Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Il gatto

Scartabellando tra le cataste di libri ancora da leggere, per cercarne uno che mi tenesse compagnia in questo week end (non troppo lungo, giusto da iniziare il venerdì e terminare entro la domenica), mi sono imbattuto in questo romanzo di Georges Simenon.

Scritto nel 1966 e pubblicato l’anno dopo, fa parte di quella sterminata serie di romanzi dello scrittore franco-belga (o belgo-franco) che nulla c’entrano con il famoso commissario Maigret.

Il gatto è una novella di circa 160 pagine che racconta di due anziani coniugi ultrasettantenni (Emile e Marguerite), sposatisi in tarda età dopo essere rimasti vedovi, che si odiano e non si rivolgono più la parola. Vivono – come si direbbe oggi – separati in casa, ma molto separati: per strette necessità, o solo per insultarsi, si lanciano bigliettini.

Che c’entra il gatto?

Il gatto era il fido compagno di Emile, che lo aveva seguito nella casa di lei, ma che non si era mai ambientato. Un giorno, mentre è a letto malato, il gatto scompare e lo ritrova morto in cantina. Incolpa la moglie di averlo ucciso e per vendetta le “spiuma” il suo caro pappagallo, il quale muore a sua volta e viene impagliato e conservato nella gabbia che occupava da vivo.

La voce narrante sembra quella di Emile, anche se a volte si ha l’impressione che sia qualcun altro a vedere e parlare con i suoi occhi e la sua bocca.

La storia è tutta raccontata sul filo di questo odio che accompagna i due anziani, anche se sotto sotto si sono ormai abituati alla presenza/assenza dell’altro nella casa. Simenon dimostra secondo me una notevole abilità letteraria a tenere viva l’attenzione del lettore, mancando una trama nel senso stretto della parola.

Il libro mi è stato regalato oltre un decennio fa. Riporta ancora sul retro gli adesivi che coprono il prezzo. Regalo di chi ormai non sento più da anni…

15 Maggio 2022 Posted by | Libri, Storie ordinarie | | 2 commenti