Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Mi ricordo…

C’è un episodio della mia gioventù che ancora oggi mi trottola per la mente.

Non so se fa parte delle occasioni perdute o degli scampati pericoli.

Avevo circa vent’anni (mese più, mese meno) ed era il periodo delle discoteche.

Eravamo quattro amici (mica sempre al bar) che uscivano sempre insieme, ma il mondo è (ed era) piccolo e nei locali della zona si incontravano spesso altri giovani del paese.

Tra le discoteche che frequentavamo periodicamente ce n’era una nell’Oltrepò pavese. Era un locale relativamente piccolo, con al piano superiore un bar ristorante che a quei tempi era molto in voga. Il locale presentava due piste da ballo, una al centro e la seconda, più piccola e riservata, posizionata su un piano leggermente rialzato.

Quella sera ero vestito come allora andava di moda: stivaletti scamosciati, pantaloni di velluto nero e una maglione blu (era un maglione tutto particolare, con una striscia colorata che prendeva il tronco e una manica, insomma una roba un po’ inconsueta): ero convinto che lo scuro mi donasse.

Girovagavo per il locale da solo, quando mi sedetti su una specie di muretto che costeggiava la seconda pista da ballo. Pensavo di essere un figo, non c’è dubbio.

A un certo punto il mio sguardo si incrociò con quello di una ragazzina che stava anch’ella ai margini della pista. Era una ragazzina minuta, bionda con i capelli corti (io ho sempre avuto un debole per le ragazzine dai capelli biondi e corti; però con il tempo ho imparato ad apprezzare anche le altre), molto carina (almeno così mi sembrò quella sera).

Il gioco di sguardi andò avanti per un bel po’, finché uno dei miei amici non venne a recuperarmi prima che potessi “farmi avanti” (ammesso che l’avessi fatto).

Ecco, quel gioco di sguardi me lo ricordo ancora adesso.

Andammo altre volte in quel locale e io cercai di nuovo quella ragazza, ma non la vidi mai più. Non incontrai mai più uno sguardo simile al suo.

La stagione delle discoteche poi finì presto e io rimasi sempre con quel dubbio: se mi fossi fatto avanti per tempo, come sarebbe finita?

Con il senno di poi, penso di averle evitato inutili pene (sostantivo femminile plurale).

P.S.: si sarà capito che a quel tempo ero un pochino imbranato…

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25 gennaio 2021 - Posted by | Ricordi, Un po' di me | ,

13 commenti »

  1. Dopo aver letto il tuo post ho fatto mente locale se pure io avevo perso qualche occasione… e ho iniziato a stilare la lista: un talento nello scansare le persone giuste per buttarmi a pesce su quelle sbagliate! Che poi, magari, quelle erano “giuste” solo perché non ho mai avuto modo di verificare il contrario…

    Commento di Diemme | 26 gennaio 2021 | Rispondi

  2. Peccato che non c’erano i social allora, avresti potuto facilmente ritrovare quella persona. Io li chiamo ‘bivi’, le occasioni mancate che la mente trattiene, ad oggi ne ricordo solo due importanti nella mia vita che però a ragione, poi non lo sono così tanto perchè, la direzione diversa avrebbe cancellato quello finora conquistato.
    carpe diem

    Commento di ally | 26 gennaio 2021 | Rispondi

    • Sì, effettivamente il bivio rende bene l’immagine. Anche considerato che di fronte a un bivio uno può anche andare dritto!

      Commento di aquilanonvedente | 31 gennaio 2021 | Rispondi

  3. Bivio:
    Punto d’incontro di due strade; biforcazione di una strada.
    Essere a un bivio, nella necessità di dover fare una scelta decisiva.
    Purtroppo non prevede ‘dritto’

    Commento di ally | 1 febbraio 2021 | Rispondi

    • C’è una strada che percorro spesso d’estate in bicicletta.
      Parte da un paese vicino al mio e si dirige in campagna, nella piatta e arida campagna padana.
      A un certo punto la strada si biforca ed ecco il bivio.
      Soltanto che in mezzo ci sta…

      Commento di aquilanonvedente | 1 febbraio 2021 | Rispondi

  4. cosa? 🙂

    Commento di ally | 5 febbraio 2021 | Rispondi

    • Una piccola edicola religiosa, completa di statua, ceri, fiori, ecc.
      Finora nessuna l’ha ancora centrata, ma non la vedo al sicuro.
      Chi va dritto potrebbe anche entrare in un’altra dimensione, tipo il binario “e tre quarti” di Harry Potter… 🙂 🙂 🙂

      Commento di aquilanonvedente | 8 febbraio 2021 | Rispondi

  5. Madonna mia, se penso alle poche volte che mi hanno trascinato il discoteca…lasciamo perdere, son sempre successe cose ufologiche.

    Commento di Cerchidifumo | 20 febbraio 2021 | Rispondi

  6. Quel gioco di sguardi perduto …. quell’ esitare a farsi avanti, compongono il mosaico della nostra povera esistenza, e quella ragazzetta bionda, anch’ essa perduta come tante …. chissà come sarà, e quali saranno i suoi ricordi …. ora !

    Commento di cavaliereerrante | 13 marzo 2021 | Rispondi


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