Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Simone

Certo che la tecnologia può essere protagonista di immense stronzate, ma può anche essere strumento di enormi potenzialità.

Senza tecnologia, per esempio, non avremmo di certo assistito a questa discussione tra un ragazzo di quindici anni del quartiere Torre Maura di Roma, Simone, e un manipolo di fascisti che pensavano di vincere facile e invece ne sono usciti con le ossa rotte.

E immediatamente il ragazzo è diventato un eroe, perché con calma, con coraggio, con chiarezza, educatamente e senza dire manco una parolaccia ha tenuto testa al manipolo di fascisti.

E uno si chiede: cazzarola, ma non dovevano esserci i soloni del centro sinistra lì in mezzo alla povera gente esasperata, a dire che le guerre tra poveri sono una enorme minchiata, perché gli avversari sono altri, sono gli evasori fiscali, sono le organizzazioni criminali, sono i politici che fomentano l’odio.

Questo ragazzo, inconsapevolmente, ci ha dato una grande lezione.

Quanta strada dobbiamo ancora fare…

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6 aprile 2019 Posted by | Politica | | 4 commenti

E mo’ chi voto?

Sono anni ormai che il mio voto tiene conto di due variabili:

il programma del partito/coalizione;

le persone candidate.

Non è sufficiente che sia d’accordo con il programma: è anche necessario che i candidati siano “allineati” con quest’ultimo. Se un partito nel programma sostiene di voler combattere l’evasione fiscale e poi candida un evasore, ovviamente non lo voto. Se sbandiera ai quattro venti l’onestà e poi candida un delinquente, non lo voto.

Il 26 maggio nel mio Comune si voterà per le elezioni amministrative.

Allo stato attuale delle cose, dovrebbe ricandidarsi il sindaco uscente (di centro destra) e un altro torbido personaggio che al momento dovrebbe avere anche l’appoggio del Partito Democratico.

Il candidato in questione è un ladro, arrogante, trafficone, ignorante, violento e ha riunito attorno a sé la peggior feccia del paese (PD compreso, purtroppo).

Ergo: non lo voto nemmeno se mi pagano.

Domanda: e allora per chi voto?

Per il meno peggio, turandomi il naso?

Mi astengo?

Non andare a votare è un’opzione che non mi appartiene.

Accettasi suggerimenti, tenchiu. Prometto in cambio maxi fetta di torta della nonna.

27 marzo 2019 Posted by | Politica | | 6 commenti

Mi chiedo come sia possibile…

Si stanno avvicinando le elezioni (europee e amministrative), entrambe – se non ho capito male – il 26 maggio.

Epperfortuna che hanno unificato le date (a parte, ovviamente, i ballottaggi)!

Si vota, dunque, e i candidati si stanno scaldando, anche a livello locale.

E mi chiedo come sia possibile che alcuni candidati abbiano la capacità di coagulare attorno a sé il peggio della feccia esistente. Persone arroganti, oppure ignoranti, oppure semplicemente ridicole. Qualcuno in buona fede, catturato dalle promesse del prestigiatore di turno.

C’è chi si candida per l’ennesima volta, incapace di staccare le sue (flaccide) chiappe dalla poltrona, anche se trattasi di quella di consigliere comunale. Che viene da chiedergli: ma non ce l’hai una vita tua? Fatti un orto, fatti un/una amante, fatti semplicemente, ma vai fuori dai coglioni!

C’è chi si candida a capo di fantomatici movimenti dagli altisonanti nomi latini, oppure a capo di movimenti “a difesa di” qualsiasi cosa (ospedali in primis, ma non solo).

E poi aprono i point, cioè affittano ex negozi in centro per farvi la loro sede durante la campagna elettorale, per poi sparire dal giorno dopo, sia che vincano sia che perdano.

E spendono soldi, un sacco di soldi, che una persona minimamente pensante dovrebbe chiedere loro: ma chi ti dà tutti questi soldi? E in cambio di che cosa?

Mi aspetto che le elezioni abbiano un effetto anche sulla mia azienda e sul mio lavoro.

Qualcosa mi ha già sfiorato, ma l’ho ricacciata al mittente.

Se qualche candidato vincerà, ovviamente chiederà la mia testa, ma poco me ne cale: l’incarico di direttore non l’ho cercato e lo cedo volentieri al leccaculo di turno.

In fondo, io non ho mai fatto carriera con certe “prestazioni fuori orario“.

Vuol dire che avrò tempo per scrivere il mio prossimo libro…

A muso duro

17 marzo 2019 Posted by | Politica | | 8 commenti

Ernesto Sparalesto

Mi ricordo da bambino le avventure di Ernesto Sparalesto e altri simpatici personaggi dei cartoni animati di Hanna-Barbera (che mi chiedevo sempre, visto che Hanna era indubitabilmente una donna, chi mai fosse ‘sto Barbera…).

Ernesto Sparalesto era un cavallo, vestito da sceriffo del far west, che spesso agiva insieme al suo assistente Babalui, un asinello dalla simpatica voce nasale.

Ricordi di gioventù, certo, rinvigoriti da episodi della vita odierna.

Un simpatico imprenditore di un paese vicino alcuni anni fa, esasperato dai continui furti nei suoi cantieri, una notte, avvertito non so come e non so da chi dell’ennesimo episodio criminoso, si recò nel suo cantiere accompagnato da un suo dipendente.

E qui accadde il fattaccio: sparò e ferì uno dei ladri.

La nostra non è soltanto una terra di agnolotti, salame, gutturnio e compagnia bella. E’ anche una terra di sparacchiatori.

Per tre gradi di giudizio Peveri è stato riconosciuto colpevole di tentato omicidio: tre gradi, mica ciufoli. Ma ciò non è bastato a scatenare la protesta dei cosiddetti “cittadini per bene” e dei relativi sindaci, che adesso raccoglieranno le firme, qualcuno ha proposto anche una raccolta fondi, fose poi anche di vestiti usati…

Qualche giorno fa il procuratore di Piacenza, che si occupò delle indagini, ha rilasciato un’intervista nella quale ha fatto un po’ di chiarezza sul fatto, ricordando che questa vicenda non c’entra nulla con la legittima difesa.

Il procuratore ha ricordato che il condannato (che ha sempre dichiarato di avere sparato per errore, che non voleva, ecc.) dalle indagini risulta  che fece inginocchiare davanti a sé uno dei ladri, immobilizzato dal suo dipendente e ormai inoffensivo e che lo minacciò diverse volte, fino a sparargli.

Per questo è stato accusato di tentato omicidio, non di eccesso di legittima difesa.

Ma ormai è inutile: il popolo ha deciso: banchetti e raccolta firme nel fine settimana, centinaia di post sui social e chi più ne ha più ne metta. Se poi consideriamo che qui fra qualche mese si vota…

Che dire?

Preferivo di gran lunga Ernesto Sparalesto…

 

21 febbraio 2019 Posted by | Politica, Storie ordinarie | , | 5 commenti

34 (racconti o percento?)

Volevo parlare dei 34 racconti di Ray Bradbury, che ho riletto recentemente.

Trattasi di un vecchio Oscar Mondadori della metà degli anni ottanta, che quando lo lessi mi fece innamorare di questo scrittore.

La successiva lettura de L’estate incantata mi confermò la bontà della mia scelta.

Ray Bradbury non è stato soltanto un autore di fantascienza e in questi racconti la fantascienza non c’entra nulla, se non sotto forma di nostalgia del futuro.

Bradbury è scrittore dell’uomo, delle sue speranze, paure, emozioni; è scrittore dell’amicizia, perché come ha dichiarato in una intervista:

è questo che vogliamo dalla vita. Vogliamo amici.

Certo, non tutti i racconti sono all’altezza del primo, La sera: (“Hai solo otto anni, sai poco della morte, della paura e dell’orrore“);oppure de Il lago: (“Era settembre. Gli ultimi giorni di settembre, quando le cose si fanno tristi senza una ragione“); L’assassino (praticamente ha anticipato quello che accade oggi con i cellulari, di cui ho parlato nel post precedente); Addio (struggente); Il commiato (“Nessuna persona che ha avuto una famiglia muore“), tanto per citarne alcuni.

Vorrei trattenermi di più con Ray, ma stamattina il numero 34 mi si è attaccato addosso quando la rassegna stampa del TG ha mostrato che, secondo gli ultimi sondaggi, la Lega salviniana starebbe al 34%.

La notizia in sè ha un significato abbastanza relativo (ricordiamoci che alle europee del 2014 il PD stava al 40,81%, mo’ vediamo dov’è finito), ma mi ha fatto ovviamente scattare dentro (a livello viscerale) una domanda: perchè?

Cioè, perché – se andiamo avanti così – fra poco i due terzi dell’elettorato darebbero il proprio voto ai due partiti di governo? E’ soltanto un innamoramento momentaneo? O c’è qualcos’altro?

C’è indubbiamente un elettorato molto ondivago, ma c’è anche dell’altro.

Salvini e i grillini propongono una loro idea di futuro, un obiettivo, un miglioramento: questa è l’essenza di qualsiasi proposta politica. Ti chiedo di impegnarti, anche soltanto a livello di voto, per migliorare la tua vita, altrimenti, se dobbiamo rimanere così come siamo, tanto vale.

Certo, l’idea di futuro che hanno queste due forze politiche è in realtà un misto tra l’irrealizzabile e il ritorno al passato, ma tant’è: è una cosa semplice, comprensibile. E ha poca importanza che chi dà risposte semplici a problemi complessi o è un genio o è un cretino: le loro proposte si devono combattere con proposte realizzabili e rivolte al futuro.

Ed è qui che mi è tornato in mente Ray Bradbury.

Ma perché la sinistra, le forze progressiste, non riescono a disegnare un futuro che non sia fatto di guerre, di povertà, di fili spinati, di morti in mare? Perché non propone di esportare libri, quaderni, matite, cioè istruzione, invece di armi? Perché la sinistra non propone di trovare i 40 miliardi della finanziaria non condonando gli evasori fiscali, ma trovandoli e facendo loro pagare le imposte? Insomma, invece che i poveri vengono aizzati contro i più poveri, che provi la sinistra a farli guardare più avanti e più in alto, perché qui ormai la differenza sta tra chi vuole volare e chi vuole scendere sotto terra.

Una sinistra che ci faccia rimpiangere un futuro che non c’è, da costruire: pensa, per esempio, come sarebbe bello tra un anno sbarcare tranquillamente in Gran Bretagna, invece di essere considerato un extracomunitario (si è sempre gli extracomunitari di qualcun altro) e rischiare anche di essere cacciati magari dopo anni di permanenza e di lavoro.

Chiedo troppo?

Speed of light

7 ottobre 2018 Posted by | Libri, Politica | , | 8 commenti

Cristo si è fermato a Eboli

Sono contento di avere terminato, in questo periodo di forzato riposo, la (ri)lettura di questo libro, nel giorno in cui il governo giallo-verde-nero si è presentato al Senato e ha ottenuto la fiducia.

Cristo si è fermato a Eboli è uno di quei libri che fanno parte della nostra storia, della nostra cultura, un tempo anche del nostro immaginario collettivo (oggi non più). E’ un libro che mi ricorda gli anni del liceo, gli anni settanta, i fermenti del periodo, le discussioni sulla questione meridionale. Se chiedo oggi a mia figlia se conosce questo libro o il suo autore, mi guarda con due occhi stralunati come se le parlassi di un alieno.

L’impatto che ha il libro letto oggi è sicuramente diverso da quello che ebbe alla sua uscita nel 1945 e anche da quello che ebbe su noi studenti liceali degli anni settanta. Nel 1945 Levi riscopriva un mondo contadino sperduto tra le terre della Lucania, nel profondo Sud, e lo descriveva con vicinanza umana e intellettuale. Il suo non è l’atteggiamento dell’intellettuale del Nord che ha già le risposte pronte ai problemi che incontra, ma è l’atteggiamento di chi “partecipa” a quei problemi, a quei contadini “senza speranza” oppressi da uno Stato che è altro da loro e da una piccola borghesia che vive alle loro spalle e specula sulla loro pelle, anche barando sul prezzo delle medicine.

La stessa prosa di Levi, articolata in periodi lunghi, a volte da rileggersi, pare che ci inviti a riflettere, a non “passare oltre” rispetto a un mondo che a quel tempo era forse sconosciuto ai più.

Ed è proprio la prosa di Carlo Levi che ha fatto da collegamento a uno scritto di Massimo Cacciari su l’Espresso di questa settimana. Parla del linguaggio della politica, che è l’arma fondamentale della democrazia e sostiene che siamo di fronte a una forma mentis infantilmente regressiva. Non si tratta soltanto delle banalizzazioni da social network, è qualcosa di più (e di peggio): è un atteggiamento bambinesco che disconosce la realtà e che si collega a una sorta di perpetua rivendicazione della propria innocenza.

Cacciari fa due esempi: l’idea oggi tanto cliccata del “ciascuno padrone a casa propria” fa semplicemente ridere. Quando metà del debito pubblico degli USA è detenuto dalla Cina e quando la stessa Cina è dipendente dagli USA che comprano i suoi prodotti, chi lo sbandiera sulle piazze lo fa per prendere i voti dei coglioni che ci credono pure.

L’esempio della rivendicazione della propria innocenza è anch’esso sotto gli occhi di tutti: le cose non vanno perché gli altri ci sfruttano, ci dominano, fanno i padroni in casa nostra. Colpevole è sempre l’altro, ma io.

Allora, ripensando al discorso vacuo tenuto ieri da Conte al Senato (che ho sentito tutto), mi tornavano in mente proprio il libro di Levi, con la sua prosa articolata e il ragionamento di Cacciari sulla forma mentis oggi diffusa tra i più.

E pensavo che forse in altre condizioni avrei ripreso a fare politica, a distribuire i volantini nelle case, a organizzare riunioni; oggi invece mi accontento di rimettere in pista la mia bicicletta e di comprarmi un caschetto, per non finire ancora al pronto soccorso la prossima volta che dovessi/dovrebbi/dovrei/dovei cadere. Un tempo avrei/avessi/avetti avuto amici/compagni/parenti con i quali discutere di queste cose, ora mi accontento di scriverle su un blog.

Che dire?

Tempi duri…

 

6 giugno 2018 Posted by | Libri, Politica | , | 15 commenti

No vabbe’…

 … abbiamo scherzato.

Torniamo indietro.

Ambarabaciccicoccò.

In giro si vedono già i primi immigrati (irregolari?) che scappano.

Dalle poste mi hanno già telefonato chiedendomi: “Ma il reddito di cittadinanza lo accreditiamo sul c/c o se lo sputtana prima ancora di prenderlo?” “La seconda!” ho risposto.

Domani vado a fare domanda di pensione e poi mi gioco alle macchinette i risparmi dalla flat tax.

Scusate, ma non riesco a prendere sul serio il prossimo governo…

Un popolo che nella misura di un elettore su tre vota un partito come il M5S; un popolo che nella misura di due elettori su cinque votano per una coalizione capitanata (prima) da uno che non era nemmeno candidabile e (ora) da uno che sbraita contro gli immigrati che spennano i piccioni e che si appresta a occupare il ministero degli interni, beh, un popolo così si merita di essere salvato (salvato da sé stesso)?

No.

Un popolo così si merita soltanto di essere lasciato a sé stesso, che già questa è la peggiore punizione che possa capitargli.

Avendone la possibilità, sarebbe il momento giusto per andarsene.

Purtroppo non posso farlo, e allora cerco di difendermi come posso. Oggi ho ripreso in mano un libro che fa ormai parte della nostra storia: Cristo si è fermato a Eboli di Carlo Levi. E’ un libro che mi ricorda gli anni del Liceo, le discussioni sulla nostra storia, sulle nostre contraddizioni, sulle nostre speranze.

Mi ritrovo spesso a pensare alla nostra storia, probabilmente è un segno della vecchiaia. Ormai sento sempre più spesso il bisogno di staccare completamente la mente dalle cose “terrestri” che non riguardano direttamente me o la mia famiglia e di indirizzare le mie (ormai poche) energie intellettuali verso le cose veramente importanti e verso le letture stimolanti ma impegnative.

P.S.: Giulia Grillo ministro della salute mi rassicura…

31 maggio 2018 Posted by | Politica | | 9 commenti

Al voto, al voto!

Abbiamo assistito in queste settimane a un’enorme burla nei confronti degli italiani, che si è conclusa (provvisoriamente) domenica, con il Presidente della Repubblica che ha…

Ma cos’ha fatto di preciso Mattarella?

Secondo me ha preso il telefono e ha chiamato quelli che detengono una buona parte del nostro debito pubblico (cioè coloro che ci prestano i soldi per continuare a cazzeggiare) che, miliardo più miliardo meno, è di circa 2.300 miliardi di euro, cioè oltre il 130% del PIL, che detto paro paro vuol dire che noi produciamo 100 e abbiamo 130 di debito.

Ne avrà chiamati un bel po’ e avrà chiesto loro: “Ma se io faccio partire ‘sto governo del Matteo e del Giggino, tu ci presti ancora i soldi, cioè ci compri ancora i nostri titoli di stato quando scadono?

Sticazzi! – gli avranno risposto quelli – Piuttosto i miei soldi li vado a investire in Burundi!

E mo’ il Matteo e il Giggino sproloquiano che loro avrebbero fatto quisquilie e pinzillacchere se avessero potuto governare, se non ci fosse stato quel cattivaccio con i capelli bianchi.

Pazienza… Li sentiremo sparare minchiate ancora per qualche mese.

P.S.: quello che mi fa più incazzare è che all’università mi sono sorbito un manuale di diritto costituzionale di 800-900 pagine e adesso devo sentire le lezioni dei soliti sapientoni al bancone del bar!

 

29 maggio 2018 Posted by | Politica | | 2 commenti

Storia dei maghi (Non habemus più papam!)

La magia accompagna la storia dell’umanità e ancora accende la fantasia: pensiamo al Gandalf de Il signore degli anelli o a Merlino (il mago per eccellenza), ma anche a Harry Potter.

Già ai tempi degli antichi greci esisteva un’alta magia (un modo per comunicare con gli dei) e una bassa magia (la stregoneria).

La magia ha preso la strada dell’alchimia, cioè sulla ricerca della pietra filosofale, una misteriosa sostanza che si diceva avesse il potere di trasformare i metalli in oro, di bloccare i processi di invecchiamento e di restituire la giovinezza.

Ha preso la strada della negromanzia, cioè la divinazione per mezzo degli spiriti dei morti.

Ha preso la strada di un imbroglione come lo pseudo conte di Cagliostro.

Ha preso la strada di sette come la Golden Dawn e un suo noto esponente: Aleister Crowley.

Ma esistono veramente i maghi?

Certo che esistono: ora stanno a capo dei partiti che promettono le loro magie: l’abolizione della Fornero, la flat tax, il reddito di cittadinanza e lazzi, sprizzi e pinzillacchere.

E la gente ci crede pure…

Prepariamoci per tempi duri.

Celeste nostalgia

27 maggio 2018 Posted by | Libri, Politica | , | 3 commenti

Habemus Papam!

Possiamo dire che finalmente abbiamo (quasi) il nuovo governo, il governo del cambiamento, il governo della terza repubblica, il governo che ha alla base un contratto e non una viscida spartizione di poltrone.

Io ho già fatto i conti sulla mia nuova decorrenza della pensione; poi ho iniziato a raccogliere i dati per fare chiedere a mia moglie il reddito di cittadinanza, ho già fatto la lista delle cose da comprare con i risparmi delle imposte dopo la flat tax e ho iniziato a dire agli extracomunitari che abitano dalle mie parti “fora di ball!

Ho interpretato bene?

P.S.: questa notizia mi sembra interessante. Ecco perché mi scordo sempre le cose! Per esempio, mi scordo sempre in quale ristorante de Roma il cavaliere ha prenotato per tutti gli amici di blog!

24 maggio 2018 Posted by | Politica | | 8 commenti