Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Mangiare a petali

Qualche giorno fa, alla Coop, sono entrato per sbaglio (sottolineo: per sbaglio) nel reparto dolciumi presente vicino vicino all’entrata.

Questa collocazione è un attentato alle nostre panze (per lo meno alla mia di sicuro), perché uno appena entra al supermercato e prende dalla tasca l’elenco delle cose da comprare non si aspetta di essere assalito da torte, biscotti, crostate, briosssss ecc. E’ un momento in cui si è deboli, più facili alla resa.

E infatti io mi sono arreso, senza manco tentare una seppur minima resistenza.

Mi sono arreso a una torta alle rose.

Cosa vuoi che mi faccia un petalo a colazione al mattino?” ho pensato.

Soltanto che è difficile staccare un petalo solo; cioè, ne stacchi uno e se ne viene via un secondo, il quale è attaccato a un terzo e via dicendo.

Adesso sono rimasti due boccioli di rosa, con relativi petali.

Giuro che la prossima volta che vado alla Coop oltre alla mascherina bocca/naso me ne metto un’altra sugli occhi!

3 ottobre 2021 Posted by | Cucina, Storie ordinarie | | 17 commenti

Noodles!

Mi piacciono, ne sono goloso.

Cosa sono?

I noodles, i famosi spaghetti orientali.

Io in genere compro quelli istantanei, da cuocere nel microonde, aromatizzati al teriyaki.

Fra un po’ mi verranno anche gli occhi a mandorla…

 

21 ottobre 2020 Posted by | Cucina, Storie ordinarie | , | 9 commenti

Oggi pranzo da solo

Con un fantastico risotto: ai porcini, allo zafferano, al radicchio e gorgonzola, alla zucca?

Credo che mi sgargarozzerò anche un buon frizzantino.

Nella cultura popolare dalla quale provengo mangiare è sempre stato sinonimo di salute.

E’ stato anche sinonimo non dico di ricchezza, ma comunque di stabilità economica.

Quando da bambino si andava a trovare qualcuno, la prima cosa che ti offrivano era da mangiare: si ricordavano dei tempi della guerra, del dopoguerra e della fame patita.

Oggi per fortuna noi ricchi occidentale la fame non la soffriamo più, anche se c’è chi non se la passa bene.

Per questo stamattina una parte della mia spesa è andata al Banco alimentare, i cui volontari erano fuori dal supermercato.

Che possano questi alimenti scaldare un po’ lo stomaco e l’anima di chi è meno fortunato di me.

In fondo la vita è anche questo…

Buon appetito.

30 novembre 2019 Posted by | Cucina, Ricordi, Storie ordinarie, Un po' di me | , , , | 4 commenti

Cucine da incubo

Non mi piace MasterChef.

Ho visto qualche spezzone della trasmissione, ma la trovo inguardabile.

Primo, perché i cuochi-giudici sono arroganti.

Secondo, perché non mi piacciono le gare di velocità in cucina: se uno ha dieci minuti di tempo per mangiare, non si prepara un’astice alla catalana, ma un panino.

Mi piace invece il programma Cucine da incubo.

Primo, perché mi piace lo chef Antonino Cannavacciuolo.

Secondo, perché per rimettere in sesto ristoranti semi decotti, bisogna prima rimettere in carreggiata le persone che li gestiscono.

Terzo, perché si possono fare buoni piatti con poche cose, purché siano buone e genuine.

Quarto, perché io avrei tanto voluto fare il cuoco…

 

7 marzo 2017 Posted by | Cucina | | 21 commenti

Robot da cucina

robot2Eh no, non parliamo dei soliti robot da cucina, più o meno tecnologici.

Qui parliamo di un sistema messo a punto dalla Barilla che è una roba più complessa, con tanto di forno intelligente che scansiona e legge le istruzioni di cottura: clicca qui.

La voce metallica che ci accompagna durante la cottura – trattandoci un po’ da deficienti, a dire la verità – mi ricorda quella dei navigatori per auto: la signora la chiamava mia figlia quando era piccola, quella che ci spiegava come arrivare in vacanza senza perderci (cosa che a me è sempre risultata alquanto facile).

Mi chiedevo se questa non fosse la logica conseguenza di tutte le trasmissioni di cucina che ci vengono propinate continuamente dalla televisione. Sì, perché uno vede preparare tutti quei piatti in quattro e quattr’otto e gli vengono i complessi d’inferiorità.

Però io tutto sommato non sono neanche troppo contrario a queste cose tecnologiche: ogni tanto si possono anche usare. Il problema è per chi si cucina. Perché secondo me c’è una differenza di fondo tra cucinare per sé stessi e cucinare per un’altra o altre persone. Che poi la cucina è un pezzo della vita: si dice che uno che mangia male poi vive anche male, ma è vero anche il contrario; uno che vive male non è che può ritagliarsi un angolo (di cottura) felice. La vita è tutta un incastro. O no?

Vabbe’, il discorso sarebbe lungo. Domani si lavora e bisogna andare a letto presto, che il lunedì è sempre una giornataccia.

Buona settimana a tutt quant.

Paolo Pa

5 febbraio 2017 Posted by | Cucina | | 9 commenti

Evviva!

snoopy-feliceOggi, nel primo pomeriggio è arrivata l’ultima telefonata dall’IRST di Forlì (anzi, per la precisione di Meldola): la conferma della diagnosi dell’ultima visita specialistica effettuata e sottoposta a ulteriore valutazione.

Nessuna radioterapia e nessuna chemioterapia.

L’intervento è stato radicale e si può proseguire con i controlli di rito.

Non posso negare che la cosa mi rende estremamente felice, anche perché solo un paio di mesi fa, prima dell’intervento chirurgico, avevo messo in conto mesi di terapie non facili, come accaduto l’anno scorso, con le conseguenti ricadute fisiche e quindi un lungo periodo di ripresa.

Ebbene, tutto questo è scongiurato. Riprendiamo con la solita ansia da controlli periodici, alla quale ero in gran parte ormai già abituato.

Devo dire che sono stato soddisfatto del trattamento che ho ricevuto all’IRST di Meldola. Non auguro a nessuno di averne bisogno, ma se capitasse…

Inoltre, se capitate dalle parti di Meldola, vi consiglio caldamente il ristorante Rustichello. Tipica cucina romagnola, eccellente; personale cortese e prezzi buoni.

P.S.: e riprendiamo presto, mi sa, anche con il lavoro… Ma la pensione anticipata (solo di una decina d’anni in fondo) non mi spetterà?

Domenico Modugno – Meraviglioso

12 dicembre 2016 Posted by | Cucina, Salute | , | 39 commenti

Buoni propositi

E’ da qualche giorno che ci penso e sono sempre più deciso: per l’autunno mi devo trovare un’attività extra lavorativa, qualcosa che mi liberi la mente, altrimenti rischio di farmi prendere dal vortice del lavoro.

Due anni fa, prima che mi ammalassi, volevo frequentare i corsi di cucina che la Biffi tiene in un paese del basso lodigiano, appena uno sputo a nord del Grande Fiume Padano. L’idea è buona, ma non avendo ancora raggiunto la normalità del tandem gusto/salivazione, ho paura di non riuscire a esprimere tutte le mie capacità culinarie.

Altra ipotesi è quella di iscriversi a un corso di recitazione. In realtà è tutta la vita che recito, però faccio finta di fare sul serio. Vorrei invece fare sul serio, ma facendo finta di recitare.

Oppure un corso di lingue, ma una lingua un po’ fuori dal comune, tipo, che so, cinese, arabo, islandese…

Oppure un taglio e cucito, oppure in informatica.

E perché no, uno di quei corsi  di storia delle religioni?

Insomma, ho solo l’imbarazzo della scelta.

Chitarra suona più piano

4 luglio 2016 Posted by | Cucina, Storie ordinarie | , | 17 commenti

Forever young

forever youngMa è proprio vero che oggi tutti sono presi dalla brama di essere o rimanere giovani?

Un tempo, la brama di giovinezza era relegata nello spazio dei ricordi.

Ma oggi?

Questo film di Fausto Brizzi si sforza di ironizzare su questa abitudine, mettendo in scena una serie di situazioni e di protagonisti che in parte si intrecciano tra loro.

Ecco, quello che manca, secondo me, è proprio l’intreccio: alcune situazioni sono collegate tra di loro, altre no.

Ma il risultato finale è comunque piacevole; fa parte dei quelle due ore settimanali nelle quali si possono dimenticare i fasti e i nefasti della vita.

Bravi tutti gli attori, ma una menzione particolare mi sento di farla per Lorenza Indovina e la fugace ma particolarmente indovinata apparizione di Nino Frassica.

Ad maiora!

P.S.: oggi a pranzo pisarei e fasò, piatto tipico della cucina piacentina. Ovviamente la pasta l’ho comprata già fatta e ho omesso lardo e salsiccia, che secondo i miei gusti poco c’azzeccano in questo piatto (soprattutto la seconda). Si tratta, a mio modesto parere, di una variante “povera” della tipica pasta e fagioli, che nelle nostre feste di paese va alla grande, forse per la facilità di preparazione (e di ingurgitamento).

PP.SS.: qualche giorno fa è venuta da me una dipendente (a tempo determinato) accompagnata dalla sua capo reparto, chiedendomi se poteva essere esentata dallo svolgere lavoro notturno per un paio di mesi, perché il marito aveva appena avuto il secondo ictus in pochi mesi, dopo aver avuto già un infarto in passato. La signora si era fatta fare anche un certificato da parte del suo medico di famiglia. Le ho detto di parlarne al suo responsabile. So che dal punto di vista strettamente giuridico non ne ha diritto, ma, come dice il proverbio turco (o era mongolo?), summa lex summa iniuria e domani devo ricordarmi di controllare come si è comportato il destinatario della sua richiesta: in parole povere, se si è comportato da uomo o da caporale. Poi saprò regolarmi nei suoi confronti…

Forever young

13 marzo 2016 Posted by | Cucina, Film, Storie ordinarie | , | 24 commenti

L’asagne

Lasagne-verdi

E’ da ieri sera alle nove e mezza (cioè un’ora dopo la fine della cena) che mi frulla in testa la voglia di lasagne verdi, ma di quelle fatte in casa, cioè dal sottoscritto, con tanto ragù e tanta besciamella e tanto formaggio e tanto di tutto, insomma.

Prima di andare a vedere Star Wars ci vogliono proprio (è per la Forza, mica per altro…).

16 dicembre 2015 Posted by | Cucina | | 8 commenti