Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

I carabinieri di Piacenza

Credo che a pochi sia sfuggito quello che è emerso nei giorni scorsi a proposito della caserma dei carabinieri Levante di Piacenza: traffico di droga, festini a luci rosse, torture, ecc.

Ovviamente i politici locali si sono dichiarati tutti stupiti, attoniti, sbalorditi, increduli e via dicendo.

Ovviamente tutti hanno dichiarato che sì, ok, adesso sono venute fuori cose turpi, ma gli oltre centomila carabinieri sono puliti, perdincibacco.

Io vorrei fare invece un paio di considerazioni.

La prima la ripeto ormai da anni: non è normale che noi abbiamo l’esercito che scorrazza per il Paese, a occuparsi di ordine pubblico e di controlli fiscali.

L’esercito deve stare chiuso nelle caserme e deve uscire solo per motivi eccezionali.

A occuparsi dell’ordine pubblico basta la polizia. A scovare gli evasori basta l’agenzia delle entrate.

Carabinieri e Guardia di finanza vanno smantellati poco a poco.

La seconda forse non l’ho mai scritta ma l’ho sempre pensata. Piacenza è la classica città di provincia (dicono): tranquilla, lavoratrice, risparmiatrice.

Piacenza e provincia sono una una realtà stomachevole. L’apparente tranquillità nasconde quanto di più spregevole vi può essere in una realtà di provincia; il lavoro in realtà spesso non è altro che sfruttamento, oltre i limiti della legalità; i risparmi sono un cattivo frutto delle attività precedenti.

Non c’è niente da vantarsi nell’essere piacentini. Ma niente proprio.

Date retta.

 

26 luglio 2020 Posted by | Guerra al terrore, Storie ordinarie | , | 12 commenti