Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Oliva Denaro

Consigliato, consigliatissimo.

Quando hai alle spalle un libro come “Il treno dei bambini” non è facile tornare sulla scena, ma Viola Ardone c’è riuscita.

La storia parte un po’ lenta, assorbita dai tempi della Sicilia, dal caldo diurno e dai rosari serali, ma con il passare delle pagine sale di tono e la protagonista acquista uno spessore di tutto rispetto (mi ha ricordato un po’ le figure dei romanzi della Ferrante).

La ragazza che rifiuta il matrimonio riparatore nella Sicilia degli anni sessanta, la “brocca rotta” che nessuno vorrà più, salvo colui che proprio l’ha rotta, come la definisce la società di quell’arco spazio-temporale, che però conquista la libertà di scegliere.

E sceglie, sceglie lo studio, il lavoro, il marito e la sua scelta si ripercuote sulle persone che le stanno vicine, sui parenti, sul paese.

Ma non c’è solo questo.

Ci sono anche gli stessi protagonisti del libro precedente, cioè i comunisti, quelli che volevano la modernizzazione e la laicizzazione della società (anche in Afghanistan, tanto per ricordarlo a chi adesso piange lacrime di coccodrillo) e che offrono il supporto legale a Oliva, anche se la legge dell’epoca è molto indulgente verso gli uomini.

Un po’ di nostalgia sorge a pensare quando penso agli anni ottanta e novanta, alla mia esperienza, quando la politica, con tutti i suoi difetti, riusciva ancora a mobilitare idee e persone, quando c’erano le famose ideologie, oggi demonizzate ma che altro non erano che idee applicate a una visione della società e del suo sviluppo.

Magnifica la figura del padre che con i suoi silenzi la sostiene: “Poco fa mi hai chiesto che cosa faccio. Questo faccio io. Se tu inciampi, io ti sorreggo”.

Una frase che da sola vale tutto il libro.

Imagine

31 ottobre 2021 Posted by | Libri, Politica, Ricordi, Storie ordinarie, Un po' di me | , | 2 commenti

Benvenuti a casa pappagallo

Non so se qualcuno, come me, segue i video di Luca Pappagallo, ma per me sono diventati una piacevole consuetudine.

Non so se è presente anche su altri social, io lo seguo su Facebook.

Non ricordo quando ho iniziato, ma mi è piaciuto per diversi motivi (troppi “non” a inizio frase).

Anzitutto ha una faccia simpatica, e questo già è un punto a suo favore.

Poi cucina piatti “abbordabili” anche per chi, come me, non è uno chef e ha anche poca esperienza in cucina.

Poi non si prende troppo sul serio: a volte sbaglia qualche dose, ma ci ride sopra quando si corregge.

Inoltre è “flessibile”: in questo piatto a me piace il pepe, ma se a voi non va non mettetelo. Io ci metto due peperoncini, ma voi potete metterne anche uno solo e se non vi va potete anche non metterlo per niente.

E poi, quando ha finito di cucinare, assaggia il piatto e lì raggiunge forse il suo massimo godimento nel fare venire l’acquolina in bocca a chi guarda, perché i suoi piatti sono sempre “buonissimi”.

Ah… non ho finito.

Non corre quando cucina, non fa a gara con nessuno, perché cucinare deve essere un piacere, non una lotta come fanno gli chef “stellati” in tv.

Quindi, ho comprato pure il suo libro.

Chissà mai che al prossimo locdaun non esploda il mio lato culinario…

25 ottobre 2021 Posted by | Cucina, Storie ordinarie, Un po' di me | | 4 commenti

Dice: non vota più nessuno

La metà della metà elegge i sindaci.

Meno della metà va a votare.

La metà della metà della metà ballottaggia qua e là.

E la colpa di chi è?

Mia, tua, sua, di quelli di prima, di quelli che verranno dopo, di chi è passato e non ha alzato la tavoletta del water, de noartri…

La colpa è sempre degli altri.

La colpa – secondo me – è di quelli che in questi decenni hanno ridotto la politica a lotta di potere, a guerra di poltrone, a propaganda, a promesse irrealizzabili, a voti presi con gli apericena.

Per forza che poi la gente non vota.

Tanto chi ha bisogno della politica cercherà poi il rapporto personale con l’eletto per risolvere il suo problema, anche se è un problema di tanti altri, perché la politica i problemi non è più abituata a risolverli “politicamente”, cioè collettivamente.

Anni fa un mio collega di lavoro un giorno mi disse: “E’ venuto X e mi ha chiesto se lo voto”.

“E dove sta il problema?” ho risposto io.

“Il problema – ha detto lui – è che poi è venuto anche Y a chiedermi il voto. Che faccio?”

“Semplice. Tu devi dire sia a X sia a Y certo che ti voto! Poi a elezioni avvenute a quello che ha vinto gli dici: hai visto che hai vinto anche grazie a me? mentre a quello che ha perso gli dici: accidenti, ti ho votato ma non è stato sufficiente!

Perché uno che “ti viene a chiedere il voto” prima delle elezioni a mio parere è proprio quello da non votare.

Trovane un altro che valga la pena votarlo (se c’è).

18 ottobre 2021 Posted by | Politica | | 4 commenti

I rivoluzionari de noartri

Fare la rivoluzione non è mica facile.

Devi combattere contro i controrivoluzionari, devi avere a che fare con le intemperie, devi trovare parcheggio e devi anche mangiare, perché altrimenti come la fai la rivoluzione a stomaco vuoto? Che se soffri pure di bruciori di stomaco, sono cazzi.

Allora la rivoluzione è meglio farla vicino a un bar o un ristorante, magari una trattoria economica, così fai una scappata a prendere un toast con un flute di prosecco e poi si ragiona meglio.

Ecco, questi due avevano pensato alla logistica a supporto del loro gesto rivoluzionario, peccato che non avevano fatto i conti con il green pass.

Perché nella dittatura italiana, se vuoi protestare contro qualcosa, devi prima possederla!

Terribbbile!

Allora quando ti trovi con le spalle al muro, che fai? Chiedi asilo politico, ovvio.

Peccato che per chiedere asilo politico contro chi ti obbliga ad avere il green pass, devi avere il green pass!

Terribbbbbbbile!

Portate un toast a questi due bischeri, che la strada per la Svezia è molto lunga.

17 ottobre 2021 Posted by | Questa poi... | | Lascia un commento

Vaccino o green pass?

Nelle aziende come la mia dal 10 ottobre è obbligatorio essere vaccinati. Chiunque entri per motivi lavorativi.

Su 160 dipendenti e collaboratori, tre soli non si sono vaccinati. Sono stati sospesi dal lavoro e, ovviamente, anche dallo stipendio.

Mi spiace di questa circostanza, ma non avevamo altra possibilità: i nostri utenti sono troppo fragili e la responsabilità personale (civile e penale) di un eventuale focolaio di Covid non è una bazzecola.

Personalmente, con tutti i rischi che abbiamo corso e che ancora corriamo, i novax, nopass, notutto mi stanno francamente un po’ (tanto) sulle palle.

Non so bene cosa bisogna fare, ma credo che occorra un “colpo gobbo” per uscire da questa situazione.

13 ottobre 2021 Posted by | Guerra al terrore, Storie ordinarie | | 4 commenti

Mangiare a petali

Qualche giorno fa, alla Coop, sono entrato per sbaglio (sottolineo: per sbaglio) nel reparto dolciumi presente vicino vicino all’entrata.

Questa collocazione è un attentato alle nostre panze (per lo meno alla mia di sicuro), perché uno appena entra al supermercato e prende dalla tasca l’elenco delle cose da comprare non si aspetta di essere assalito da torte, biscotti, crostate, briosssss ecc. E’ un momento in cui si è deboli, più facili alla resa.

E infatti io mi sono arreso, senza manco tentare una seppur minima resistenza.

Mi sono arreso a una torta alle rose.

Cosa vuoi che mi faccia un petalo a colazione al mattino?” ho pensato.

Soltanto che è difficile staccare un petalo solo; cioè, ne stacchi uno e se ne viene via un secondo, il quale è attaccato a un terzo e via dicendo.

Adesso sono rimasti due boccioli di rosa, con relativi petali.

Giuro che la prossima volta che vado alla Coop oltre alla mascherina bocca/naso me ne metto un’altra sugli occhi!

3 ottobre 2021 Posted by | Cucina, Storie ordinarie | | 17 commenti