di centro sinistra che appoggiano Bonaccini avrebbero vinto tranquillamente, anche con un’alta percentuale (intorno al 50%) o comunque che avrebbero conseguito una vittoria netta.

Non credevo al testa-a-testa dei sondaggi, anche se occorre tenere presente che alle regionali del 2014 il candidato della Lega prese quasi il 30% dei voti.

Questo, ripeto, lo credevo fino a ieri pomeriggio.

Poi ieri sera per sbaglio ho visto qualche spezzone di Piazzapulita su L7, dove era in collegamento Bonaccini.

Ed è da quel momento che mi è venuto qualche dubbio.

Perchè?

Semplice.

Ho sentito Bonaccini ripetere slogan.

Mi spiego meglio con due esempi.

Se tu mi dici che la sanità in Emilia Romagna è una delle migliori d’Italia, mi devi anche spiegare cos’hai fatto come Regione per raggiungere questo risultato, perché altrimenti il merito va tutto ai medici, infermieri, ecc.

Se tu mi dici che la percentuale di disoccupati in Emilia Romagna si è dimezzata negli ultimi anni, mi devi anche spiegare cos’hai fatto per raggiungere questo risultato, perché altrimenti il merito va tutto agli imprenditori.

Ora, io non ho dubbi che la Regione abbia attuato politiche che hanno consentito di raggiungere questi risultati, ma con la gente non possiamo fermarci agli slogan, perché su questi il suonatore di citofoni è molto più bravo di noi.

Noi dobbiamo spingere la gente a ragionare, anche sui nostri errori, anche se non è facile farlo nel breve spazio di qualche minuto. Ma ci dobbiamo provare e dobbiamo riuscirci.

Senza se e senza ma.

Punto.

24 gennaio 2020 Posted by | Politica | | 5 commenti

Ma uno diverso dagli altri no?

Stasera quando sono tornato a casa ho aperto, come al solito, la cassetta delle lettere (che sarebbe meglio chiamare cassetta della pubblicità, che di lettere non ne scrive più nessuno. A proposito, qualche giorno fa sono entrato in una tabaccheria e ho chiesto due francobolli. La tabaccaia mi ha guardato come se gli avessi chiesto, che so, un’aragosta oppure un paio di mutande e – anche un po’ schifata – mi ha risposto: i francobolli si comprano in posta!).

Mo’ ho perso il filo…

Stavo dicendo che ho aperto la cassetta delle lettere e insieme a due o tre fascicoli di supermercati (perché i supermercati fanno dei veri e propri fascicoli pubblicitari, che per leggerli tutti uno si deve prendere mezza giornata di ferie), ci stavano tre depliant elettorali di tre diversi candidati alle elezioni regionali: uno della Lega, uno di Fratelli d’Italia e una del PD.

Un paio di cose mi hanno colpito (prima di buttarli tutti nel bidone della raccolta differenziata della carta): i pieghevoli erano tutti uguali, cioè dello stesso tipo, avevano tutti la stessa impostazione e soprattutto erano stati inseriti nella cassetta della posta tutti insieme, cioè probabilmente dalla stessa persona.

Beh, che devo dirvi: io questa cosa l’ho trovata un po’ squallida.

Candidati diversi che si rivolgono alla stessa tipografia o che comunque utilizzano lo stesso format, che si fanno fotografare nella stessa posa, che lanciano gli stessi slogan (stavolta vota per cambiare – stavolta vota una donna – stavolta vota di qua – stavolta vota di là) e che si servono della stessa ditta che distribuisce la pubblicità dei supermercati (che utilizza stranieri, forse pure pagati in nero).

Ecco: mo’ si può dire che sono tutti uguali!

Morire qui

15 gennaio 2020 Posted by | Politica | | 8 commenti

Hammamet

Non potevo certamente perdermi questo film di Gianni Amelio.

Non potevo perderlo perché il mio ingresso nella politica è avvenuto negli anni del craxismo imperante.

Non potevo perderlo perché di quella stagione ho ricordi vividi.

Non potevo perderlo anche perché sono un po’ nostalgico di una stagione nella quale i politici erano politici nel vero senso della parola, non come le macchiette attuali.

L’interpretazione di Favino è eccezionale: non solo nella somiglianza fisica, ma anche nella gestualità, nel tono di voce, nei silenzi, negli sguardi.

A fronte di questa interpretazione, però, non c’è – secondo me – un film altrettanto all’altezza della situazione: a tratti l’ho trovato un po’ noioso. Se l’obiettivo era farci conoscere il Craxi degli ultimi mesi di vita, secondo me non è stato azzeccato compiutamente. Mi aspettavo di conoscere di più sui pensieri di un politico che aveva in mano un Paese e che si ritrovava costretto a fuggire all’estero per evitare la prigione.

Ma chi era Craxi? Uno statista costretto all’esilio da una congiura, oppure un manigoldo latitante?

Per la mia esperienza, era un politico che ha trasformato il suo partito in un’immensa macchina da raccolta di tangenti: ha organizzato e strutturato questa attività, trasformando il PSI in una macchina da guerra, sempre pronta a occupare lo Stato e a difendere le proprie posizioni.

E quelli che gli lanciarono le monetine furono gli stessi che votarono poi per Berlusconi, poi per i 5stelle e ora per la Lega.

 

11 gennaio 2020 Posted by | Film, Politica | , | 5 commenti

Portogruaro

Portogruaro è un ridente (!) paese della cosiddetta città metropolitana di Venezia, di quasi 25.000 abitanti.

Personalmente non ci sono mai andato e non vedo nemmeno motivi per andarci, se non quello di guardare in faccia il sindaco, anzi, la sindaca.

La sindaca in carica dal 2015 si chiama Maria Teresa Senatore, che a leggere le notizie che la riguardano deve essere un tipo un po’ “particolare”.

Tanto particolare che in occasione delle celebrazioni del 4 novembre 2015, passando in rassegna le persone schierate in prima fila, ha “saltato” una ragazza di colore, non stringendole la mano (potete vedere la scena dal minuto 14 in avanti).

Per fortuna (nostra) qualcuno ha filmato la scena, diffondendola in rete. Dico per fortuna perché a occhio mi sa che la sindaca è una di quei politici capaci di negare anche l’evidenza e in assenza di immagini secondo me avrebbe candidamente negato l’episodio.

Successivamente, ha chiamato la ragazza in municipio, con la quale c’è stato un “sereno scambio di opinioni” (non si capisce su che cosa) e i due si sono scambiati la stretta di mano che avrebbe dovuto avvenire 15 giorni prima.

Perché riesumare questa notizia?

Non per il fatto in sé, indubbiamente grave, ma in questi anni è successo anche di peggio.

Quello che mi ha colpito è stata la faccia tosta della sindaca, che, incalzata dopo il fattaccio, ha risposto: non me ne sono accorta.

Che dire?

Grande antesignana di suoi colleghi che riescono a prenderci per il culo a ogni piè sospinto:

il rischio di aumento dell’IVA? Colpa dei governi precedenti;

La temuta chiusura dell’ILVA? Colpa dei governi precedenti;

l’Italia sott’acqua per la pioggia? Colpa dei governi precedenti.

E’ sempre colpa degli altri. Io non c’ero mai e se c’ero dormivo.

Io la chiamo strategia dell’assenza: la colpa è sempre di qualcun altro.

Per raggiungere questo obiettivo è anche necessaria una raffinata strategia mediatica, tendente a fare dimenticare alla gente – che già di per sé è portata a fregarsene di tutto e di più – tutto quello che è accaduto fino al giorno prima.

Ed è ovviamente necessaria anche (o soprattutto) una notevole faccia tosta.

E invece la regola della politica è completamente diversa: ogni politico eredita problemi aperti da quelli che hanno governato in precedenza, qualcuno lo risolverà (si spera) e a sua volta ne lascerà altri aperti a quelli che verranno dopo.

Così vanno le cose.

Diffidate dai tipi la colpa è di quelli di prima.

17 novembre 2019 Posted by | Politica, Questa poi... | , | 10 commenti

Immaginatevi…

… di avere un’azienda che produce, che so, biscotti.

Vi accorgete che i vostri dipendenti lavorano male e producono dei biscotti che fanno schifo, che ovviamente pochi comprano.

La vostra azienda sta fallendo.

Che fate?

a) licenziate metà degli operai, così imparano. Gli altri continuano a produrre biscotti che fanno schifo, ma la metà di prima. La vostra azienda probabilmente fallirà lo stesso;

b) dimezzate lo stipendio agli operai, così imparano. Alcuni se ne andranno, altri lavoreranno la metà, continuando a produrre biscotti che fanno schifo e la vostra azienda probabilmente fallirà;

c) cercate di capire i motivi per cui dalla vostra azienda escono biscotti che fanno schifo: se la colpa è dell’organizzazione del lavoro, dei materiali scadenti, dei dipendenti poco preparati o veramente fancazzisti. Il vostro obiettivo finale è produrre buoni biscotti con ottime materie prime e dipendenti motivati. Forse la vostra azienda si salverà.

Ecco, noi con il nostro Parlamento abbiamo adottato le prime due soluzioni.

Attendendo il fallimento della nostra azienda Italia…

P.S.: m’ha preso un improvviso attacco di insonnia.

 

11 ottobre 2019 Posted by | Politica | | 11 commenti

Oggi si vota!

Oggi si vota.

Nel mio paese oltre alle europee si vota anche per l’amministrazione comunale.

E proprio per questa sono state settimane di fuoco.

Il sindaco uscente si ripresenta, con la sua coalizione di centro destra.

Ma il primo a “scendere in campo” è stato l’ex sindaco 2004-2014: allora con il centro destra, ora con una lista civica appoggiata dal PD.

Una parte del PD non  ha digerito questa scelta e ha dato vita a quella che definisce “l’unica lista di centro sinistra”, che candida l’ex sindaco 1995-2004, sconfessato però dal PD provinciale.

Un ritorno al futuro, insomma…

In questa baraonda, il soggetto che ha fatto una figura di m… è proprio il PD. Un manipolo di disperati che bazzicano nelle aule del Consiglio comunale ormai da decenni e che sono rimasti in crisi d’astinenza da poltrona ha pensato di aggregarsi a un pendaglio da forca che ha messo insieme una lista peggio di quella di centro destra (e ho detto tutto). Li conosco bene questi disperati per averci lavorato insieme per anni: è stato anche per merito loro che mi sono ritirato dalla politica.

Un partito non è fatto solamente di idee e programmi, è fatto anche di regole e di persone.

Da Bersani in poi questo PD mi convince sempre meno. E questo è un peccato, perché l’idea di partenza era buona, ma poi il PD è stato scalato da una congrega di farabutti che ha rovinato tutto.

Comunque i programmi di tutte e tre le liste sono delle liste di desideri che rimarranno irrealizzati, perché completamente scollegati dalle reali possibilità economiche del Comune.

Un programma elettorale dovrebbe invece contenere delle scelte e delle priorità, per essere una cosa seria. Se così non è, dovrebbero essere gli elettori a respingerlo per primi, perché altrimenti si riduce solamente a una presa per il culo. E invece tutti a correre dietro a chi promette di più.

E’ proprio vero: gli italiani votano la trippa!

Buon voto a tutte/i.

26 maggio 2019 Posted by | Politica | | 1 commento