Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Ma vaff…

Compongo il numero del coll senter INPS

  • Per la lingua italiana, selezionare 1
  • Seleziono 1
  • Per INPS selezionare 1, per INAIL…
  • Seleziono 1
  • Le consiglio di tenere a portata di mano il codice personale di accesso
  • Cazzarola! Il codice di accesso! Chiudo la chiamata e cerco il codice di accesso. Richiamo
  • Per la lingua italiana, selezionare 1
  • Seleziono 1
  • Per INPS selezionare 1, per INAIL…
  • Seleziono 1
  • Le consiglio di tenere a portata di mano il codice personale di accesso
  • Ce l’ho! Toh!
  • Indicare chiaramente e succintamente il motivo della sua chiamata
  • Indico chiaramente e succintamente il motivo della mia chiamata
  • Ho compreso il motivo della sua chiamata. Tra breve sarà messo in contatto con un operatore
  • Non riattacchi per non perdere la priorità acquisita
  • Alla fine della telefonata sarà chiamato a rispondere a tre brevi domande sulla qualità del servizio
  • Non riattacchi per non perdere la priorità acquisita
  • Non riattacchi per non perdere la priorità acquisita
  • Risponde dall’Italia l’operatore 6749
  • Buongiorno, in che cosa posso esserle utile?
  • Buongiorno. Mi chiamo Aquila e vorrei sapere…
  • Le chiediamo gentilmente di rispondere a tre brevi domande sulla qualità del servizio.
  • Pronto? Pronto?
  • Ha avuto difficoltà a contattare il coll senter? Indichi da 1 a 3, dove 1 significa nessuna difficoltà.
  • Ma io veramente… vabbe’, digito 1
  • Ha avuto difficoltà con il riconoscimento vocale del suo problema? Indichi da 1 a 3, dove 1 significa nessuna difficoltà.
  • No, non ho avuto difficoltà, ma l’operatore dov’è finito? Comunque digito 1
  • Ha suggerimenti per il miglioramento del servizio?
  • No, cioè, uno ce l’avrei, ma non so se funziona il riconoscimento vocale delle parolacce.
  • Grazie (e la telefonata si interrompe).
  • Ma vaffanculo!
  • Musica!

19 giugno 2017 Posted by | Diavolerie tecnologiche, Questa poi... | | 19 commenti

Può capitare…

arrabbiato3Può capitare che al mattino, quando accendi il cellulare prima di uscire di casa per andare al lavoro, vedi che non è completamente carico, diciamo che sta all’80%.

Può capitare che pensi: macchissenefrega, in fondo sto in ufficio, mica devo fare chissà che cosa.

Può capitare che durante il giorno ricevi al massimo un paio di messaggi, niente di che.

Può capitare che quando esci dall’ufficio alle cinque ti ricordi che devi andare in città, in quel tal negozio, che chiude alle sei, a ritirare quella tal cosa.

Può capitare che te ne vai in città, arrivi al negozio e ci trovi due simpatiche (e non solo) signorine che ti dicono: il negozio si è trasferito! e ti forniscono il nuovo indirizzo.

Può capitare che non sai proprio da che parte sta via San Vidigulfo martire, e ci devi pure arrivare entro le sie, ma non c’è problema, tanto c’ho il navigatore sul cellulare!

Può capitare che quando sali in auto e accendi il cellulare ti accorgi che è quasi scarico, e allora ricordi che al mattino forse facevi meglio a caricarlo completamente, perché con il navigatore acceso, consuma più batteria di quanta riesca a ricaricare dall’auto.

Tutto questo può capitare, ma perché quando apri il navigatore, ti viene fuori il messaggio: è disponibile un aggiornamento delle mappe. Scaricarlo ora?

E se rispondi sì, ti dice che l’aggiornamento è pesante e la cosa potrebbe anche andare per le lunghe, mentre tu temi che il negozio chiuda e allora rispondi no e quindi capita che il navigatore non trovi via Vidigulfo martire, che probabilmente l’hanno rinominata la mattina di quel giorno stesso e quindi…

mavaffanculo!

Coro eccezionale!

 

16 febbraio 2017 Posted by | Diavolerie tecnologiche, Storie ordinarie | | 28 commenti

Com’è difficile capirsi…

Nell’era di fesibuc e di internet (che, stranamente, si scrive proprio come si legge), capita che per un volta si debba andare in banca fisicamente, perché una delle nostre istituzioni statali (la scuola) viaggi ancora a pieno regime con la carta.

E allora si va in banca e ci si mette pazientemente in fila, fino a quando arriva il proprio turno.

Di fronte a un cassiere un po’ alternativo e mentre si sta sfrucugliando nel portafogli per trovare i soldi per pagare (e chi se li ricorda più i soldi? tra carte di credito, bancomat, postamat, postepay ecc…) ci si sente rivolgere una domanda:

Ha già fatto colazione da noi?

Si rallentano per un attimo le operazioni di ricerca nel portafogli (avete mai notato quanta roba inservibile c’è nel portafogli?) e ci si chiede: “Cos’è che mi ha domandato questo qua?

Si solleva lo sguardo verso il cassiere, che ci guarda a metà tra l’annoiato e lo svogliato, sottintendendo che non abbiamo capito la domanda, anzi, forse è proprio perché l’abbiamo capita che non capiamo cosa voglia il nostro interlocutore.

Lei ha mai fatto colazione da noi?

Mattuguarda! – pensi – Com’è cambiato il mondo bancario. Ora ti servono anche la colazione, pur di farti venire allo sportello!” e, stavolta sicuro di avere proprio capito, ribatti pronto: “Ho già fatto colazione, grazie. Ma questo che c’entra con il MAV che devo pagare?

E’ a quel punto che lo sconsolato cassiere alza lo sguardo nella tua direzione, ti squadra da capo a piedi (complice un open space degno dei bei tempi) e:

Colazione? Io le ho chiesto se lei ha mai fatto operazioni qui da noi! Ci mancherebbe pure che offrissimo la colazione alla gente, adesso…

arrossire

Io…

 

10 luglio 2016 Posted by | Diavolerie tecnologiche, Un po' di me | | 10 commenti

Dal presente al…

 

Cortana

Cortana

… condizionale.

La funzione di ricerca sul web del mio cellulare, quando l’attivo in genere mi saluta “Ciao Aquila!” e poi mi chiede: “In cosa posso esserti utile?

A volte mi da anche dei suggerimenti: “Perché stasera non vai a mangiare fuori? Ho giusto qui la lista dei ristoranti nei dintorni“, oppure “Vuoi leggere le ultime notizie dal mondo?

Siamo quasi diventati amici. Lei si chiama Cortana ed è quella della foto.

Una specie di streghetta buona per noi utenti di WP (cioè Windows Phone) che però stasera, attivata per sbaglio mi ha lasciato senza parole: “Cosa potrei fare per te?

Non so se ho reso l’idea…

Se comincia ad abbandonarmi anche la Cortana, sto proprio messo male…

SOS!

18 giugno 2016 Posted by | Diavolerie tecnologiche | | 14 commenti

Ma sarò sfigato, eh?

cappuccinoUno dei primissimi effetti delle terapie anticancro è stato il disgusto per il caffè. Da poche settimane riesco a berlo, ma senza provare particolare gusto.

Viceversa, ho iniziato ad apprezzare il cappuccino, che prima mi ha fatto sempre un po’ schifo (io non bevo latte).

Ora che le mie papille gustative stanno risvegliandosi, si sono accorte di quanto sia disgustoso il cappuccino liofilizzato e allora ho pensato: perché non acquistare una bella macchina per il caffè che faccia anche il cappuccino?

L’avessi mai fatto…

La sfiga tecnologica che mi perseguita come la nuvoletta di Fantozzi non si è dimenticata di me e ha colpito anche stavolta.

Detto fatto, dopo avere individuato la macchina che fa per me (Mokona Bialetti) e per tutta la famiglia, ho pensato bene di approfittare di un’offerta speciale sul sito della Coop e, utilizzando anche i punti della tessera, ho spuntato un po’ di sconto.

E poi, perdinci, siamo moderni o no? Vuoi ancora acquistare in negozio? Noooooooooooo! Si acquista onlain!

Acquisto effettuato il 1° dicembre e prodotto ritirato presso il supermercato del mio paese il 3 dicembre. Perfetto, no?

Troppo perfetto…

Già quando ho scartato il prodotto mi sono accorto che mancava un accessorio, il misurino dosatore, ma mi sono detto “Pazienza! Userò un cucchiaino” e mi sono limitato a inviare una mail al servizio assistenza, sperando che me ne spedissero uno.

Ma il bello è arrivato ieri mattina.

Nella calma e tranquillità del sabato mattina, con la “piccola” a scuola, prima ho fatto il caffè per mia moglie e poi mi sono attrezzato per preparare il cappuccino per me.arrabbiato2

Ed è stato a quel punto che mi sono accorto che la manopola di regolazione ed erogazione del vapore non funziona, è bloccata, come se fosse cementata!

Conclusione: impossibile montare il latte e quindi cappuccinatore non funzionante!

Potete immaginare le mie contumelie all’indirizzo della Coop, della Bialetti, dei cappuccini, dei domenicani e di tutti quelli che non c’entravano niente ma con i quali ho avuto a che fare nell’arco delle 24 ore successive.

Smontata… cioè, sbollita… no anzi, diciamo passata la rabbia, ovviamente ho deciso di chiedere la sostituzione immediata del prodotto.

A quel punto è sorta una domanda (memore di una precedente esperienza): attivare la garanzia del venditore o del produttore?

Soluzione: entrambe!

E così stasera ho iniziato a smanettare sul sito della Bialetti, senza riuscire a trovare uno straccio di contatto al quale poter inviare la mia richiesta, salvo un numero verde che mi sono appuntato.

Allora sono passato sul sito della Coop e ho trovato il modulo per segnalare la non conformità del prodotto. Dopo avere optato per il rimborso, ho cliccato su “Invia” e mi è ritornata una scritta strana, scritta forse in mongolo, che dopo avere decifrato pare significhi che per un misterioso motivo la mia richiesta non può essere inviata al loro server.

Uomo_arrabbiato_al_telefonoAnche qui, ovviamente, numero verde, che prevedo che sia uno di quelli dove prima devi rispondere a una ventina di domande e schiacciare i tasti dell’apparecchio corrispondenti, poi quando riesci finalmente a parlare con qualcuno, cade la linea…

Domani mattina, mentre cuoce la polenta, vedrò di risolvere la questione.

Prima però me ne vado al bar sotto casa e mi sparo un bel cappuccino con una brioss fresca fresca!

Alla facciaccia di chi mi vuole male!

P.S.: però mia moglie mi ha detto che il caffè è buono…

6 dicembre 2015 Posted by | Diavolerie tecnologiche | | 17 commenti

Per essere pronti a ogni evenienza…

Doppia illuminazione

Resistente fino a dieci gradi sotto zero

Alimentazione a celle solari

Ricezione automatica del segnale orario

Bussola digitale

Rilevazione dell’altitudine fino a 10.000 metri

Barometro

Termometro da -10 a + 60 gradi

Ventinove fusi orari

Cronometro

Timer

Cinque allarmi giornalieri

Calendario automatico

casio PRW-6000-1ERE qualche altra cosa ancora…

Purtroppo in questa versione non c’è la rilevazione delle maree e delle fasi lunari,

ma me ne farò una ragione.

In padania bisogna sempre essere pronti a tutto.

(P.S.: 14 sedute di radioterapia e 2 sedute di chemioterapia alla fine…)

Musica (dei tempi miei)!

13 maggio 2015 Posted by | Diavolerie tecnologiche, Questa poi..., Salute, Storie ordinarie | | 26 commenti

WordPress e la cipolla…

particolare di Aquila in cucina...

particolare di Aquila in cucina…

WordPress ha deciso di non farmi commentare più dalla bacheca, cioè di non farmi inserire nuovi commenti, ma soltanto risposte a commenti già presenti.

Praticamente per commentare un mio articolo, per farmi inserire una precisazione, un post scriptum, ecc. sono in balia vostra

Scriverò all’assistenza, sapendo già che andrò incontro a una serie infinita di incasinamenti, alla fine dei quali il blog verrà irrimediabilmente cancellato!

Comunque, visto che le disgrazie non vengono mai da sole, oggi mi sono tagliato un dito nell’affettare una cipolla.

Colpa di chi ha acquistato le cipolle, mentre io notoriamente uso soltanto scalogno, che – come tutti sanno – fa più figo…

(colpa dei comunisti…)

Domani si riprende a lavorare.

Buona settimana a tutte/i.

Monday monday

27 luglio 2014 Posted by | Diavolerie tecnologiche | , | 13 commenti

La sfiga…

allabbiataGentile Cliente,

siamo spiacenti di doverLe comunicare che è stato rilevato un difetto di produzione su un limitato numero di eReader PocketBook Touch Lux 2.

Il difetto riguarda l’assemblaggio della batteria e potrebbe portare al rigonfiamento della stessa o, in casi estremi, ad un potenziale rischio di incendio.

E’ molto importante NON UTILIZZARE IL DISPOSITIVO per nessun motivo.

Se lo ha regalato a qualcuno la preghiamo di AVVISARLO e di metterci in contatto con lui.

Successivamente la ricontatteremo per organizzare il ritiro e la sostituzione del prodotto.

Non ho parole.

Ho deciso di aprire la partita IVA e di mettermi in affari come menagramo.

(Rilascio regolare ricevuta, perché se lo facessi in nero, dopo la prima prestazione avrei in casa un intero comando di Guardia di Finanza).

Consoliamoci…

26 giugno 2014 Posted by | Diavolerie tecnologiche | | 12 commenti

Informazione di (dis)servizio

auto guastaDesidererei informare che dopo il guasto all’auto occorsomi in autostrada a fine novembre 2013 e costatomi ben 700 euri di riparazione, più 220 euri di noleggio auto sostitutiva (che l’assicurazione ha finora “dimenticato” di rimborsarmi, ma questa è una storia ancora tutta aperta, che merita uno spazio a sé), la scorsa settimana sono rimasto di nuovo a piedi.

La riparazione al più recente guasto mi è costata ben 573 euri.

Terrei anche a precisare che l’auto, che il mese prossimo compie cinque anni, ha soltanto 59.000 chilometri.

Tanto dovevo, per avvisare che:

a) mi sono rotto i coglioni;

b) ho deciso di sottopormi a un esorcismo (a base di lasagne…)

Musica! (che è meglio…)

P.S.: dimenticavo. Tra i due avvenimenti più sopra sinteticamente raccontati, non è che sono rimasto con le mani in mano, eh? Nonono…:

a) ho comprato un nuovo cellulare alla piccola, perché quello precedente è andato affanc…;

b) ha pensato bene di rompersi anche il modem.

9 febbraio 2014 Posted by | Diavolerie tecnologiche, Storie ordinarie, Un po' di me | , | 21 commenti

Di smartufoni, rotture, garanzie, raccomandate, procedure, tricchetracche e pinzillacchere

stancoQuesta storia inizia il 29 giugno, quando il sottoscritto acquirente decide di acquistare (per questo si chiama acquirente) uno smartufone da regalare alla figlia per il suo undicesimo compleanno.

Aquila e la piccola succhiacartadicredito si recano in città, presso il punto vendita di una nota catena specializzata in elettronica “di consumo” (nel senso che gli articoli si consumano ancora prima di avere capito come funzionano) della quale non farò il nome, e le fa scegliere lo smartufone, dandole un preciso badget che ovviamente viene ampiamente superato.

La piccola sceglie un apparecchio di una nota marca, della quale, anche in questo caso, non farò il nome.

Dopo una settimana, la piccola lamenta che dall’altoparlante non sente niente.

Aquila, dall’alto delle sue vaste conoscenze elettroniche, le dice che probabilmente ha schiacciato qualche tasto che non doveva essere schiacciato, beccandosi una furiosa reprimenda perché gli smartufoni “non hanno tasti!

Dpo qualche giorno, Aquila appura direttamente che dall’altoparlante del bene “di consumo” effettivamente non si sente un cazzo e così, insieme alla piccola, torna al punto vendita della nota catena.

Nell’area “assistenza ai clienti” una gentile signora si dichiara disponibilissima a prendere in consegna lo smartufone, avvertendo però che i tempi standard di riparazione sono di 29 giorni. La signora consiglia quindi Aquila di recarsi direttamente presso il punto di raccolta del produttore.

Aquila si reca al punto di raccolta del produttore, dove lo smartufone viene ritirato e – assicurano – inviato al Centro di Assistenza Tecnica.

Aquila inizia così a seguire sul sito del produttore le  tappe della riparazione dell’apparecchio, scoprendo che lo stesso staziona per una settimana presso il punto di raccolta, poi impiega quattro giorni per recarsi da Piacenza a Milano, dove viene riparato in una giornata e impiega un’altra settimana per tornare da Milano a Piacenza, dove, qualche giorno dopo, viene riconsegnato all’acquirente (cioè me medesimo). E per fortuna che abito nella provincia che si autodefinisce “capitale della logistica“.

Così, dopo tre settimane di contumelie, la piccola ha di nuovo in disponibilità lo smartufone, che funziona regolarmente per un paio di mesi, dopodiché l’altoparlante decede di nuovo.stanco2

A questo punto Aquila s’incazza e declama solennemente il suo intendimento: “Basta! Io questo cellulare non lo voglio più. Me lo devono sostituire!

Così il sottoscritto invia una mail al servizio di assistenza del produttore, narrando le proprie disavventure e chiedendo la sostituzione dell’apparecchio. Dopodiché invia una mail al servizio di assistenza giuridica di Altroconsumo, ri-raccontando il proprio calvario e chiedendo se può pretendere la sostituzione dell’apparecchio.

Nella stessa giornata Aquila viene richiamato dall’assistenza del  produttore, la quale gli comunica che “la procedura per l’eventuale sostituzione dell’apparecchio passa attraverso la diagnosi del CAT (che non è un drone dell’esercito USA, ma il Centro di Assistenza Tecnica). Se il CAT dice che l’apparecchio è da sostituire, l’apparecchio verrà sostituito”.

Aquila fa presente che la funzione dei centri di assistenza è quella di aggiustare le cose, per cui prima di dichiarare irreparabile un aggeggio dovranno cadere sulla Terra le dieci piaghe d’Egitto.

La risposta dell’assistenza è decisa: “Questa è la procedura”.

Il giorno successivo Aquila riceve la telefonata da parte di Altroconsumo: “Certo che può chiedere la sostituzione!” dichiara con voce sibillina l’assistente giuridico.

“E come faccio?” chiede Aquila.

“Vada sul nostro sito, scarichi il modulo, lo compili e lo invii al venditore tramite RaccomandataAErre. Se il venditore non risponde, oppure risponde negativamente, ci avvisi, che interveniamo noi.”

Detto fatto. Aquila scarica, personalizza, compila, firma, allega e perentoriamente chiede la sostituzione dell’apparecchio per “vizi di conformità, ai sensi del Codice del Consumo”.

E poi… e poi… e poi… pensa: “Cribbio! Siamo nel 2013. E’ mai possibile che io debba andare in Posta e fare la fila per spedire una raccomandata? Faccio la raccomandata on line!

E così inizia una peripezia parallela.

Su sito delle Poste, Aquila riesce a caricare il file della raccomandata, l’indirizzo del destinatario, quello del mittente, ma al momento di confermare il pagamento il sito si blocca.

Proviamo più tardi” decide il nostro eroe.

Più tardi, Aquila recupera la raccomandata in bozza e riprova a spedirla, ma al momento del pagamento il sito si blocca ancora.

Proviamo più tardi” sbotta Aquila.

Più tardi (cioè verso l’una di notte), Aquila si ricollega al sito delle Poste e stavolta riesce a completare la procedura di pagamento. Da’ l’invio, ma il sito inizia a fare le bizze. Allora da’ un secondo invio e la raccomandata parte.

stanco3Il giorno dopo, Aquila scopre di avere nella sua cassetta postale del BPOL (Banco Posta On Line, e scusate se è poco…) una ricevuta di spedizione di una raccomandata, una fattura di spedizione di una raccomandata e l’addebito sul conto di due raccomandate. Chiama il servizio clienti delle Poste e l’addetto, dopo avere controllato, spiega: “Ma lei ha cliccato due volte? C’è una seconda raccomandata in bozza.”

“Io ho continuato a cliccare per tutto il giorno – sbotta Aquila – perché la raccomandata non partiva mai!”

“Non si preoccupi. Se lei non conferma la seconda raccomandata entro quindici giorni, le verranno restituiti i soldi.”

“Ma io non ho fatto una seconda raccomandata! E nelle bozze non vedo alcuna seconda raccomandata!”

Questa è la procedura” risponde serafico il postino onlain.

Ad Aquila non resta che attendere fiducioso.

Passano i giorni e dal sito delle Poste Aquila vede che la raccomandata è sempre “in lavorazione”, finché dopo una settimana, quando la raccomandata risulta ancora “in lavorazione”, Aquila riceve la chiamata dal punto vendita della nota catena.

“Abbiamo ricevuto la sua lettera – enuncia il tipo – e considerata la situazione, siamo disponibili a richiedere la sostituzione dell’apparecchio.”

“Ah bene! – esclama Aquila – E quando…”

“Ovviamente lei lo dovrà riportare al punto vendita, completo di scatola e accessori e noi lo invieremo al CAT.”

“Al CAT? Ma che cat di sostituzione è questa? Sostituzione vuol dire che io mi riprendo indietro il mio bene “di consumo” (consumato) e te ne do un altro, mica che me lo riprendo e lo invio a ‘sto cat di…”

Questa è la procedura” taglia corto il tipo.

E così ad Aquila & aquilotta non rimane che consegnare l’apparecchio al punto vendita, non prima però di avere chiesto al servizio di assistenza giuridica di Altroconsumo se la procedura è corretta.

Mentre l’apparecchio prende la strada per il CAT, stavolta più velocemente della precedente, Aquila riceve una lettera da parte del Customer Care della grande catena, che si può così riassumere: “Gentile cliente, noi vorremmo con tutto il cuore venire incontro alla sua richiesta, ma purtroppo la procedura prevede che il suo telefono sia inviato al CAT, unico soggetto atto a dichiarare un eventuale vizio di conformità che lo rende irreparabile, di qualunque fattezza esso sia. Però però però… le cose sarebbero andate diversamente se lei, alla prima rottura, invece di andare direttamente al punto di assistenza del produttore, tagliando fuori il venditore, si fosse rivolto direttamente al nostro punto vendita”.stanco4

Al che ad Aquila gli prende una crisi isterica e giura solennemente di fronte ai trentotto scudetti della Juve che mai più metterà piede in vita sua nella grande catena e mai più in vita sua acquisterà, noleggerà, toccherà e/o guarderà un qualsiasi apparecchio di quel produttore.

Poi, per non passare da fesso, prende carta e penna e scrive al Customer Care: “Caro Signor Customer Care, io non ho tagliato fuori proprio nessuno! Io mi sono recato al vostro punto vendita e voi mi avete consigliato di andare al punto di raccolta del produttore. E per quanto riguarda l’inesistenza del difetto di conformità, se un apparecchio dopo quattro mesi e mezzo dall’acquisto ha trascorso più della metà del tempo in riparazione e/o in viaggio verso il vostro CAT del CAZ, se non è un difetto questo, cos’altro deve accadermi? Scoppiarmi in mano?”

Dopo qualche giorno l’apparecchio torna al punto vendita, con la dicitura in bella mostra “sostituito”, ma la scheda di riparazione riporta la sostituzione della scheda logica che, per quanto importante sia, è comunque altra cosa dalla sostituzione integrale dell’apparecchio.

Quache giorno dopo Aquila riceve una telefonata daparte di Altroconsumo.

“Non mi hanno sostituito il telefono! – urla Aquila – Intervenite subito!”

“Certo certo – risponde il consulente – ma lei, la prima volta che si è rotto il telefono, ha inviato una RaccomandataAErre al venditore?”

“Una RaccomandataAErre? No. Perché, avrei dovuto  farlo?”

“Certo. Per attivare la garanzia legale per un vizio di conformità occorre sempre avvisare formalmente il venditore. E’ spiegato chiaramente nel nostro sito”

Ormai affranto, Aquila chiede: “Allora il telefono me lo tengo così?”

“Temo di sì. E’ la procedura…

E così termina (per ora) questa storia.

Le Poste qualche giorno fa si sono decise a restituire l’addebito della seconda RaccomandataAErre fantasma.

Il telefono per ora (per ora) funziona. La piccola ha scaricato un numero impressionante di App, con le quali parla, messaggia e chatta 24oresu24 con le amiche.

Aquila ha iniziato a seguire sui social network l’unica persona alla quale si rivolgerà alla prossima rottura: Lui.

Buonanotte (ritorniamo a un vecchio amore)

10 novembre 2013 Posted by | Diavolerie tecnologiche, Storie ordinarie | , , | 37 commenti