Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

8 secondi (2^ parte)

Lisa Iotti ha girato mezzo mondo, parlando con alcuni esperti che hanno studiato gli effetti della “connessione 24/24-7/7-365/365” (questa è mia), come i professori Peper e Harvey della San Francisco State della California.

“Stare con lo sguardo abbassato – dicono – è simbolico della sconfitta e del fallimento, ma è l’unico modo in cui si può guardare lo smartphone”. Così il peso della testa sulla colonna vertebrale cambia: da 5 chili in posizione normale passa a 12,5 chili se inclinata di 15 gradi; altri 15 gradi e arriviamo a 20 chili; a 60 gradi (il mento tocca quasi il busto) arriviamo fino a 30 chili. Ma stare dritti vuole anche dire sentirsi più sicuri e avere pensieri ottimistici, mentre da curvi si ha più accesso a pensieri negativi. Stare eretti è la posizione che ci ha permesso di sopravvivere agli inizi della specie. E poi i nostri muscoli ciliari ed extraoculari hanno bisogno di distendersi, come per esempio guardare un tramonto all’orizzonte, non essere costretti a fissare il pollice che digita sullo smartphone.

Siamo progettati per reagire agli stimoli e ai rumori, ed è quello che avviene quando arriva una chiamata o un messaggio, spezzando la nostra attenzione: il nostro cervello passa dalla modalità “tranquillo” a quella “pericolo”.

E’ il 21 giugno 2019 quando la sezione di Medicina dell’Ansa (ripresa da altri giornali) batte la notizia della scoperta di due scienziati australiani: ci stanno crescendo le corna. Tecnicamente si trattava di “importanti esostosi del cranio di giovani adulti provenienti dalla protuberanza occipitale esterna“, cioè piccoli coni ossei causati dallo spostamento del peso della spina dorsale alla base del cranio, per colpa della posizione assunta con lo smartphone.

Per non parlare poi di quello che dice il professor Merzenich dell’Università della California a proposito del cervello: è plastico, ma non elastico. Quando abbandoniamo l’uso di alcuni circuiti, li perdiamo, non possiamo più tornare indietro, quindi rimuovere gli ostacoli e delegare un computer ci semplifica e velocizza la vita, ma stiamo anche rimuovendo alcune capacità dal nostro cervello. Ci stiamo abituando a non usare più la logica, perché le risposte le troviamo velocemente sul telefono. E poi giornalmente riceviamo centinaia di input, continue scelte da prendere (anche insignificanti) e il nostro cervello può prendere un numero limitato di decisioni, indipendentemente dalla loro importanza.

Vogliamo poi parlare dei danni alla memoria?

Sappiamo di avere la memoria “di lavoro” e quella “a lungo termine”. La memoria di lavoro ha una capacità limitata: più o meno sette le informazioni che possiamo considerare contemporaneamente (un numero che alcuni hanno abbassato a quattro). Per trasferire le informazioni dalla memoria di lavoro a quella a lungo termine occorrono tempo ed energia mentale; se il cervello è impegnato a trattenere troppe informazioni, non riesce a elaborarle e archiviarle.

Per acquisire informazioni bisogna fare attenzione e consolidarle. Quando le consolidiamo? Quando dormiamo. Se non dormiamo bene, questo consolidamento viene fatto male, come quando stiamo troppo tempo davanti a uno schermo, soprattutto prima di dormire. Abbiamo bisogno di dormire bene la notte e di momenti di riposo durante il giorno, in cui stiamo con i nostri pensieri, in cui elaboriamo idee, e non nei quali accendiamo lo smartphone per vedere i messaggi.

Dato che non possiamo acquisire tutto dobbiamo avere equilibrio tra quello che abbiamo assimilato e quello che è al di fuori di noi. Gli uomini hanno sempre avuto memorie esterne: oracoli, libri, amici; oggi con gli smartphone abbiamo memorie esterne prodigiose, ma dobbiamo anche avere un nostro archivio personale. La memoria è quella che ci permette di fare delle scelte e di avere delle opinioni: tu parli e io ti rispondo, perché al mio interno ho delle informazioni che ho sintetizzato.

Ebbene, secondo alcuni studi gli adulti hanno perso in questi dieci anni il 50% (cinquantapercento) della memoria: ci stiamo incamminando verso una grande amnesia collettiva.

Forse è per questo che nel cuore della Silicon Valley la scuola di maggiore successo sia la Waldorf School, secondo la pedagogia di Rudolf Steiner. Niente smartphone, niente computer; fogli, colori, ecc. e ci vanno i figli dei vertici delle più grandi company tecnologiche.

Bene, se siete sopravvissuti, ci vediamo alla 3^ parte.

10 gennaio 2022 Posted by | Diavolerie tecnologiche, Libri, Questa poi... | | Lascia un commento

8 secondi (1^ parte)

Inquietante.

Non trovo altri termini per definire il contenuto di questo libro che questo: inquietante.

Qualcuno forse si ricorderà dei tempi in cui sorgevano come funghi i comitati che si opponevano alle antenne dei cellulari. Oppure gli studi sui rischi delle lunghe telefonate o del tenere il cellulare nelle tasche dei pantaloni.

Tutte cose che da anni non si sentono più, a fronte di una diffusione degli smartphone che ha trasformato le nostre vite.

Lisa Iotti è una giornalista e riesce a raccontare con linguaggio semplice e chiaro, inframmezzando la narrazione con episodi tratti dalla sua esperienza personale, ma quello che racconta rimane comunque inquietante.

Cominciamo.

Sulla Terra ci sono più schede SIM che persone: nel 2019 eravamo in sette miliardi e seicento milioni di persone e le schede erano sette miliardi e novecento milioni: ci sono più persone con un cellulare in tasca che un bagno in casa. In Italia siamo i terzi al mondo per numero di dispositivi mobili in rapporto alla popolazione.

Noi abbiamo un cervello configurato per prendere un numero limitato di decisioni al giorno e una volta raggiunto quel limite, non possiamo più prenderne altre, indipendentemente da quanto siano importanti.

Cioè: la rete decisionale nel nostro cervello non dà priorità, mentre ogni secondo viene immesso in rete l’equivalente di 28 milioni di volumi (non c’è male…) e noi siamo continuamente “collegati”. Quanta più informazione viene liberata, tanto più il mondo diventa meno chiaro. Oltre un certo limite l’informazione diventa deformativa.

Non riusciamo più a impiegare l’attenzione per periodi lunghi: 40 secondi, poi dobbiamo cambiare il nostro campo visivo. Se consideriamo che ci vogliono in media 25 minuti per recuperare la concentrazione…

Si dice che siamo multitasking?

Balle. Gli esseri umani non possono fare due cose nello stesso momento. Non lo fanno nemmeno i computer: passano da un processo all’altro a velocità estrema, ma fanno sempre una cosa alla volta. Se anche noi vogliamo switchare, dobbiamo rifocalizzare continuamente la nostra attenzione e questo diventa stress e lo stress ha costi enormi per la nostra attenzione e il nostro cervello.

La nostra ghiandola surrenale produce due ormoni: l’adrenalina e il cortisolo. Quando sentiamo squillare il telefono, il nostro cervello segnala alla ghiandola di rilasciare queste sostanze, che sono una misura dell’ansia. Quando vivevamo nella caverne, questo meccanismo ci preparava ad affrontare il pericolo ed eravamo pronti a scappare o ad attaccare. Se c’è una vera minaccia l’adrenalina e il cortisolo sono ormoni fondamentali, ma se partono per un cellulare che vibra, è uno stress inutile e sapremo solo fra decenni cosa questo comporta per la nostra salute.

Ma questo non è tutto…

9 gennaio 2022 Posted by | Diavolerie tecnologiche, Libri | | 4 commenti

Sono stato cazziato dalle Poste

Fino a pochi giorni fa, quando noi correntisti andavamo in Posta per qualche operazione, dovevamo inserire la carta postamat nella macchinetta posizionata vicino all’ingresso.

A quel punto sul display usciva il messaggio “togliere la carta per stampare lo scontrino“. Tu toglievi la carta e usciva lo scontrino con il tuo numero di prenotazione. Aspettavi il tuo turno e la cosa finiva lì.

Oggi pomeriggio, invece, sono andato in Posta per prelevare due spiccioli (che il mio conto non mi consente di più), ho inserito la carta ed è uscito sul video un codice QR con la scritta “inquadra il codice con il tuo cellulare“.

Sono rimasto lì un po’ interdetto.

Avrei dovuto estrarre dalla tasca il telefono, togliere la cover (perché è la cover del modello precedente e copre parzialmente la fotocamera), inquadrare il codice, ecc. ecc.

A quel punto mi sono accorto che sotto al codice stava la scritta “stampa lo scontrino“.

Ho cliccato con il dito e a quel punto, insieme allo scontrino, è uscito il messaggio: “LA PROSSIMA VOLTA PRENOTA UN APPUNTAMENTO!

Eccheccazzo!

Come complicare le cose semplici…

 

19 marzo 2021 Posted by | Diavolerie tecnologiche, Questa poi..., Storie ordinarie | , , | 6 commenti

Social

Non c’è che dire, i social – complici i cellulari – hanno cambiato l’essere umano.

Prima uno diceva una cazzata e lo sentivano alcune persone; se proprio la diceva al mercato, magari qualche decina; ora uno spara una stronzata qualsiasi e subito viene letta (se va bene) da qualche centinaio di persone, molte delle quali pronte subito a mettere il laic.

Ma direi che quelli che scrivono stronzate sono forse il meno peggio.

Peggio ancora sono quelli che non hanno nemmeno la capacità di elaborare una cazzata, e quindi rilanciano quelle degli altri: i famosi meme.

Il fatto è che questi qui, rilanciando stronzate di altri, non sono pronti al contraddittorio; se gli fai un’obiezione o chiedi un chiarimento, non sanno che dire e ti attaccano perché “vuoi avere sempre ragione“.

Ma brutto deficiente, non sei capace di difendere la tua opinione? No, non sei capace perché tu un’opinione non ce l’hai. Perché per avere un’opinione bisogna avere il cervello, anzi, bisogna farlo funzionare, ma questa evidentemente è un’abitudine poco coltivata.

Per questi – e tanti altri motivi – mi pare ovvio che il classico principio della nostra democrazia rappresentativa (ogni voto vale uno) non regge, cioè non può reggere la nostra società: se devo fare un esame teorico/pratico per guidare l’auto, com’è che a diciott’anni automaticamente mi danno in mano una scheda elettorale (e una matita)?

Posso fare mooooolti più danni che con un incidente d’auto.

Insomma, io sono per il ritorno del Re, anzi del Papa Re. Così risolviamo il problema del voto.

Tiè!

Volami nel cuore (Mina)

12 ottobre 2018 Posted by | Diavolerie tecnologiche | , , | 14 commenti

Mi ha lasciato… (e io sono rincoglionito)

Parlo del mio pc di casa.

Dopo sette anni di fedele servizio, se n’è andato.

Mi ha lasciato il tempo di salvare su altro disco il contenuto dell’hard disk e poi ha smesso definitivamente di avviarsi.

Ora verrà sostituito con un modello più moderno, più potente, più sottile, più versatile, più…

Vabbe’… tutto si rompe. Almeno con questo non ho perso tutto il suo contenuto.

Però, tanto per non smentirmi, ho inserito la password per il tablet e non me la ricordo più.

Ho già fatto decine di tentativi, ma non c’è niente da fare: sono rincoglionito.

18 settembre 2018 Posted by | Diavolerie tecnologiche, Storie ordinarie | | 19 commenti

Ma vaff…

Compongo il numero del coll senter INPS

  • Per la lingua italiana, selezionare 1
  • Seleziono 1
  • Per INPS selezionare 1, per INAIL…
  • Seleziono 1
  • Le consiglio di tenere a portata di mano il codice personale di accesso
  • Cazzarola! Il codice di accesso! Chiudo la chiamata e cerco il codice di accesso. Richiamo
  • Per la lingua italiana, selezionare 1
  • Seleziono 1
  • Per INPS selezionare 1, per INAIL…
  • Seleziono 1
  • Le consiglio di tenere a portata di mano il codice personale di accesso
  • Ce l’ho! Toh!
  • Indicare chiaramente e succintamente il motivo della sua chiamata
  • Indico chiaramente e succintamente il motivo della mia chiamata
  • Ho compreso il motivo della sua chiamata. Tra breve sarà messo in contatto con un operatore
  • Non riattacchi per non perdere la priorità acquisita
  • Alla fine della telefonata sarà chiamato a rispondere a tre brevi domande sulla qualità del servizio
  • Non riattacchi per non perdere la priorità acquisita
  • Non riattacchi per non perdere la priorità acquisita
  • Risponde dall’Italia l’operatore 6749
  • Buongiorno, in che cosa posso esserle utile?
  • Buongiorno. Mi chiamo Aquila e vorrei sapere…
  • Le chiediamo gentilmente di rispondere a tre brevi domande sulla qualità del servizio.
  • Pronto? Pronto?
  • Ha avuto difficoltà a contattare il coll senter? Indichi da 1 a 3, dove 1 significa nessuna difficoltà.
  • Ma io veramente… vabbe’, digito 1
  • Ha avuto difficoltà con il riconoscimento vocale del suo problema? Indichi da 1 a 3, dove 1 significa nessuna difficoltà.
  • No, non ho avuto difficoltà, ma l’operatore dov’è finito? Comunque digito 1
  • Ha suggerimenti per il miglioramento del servizio?
  • No, cioè, uno ce l’avrei, ma non so se funziona il riconoscimento vocale delle parolacce.
  • Grazie (e la telefonata si interrompe).
  • Ma vaffanculo!
  • Musica!

19 giugno 2017 Posted by | Diavolerie tecnologiche, Questa poi... | | 19 commenti

Può capitare…

arrabbiato3Può capitare che al mattino, quando accendi il cellulare prima di uscire di casa per andare al lavoro, vedi che non è completamente carico, diciamo che sta all’80%.

Può capitare che pensi: macchissenefrega, in fondo sto in ufficio, mica devo fare chissà che cosa.

Può capitare che durante il giorno ricevi al massimo un paio di messaggi, niente di che.

Può capitare che quando esci dall’ufficio alle cinque ti ricordi che devi andare in città, in quel tal negozio, che chiude alle sei, a ritirare quella tal cosa.

Può capitare che te ne vai in città, arrivi al negozio e ci trovi due simpatiche (e non solo) signorine che ti dicono: il negozio si è trasferito! e ti forniscono il nuovo indirizzo.

Può capitare che non sai proprio da che parte sta via San Vidigulfo martire, e ci devi pure arrivare entro le sie, ma non c’è problema, tanto c’ho il navigatore sul cellulare!

Può capitare che quando sali in auto e accendi il cellulare ti accorgi che è quasi scarico, e allora ricordi che al mattino forse facevi meglio a caricarlo completamente, perché con il navigatore acceso, consuma più batteria di quanta riesca a ricaricare dall’auto.

Tutto questo può capitare, ma perché quando apri il navigatore, ti viene fuori il messaggio: è disponibile un aggiornamento delle mappe. Scaricarlo ora?

E se rispondi sì, ti dice che l’aggiornamento è pesante e la cosa potrebbe anche andare per le lunghe, mentre tu temi che il negozio chiuda e allora rispondi no e quindi capita che il navigatore non trovi via Vidigulfo martire, che probabilmente l’hanno rinominata la mattina di quel giorno stesso e quindi…

mavaffanculo!

Coro eccezionale!

 

16 febbraio 2017 Posted by | Diavolerie tecnologiche, Storie ordinarie | | 28 commenti

Com’è difficile capirsi…

Nell’era di fesibuc e di internet (che, stranamente, si scrive proprio come si legge), capita che per un volta si debba andare in banca fisicamente, perché una delle nostre istituzioni statali (la scuola) viaggi ancora a pieno regime con la carta.

E allora si va in banca e ci si mette pazientemente in fila, fino a quando arriva il proprio turno.

Di fronte a un cassiere un po’ alternativo e mentre si sta sfrucugliando nel portafogli per trovare i soldi per pagare (e chi se li ricorda più i soldi? tra carte di credito, bancomat, postamat, postepay ecc…) ci si sente rivolgere una domanda:

Ha già fatto colazione da noi?

Si rallentano per un attimo le operazioni di ricerca nel portafogli (avete mai notato quanta roba inservibile c’è nel portafogli?) e ci si chiede: “Cos’è che mi ha domandato questo qua?

Si solleva lo sguardo verso il cassiere, che ci guarda a metà tra l’annoiato e lo svogliato, sottintendendo che non abbiamo capito la domanda, anzi, forse è proprio perché l’abbiamo capita che non capiamo cosa voglia il nostro interlocutore.

Lei ha mai fatto colazione da noi?

Mattuguarda! – pensi – Com’è cambiato il mondo bancario. Ora ti servono anche la colazione, pur di farti venire allo sportello!” e, stavolta sicuro di avere proprio capito, ribatti pronto: “Ho già fatto colazione, grazie. Ma questo che c’entra con il MAV che devo pagare?

E’ a quel punto che lo sconsolato cassiere alza lo sguardo nella tua direzione, ti squadra da capo a piedi (complice un open space degno dei bei tempi) e:

Colazione? Io le ho chiesto se lei ha mai fatto operazioni qui da noi! Ci mancherebbe pure che offrissimo la colazione alla gente, adesso…

arrossire

Io…

 

10 luglio 2016 Posted by | Diavolerie tecnologiche, Un po' di me | | 10 commenti

Dal presente al…

 

Cortana

Cortana

… condizionale.

La funzione di ricerca sul web del mio cellulare, quando l’attivo in genere mi saluta “Ciao Aquila!” e poi mi chiede: “In cosa posso esserti utile?

A volte mi da anche dei suggerimenti: “Perché stasera non vai a mangiare fuori? Ho giusto qui la lista dei ristoranti nei dintorni“, oppure “Vuoi leggere le ultime notizie dal mondo?

Siamo quasi diventati amici. Lei si chiama Cortana ed è quella della foto.

Una specie di streghetta buona per noi utenti di WP (cioè Windows Phone) che però stasera, attivata per sbaglio mi ha lasciato senza parole: “Cosa potrei fare per te?

Non so se ho reso l’idea…

Se comincia ad abbandonarmi anche la Cortana, sto proprio messo male…

SOS!

18 giugno 2016 Posted by | Diavolerie tecnologiche | | 14 commenti

Ma sarò sfigato, eh?

cappuccinoUno dei primissimi effetti delle terapie anticancro è stato il disgusto per il caffè. Da poche settimane riesco a berlo, ma senza provare particolare gusto.

Viceversa, ho iniziato ad apprezzare il cappuccino, che prima mi ha fatto sempre un po’ schifo (io non bevo latte).

Ora che le mie papille gustative stanno risvegliandosi, si sono accorte di quanto sia disgustoso il cappuccino liofilizzato e allora ho pensato: perché non acquistare una bella macchina per il caffè che faccia anche il cappuccino?

L’avessi mai fatto…

La sfiga tecnologica che mi perseguita come la nuvoletta di Fantozzi non si è dimenticata di me e ha colpito anche stavolta.

Detto fatto, dopo avere individuato la macchina che fa per me (Mokona Bialetti) e per tutta la famiglia, ho pensato bene di approfittare di un’offerta speciale sul sito della Coop e, utilizzando anche i punti della tessera, ho spuntato un po’ di sconto.

E poi, perdinci, siamo moderni o no? Vuoi ancora acquistare in negozio? Noooooooooooo! Si acquista onlain!

Acquisto effettuato il 1° dicembre e prodotto ritirato presso il supermercato del mio paese il 3 dicembre. Perfetto, no?

Troppo perfetto…

Già quando ho scartato il prodotto mi sono accorto che mancava un accessorio, il misurino dosatore, ma mi sono detto “Pazienza! Userò un cucchiaino” e mi sono limitato a inviare una mail al servizio assistenza, sperando che me ne spedissero uno.

Ma il bello è arrivato ieri mattina.

Nella calma e tranquillità del sabato mattina, con la “piccola” a scuola, prima ho fatto il caffè per mia moglie e poi mi sono attrezzato per preparare il cappuccino per me.arrabbiato2

Ed è stato a quel punto che mi sono accorto che la manopola di regolazione ed erogazione del vapore non funziona, è bloccata, come se fosse cementata!

Conclusione: impossibile montare il latte e quindi cappuccinatore non funzionante!

Potete immaginare le mie contumelie all’indirizzo della Coop, della Bialetti, dei cappuccini, dei domenicani e di tutti quelli che non c’entravano niente ma con i quali ho avuto a che fare nell’arco delle 24 ore successive.

Smontata… cioè, sbollita… no anzi, diciamo passata la rabbia, ovviamente ho deciso di chiedere la sostituzione immediata del prodotto.

A quel punto è sorta una domanda (memore di una precedente esperienza): attivare la garanzia del venditore o del produttore?

Soluzione: entrambe!

E così stasera ho iniziato a smanettare sul sito della Bialetti, senza riuscire a trovare uno straccio di contatto al quale poter inviare la mia richiesta, salvo un numero verde che mi sono appuntato.

Allora sono passato sul sito della Coop e ho trovato il modulo per segnalare la non conformità del prodotto. Dopo avere optato per il rimborso, ho cliccato su “Invia” e mi è ritornata una scritta strana, scritta forse in mongolo, che dopo avere decifrato pare significhi che per un misterioso motivo la mia richiesta non può essere inviata al loro server.

Uomo_arrabbiato_al_telefonoAnche qui, ovviamente, numero verde, che prevedo che sia uno di quelli dove prima devi rispondere a una ventina di domande e schiacciare i tasti dell’apparecchio corrispondenti, poi quando riesci finalmente a parlare con qualcuno, cade la linea…

Domani mattina, mentre cuoce la polenta, vedrò di risolvere la questione.

Prima però me ne vado al bar sotto casa e mi sparo un bel cappuccino con una brioss fresca fresca!

Alla facciaccia di chi mi vuole male!

P.S.: però mia moglie mi ha detto che il caffè è buono…

6 dicembre 2015 Posted by | Diavolerie tecnologiche | | 17 commenti