Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

2020

Quest’anno compirò sessant’anni.

Ricordo quando mio padre, alla stessa età, se ne andò in pensione. A me, ventenne che studiava e lavorava come stagionale, sembrava un po’ anzianotto. Continuò ancora a lavorare per anni mio padre (era un esperto vignaiolo, specialità molto ricercata in una zona da viti come la nostra), ma quel traguardo (e la relativa pensione) mi sembrava un punto d’arrivo per me lontanissimo.

Fra poco invece ai sessanta ci arriverò anch’io (perlomeno lo spero).

I sessant’anni chiudono un decennio, quello dei cinquanta, che per me è stato – per usare un termine garbato – un decennio di merda.

Al suo inizio mi aspettavo tante cose: il decennio dei cinquanta doveva essere esplosivo, vivace, esuberante, promettente. L’ultimo decennio di sicura forma fisica e mentale.

Il decennio dei miei cinquanta è’ invece iniziato con un paio di passi falsi che ancora oggi non ho ben capito come io abbia potuto compierli. E’ poi proseguito con una diagnosi di cancro, due interventi chirurgici. le terapie conseguenti eccetera eccetera: niente male, cazzo.

Della serie: volevi un decennio movimentato? Eccoti accontentato!

E a seguito di queste disavventure mi accorgo di tutte quelle cose che avrei potuto fare e che non ho fatto (e che forse non avei fatto comunque, però per scelta, mica per impossibilità).

Vabbe’, come posso concludere l’anno (e il decennio)?

A me viene da dire con un sonoro vaffanculo, ma si accettano consigli alternativi.

Alphawezen – Speed of Light

20 gennaio 2020 Posted by | Un po' di me | | 23 commenti