Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Domani…

Domani inizia una settimana impegnativa.

Anzi, a dire il vero dovrebbe essere una settimana di preparazione a quella successiva, che sarà ancora più impegnativa.

Devo compiere alcuni passi importanti.

Mi sento pronto per farli?

In teoria sì, in pratica potrei anche incontrare alcuni imprevisti, che potrebbero evolvere in difficoltà.

Staremo a vedere.

Comunque buona settimana a tutte/i.

Gli Abba sono sempre gli Abba (anche con questi vestiti…)

 

31 gennaio 2021 Posted by | Un po' di me | | 10 commenti

Mi ricordo…

C’è un episodio della mia gioventù che ancora oggi mi trottola per la mente.

Non so se fa parte delle occasioni perdute o degli scampati pericoli.

Avevo circa vent’anni (mese più, mese meno) ed era il periodo delle discoteche.

Eravamo quattro amici (mica sempre al bar) che uscivano sempre insieme, ma il mondo è (ed era) piccolo e nei locali della zona si incontravano spesso altri giovani del paese.

Tra le discoteche che frequentavamo periodicamente ce n’era una nell’Oltrepò pavese. Era un locale relativamente piccolo, con al piano superiore un bar ristorante che a quei tempi era molto in voga. Il locale presentava due piste da ballo, una al centro e la seconda, più piccola e riservata, posizionata su un piano leggermente rialzato.

Quella sera ero vestito come allora andava di moda: stivaletti scamosciati, pantaloni di velluto nero e una maglione blu (era un maglione tutto particolare, con una striscia colorata che prendeva il tronco e una manica, insomma una roba un po’ inconsueta): ero convinto che lo scuro mi donasse.

Girovagavo per il locale da solo, quando mi sedetti su una specie di muretto che costeggiava la seconda pista da ballo. Pensavo di essere un figo, non c’è dubbio.

A un certo punto il mio sguardo si incrociò con quello di una ragazzina che stava anch’ella ai margini della pista. Era una ragazzina minuta, bionda con i capelli corti (io ho sempre avuto un debole per le ragazzine dai capelli biondi e corti; però con il tempo ho imparato ad apprezzare anche le altre), molto carina (almeno così mi sembrò quella sera).

Il gioco di sguardi andò avanti per un bel po’, finché uno dei miei amici non venne a recuperarmi prima che potessi “farmi avanti” (ammesso che l’avessi fatto).

Ecco, quel gioco di sguardi me lo ricordo ancora adesso.

Andammo altre volte in quel locale e io cercai di nuovo quella ragazza, ma non la vidi mai più. Non incontrai mai più uno sguardo simile al suo.

La stagione delle discoteche poi finì presto e io rimasi sempre con quel dubbio: se mi fossi fatto avanti per tempo, come sarebbe finita?

Con il senno di poi, penso di averle evitato inutili pene (sostantivo femminile plurale).

P.S.: si sarà capito che a quel tempo ero un pochino imbranato…

Hot Stuff

25 gennaio 2021 Posted by | Ricordi, Un po' di me | , | 13 commenti

Tra un anno!

L’oncologa è già passata ai controlli annuali, perché gli esami sono stati negativi.

L’otorino ci passerà quest’autunno, se anche i loro gli esami rimarranno negativi.

Praticamente devo solo evitare il Covid…

P.S.: magari è la svolta che riesco a sfangarla ancora per qualche anno…

PP.S.: richiamo del vaccino il 5 febbraio. Nessuna reazione negativa. Qualche collega ha avuto febbre e dolori articolari, ma si sa, le donne non c’hanno mica il fisico…

22 gennaio 2021 Posted by | Salute | | 7 commenti

Fare autocritica

Mi capita ovviamente di avere a che fare con diverse persone sul luogo di lavoro.

Mi capita anche, con queste persone, di affrontare situazioni problematiche, che le riguardano più o meno direttamente.

Ho notato che molto spesso la gente manca completamente di senso autocritico, anche minimo.

Cioè, la colpa è sempre degli altri. Loro non hanno alcuna responsabilità. Se si sono trovate in difficoltà, non è che si chiedono il perché, forse perché prima hanno fatto tabula rasa dei loro collaboratori e al momento del bisogno si trovano soli.

Poi ovviamente se non le aiuti se la prendono anche con te e ti mettono nel calderone delle persone che hanno impedito o reso difficile i loro successi personali. E quindi ovviamente fanno le vittime, magari anche sui social, e quelli che non conoscono la situazione mettono i like e se la prendono con i cattivacci che non hanno compreso i loro meriti.

Ora, io non dico di fare le autocritiche di staliniana memoria, ma prima di partire in quarta dando la colpa agli altri, uno non potrebbe chiedersi: ma io sono proprio stato immune da errori? Ho fatto proprio per bene tutto quello che potevo, dovevo, sapevo fare?

Ecco, forse qualcuna di queste domande sarebbe opportuno farsela ogni tanto, invece di spargere lacrime sul destino cinico e baro.

21 gennaio 2021 Posted by | Vita lavorativa | | 8 commenti

Patrice Lumumba

Tutti presi da questa strampalata crisi di governo, pochi hanno ricordato che ieri, 17 gennaio, era il sessantesimo anniversario dell’omicidio di Patrice Lumumba.

In realtà quando fu ucciso Lumumba io avevo un anno, ma ricordo quando, alla metà degli anni sessanta, vivemmo l’abbandono dell’Africa da parte di un’altra ex potenza coloniale: il Portogallo e la conquista dell’indipendenza da parte di diversi Stati africani.

L’omicidio di Lumumba ha ben rappresentato le responsabilità dell’occidente nei confronti dello sfruttamento dell’Africa, che non sono certo terminate ma che oggi seguono strade diverse, forse più “raffinate”.

La stessa cosa è accaduta con i Paesi arabi: per evitare che si diffondessero i comunisti, si è preferito aprire le porte agli jihadisti. Poi però non ci si può lamentare se ci abbattono le torri (ma non negli scacchi).

P.S.: nessuna reazione avversa al vaccino. Solo una strana voglia di cibo cinese…

Abba – Dancing Queen

 

18 gennaio 2021 Posted by | Politica | , | 2 commenti

IoMiSonoVaccinatoETu?

Prima infusione del vaccino anti Covid oggi.

Finora tutto bene.

Appena uscito dall’ambulatorio mi sono fatto un selfie.

14 gennaio 2021 Posted by | Salute | | 5 commenti

Trump

Mi stupisco di chi si stupisce di quello che sta accadendo negli USA.

Come se non si sapesse (o non si volesse sapere) che Trump è stato un imbroglione per tutta la vita (ma negli affari gli imbroglioni sono sempre andati alla grande).

Inoltre è anche pazzo.

Ma non c’è da stupirsi.

E’ una caratteristica della destra – anche di quella italiana – non riconoscere le regole.

Quante volte si è sentito Berlusconi dire che i governi di centro sinistra erano illegittimi?

Governi con la fiducia del Parlamento (perché la nostra è una Repubblica parlamentare) descritti come abusivi, sulla base di sondaggi o di elezioni parziali appena avvenute.

La destra non riconosce regole, l’ho capito anche negli anni della mia esperienza amministrativa.

Quindi, non c’è da stupirsi di quello che ha combinato Trump.

Il problema semmai è: cosa può ancora combinare in questi pochi giorni che ci separano dal 20 gennaio?

7 gennaio 2021 Posted by | Politica, Questa poi... | , , | 1 commento

Parlare, parlare, parlare…

Oggi mi sono accorto definitivamente di una cosa: non è che io parli poco.

Il fatto che io parli poco è una conseguenza del fatto che mi piace parlare solo con le persone che lo meritano.

Non si tratta di essere più o meno intelligenti.

Si tratta di provare piacere a parlare con l’altra persona, anche di cose banali.

Come posso dire, si tratta di provare le identiche sensazioni, di giocare con gli sguardi, con i gesti.

Mi è venuta voglia di parlare.

Cazzo!

A sessant’anni!

Parole parole

4 gennaio 2021 Posted by | Un po' di me | | 5 commenti

Malastagione

Anzitutto buon anno a tutte/i.

Ieri, primo giorno dell’anno, ho deciso di tenere spento il cellulare e non potete immaginare (a meno che qualcuno l’abbia fatto o lo faccia regolarmente) di come mi sia sentito bene. Poi stamattina ho dovuto accendere e… la magia è finita.

Comunque nella prima giornata dell’anno, tra semi lockdown all’italiana, freddo e neve, mi sono dedicato alla lettura. Dopo avere terminato Psicologia della stupidità, (ci tornerò su, perché la materia è infinita) ho pensato – in ricordo degli anni della mia adolescenza, quando aspettavo la vacanze di Natale per spararmi i gialli che non potevo leggere in periodo scolastico – di dedicarmi a qualche bella storia poliziesca e, aperta l’anta del mobile libreria in salotto, mi sono trovato di fronte questo libro.

Pubblicato dieci anni fa, regalatomi con tanto di dedica, è rimasto a riposo per un decennio.

Forse è vero che i libri decidono loro quando è il momento di leggerli. C’è differenza tra acquistarli e leggerli, sono due momenti diversi che esigono predisposizioni diverse.

E allora ieri mi sono immerso in questa storia che “profuma di ragù e vino rosso”, ambientata tra i monti della bassa modenese, protagonista un ispettore della forestale detto “Poiana” e una serie di altra varia umanità tratteggiata con leggiadria dai due autori con una scrittura che fila via liscia come un bianco frizzante quando la calura umida delle nostre zone spinge a rinfrescarsi dentro.

Ho messo da parte per un giorno tutte le paturnie del lavoro, della famiglia, i ricordi degli ultimi morti di Covid tra la gente che conoscevo; ho trovato anche il tempo di qualche partita a carte con mia figlia, annoiata dalla reclusione domestica.

Un rinnovato ringraziamento (tardivo?) a chi mi regalò questo libro.

Chissà che non ci sia spazio per qualche altra storia di questo duo. Chissà…

2 gennaio 2021 Posted by | Libri, Rimpianti, Storie ordinarie, Un po' di me | , , , | 7 commenti