Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Il caos nel mio cuore

Quali sono le regole per scrivere e leggere un libro?

Poche, secondo me quattro.

La prima: la grammatica. Nel libro ci devono essere i punti, le virgole e i punti e virgola, ma messi al posto giusto, non a casaccio. E poi le frasi: né troppo corte né troppo lunghe. E i paragrafi: bisogna sapere quando proseguire e quando è il caso di andare a capo.

La seconda: i dialoghi. I dialoghi nelle storie sono diversi da come sono nella realtà: non sono la ripetizione del semplice linguaggio parlato, ma non devono nemmeno essere troppo artificiali. Una via di mezzo, insomma, ma una via di mezzo non facile da costruire.

La terza: i personaggi. I personaggi devono essere ben strutturati, perché un romanzo non è un racconto, dove si scrive solo lo stretto necessario. Il romanzo è una storia, e i personaggi vi portano dentro anche la loro storia.

La quarta: la trama. Se uno sa scrivere, sa costruire i dialoghi, sa inventare dei personaggi interessanti, ma poi non sa collocare tutto questo all’interno di una storia, allora fa prima a buttare tutto nel cesso e a darsi alla cucina.

Quando la mia amica mi ha informato di avere scritto questo libro, per un attimo confesso di avere pensato: “Ommadommania! Eccola qua un’altra che, in un periodo di bonaccia, si è cimentata con la letteratura!

Ho scaricato l’e-book più per curiosità che altro, anche se già nel riassunto sul sito di IBS c’era qualcosa che non mi quadrava: era scritto stranamente bene.

“Poco male – ho pensato – facile scrivere la quarta di copertina. Il bello è vedere se c’è qualcosa anche dentro alla copertina!”

E così ho iniziato a leggiucchiare questa storia rosa, sentimentale, e mi ci sono staccato soltanto alla fine.

Che dire? E’ scritto bene, i dialoghi sono ben strutturati, i personaggi hanno la giusta caratterizzazione e la trama ha un suo filo logico. In giro si legge ben di peggio. Sono sicuro che l’autrice, se coltiva questa sua passione, può riscuotere successo nell’ambito di questo genere. Chi ama le storie romantiche, a lieto fine non rimarrà deluso. Se devo essere sincero nelle ultime pagine mi aspettavo che la protagonista si risvegliasse da un bel sogno.

Emma – questo il nome della protagonista – a volte mi sembrava di immaginarla, con i suoi capelli rossi, un caratterino “pepato” e… lassamo perdere! L’altro personaggio che mi ha ispirato simpatia è Tessa, “sorello” dell’altro protagonista (sorello con la “o” finale) Eric, il tenebroso uomo d’affari che “mette la testa a posto” per Emma. La scrittura non scade mai nella volgarità, anche se l’autrice “ci dà dentro” con le scene d’amore.

Se proprio devo fare un appunto sulla scrittura, in qualche parte c’è forse qualche aggettivo di troppo, ma questo è un difetto che hanno tutti gli scrittori alle prime armi. E in alcune parti c’è qualche lettera mancante, ma si tratta veramente di pochissimi casi, dei quali non ho nemmeno preso nota.

Se l’autrice coltiverà questa sua passione (che – come scrive lei alla fine – l’ha tenuta in un’altra dimensione per un paio d’anni) e non demorderà nel contattare le case editrici, sono sicuro che potrà avere delle belle soddisfazioni.

Complimenti!

30 Maggio 2021 Posted by | Libri, Storie ordinarie | | 3 commenti

Israele e quella piccola salvata dalle acque

Noi occidentali siamo generosi, ma spesso soltanto a metà.

Tendiamo, cioè, a fare il gay con il culo degli altri.

Nel dopoguerra abbiamo tagliato a fette diverse aree del mondo, compreso il Medio Oriente, creando Stati completamente fittizi (vedi Libano).

Uno di questi Stati è quello di Israele, però per una motivazione molto più nobile: evitare che in futuro potesse accadere quello che è successo con la Germania nazista (ma anche prima, e senza i nazisti).

Soltanto che nella nostra foga caritatevole non ci siamo accorti che in quella striscia di terra ci stavano altre persone, che non l’hanno presa bene. Cioè noi abbiamo venduto una cosa che non era nostra, insomma. Come se lo facessimo con la Sardegna, la Corsica o il Galles: i sardi, i corsi e i gallici s’incazzerebbero, e non poco.

Poi da queste situazioni non sappiamo più venirne fuori, anzi tendiamo a complicarle ancora di più, perché praticamente quasi tutto il Medio Oriente sta in subbuglio. Ricordiamo, tanto per dirne una, che in Yemen si combatte da sei anni.

Che poi le tensioni tra Israele e i palestinesi provocano un tifo da stadio: o stai da una parte o stai dall’altra, non c’è via di mezzo. Quando invece si sa che la via della pace probabilmente starebbe proprio nel mezzo, e cioè nel rifiuto delle posizioni estremiste che, da una parte e dall’altra, fomentano la crisi, gli attentati, i massacri.

Non sta scritto da nessuna parte che israeliani e palestinesi non possano vivere in pace: in uno Stato, in due, in tre o quanti se ne vuole.

Quindi, visto che non sappiamo come risolvere le crisi che abbiamo creato noi, ci commuoviamo per la foto di un soccorritore che salva una neonata dalle acque. E giù tutti a piangere, senza chiedersi che fine ha fatto dopo quella bambina. E soprattutto senza chiedersi che cazzo di sta a fare la Spagna su un pezzo di terra africano (anzi, marocchino).

Im Nin’Alu – Ofra Haza

20 Maggio 2021 Posted by | Guerra al terrore, Politica, Storie ordinarie | | Lascia un commento

Il cervello non ha età (1)

Parte prima: il cervello sociale. L’amicizia e la felicità.

Ho scelto di leggere questo libro scritto da John Medina, che è un biologo molecolare statunitense, perché la materia mi interessa molto.

Anzi, per essere precisi ho scelto di rileggerlo, perché della lettura precedente (terminata a novembre 2018) non ricordo assolutamente nulla.

Questo è il motivo per cui ho scritto che il tema mi interessa molto: perché da diverso tempo lamento problemi di memoria. Ricordo di averne parlato una volta al mio medico, ma lui non ha dato importanza alla cosa. Ora invece ho deciso di approfondire la questione.

Ma per tornare al libro, uno dei primi concetti espressi è che esiste una solida correlazione tra rapporti sociali e facoltà cognitive. Ovviamente devono essere interazioni sociali positive, che riducono lo stress (che indebolisce il sistema immunitario) e costituiscono un allenamento per il cervello, perché le amicizie intense e coinvolgenti richiedono lavoro.

Le relazioni con persone che vogliono avere il controllo sulle emozioni, che sono invadenti o aggressive vanno interrotte.

Al cervello inoltre fa male la solitudine eccessiva, l’isolamento sociale cronico, che causa danni paragonabili a quelli del fumo o dell’obesità. Che fare per debellarla? Ballare. Qualsiasi tipo di ballo va bene, perché offre l’opportunità di contatto umano.

Altro capitolo importante è quello sulla depressione. Gli anziani hanno una maggiore propensione alla felicità dei giovani, purché rimangano in buona salute.

E purché non abbiano sbalzi di dopamina: se ce n’è troppo poca si rischia il morbo di Parkinson; se ce n’è troppa si rischia la schizofrenia.

Con l’invecchiamento il sistema dopaminergico (cioè la via lungo la quale la dopamina esercita le sue funzioni) perde colpi. Chi non ricorda il film Risvegli? Tratto da una storia vera scritta dal neurologo Oliver Sacks, parla di pazienti colpiti da encefalite ai quali viene iniettata dopamina sintetica, L-DOPA, i cui effetti si rivelano però soltanto temporanei.

Non temporanei si sono invece rivelati gli effetti dell’ottimismo: secondo una ricerca citata gli anziani che accettano gli acciacchi dell’età, senza stressarsi, vivono in media sette anni e mezzo più di quelli che non lo fanno (e anche in buona salute).

Che dire quindi? Ridere e ballare!

Musica!

18 Maggio 2021 Posted by | Libri, Salute | 1 commento

LUI è tornato

Che succede se Adolf Hitler si risveglia dopo 66 anni di letargo nella Berlino del 2011?

Succede che i mezzi di comunicazione di massa (televisione, stampa, internet) se lo contendono e succede che la gente inizia a seguirlo di nuovo, ecco che succede.

E’ un Hitler che diventa quasi simpatico, quello descritto dall’autore, che nelle note finali ci ricorda che ha massacrato qualche milione di ebrei, polacchi, russi e via dicendo.

Ma che sono qualche milione di morti di razze inferiori se bisogna fare posto alla grande Germania?

Bazzecole, pinzillacchere direbbe Totò.

Forse la storia non è così originale come la trama lascia supporre, ma le riflessioni che stimola sono alquanto inquietanti.

12 Maggio 2021 Posted by | Libri, Storie ordinarie | | 5 commenti

Auguri

Oggi compie gli anni una mia carissima amica.

Sono dieci anni che non ci vediamo e quasi altrettanti quelli in cui non ci parliamo.

Negli ultimi anni è stata colpita da una serie di eventi funesti.

Non leggerà questo post, ma le invio ugualmente i miei auguri.

Perché è stata importante, come lo sono tutte le persone buone che incontriamo nella vita.

11 Maggio 2021 Posted by | Amici, Storie ordinarie, Un po' di me | | 2 commenti

Addio, Cavaliere Errante

Di fronte alla morte me lo chiedo sempre: ora lei/lui saprà già cosa esiste nell’aldilà?

Se tutto finisce con questa nostra miserevole vita, oppure se ci spostiamo semplicemente in un’altra dimensione.

La ragione opta per la prima soluzione; il cuore per la seconda.

Sarebbe bello incontrare di nuovo i miei genitori, i miei parenti e amici che se ne sono andati, sempre troppo presto.

Discutere di poesia con Dante; di filosofia con Socrate; di letteratura con Vassalli…

Incontrare i fetentoni che scontano le loro pene.

E magari, perché no, incontrare anche il Cavaliere Errante, che se n’è andato così, senza preavviso, senza un commento.

Chissà se starà già godendosi questa primavera che stenta a iniziare in compagnia dell’amata figlia.

E chissà se da lassù trova il tempo per commentare le nostre piccole vicende.

Addio Cavaliere, ovunque tu sia in questo momento.

7 Maggio 2021 Posted by | Storie ordinarie | 7 commenti

Durigon Durigon…

Pare che il sottosegretario (più sotto che segretario) Durigon abbia bofonchiato al suo capo politico di non preoccuparsi per le indagini sui pateracchi leghisti in Lombardia, perché il generale della Guardia di Finanza “lo abbiamo messo noi“.

Insomma, mica ciufoli: addirittura un generale c’hanno messo!

Ovviamente tutti quelli che stanno dall’altra parte (cioè dalla parte opposta al Durigon) a sbraitare, a chiedere le dimissioni del sottosegretario, o quanto meno la sua messa in stato di dieta.

Quelli che stanno dalla sua parte invece (cioè dalla parte del Durigon) si scalmanano per dimostrare che il loro eroe non ha commesso alcun reato, nemmeno un irregolarità. Insomma, il Durigon è uno che quando c’è l’autovelox rallenta a 30 km. orari due chilometri prima, tanto per dire.

Ora, a me sembra che siamo nel campo del famoso proverbio “Quando il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito“.

Sì, perché ancor prima di stare a discutere per mesi se il Durigon abbia commesso reati oppure no, non sarebbe meglio andare a vedere come ha fatto carriera il famoso generale della GdF (che manco so chi sia)?

Perché se il generale ha alle spalle una carriera irreprensibile, allora il Durigon può spararle grosse quanto vuole, chissenefrega, ma se invece il generale avesse qualche scheletro nell’armadio…

Ma nessuno lo farà mai e si sa il perché: chissà quanti Durigon ci sono in giro che possono “avercelo messo noi”, di destra e di sinistra, di sotto e di sopra.

E allora, meglio scandalizzarsi per finta per una frase maldestra, piuttosto che scoperchiare le carte.

Così è (la politica)…

3 Maggio 2021 Posted by | Politica | | Lascia un commento