Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Addio, piccola (auto)

Addio, mia piccola Suzuki.

E’ arrivato il momento di separarci, oggi.

Siamo stati insieme per oltre 11 anni e abbiamo percorso oltre 160.000 chilometri.

Ricordo ancora il pomeriggio quando ti sono venuto a prendere: era il 31 marzo 2009. Mia madre era ancora viva e io avevo ancora un po’ di sogni nel cassetto (e avevo anche un bel cassetto, allora).

Ne abbiamo passate insieme, 11 anni non sono mica bazzecole.

Hai vissuto le mie traversie famigliari.

Hai vissuto i miei successi/insuccessi lavorativi.

Hai ospitato qualche persona che mi era cara e che ho allontanato.

Mi hai accompagnato nei miei viaggi lungo la penisola, verso aeroporti che mi portavano là dove avrei voluto restare, e ti ho sempre ritrovato al mio ritorno.

Hai vissuto la mia malattia, accompagnandomi nei momenti più bui della mia vita e hai condiviso le mie paure, i miei pianti, le mie ansie e le mie speranze.

Hai scarrozzato a destra e a sinistra la piccola, che tanto piccola non è più e che non ti ha mai potuto soffrire, ma io mica te l’ho mai detto, eh?

Non è che tu sia stata molto fedele, perché mi hai fatto tribolare non poco, ma forse questo dipendeva dalla tua indole, come dire, un po’ irruente, che io non sono mai riuscito a soddisfare.

Ora spero che il tuo nuovo proprietario ti tratti bene, come ho fatto io. Ti ho consegnata in buono stato, farai bella figura nonostante i tuoi anni.

Addio.

 La canzone del sole

12 giugno 2020 Posted by | Smancerie pseudo-sentimentali, Storie ordinarie, Un po' di me | , , | 13 commenti