Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Cronache dalla terra dei virus (15)

Sono giorni questi che potremmo definire… convulsi?

Sì, convulsi è un termine gentile per dire agitati, incazzati, nervosi, nevrotici, con i nervi a fior di pelle.

Martedì quando sono tornato al lavoro sembrava che fossi stato assente tre mesi, non tre giorni (apposta ho cercato di staccare completamente): sono entrato in ufficio alle otto di mattina e sono uscito alle sette di sera, senza mai fermarmi un attimo.

Poi la notte ho sognato che me ne stavo sul balcone di casa mia, appoggiato alla ringhiera; dal balcone accanto al mio usciva di casa la mia vicina di casa, si sporgeva dalla ringhiera e si gettava di sotto.

E io guardavo dall’alto il suo corpo spiaccicato a terra, tutto raggomitolato su sé stesso, cercavo di chiamare i soccorsi con il telefono ma le mie dita non ne volevano sapere di sfiorare i numeri giusti,e  così dovevo continuamente ritornare indietro, cancellare tutto, in preda all’ansia.

Poi ieri ci si è messo pure il terremoto.

Cioè, io mica l’ho sentito, mi hanno avvertito da casa e l’ho letto sui giornali.

L’ultima volta che ho sentito un terremoto erano gli inizi degli anni novanta. Era un sabato sera, stavo in casa perché avevamo ospiti, si mangiavano dolci e si beveva vino. A un certo punto sono andato in bagno per sciacquarmi la faccia e proprio nel momento in cui mi guardavo allo specchio ho sentito che qualcosa si muoveva intorno a me e ho pensato: “La prossima volta vacci più piano con il vino“. Quando sono tornato dagli altri, stavano tutti zitti zitti e mi hanno chiesto: “Non hai sentito muoversi tutto?

E io: “Mi sa che pure voi dovete andarci piano con il vino!

Buonasera.

P.S.: ho iniziato a mettere la mascherina, soprattutto al supermercato (l’unico posto che frequento oltre l’ufficio). L’ho fatto perché ormai ce l’hanno tutti e gli altri mi guardavano male. Non la sopporto: gli occhiali si appannano continuamente, il respiro si fa pesante e soprattutto quando si parla con gli altri si possono fare tutte le smorfie possibili, senza che l’altro se ne accorga. Dovremo anche abituarci a una periodo di inespressività?

17 aprile 2020 Posted by | Guerra al terrore, Storie ordinarie | , | 2 commenti