Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Cronache dalla terra dei virus (11)

Ed eccoci qui, ancora (almeno per il momento).

E’ venuto il tempo del “ma ce la faremo?

Questa domanda arriva quando si vedono le persone a noi vicine morire, le persone che fino a poco prima incontravamo per strada, al bar, al cinema, al lavoro.

La mia azienda è allo stremo e pensavamo/speravamo di avere raggiunto il picco. Invece no, il picco sarà fra 15 giorni.

Ma ce la faremo, direttore?

Che devo rispondere? Che non lo so?

Certo che ce la faremo. Finché potremo saremo qui, ognuno a compiere il proprio lavoro. Adottando le precauzioni indicate.

Ma la gente ha paura!

La gente deve avere paura. La paura è l’altra faccia del coraggio. Chi non ha paura è un incosciente.

In una azienda già decapitata, dove il 98% degli operatori deve essere presente fisicamente, dove occorre prendere decisioni nell’arco di pochi minuti, io non posso stare a casa, non posso fare lo smart working.

Il capitano è l’ultimo a lasciare la nave.

Omelia Don Camillo

17 marzo 2020 Posted by | Guerra al terrore, Storie ordinarie | , | 15 commenti

Cronache dalla terra dei virus (10)

Mo’ è arrivato il momento delle donazioni.

Qualche giorno fa s’era diffusa la voce che il nostro ospedale fosse rimasto privo di bottigliette d’acqua e che pertanto i “coronati” rischiassero di morire anche di sete.

Già erano partite le raccolte di bottigliette e qualcuno s’era pure presentato all’ingresso del nosocomio per scaricare il prodotto, improvvidamente acquistato nei supermercati, sfidando gli assembramenti con gli altri acquirenti . C’è voluto un comunicato ufficiale dell’ASL (che penso abbia ben altro a cui pensare) che rassicurasse che di acqua ce n’era in abbondanza.

Allora i soliti smaniosi hanno ben pensato di aprire sottoscrizioni a favore degli ospedali.

Vorrei fare presente a costoro che io sottoscrivo giornalmente a favore non soltanto della sanità, ma anche della scuola, delle forze dell’ordine, del volontariato, ecc. pagando le cosiddette

imposte e tasse

Se le pagassero tutti, non ci sarebbe bisogno di sottoscrizioni sponsorizzate dal primo coglione che passa per strada o sul web.

11 marzo 2020 Posted by | Guerra al terrore, Storie ordinarie | , | 3 commenti

Cronache dalla terra dei virus (9)

Eccolo, è arrivato: siamo nella zona rossa.

Che poi però uno si chiede: ma rossa in che senso? Nel senso che è pudica? Oppure nel senso che è comunista?

E poi uno si chiede anche: ma cosa s’intende per zona? La regione, la provincia, il comune, il condominio?

Vabbe’, tutti dubbi che verranno prontamente chiariti (mi auguro)

Intanto però è spuntata una nuova categoria di rompicoglioni: i lavoratori autonomi.

E già perché i lavoratori autonomi, nelle emergenze, non vedono l’ora di condividere il rischio con noi lavoratori dipendenti: voi che anche questo mese andrete a ritirare il vostro stipendio, sempre uguale, mentre noi stiamo subendo danni irreparabili!

E via le richieste di risarcimenti milionari.

Cioè, quando le cose vanno bene, gli autonomi mica condividono la casa, l’auto, le vacanze, in una parola il reddito.

No, mai.

Quando invece vanno male, allora bisogna condividere.

Il concetto di rischio d’impresa non li sfiora nemmeno di striscio.

Vabbe’…

P.S.: così, tanto per informazione. Oggi ho avuto bisogno di contattare il numero messo a disposizione dalla mia ASL per il coronavirus, per motivi di lavoro.

Quando ho chiamato ero il nono in lista d’attesa; sono sceso fino al primo posto e poi… mi è stato risposto (da una voce registrata) che non è possibile rispondere alla mia chiamata. Ho richiamato e la linea è caduta subito. Ho richiamato e il telefono squillava a vuoto. Ho smesso di chiamare.

Così, tanto per informazione…

8 marzo 2020 Posted by | Guerra al terrore, Storie ordinarie | , | 6 commenti

Cronache dalla terra dei virus (8)

E’ arrivato il momento del nimby: lo sapevo che prima o poi arrivava.

Il nimby – lo sappiamo bene – è quell’atteggiamento di chi pensa/dice/agisce secondo il principio “non nel mio cortile“.

Di fronte alla riorganizzazione della rete ospedaliera, con chiusura dei pronto soccorso secondari, eliminazione degli interventi non necessari e l’occupazione di tutti gli spazi disponibili per i letti di terapia intensiva, si cominciano a sentire affermazioni tipo:

ma perché devono portare da noi i positivi al virus? con tutti i posti che ci sono nel resto d’Italia…“;

come avverranno i trasferimenti, con le ambulanze o con treni piombati tipo il trasferimento degli ebrei nei campi di concentramento?” (notare il verbo: trasferimento);

ma come! sono già arrivati i lebbrosi? e non mi hanno avvertito? perché non mi hanno avvertito, che avrei sbarrato le finestre di casa, anche se abito a tre chilometri dall’ospedale?

E poi alla fine c’è sempre la resa dei conti: “va bene, se proprio dobbiamo ci prendiamo gli untori… ma quando sarà finito tutto questo casino si dovranno ricordare di noi!” come se quello avesse fatto chissà che cosa e cominciano a sciorinare tutte le richieste post-virus, in una specie di lista della spesa infinita: uno stadio nuovo, 52 chilometri di tangenziale, una stazione sciistica con 5 chilometri di piste, ecc.

Che gggente…

7 marzo 2020 Posted by | Guerra al terrore, Storie ordinarie | , | 3 commenti

Cronache dalla terra dei virus (7)

Ora siamo entrati in una fase nuova (tipica di noi italiani): le richieste di soldi.

Tutte le situazioni sono valide per chiedere soldi, più soldi, sempre soldi, tanti soldi.

Un giorno sono andato a lavorare che un partito (quello che s’è fregato 49 milioni) chiedeva 20 miliardi. Sono tornato dal lavoro la sera che già ne chiedeva 50.

Pensano che flessibilità voglia dire che i soldi piovono dal cielo. Che ce li dia l’Europa aggratis, quella stessa Europa che fino a ieri avremmo dovuto abbandonare.

Soldi soldi soldi

5 marzo 2020 Posted by | Guerra al terrore, Storie ordinarie | , | 2 commenti

Cronache dalla terra dei virus (6)

Oggi è il giorno del “Caspita! Ma lo sai che la situazione è veramente grave?

Sì, perché fino a ieri c’era gente che pensava che tutto fosse una enorme psicosi di massa.

Andava in giro indifferente, con un atteggiamento che sottintendeva “Voi siete tutti pazzi. Non c’è rischio. Guardate me“.

A un certo punto questi qui si sono trovati ad avere bisogno degli ospedali, trovandoli chiusi, non hanno trovato il medico, si sono resi conto della situazione e allora si sono svegliati.

E ora pretendono pure di dare dei consigli, anzi, di darli direttamente al Governo, alla Regione, al Sindaco, ai medici, ecc.

Maannateveneaffanculo!

4 marzo 2020 Posted by | Guerra al terrore, Storie ordinarie | , | 5 commenti

Cronache dalla terra dei virus (5)

Questi sono i giorni del “non si capisce chi devi decidere cosa“.

E’ uscita l’ordinanza di chiusura dei bar?

Sì, due giorni fa.

Ma quella scadeva ieri.

No, durava tre giorni, come quella che chiude i mercati.

Ma i mercati non li ha chiusi il prefetto?

No, quello si è basato sull’ordinanza della Regione.

E che dice la Regione?

Che si può andare al mercato, ma bisogna lasciare la distanza di un metro dal bar.

Dal bar?

Sì, l’ha detto anche il Sindaco.

Ma il Sindaco si è ammalato pure lui!

E allora chiudiamo il Comune!

Sì sì, chiudiamo il Comune!

Cheppalle…

3 marzo 2020 Posted by | Guerra al terrore, Storie ordinarie | , | 13 commenti

Il rischio di essere uccisi

La morte di una persona è sempre una tragedia.

Se la morte è causata da un evento traumatico, è una tragedia ancora maggiore.

Ma se vai in giro a rapinare la gente armato, metti nel conto qualche rischio, no?

Se poi i tuoi parenti/amici vanno pure a devastare un ospedale, allora vuol dire che siamo ben oltre la frutta.

Non ho parole.

1 marzo 2020 Posted by | Guerra al terrore | , | 4 commenti

Cronache dalla terra dei virus (4)

Ora basta.

Ora i nordici si sono rotti le balle.

Siamo passati dalla blindatura totale al “bisogna andà a laurà” (trad.: bisogna andare a lavorare).

Si sentono le persone per strada dire: ma chi ha chiuso le scuole? E i mercati? E gli uffici, le fabbriche, i bar?

Nessuno vuole più chiudere niente, nemmeno la patta dei pantaloni.

PIL contro virus: 2 a 0.

Non c’è storia, non c’è partita.

Tanto muoiono gli anziani e quelli che già stanno così così.

Quindi gambe in spalla e tutti a lavorare!

29 febbraio 2020 Posted by | Guerra al terrore, Storie ordinarie | | 9 commenti

Cronache dalla terra dei virus (3)

Oggi è la giornata dei PMA e dei bar chiusi la sera e di notte.

Di gente in giro ce n’è sempre meno (anche nei supermercati).

Io mi chiedo: quanto può durare questa emergenza? Fra un po’ ci abitueremo a contare i morti, i contagiati, i rompicoglioni.

Ecco, i rompicoglioni sono quelli che veramente… mi rompono i coglioni!

Della serie: “Mio figlio conosce la fidanzata di uno il cui cugino di terzo grado è stato a mangiare nel ristorante del fratello di uno che abita a 200 chilometri dalla zona rossa. Posso stare a casa dal lavoro?”

Sì – mi viene voglia di rispondere – per deficienza congenita.

Il virus passerà (prima o poi) i deficienti ce li terremo per sempre.

 

25 febbraio 2020 Posted by | Guerra al terrore, Storie ordinarie | , | 6 commenti