Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Quello che dobbiamo riscoprire

Io non so quando usciremo da questo incubo di massa (ma quanti altri popoli al mondo stanno vivendo incubi anche peggiori?).

Non so neanche se ne usciremo migliori o peggiori rispetto a prima: spero migliori, temo peggiori.

Le disgrazie non rendono migliori la gente, e nemmeno le malattie: se eri testa di cazzo prima, tale rimani anche dopo.

Mi piacerebbe però che alcune cose le imparassimo.

Per esempio che ci sono cose che vanno ancora viste, toccate, annusate, sentite dal vivo, non attraverso uno schermo o un microfono.

Per esempio, che bisogna recuperare alcune sane abitudini che avevamo prima, ma prima prima, e che adesso riteniamo superate, ma che tali non sono.

Se io voglio parlare con il mio fornitore di energia elettrica, o mi apre uno sportello sul territorio, oppure mi mette a disposizione un operatore telefonico che sia un suo dipendente: non voglio parlare con un disco registrato e nemmeno con un call center. Costa troppo? E’ rischioso? Mica devo assumermi io il rischio d’impresa del mio fornitore.

Se voglio fare le operazioni bancarie o postali via web, va bene, ma ogni tot operazioni devo andare in banca o in posta, perché altrimenti perdo il contatto con la realtà. Devo vedere la faccia di colui che sta al di là dello sportello, della gente che aspetta.

Insomma, quello che voglio dire è che la gioia, la fatica, la paura a volte è necessario vederle in faccia, toccarle, annusarle. Non tutto si può trasferire sul web.

Stiamo vivendo un’ubriacatura insensata, che ci ha fatto dimenticare il senso e l’importanza del contatto umano (un po’ ce ne accorgiamo adesso, che dobbiamo stare attenti nei contatti interpersonali), che ci ha portato ad abusare della tecnologia, che ci ha fatto dimenticare il senso del tempo, dello spazio. Che ci ha fatto disimparare ad annusare, a dare importanza più a una firma digitale che a una stretta di mano.

Ecchecazzo!

Siamo uomini o robot?

 

18 marzo 2020 - Posted by | Guerra al terrore, Storie ordinarie | ,

9 commenti »

  1. Sulle operazioni che si possono fare online non sono d’accordo con te per una questione di tempi: lavorando in ufficio da mattina a sera, poter fare operazioni online mi evita di prendere permessi per andare a fare code nei vari luoghi.
    Sul riscoprire ciò che prima davamo per scontato invece ti dò pienamente ragione, mi meraviglio già solo del fatto che oggi dobbiamo costringere i nostri figli a rimanere in casa perché vorrebbero uscire al parco a giocare con gli amici… quando fino a “prima” dovevamo costringerli a lasciare cellulare/computer e uscire a giocare! 😀
    Forse avremo come beneficio un dare meno importanza ai social e più ai rapporti umani… almeno questo me lo auguro.

    Commento di Bia | 18 marzo 2020 | Rispondi

    • Ma una operazione “nel mondo reale” su 10 potresti farla?

      Commento di aquilanonvedente | 20 marzo 2020 | Rispondi

      • …se posso evitarlo e farla online, no!
        Le operazioni che faccio nel mondo reale sono la spesa… ecco quella non riesco a farla online, i prodotti devo vederli per decidere se comprarli o meno 🙂

        Commento di Bia | 23 marzo 2020 | Rispondi

        • Ma allora perdi il contatto con le impiegate della posta! 😯

          Commento di aquilanonvedente | 23 marzo 2020 | Rispondi

          • …e meno male, direi! 😀

            Commento di Bia | 24 marzo 2020 | Rispondi

  2. C’è tanta verità in ciò che scrivi, caro @Aquilanonvedente : la tecnologia ha invaso le azioni ed i comportamenti delle persone, disumanizzando ogni sua vicenda ! 😦
    Come ci insegna il magistrale Brignano in una sua celebre parodia delle banche !
    °°°

    Commento di cavaliereerrante | 18 marzo 2020 | Rispondi

  3. Sono d’accordo con te, qualsiasi applicazione non potrà mai sostituire i contatti umani!

    Commento di silvia | 18 marzo 2020 | Rispondi

  4. Aqui, grande amico mio nella buona e/o cattiva fortuna, in questo accanirsi del morbo, in questo amaro assistere alla morte di persone …. leggiti attentamente questa Poesia del mio grande amico blogger @Spaziocorrente ( che Silvia ben conosce … ) : lui, ha saputo interpretare in senso alto la congerie che stiamo attraversando !

    ANGOLO ACUTO

    Ecco il mio angolo di felicità,
    che si apre da un piccolo punto sospeso
    ed abbraccia una corda sottesa di desideri e passioni,
    un flebile arco fra i miei sogni ed il mio risveglio.
    Lo guardo come fosse un arcobaleno lasciato dal temporale.
    Ne ricerco le sfumature e ne ammiro estasiato i colori,
    mentre respiro profumo di pioggia e di terra bagnata.
    Un angolo che ha come origine la mia stessa vita
    e si apre sfacciato all’ infinito del tempo,
    pur sapendo che oltre il presente
    non mi è possibile andare.”
    @Spaziocorrente

    Commento di cavaliereerrante | 20 marzo 2020 | Rispondi


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