Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

8 secondi (1^ parte)

Inquietante.

Non trovo altri termini per definire il contenuto di questo libro che questo: inquietante.

Qualcuno forse si ricorderà dei tempi in cui sorgevano come funghi i comitati che si opponevano alle antenne dei cellulari. Oppure gli studi sui rischi delle lunghe telefonate o del tenere il cellulare nelle tasche dei pantaloni.

Tutte cose che da anni non si sentono più, a fronte di una diffusione degli smartphone che ha trasformato le nostre vite.

Lisa Iotti è una giornalista e riesce a raccontare con linguaggio semplice e chiaro, inframmezzando la narrazione con episodi tratti dalla sua esperienza personale, ma quello che racconta rimane comunque inquietante.

Cominciamo.

Sulla Terra ci sono più schede SIM che persone: nel 2019 eravamo in sette miliardi e seicento milioni di persone e le schede erano sette miliardi e novecento milioni: ci sono più persone con un cellulare in tasca che un bagno in casa. In Italia siamo i terzi al mondo per numero di dispositivi mobili in rapporto alla popolazione.

Noi abbiamo un cervello configurato per prendere un numero limitato di decisioni al giorno e una volta raggiunto quel limite, non possiamo più prenderne altre, indipendentemente da quanto siano importanti.

Cioè: la rete decisionale nel nostro cervello non dà priorità, mentre ogni secondo viene immesso in rete l’equivalente di 28 milioni di volumi (non c’è male…) e noi siamo continuamente “collegati”. Quanta più informazione viene liberata, tanto più il mondo diventa meno chiaro. Oltre un certo limite l’informazione diventa deformativa.

Non riusciamo più a impiegare l’attenzione per periodi lunghi: 40 secondi, poi dobbiamo cambiare il nostro campo visivo. Se consideriamo che ci vogliono in media 25 minuti per recuperare la concentrazione…

Si dice che siamo multitasking?

Balle. Gli esseri umani non possono fare due cose nello stesso momento. Non lo fanno nemmeno i computer: passano da un processo all’altro a velocità estrema, ma fanno sempre una cosa alla volta. Se anche noi vogliamo switchare, dobbiamo rifocalizzare continuamente la nostra attenzione e questo diventa stress e lo stress ha costi enormi per la nostra attenzione e il nostro cervello.

La nostra ghiandola surrenale produce due ormoni: l’adrenalina e il cortisolo. Quando sentiamo squillare il telefono, il nostro cervello segnala alla ghiandola di rilasciare queste sostanze, che sono una misura dell’ansia. Quando vivevamo nella caverne, questo meccanismo ci preparava ad affrontare il pericolo ed eravamo pronti a scappare o ad attaccare. Se c’è una vera minaccia l’adrenalina e il cortisolo sono ormoni fondamentali, ma se partono per un cellulare che vibra, è uno stress inutile e sapremo solo fra decenni cosa questo comporta per la nostra salute.

Ma questo non è tutto…

9 gennaio 2022 Posted by | Diavolerie tecnologiche, Libri | | 4 commenti