Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

E quest’anno saranno sessanta…

Con questa emergenza sanitaria e con tutti i casini che ha provocato, mi stavo quasi (quasi) dimenticando che quest’anno compio sessant’anni.

Cioè, sono passati due decenni dall’inizio del nuovo millennio, da quando ci preoccupavamo che l’anno 2000 avrebbe fatto saltare tutti i nostri sistemi informatici, riportandoci all’età della pietra.

E invece non è successo niente, per lo meno quell’anno, ma quello dopo abbiamo assistito increduli a due aerei che abbattevano due immense torri a New York, nel cuore dell’America, e all’inizio di una lunga guerra ai terroristi, cioè a quegli stessi che una settimana prima li finanziavamo come nostri amici.

E l’anno successivo ci siamo ritrovati in tasca una moneta nuova, con tanti spiccioli che pensavamo che valessero niente, memori degli spiccioli della lira, e invece questi avevano un valore completamente diverso.

E poco dopo è nata mia figlia.

Insomma, il nuovo millennio è partito alla grande, mica ciufoli.

Avevo ancora grandi progetti a quel tempo, forse grandi illusioni. Poco dopo avrei lasciato definitivamente la politica e dopo qualche anno sarebbe andato in crisi il mio matrimonio.

La vita è proseguita con alti e bassi, mi dedicavo con frenesia alla scrittura, pubblicando qualcosina qua e là e sognando di diventare uno scrittore.

E’ stato alla fine del primo decennio che ho incontrato… ma lasciamo perdere. Le ferite ormai ricucite vanno lasciate stare, al massimo ogni tanto si accarezza la cicatrice.

Il secondo decennio è iniziato con la ricomposizione del mio nucleo familiare, ma non ho nemmeno fatto in tempo a prenderne coscienza che ecco che è arrivato lui: il cancro. Una presenza con la quale mai mi sarei aspettato di fare i conti: ad agosto saranno sei anni che c’ho a che fare.

Sei anni sono lunghi e non è ancora finita.

Certo, a volte penso che in fondo sono stato anche un po’ fortunato: non tutti possono raccontare di essere ancora vivi dopo un cancro, ma la battaglia per tornare normale non è ancora finita. Questo maledetto virus l’ha rallentata, ma sono pronto a riprenderla.

Il prossimo decennio sarà quello della pensione, di un cambio ancora più radicale delle abitudini di vita. Sarà anche quello della fine degli studi di mia figlia (vuole fare l’assistente sociale) e della sua entrata nel mondo del lavoro (spero). Chissà, forse anche quello della creazione di una famiglia sua.

Forse sarà anche il decennio del mio rincoglionimento definitivo.

Sarà il decennio in cui ci lasceremo alle spalle questa brutta epidemia? In cui diventeremo un po’ meno coglioni?

Speriamo.

Intanto oggi è arrivata una buone notizia: liberata Silvia Romano.

Elton John – I’m Still Standing

10 Maggio 2020 Posted by | Storie ordinarie, Un po' di me | , , | 7 commenti