Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

I fascisti (di oggi)

I fascisti di oggi sono peggio di quelli di ieri, dei seguaci del buon vecchio Almirante.

I missini avevano un loro codice d’onore. Avrebbero potuto confluire nella DC e conquistare posti e potere, ma non lo fecero. Il loro partito si chiamava Movimento Sociale Italiano, ma si sapeva, lo sapevamo che erano i cosiddetti nostalgici. Se a uno di loro (ne ho conosciuti) dicevi “Sei un fascista” quello mica si scandalizzava: ti rispondeva di sì e ti argomentava pure il perché.

Oggi i fascisti stanno in partiti che si chiamano Lega Nord, Fratelli d’Italia, Forza Italia e in qualche sparuto gruppuscolo ai margini della legalità. Questo non significa che tutti gli elettori di questi partiti sono fascisti (per fortuna), ma che tra loro ve ne sono (purtroppo) tanti, troppi.

Diffondono odio nei confronti degli immigrati, dei barboni, degli zingari, degli ebrei, dei comunisti.

Non riescono proprio a sopportare il 25 aprile, non perché è divisivo, ma perché ricorda a loro che quella data ha diviso la libertà dalla dittatura, e loro stavano e stanno dalla parte di quest’ultima.

Il fascismo lo abbiamo inventato noi italiani (forse anche per questo in Europa non godiamo di molta stima) e non siamo ancora riusciti a gettare il brevetto nel cesso e a tirare l’acqua.

27 aprile 2020 Posted by | Politica | | 4 commenti

Papà Goriot

Questo libro, pubblicato nel 1834-1835, secondo me dimostra tutti i suoi anni.

Mi piacciono i classici, ma questo ho faticato a finirlo. Diventa più leggibile nelle ultime 100 pagine (su 250), quando finalmente accade qualcosa nella pensioncina che fa da sfondo alle vicende di Goriot, Eugene e tutti gli altri protagonisti.

Mi è sembrata un po’ una storia da telenovela, ecco, da fuilleton, che non c’è niente di male, ma non è il mio genere.

Un padre che si rovina per le figlie, che muore solo e povero in canna, dopo aver pagato tutti i loro debiti. Ambientato nella Parigi dei primi decenni dell’ottocento, contiene anche qualche denuncia del sistema sociale del tempo, tutto basato sul denaro e sull’arricchimento facile, sulle serate danzanti e sulle amanti, sull’arrivismo e sulla truffa (mi ricorda qualcosa. A voi no?).

Una storia che risente forse anche della vita un po’ sregolata di Balzac, sempre alle prese con la mancanza di denaro e i relativi debiti. Ma lo stile è troppo aulico per i miei gusti. Niente a che vedere con il realismo di Zola e nemmeno con Hugo.

Tutto sommato non mi è spiaciuto leggerlo, ma se l’avessi conosciuto meglio prima, non l’avrei fatto.

Don Chisciotte (Francesco Guccini)

26 aprile 2020 Posted by | Libri | | 4 commenti

Cronache dalla terra dei virus (15)

Sono giorni questi che potremmo definire… convulsi?

Sì, convulsi è un termine gentile per dire agitati, incazzati, nervosi, nevrotici, con i nervi a fior di pelle.

Martedì quando sono tornato al lavoro sembrava che fossi stato assente tre mesi, non tre giorni (apposta ho cercato di staccare completamente): sono entrato in ufficio alle otto di mattina e sono uscito alle sette di sera, senza mai fermarmi un attimo.

Poi la notte ho sognato che me ne stavo sul balcone di casa mia, appoggiato alla ringhiera; dal balcone accanto al mio usciva di casa la mia vicina di casa, si sporgeva dalla ringhiera e si gettava di sotto.

E io guardavo dall’alto il suo corpo spiaccicato a terra, tutto raggomitolato su sé stesso, cercavo di chiamare i soccorsi con il telefono ma le mie dita non ne volevano sapere di sfiorare i numeri giusti,e  così dovevo continuamente ritornare indietro, cancellare tutto, in preda all’ansia.

Poi ieri ci si è messo pure il terremoto.

Cioè, io mica l’ho sentito, mi hanno avvertito da casa e l’ho letto sui giornali.

L’ultima volta che ho sentito un terremoto erano gli inizi degli anni novanta. Era un sabato sera, stavo in casa perché avevamo ospiti, si mangiavano dolci e si beveva vino. A un certo punto sono andato in bagno per sciacquarmi la faccia e proprio nel momento in cui mi guardavo allo specchio ho sentito che qualcosa si muoveva intorno a me e ho pensato: “La prossima volta vacci più piano con il vino“. Quando sono tornato dagli altri, stavano tutti zitti zitti e mi hanno chiesto: “Non hai sentito muoversi tutto?

E io: “Mi sa che pure voi dovete andarci piano con il vino!

Buonasera.

P.S.: ho iniziato a mettere la mascherina, soprattutto al supermercato (l’unico posto che frequento oltre l’ufficio). L’ho fatto perché ormai ce l’hanno tutti e gli altri mi guardavano male. Non la sopporto: gli occhiali si appannano continuamente, il respiro si fa pesante e soprattutto quando si parla con gli altri si possono fare tutte le smorfie possibili, senza che l’altro se ne accorga. Dovremo anche abituarci a una periodo di inespressività?

17 aprile 2020 Posted by | Guerra al terrore, Storie ordinarie | , | 2 commenti

Cronache dalla terra dei virus (14)

Tra le tante stronzate che girano per il web, questa a fianco mi ha fatto sorridere.

Effettivamente non deve essere un gioco da ragazzi una convivenza forzata 24/24 7/7, specialmente in certi piccoli appartamenti.

E non deve essere facile nemmeno per chi con la famiglia ci stava ogni morte di Papa.

A me, se devo dire la verità, mi salva un po’ il lavoro, che anzi in questo periodo mi tiene fuori casa più del solito.

Oggi pomeriggio per esempio ho dovuto fare un centinaio di chilometri in auto per lavoro e – a differenza di quanto mi aspettassi – sulla mia strada non ho incontrato alcuna pattuglia delle forze dell’ordine per i controlli. E dire che di auto ce n’erano in giro, secondo me troppe e con troppe persone a bordo.

Io non sono di quelli che premono per la cosiddetta “ripartenza”, forse perché dal mio punto di vista vedo ancora troppi punti critici. La salute prima di tutto, si dice, e secondo me non è soltanto un modo di dire.

Dopo quattro notti praticamente in bianco a causa dell’asma bronchiale provocata dalla mia allergia (quest’anno particolarmente aggressiva), oggi pomeriggio mi sono deciso a contattare il medico, il quale mi ha prescritto una iniezione di cortisone. E infatti stasera riesco a respirare quasi normalmente.

E visto che respiro come un neonato appena uscito dal ventre materno, me ne vado a riposare le mie stanche membra e vi auguro una buona notte e una migliore Pasqua e Pasquetta.

P.S.: eppure io, a ben vedere, di mogli io ne percepisco perlomeno sei o sette…  

10 aprile 2020 Posted by | Guerra al terrore, Storie ordinarie | , | 2 commenti

Come facevano le persone…

… prima della carta igienica?

Leggete, leggete.

Un po’ di cultura non fa mai male.

 

5 aprile 2020 Posted by | Questa poi... | | 2 commenti

Cronache dalla terra dei virus (13)

Qualche giorno fa, per la prima volta dall’inizio della pandemia, quando sono uscito di casa (per andare in ufficio) mi sono misurato la febbre: 36,1, 35,8, niente di che. Identica cosa al ritorno dal lavoro.

Un giorno appena alzato avevo 36,7 e la cosa mi ha preoccupato. Dopo la doccia, la colazione e la vestizione, prima di uscire di casa, la temperatura era già scesa a 36.

Mi immagino le lotte all’interno del nostro corpo tra il sistema immunitario e il virus.

Non porto la mascherina, ma vedo all’esterno che ce l’hanno quasi tutti: fra un po’ chi girerà senza verrà scambiato per untore.

Di notte capita di frequente che abbia incubi: a volte legati al lavoro, altre volte all’epidemia, altre volte ricompaiono vecchi fantasmi del passato.

Riesco a mantenere la calma, ma un numero sempre maggiore di persone mi irrita, anzi mi sta proprio sulle palle.

Oggi era la prima di una serie di giornate di sole che ci aspettano per i prossimi giorni: in altra occasione avrei inforcato la bicicletta e sarei partito per le nostre campagne.

Vabbe’, mo’ smetto di lamentarmi, eh?

Buona sera a tutte/i.

Musica!

4 aprile 2020 Posted by | Guerra al terrore, Storie ordinarie | , | 5 commenti