Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Il grande spirito

Eravamo in due ieri pomeriggio a vedere questo film.

Ero indeciso, ma alla fine l’ho apprezzato.

E’ un film diverso dalle solite commedie: non saprei come definirlo, è come se la realtà fosse più tangibile, più palpabile, come se si potesse toccare con mano.

Le interpretazioni di Rubini e Papaleo sono intense. Originale l’idea di ambientare un film tutto sui tetti di una città (Taranto in questo caso, con all’orizzonte le ciminiere e i fumi dell’Ilva).

Sono entrato al cinema con il sole e sono uscito che grandinava (ovviamente ero senza ombrello). La corsa sotto la pioggia mi ha reso felice (anche se mi sono beccato qualche cozzo sulla testa): sono vivo.

Imparare ad amarsi

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12 maggio 2019 Posted by | Film | | 2 commenti

C’è tempo

Oggi sono andato a vedere questo film di Uolter Veltroni.

Ho capito subito che era meglio se il Uolter si dava fin da giovane al cinema, lasciando da parte la politica…

No vabbe’, scherzo, in fondo Veltroni mi è anche simpatico, cioè tra i due (Veltroni e D’Alema) ho sempre preferito il primo (capirai… direte voi, il secondo era/è/sarà un gran furbacchione, ma quanto a simpatia, ne ha come una medusa che ti si strofina sulle chiappe).

Comunque è un film carino, i quattro protagonisti sono bravi e su tutti spicca Giovanni Fusco.

Ma la storia non è che sia proprio originale: due persone che in partenza non si sopportano e poi alla fine diventano… fratelli.

Uolter l’ha confezionata benino, ma in alcune parti il film secondo me perde il ritmo.

Comunque un’ora e tre quarti godibili, dai. In fondo c’è di peggio…

 

10 marzo 2019 Posted by | Film | | 1 commento

Domani è un altro giorno

Oggi pomeriggio sono andato a vedere questo film.

Ci sono andato perché ho letto soltanto poche parole delle sue recensioni (“Una commedia toccante sull’esistenza umana e sul senso più profondo dell’amicizia“).

Ci sono anche andato perché uno dei protagonisti è Marco Giallini, che come attore a me piace molto.

Dopo dieci minuti ho capito di cosa trattava la storia: Giuliano (Giallini) ha un tumore al polmone che “se ne sta andando in giro per il corpo” e ha deciso di sospendere le terapie, perché gli allungheranno soltanto di un poco la vita, essendo destinato a morte certa.

Il suo amico Tommaso (Mastandrea), saputo di questa decisione, parte dal Canada e va a trovarlo per stare con lui per quattro giorni.

Capirete che, nella mia situazione, un film così potrebbe anche destabilizzarti, ma evidentemente il percorso che ho fatto con la mia psicologa a qualcosa è servito.

Quello che mi è piaciuto maggiormente del film è la totale mancanza di melensaggine. Un film delicatamente ironico e commovente.

Perché così va trattato il nostro ultimo viaggio: con ironia e commozione.

E con la consapevolezza di avere fatto tutto il possibile…

Domani è un altro giorno

2 marzo 2019 Posted by | Film | | 10 commenti

L’agenzia dei bugiardi

E’ meglio una bella bugia o una brutta verità?

Non ho alcun dubbio: meglio una bella bugia.

Del resto l’Italia è fondata sulle bugie (basta guardare le ultime elezioni e il governo che ne è sortito).

Il film è carino. L’idea di fondo è originale, ma poi si scopre che è un remake di un film francese del 2017, riadattato per noi italiani.

Il cast è ben assortito e amalgamato, ma qualche situazione è un po’ troppo “improbabile”.

In ogni caso, vale la pena vederlo, soprattutto perché in alcuni momenti ti fa pensare se il tradimento sia così diffuso.

Probabilmente sì, almeno così pare quindi un’agenzia specializzata in balle farebbe grandi affari.

Che poi raccontare balle è molto più difficile che raccontare la verità. Bisogna inventare, congegnare, perfezionare. E poi bisogna recitare, immedesimarsi, calcare la scena nel vero senso della parola.

Niente a che vedere con  la verità, che uno se la trova lì bell’e pronta.

E poi la bugia crea un mondo parallelo, quasi un sogno. E’ come entrare  in un’altra dimensione.

Insomma, elogio della bugia!

 

27 gennaio 2019 Posted by | Film | | 2 commenti

Moschettieri del Re

Avevo bisogno di un paio d’ore di spensieratezza e sono andato a vedere questo film.

La prima cosa che ho notato sono gli splendidi paesaggi nei quali è ambientato, che sono quelli della Basilicata, nei pressi di Matera, a Montescaglioso.

La seconda cosa che ho notato è che sono più brave le protagoniste femminili che non quelli maschili, che interpretano i moschettieri.

La terza cosa che ho notato è che non ho capito il finale (ma questo probabilmente è un problema mio).

Malgrado tutto, un paio d’orette (una e tre quarti, per la precisione) sono trascorse piacevolmente, malgrado la trama del film sia alquanto debole, a fronte di un’idea iniziale apprezzabile.

Film molto spinto dalla pubblicità, che secondo me non sono proprio sicuro che si meriti il prezzo del biglietto (nove euri, più uno per il caffè).

 

29 dicembre 2018 Posted by | Film | | 8 commenti

La prima pietra

L’ho visto venerdì sera, all’UCI (a me non piace molto andare all’UCI, perché tendo a perdermi tra le diverse sale, ma era l’unico posto dov’era in programmazione).

Carino, ma mi aspettavo qualcosa di più.

La parte migliore, recitata a mio parere splendidamente da Serra Yilmaz, è quella della nonna del bambino musulmano che innesca tutto il patatrac lanciando una pietra contro una vetrata della sua scuola, proprio nel giorno in cui deve svolgersi la recita natalizia.

Il film è un concentrato dei nostri pregiudizi e dei modi ridicoli con i quali a volte cerchiamo di mettervi una pezza, in realtà peggiorando la situazione.

Ma accanto alle risatine e ai sorrisi che strappa, fa capolino una domanda: ma come facciamo ad affrontare una società che – volenti o nolenti – sta diventando sempre più multiculturale? Qualcuno ci aiuta? No, molti spargono odio e basta, ma questa non è una soluzione…

P.S.: sempre molto comode invece le poltrone dell’UCI.

PP.SS.: mai viste tante donne sole al cinema.

16 dicembre 2018 Posted by | Film | | 3 commenti

Notti magiche

Ieri sono andato a vedere l’ultimo film di Paolo Virzì, Notti magiche.

Boh… sarà che, ma a me non è piaciuto.

Cioè, forse non l’ho capito, ma non ho nemmeno (o neanche?) capito cosa c’era da capire…

I tre giovani protagonisti sono ben tipizzati (forse anche troppo, a volte sembrano macchiette), Giancarlo Giannini è bravo come suo solito e tira un po’ su la storia, ma per il resto c’è da sbadigliare.

E poi c’è sempre sullo sfondo questa Roma da anvedi… li mortacci… ecc.

Ma sempre così è Roma?

Quando ci sono stato sette anni fa, mica mi sono accorto di tutti ‘sti mort… Anzi, mi sono accorto di avere incontrato tante magnifiche signore romane!

Sette anni fa… Quanto tempo, quante cose, quanta acqua è passata sotto ai ponti (per lo meno quelli che non sono crollati).

Chissà se in futuro…

Roma spogliata

11 novembre 2018 Posted by | Film | | 10 commenti

Io sono Tempesta

Marco Giallini è bravo (molto) e anche gli altri attori del film, ma non riescono comunque a fargli fare un salto di qualità, svincolandolo da una mediocre parodia di alcuni atavici difetti italiani.

Eppure di materiale ce n’era…

L’evasione fiscale, gli oscuri rapporti affari-politica, il cinismo dei ricchi e (anche) dei poveri. Hai voglia…

Comunque due ore di “stacco” ci volevano, perché la prossima sarà una settimana impegnativa.

Per me e anche per il povero Presidente Mattarella.

Vedremo finalmente se e a chi darà un incarico, o un preincarico, o un sottoincarico.

L’importante è che si sbrighino a eliminare la legge Fornero, a introdurre il reddito di cittadinanza e a espellere diecimila immigrati al mese (hanno già accumulato un mese di arretrato).

Su, forza…

Ancora ancora ancora

15 aprile 2018 Posted by | Film, Politica | , | 1 commento

Contromano

Oggi sono andato a vedere l’ultimo film di Antonio Albanese, Contromano.

Premesso che non sono mai stato un fan di Albanese, ho avuto modo di apprezzarlo nel film L’abbiamo fatta grossa con Carlo Verdone.

Considerato che non vi erano molte alternative che mi ispiravano, ho deciso di vedermi questo, anche perché il tema del film è quello dell’immigrazione, che oggi rappresenta una questione quasi universale con la quale misurarsi.

Il film è gradevole; alcune scene sono esilaranti (come quella con Davide Anzalone, che interpreta un disabile).

Albanese interpreta Mario Cavallaro, un cinquantenne proprietario single di un negozio di calze, metodico e cavilloso, quasi bizantino, il cui unico hobby è coltivare un orto sul terrazzo di casa.

Ma il suo mondo, che vorrebbe immobile nelle sue abitudini ultradecennali, sta cambiando vorticosamente e in peggio: gli stranieri imperversano ovunque, anche davanti al suo negozio, dove si piazza un venditore ambulante senegalese di calze che gli ruba tutti i clienti.

Allora a Mario balza in testa un’idea geniale: riportare il fedifrago nel suo paese, perché se tutti facessero così, il problema dell’immigrazione sarebbe automaticamente risolto.

In un travagliato viaggio verso il Senegal, Mario impara a essere un po’ più tollerante, finché alla fine le parti si ribalteranno (non dico di più per non togliere il gusto della sorpresa).

Tornato a casa, mentre mi gustavo un cono alla stracciatella e croccantino, pensavo che è già passato più di un mese dalle elezioni e il centro destra aveva promesso di rispedire a casa loro seicentomila immigrati irregolari, diecimila al mese per cinque anni: hanno già un mese di arretrato.

Ma pensavo anche che c’è chi dice che il flusso di immigrati attuale è niente rispetto a quello che avverrà nei prossimi decenni: di fronte all’inaridimento delle terre, milioni di persone emigreranno verso le zone ricche del pianeta. E allora non ci saranno muri capaci di contenerli.

Ma tant’è: c’è chi pensa di risolvere tutto con le ruspe…

Nord sud ovest est

8 aprile 2018 Posted by | Film | | 6 commenti

Maria Maddalena

Oggi, dopo mesi di vita nella nebbia, sono finalmente tornato al cinema e oggi ho visto il film Maria Maddalena.

L’interpretazione da parte di Rooney Mara è eccellente, per un film che, secondo me, vale la pena di essere visto. Non è la solita storia della vita di Gesù. Insiste su alcuni momenti della sua predicazione e sul rapporto con questa donna che, amandolo, riesce a comprendere il suo insegnamento meglio degli apostoli.

La tesi del film, infatti, è semplice: Maria Maddalena è l’unica ad avere compreso l’insegnamento di Gesù (insieme all’altra Maria, la madre). E infatti è a Maria Maddalena che Gesù si mostra risorto ed è lei che detiene il “testimone” della sua predicazione.

Gli apostoli invece non hanno capito un cazzo: ondeggiano tra il desiderio di provocare una sollevazione popolare contro il potere e il sogno di vedere il regno di Dio sulla Terra entro pochi giorni.

Maria Maddalena quindi come compagna di Gesù, non la prostituta come ha voluto la Chiesa cattolica per diversi secoli. Una figura da approfondire.

P.S.: a me piace molto andare al cinema. Mi piace andare al sabato pomeriggio, alla prima proiezione, quando c’è poca gente e all’uscita ci si immerge nella città ancora viva. Meglio ancora sarebbe condividere questa passione, ma va bene lo stesso…

 

18 marzo 2018 Posted by | Film, Religione | , | 26 commenti