Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Cronache dalla terra dei virus (8)

E’ arrivato il momento del nimby: lo sapevo che prima o poi arrivava.

Il nimby – lo sappiamo bene – è quell’atteggiamento di chi pensa/dice/agisce secondo il principio “non nel mio cortile“.

Di fronte alla riorganizzazione della rete ospedaliera, con chiusura dei pronto soccorso secondari, eliminazione degli interventi non necessari e l’occupazione di tutti gli spazi disponibili per i letti di terapia intensiva, si cominciano a sentire affermazioni tipo:

ma perché devono portare da noi i positivi al virus? con tutti i posti che ci sono nel resto d’Italia…“;

come avverranno i trasferimenti, con le ambulanze o con treni piombati tipo il trasferimento degli ebrei nei campi di concentramento?” (notare il verbo: trasferimento);

ma come! sono già arrivati i lebbrosi? e non mi hanno avvertito? perché non mi hanno avvertito, che avrei sbarrato le finestre di casa, anche se abito a tre chilometri dall’ospedale?

E poi alla fine c’è sempre la resa dei conti: “va bene, se proprio dobbiamo ci prendiamo gli untori… ma quando sarà finito tutto questo casino si dovranno ricordare di noi!” come se quello avesse fatto chissà che cosa e cominciano a sciorinare tutte le richieste post-virus, in una specie di lista della spesa infinita: uno stadio nuovo, 52 chilometri di tangenziale, una stazione sciistica con 5 chilometri di piste, ecc.

Che gggente…

7 marzo 2020 Posted by | Guerra al terrore, Storie ordinarie | , | 3 commenti