Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

E tre…

Per me iniziare a leggere un libro e non finirlo rappresenta una sconfitta.

Non solo per i soldi spesi (buttati?), che comunque di questi tempi non sono mica ciufoli, ma anche perché è come abbandonare… che so… un cane in autostrada, ecco! (vabbè, la metafora non sarà proprio all’altezza di Bersani, ma accontentatevi…)

Ricordo che anni fa abbandonai L’isola del giorno prima di Umberto Eco. Me lo portai in vacanza, da leggere sotto l’ombrellone, ma gettai la spugna senza finirlo. Di quella vacanza ricordo che davanti a me stava una donna che sdraiata in topless e aveva due… come dire… due… come colei che ha vinto le elezioni, ecco!

Ricordo che di Eco lessi Il nome della rosa e ne rimasi entusiasta, poi Il pendolo di Foucault e non fu un’impresa semplice e infine quello abbandonato.

Orbene, visto che le temperature si sono abbassate e sto archiviando la bicicletta, mi sono detto: perché non ne approfittiamo per leggere alcuni libri che se ne stanno intonsi sullo scaffale in salotto?

Detto fatto.

Il primo libro preso in mano è stato questo: Ogni cosa è illuminata di Jonathan Safran Foer Di questo autore ho letto Possiamo salvare il mondo, prima di cena, molto interessante, commentato su questo blog. Il romanzo in questione invece l’ho abbandonato a pag. 55 su 360 con un semplice messaggio lasciato alla fine: desisto. Pagato 9,90 euro nel 2017 come allegato a Repubblica.

Il secondo libro affrontato è stato invece di un autore del quale ho letto diversi romanzi, tutti apprezzati: Vivere per raccontarla di Gabriel Garcia Marquez. Di Marquez ho letto Cent’anni di solitudine (eccetto l’ultimo capitolo. A essere rigorosi anche questo è stato un libro abbandonato…) e altre storie. In linea generale mi piacciono queste storie centroamericane, che sanno di sole, sudore e donnine di facili costumi (cioè puttane, con una dignità però molto superiore a tante persone di mia conoscenza). Oscar Mondadori 2003, 4,60 euro, abbandonato a pagina 138 su 535.

Dopo questi due tentativi di recupero di libri giacenti in libreria, sono stato tentato da un attentato: quello teso a Salman Rushdie circa un mese e mezzo fa (a proposito, pare non si sappia bene come sta).

Ho quindi acquistato I versi satanici nella versione Oscar Mondadori (15 euro, con segnalibro, che si può utilizzare anche come strumento per esorcizzare eventuali musulmani fanatici residenti nel condominio che volessero attentare all’occasionale lettore del satanico tomo. Non nel mio. Ci sono solo indiani che cucinano speziato, cosa che fa incazzare a morte la mia famiglia ma piace molto a me, tant’è vero che a volte rientrando a casa la sera sono tentato di suonare il campanello e farmi dare un po’ di quei sapori). E niente, abbandonato a pag. 132 su 576, ma dopo un tur de fors (!) di inimmaginabile fatica.

Adesso a dire la verità non ho il coraggio di affrontare un nuovo libro.

Queste vicende mi hanno ferito profondamente come lettore, sono in crisi d’identità, dovrei andare dall’analista?

1 ottobre 2022 Posted by | Libri | | 2 commenti