Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Il treno dei bambini

Viola Ardone (insegnante  liceale di Napoli) ha scritto un bel libro: Il treno dei bambini; sono contento di averlo comprato e di averlo letto (la qual cosa non mi capita spesso, con la letteratura cosiddetta contemporanea). E’ uno di quei libri da rileggere a distanza di anni, che possono trasmettere emozioni nuove.

L’ho acquistato senza aver letto recensioni, incuriosito dalla quarta di copertina.

Il romanzo prende spunto da una storia vera: l’iniziativa del Partito Comunista nel dopoguerra di accogliere migliaia di bambini del (poverissimo) Sud nel (povero) Nord, soprattutto in Emilia Romagna (notizie qui, qui e qui). Non è che al Nord la gente se la spassasse, ma in confronto alle condizioni di vita (e soprattutto culturali) del Sud, non c’era paragone.

Questa vicenda fa da sfondo alla storia di Amerigo, il protagonista del romanzo, e del suo amico Tommasino.

E’ un libro scritto con delicatezza, ma che offre molti spunti di riflessione.

Il romanzo suscita partecipazione e nostalgia. La partecipazione del lettore è un ingrediente assolutamente necessario alla buona letteratura: quel sentirsi parte della storia che si sta leggendo; quello sperare che la storia quasi non finisca. La nostalgia invece è per quando una buona parte dell’Italia era migliore; quando l’ideologia equivaleva ad avere idee, e non like sui social; e quando soprattutto c’era il Partito Comunista, che insieme alla Chiesa e all’esercito rappresentava un pilastro del Paese.

Non mi soffermo sulla storia, chi vuole se la può leggere. Concludo soltanto dicendo che lo consiglio vivamente.

 

28 giugno 2020 Posted by | Libri | | 6 commenti