Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Chi non ha paura?

Forse quelli che sono scesi in piazza in Spagna non hanno effettivamente paura.

O forse l’hanno gridato per scacciarla.

Io invece ho paura.

Ho paura delle ingiustizie, della povertà, della fame nel mondo che uccidono migliaia di innocenti al giorno.

Ho paura del riscaldamento globale, dell’inquinamento, della distruzione della fauna e della flora.

Ho paura dei deficienti che girano per strada guidando come se fossero su una pista di formula 1 e che non sai se sono semplicemente coglioni oppure se sono anche drogati, oppure bevuti, o tutte e tre le cose assieme (molto probabile).

Ho paura per la mia malattia.

Ho paura anche per il terrorismo, che è una delle manifestazioni del disprezzo per la vita che hanno tante, troppe persone.

Ho paura perché la paura è l’altra faccia della medaglia del coraggio, che va controllata, non ignorata.

Coraggio non vuol dire incoscienza.

Per questo io dico che ho paura.

Rino Gaetano – Sei ottavi

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18 agosto 2017 Posted by | Politica, Un po' di me | , | 13 commenti

Comunque…

… mi sembra che abbiamo chiarito che:

noi italiani eravamo/siamo migranti economici;

i cittadini degli Stati che ci accoglievano/accolgono ci reputavano/reputano brutti, sporchi, cattivi, delinquenti, svogliati, crumiri, ecc.

Embe’? si domanderà qualcuno.

Be’, chiarito questo, la prossima volta faremo il passo successivo.

Un passo alla volta…

P.S.: stanotte ho sognato che ero a militare. Per la precisione rientravo da una licenza e non trovavo più il mio posto branda. La caserma era uno squallore unico; la gente dormiva per terra, in stanzoni disadorni. Sarà un desiderio di tornare indietro nel tempo?

12 luglio 2017 Posted by | Politica, Ricordi | , | 12 commenti

Dedicato a chi “ma noi italiani andavamo all’estero per lavorare!”

Non c’è che dire, negli ultimi giorni (diciamo dopo le ultime elezioni amministrative) la questione dei migranti è diventata improvvisamente esplosiva.

Non voglio parlare delle responsabilità dell’Europa, che pure ci sono, perché allora bisognerebbe anche parlare delle responsabilità dell’Italia.

Quello di cui voglio parlare è invece dell’atteggiamento mentale con cui molte persone guardano al fenomeno dell’immigrazione, scordandosi che l’Italia è stato (ed è tuttora) un Paese di forte, fortissima emigrazione. Dall’unità d’Italia in poi abbiamo continuato a invadere il mondo.

Gli emigrati dal 1901 al 1914 furono 8.623.730. Ed erano tutti – se vogliamo usare un termine che oggi va alla grande – migranti economici.

Ma – si dice – noi italiani eravamo brava gente: emigravamo per lavorare.

Questo lo dicevamo e lo diciamo noi. Gli altri non la pensavano così. Gli italiani erano focolai di proteste e di rivolte; crumiri e sovversivi; anarchici e mafiosi.

Non ci credete? E allora state a vedere cos’è successo a New Orleans nel 1890 e a Aigues-Mortes (Francia) nel 1893.

NEW ORLEANS

Nell’ottobre del 1890 un sovrintendente di polizia fu ferito a morte da cinque uomini e accusò gli italiani. Seguì un processo alla fine del quale nove italiani furono dichiarati innocenti. Ma nel marzo 1891 una folla esagitata si radunò in una delle piazze della città. Ne prese la guida William Parkerson, furono distribuite carabine e la gente – avvocati, commercianti, dottori – marciò sul carcere. Due sospetti furono impiccati e nove uccisi a fucilate. “Per noi quelli erano rettili” dichiarò Parkerson. L’Italia mandò una nave da guerra per rimpatriare gli italiani che volevano abbandonare la città e sospese le relazioni diplomatiche con gli Stati Uniti.

AIGUES-MORTES

Nell’agosto del 1893 gli avvenimenti di Aigues-Mortes furono ancora più drammatici.

Su 3.000 operai le saline di Fangousse impiegavano abitualmente circa 1.000 lavoratori italiani, sotto pagati e privi di tutele sindacali. In agosto i francesi si presentarono per i lavori stagionali, ma furono respinti perché la società attendeva gli italiani. Gli animi si scaldarono e vi furono incidenti sanguinosi. Tra il 16 e il 17 circa 500 uomini dettero la caccia agli italiani nelle vie e nelle case del paese, uccidendone alcune decine (20 secondo alcune fonti; 50 secondo altre) e ferendone da 50 a 150.

Gli italiani furono vittime di violenze un po’ dappertutto e quando nel 1894 l’anarchico Sante Caserio uccise il presidente francese Sadi Carnot, fu la conferma dell’immagine dell’italiano rissoso, sovversivo e infido.

Insomma, noi siamo sempre i buoni e gli altri sempre i cattivi. Peccato che a volte gli altri siamo noi.

9 luglio 2017 Posted by | Politica | | 9 commenti

E mo’però due o tre cose da dire ce le avrei…

Lo so, lo so, batto la fiacca, diserto questo spazio, spuleggio, come dicevano gli antichi.

Che ci volete fare? Sarà l’età, ma la sera sempre più spesso mi sdraio per leggere e… patapunfete! bello secco!

O forse sarà che sento il bisogno di ferie, perché ormai il periodo è quello.

Sarà quel che sarà, comunque mi si sono accumulate alcune cosette da dire.

Renzi e Pisapia iniziano a starmi sui coglioni. E tutte quelle altre sinistre che sorgeranno come funghi da qui alle elezioni. Per far vincere le elezioni alla destra, ovviamente. Ma essere di sinistra vuol dire cercare il pelo nell’uovo in tutte le cose che dicono/fanno/baciano quelli della tua stessa parte?

Il piccolo Charlie Gard potrebbe anche vivere. Chi deve decidere della sua vita? I genitori? I medici? I magistrati? I primi decidono in base all’amore; i secondi in base alla scienza (e coscienza?); i terzi in base al diritto. Nelle mani di chi affidereste voi la vostra vita?

Grande concerto di Vasco a Modena. Tutto perfetto nell’organizzazione. Eh… i comunisti… Ora aspettiamo altrettanta efficienza anche nella ricostruzione post-terremoto. Eppure anche lì c’avevano messo un comunista, no? Quel tale Vasco Errani (altro Vasco…) che ricordo negli anni della mia adolescenza a scrivere pallosissimi articoli sulla stampa dei giovani comunisti (finanziata dai vecchi comunisti, i quali ben si guardavano dal fare leggere simili stronzate ai loro figli).

E a proposito di comunisti, è ricomparso LorenzoC, quello sì autentico mangia-comunisti. Ora ce l’ha con il debito pubblico, ovviamente gonfiato dai comunisti. E’ tornato praticamente al tempo dell’unità d’Italia: Cavour, Quintino Sella, La Marmora, Depretis. Vabbe’, ognuno c’ha le proprie fisime. Il buon Dio c’ha affidato dei soggetti da tollerare…

E infine lasciatemi rivolgere un ultimo saluto al grande Paolo Villaggio, che proprio oggi ci ha lasciati. Proprio ieri sera mi guardavo alcuni spezzoni due suoi Fantozzi su You Tube e ogni volta per me è un piacere. Villaggio/Fantozzi mi ricorda anche gli anni della mia giovinezza, perché tutti (io sicuramente) siamo stati un po’ (anche tanto) Fantozzi (qualcuna anche la Pina…). La signorina Silvani, il ragionier Filini… mitici.

E ora me ne vo’ a letto.

Buonanotte a tutte/i.

Ciao Paolo

P.S.: la foto è quella della manifestazione di Sulmona, dove politici del PD, complice prima il sole e poi la pioggia (o viceversa), si sono fatti riparare da alcune ragazze. Come dire? Alla mancanza di vergogna non c’è mai limite. Perché, tanto per restare in tema, è anche da questi particolari che si riconosce un uomo da una merdaccia.

 

3 luglio 2017 Posted by | Politica, Ricordi, Salute, Sani principi, Storie ordinarie | , , , , | 20 commenti

Due o tre cose sul voto (e sul non voto)

Anche nel capoluogo della mia provincia (Piacenza) ha vinto il candidato sindaco del centro destra.

A metà dello spoglio, la tv locale ha mostrato una sfilata di magliette e camicie nere (ma guarda un po’) dirette verso il palazzo comunale.

Qualche minuto dopo un manipolo di leghisti ha attraversato la piazza principale (chiusa al traffico) a bordo di una camionetta militare, al grido di “siamo arrivati”.

Al primo turno i tre partiti del centro destra si sono presentati uniti.

Il centro sinistra si è presentato con il candidato del PD, quello della sinistra-sinistra (che più sinistra non si può) e quello dei fuoriusciti dal PD.

Tra il primo e il secondo turno non c’è stato alcun apparentamento.

Prima del primo turno, il candidato della sinistra-sinistra (che più sinistra non si può) aveva dichiarato che il suo obiettivo era arrivare alla seconda cifra. Si badi bene: non governare per migliorare la vita di quella povera gente che quello di sinistra-sinistra (che più sinistra non si può) vorrebbe rappresentare. Non ha raggiunto il 7%. Tra il primo e il secondo turno ha dichiarato che non vi erano differenze tra il programma del centro destra e quello del centro sinistra.

La candidata dei fuoriusciti del PD non è arrivata al 4% e rimarrà fuori dal consiglio comunale. Per avere fatto una scissione, mi sembra un risultato un po’ magro.

Nel centro sinistra, dopo la vittoria dell’Ulivo nel 1996, si è iniziato a litigare e a dividersi. Hanno fatto resuscitare il Berlusca per la seconda volta. Dopo le elezioni del 2013 è stato un disastro (prima non è che…).

Tempi duri ci spettano. Questa situazione mi ricorda quella del 2001, l’inizio di una seconda stagione di centro destra che in dieci anni ci ha portati sull’orlo del fallimento.

Ma stavolta sarà peggio, perché nel 2001 eravamo all’inizio della crisi economica, adesso ci siamo dentro da oltre quindici anni e la gente è stanca (cioè, è stanco chi non ha soldi, agli altri non fa né caldo né freddo).

Oltre la metà degli elettori non ha votato. Qualcuno dice che è perché l’offerta politica è monca, cioè non esisterebbe un vero e proprio schieramento di sinistra. Come se tutti quelli che non votano fossero marxisti-leninisti che aspettano soltanto la lista dei soviet.

Mi sa che la situazione sia molto più complessa: qui ci vuole una classe dirigente che si metta a vivere come la gente comune. Che mantenga la famiglia con uno stipendio normale. Che faccia la fila alla USL o in posta. Che compri l’auto a rate. Che abiti nei quartieri popolari dove gli spacciatori, gli immigrati, la prostituzione creano un mix esplosivo. Insomma, che recuperi credibilità sul campo, non a parole.

Non credo ci sia altra strada.

Altrimenti fra poco le camionette militari le vedremo sul serio.

The Captain Of Her Heart

26 giugno 2017 Posted by | Politica | | 15 commenti

Tedeschellum?

Lo hanno già soprannominato tedeschellum, il nuovo sistema elettorale che – pare – stiamo approvando in Parlamento, per poi – pare – andare a votare subito dopo (ma chi è che fa cadere il governo? Boh…).

A me ‘sto sistema mi pare piuttosto uno stronzatellum.

Abbandonate le velleità maggioritarie, ci apprestiamo a risuscitare una legge elettorale in gran parte proporzionale, dove tutti vincono – nessuno vince – non si sa chi governa – ognuno fa come gli pare.

Che poi la cosa più importante pare essere la sogliola di sbarramento al 5%. Quando invece occorrerebbe anche e soprattutto evitare il passaggio dei parlamentari dall’una all’altra parte dello schieramento politico. Però la nostra Costituzione vieta il vincolo di mandato, il che tradotto in parole povere significa: tu ti presenti alle elezioni dicendo che sei comunista e vuoi l’eliminazione della proprietà privata. Io ti voto e, una volta in Parlamento, tu cambi idea ed entri nel gruppo del Berlusca e diventi anche manager Fininvest.

Torneremo alla situazione di oltre vent’anni fa, quando andammo in piazza a raccogliere le firme per i referendum di Mario Segni. Ma stavolta io non ho più voglia di andare sui banchetti.

Forse ci andrà mia figlia (se c’è il wifi gratuito…).

Alla fiera dell’est

4 giugno 2017 Posted by | Politica | | 10 commenti

E poi non ti lamentare!

Oggi pomeriggio m’ha telefonato una società di ricerche di mercato per un sondaggio sulle elezioni prossime venture.

Mentre rispondevo alle domande, mi è tornata in mente una discussione avuta qualche giorno fa con un mio cugino.

Questo parente a un certo punto mi ha detto che sono anni che non vota più, perché gli fanno schifo tutti.

Beh – gli ho risposto io – ognuno è libero anche di non votare, mica è un reato. però chi non vota è come se delegasse agli altri il governo della cosa pubblica, e quindi secondo me non ha diritto di lamentarsi. Se tu mi chiedi cosa voglio da mangiare e io ti rispondo “Fai tu”, poi mica posso lagnarmi se m’hai fatto i cavoli bolliti (a me) e tu ti spazzoli le lasagne!

Un conto è andare a votare scheda bianca (come dire: io vorrei partecipare, ma non c’è nessuno che si merita il mio voto), ma disertare le urne ha un chiaro significato: decidano gli altri anche per me.

Quindi, caro cugino, nun me rompe li cojoni!

Musica!

Ah… scusate… dimenticavo:

21 maggio 2017 Posted by | Politica | | 13 commenti

E’ giusto oppure no?

E’ giusto oppure no che lo Stato sia proprietario delle autostrade? Che controlli le più importanti vie di comunicazione, oppure che le ceda ai privati, senza che vi sia alcuna concorrenza in questo settore? E’ giusto che le più importanti vie di comunicazione siano in mani private, mentre le strade meno importanti sono di proprietà pubblica (statale, provinciale, comunale)? E’ giusto che dove si paga (e quindi si guadagna) ci sia il privato e dove si viaggia gratis (e si spende) ci sia invece il pubblico?

E’ giusto oppure no che lo Stato sia proprietario di una dorsale di trasmissione dati (telefonica, web o altro) e di una azienda che distribuisca capillarmente la posta e che, se vuole, raccolga anche credito, che sia di presidio sia nelle metropoli, sia nei paesini di montagna con qualche centinaio di abitanti?

E’ giusto oppure no che lo Stato sia proprietario di una compagnia di traffico aereo, anche di ridotte dimensioni, che possa garantire un servizio pubblico anche in quelle tratte dove si guadagna poco ma occorre garantire un servizio ai cittadini?

Insomma, in una parola, è giusto oppure no che lo Stato si riservi il controllo di quei settori vitali della vita della comunità statale che devono funzionare ugualmente anche in caso di catastrofi, di guerre, di devastazioni (sperando che non debbano accadere mai)? Oppure bisogna andare a bussare in casa a gestori privati per utilizzare strade, telefoni e aerei?

Un tempo (nel secolo scorso) si diceva che lo Stato non doveva produrre i panettoni e nemmeno le automobili.

I panettoni e le automobili li abbiamo ceduti ai privati.

Con i panettoni è andata abbastanza bene.

Con le automobili proprio no.

Con le autostrade, i telefoni e gli aerei meno che mai.

P.S.: so’ tornato dar mare. Faceva un po’ freddino…

aeroplano

25 aprile 2017 Posted by | Politica | | 30 commenti

Per non dimenticare

schindlers-listIeri sera ho visto in tv Schindler’s List.

A volte anche la televisione riesce ad avere momenti “alti”, purtroppo sempre meno frequenti.

Nelle settimane scorse, quando stavo a casa in malattia mi sono visto diversi documentari sulla follia nazista; riesco sempre a stupirmi di quanto sia potuto accadere in Europa 70-80 anni fa, a opera non solo di psicopatici, ma anche di “normali padri di famiglia”.

E mi stupisco ancora di più che da settant’anni l’Europa occidentale sia in pace (credo che sia il periodo più lungo).

Mi rigiro tra le mani il libricino (piccolo per dimensioni ma enorme per il contenuto) di Primo Levi, Se questo è un uomo e oggi come allora mi colpiscono i versi introduttivi del testo:

Voi che vivete sicuri

Nelle vostre tiepide case,

Voi che trovate tornando a sera

Il cibo caldo e visi amici

Considerate se questo è un uomo

“Quando vediamo il Male fatto dagli altri – scrive Foa nell’introduzione – dobbiamo combatterlo a viso aperto, ma dobbiamo anche e sempre contrastare in noi stessi ogni tentazione di intolleranza, di disprezzo, di negazione degli altri.”

Ma il Male spesso, si traveste, si spaccia per altro, si nasconde: efficienza, successo, ricchezza, managerialità, modernità… Hai voglia.

Francesco Guccini – Auschwitz

28 gennaio 2017 Posted by | Film, Libri, Politica | , , | 13 commenti

Le rotte delle migrazioni (e le ruspe)

ruspaVi sono alcuni Paesi in Africa definiti “fuori controllo”: Centrafrica, Sud Sudan, Somalia, nonché la stessa Libia.

Da qui partono le rotte delle migrazioni.

Poi vi sono altri Paesi definiti “molto instabili”: Mali, Ciad, Sudan, Etiopia, Repubblica democratica del Congo, Eritrea, Nigeria.

Poi vi sono altre aree di partenza dei migranti: Sud Senegal, Gambia, Sud Mauritania, Nigeria.

Alcuni di questi Paesi hanno un’età media dai 15,2 ai 16,7 anni (Niger, Uganda, Mali…). Paesi giovani, estremamente giovani, dai quali la gente se ne va a causa di guerre, guerre civili, carestie, malattie e chi più ne ha più ne metta.

Tanto per capire di cosa stiamo parlando, l’età media di Italia, Germania e Grecia va da 42,1 a 46,5 anni.

Volete sapere qual’è stato il Paese europeo con il numero più alto di richiedenti asilo per milione di abitanti nel 2015? L’Ungheria, con 17.699; al secondo posto la Svezia con 16.016; poi troviamo l’Austria con 9.970. E il numero dell’Italia? Eccolo: 1.369. La Germania sta a 5.441. La Gran Bretagna, che è uscita dall’UE anche per l’alto numero di immigrati, stava a quota 591.

Quindi, tre domande, semplici semplici.

A cosa serve andare in Libia per bloccare il flusso dei migranti, quando provengono dall’Africa subsahariana e centrale?

Come facciamo a parlare di invasione, noi italiani, e a criticare altri Paesi definendoli xenofobi, come per esempio l’Ungheria, quando abbiamo una percentuale di richiedenti asilo sulla popolazione pari a un decimo del loro?

A cosa ci servono le ruspe di Salvini?

7 gennaio 2017 Posted by | Politica | | 13 commenti