Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Hammamet

Non potevo certamente perdermi questo film di Gianni Amelio.

Non potevo perderlo perché il mio ingresso nella politica è avvenuto negli anni del craxismo imperante.

Non potevo perderlo perché di quella stagione ho ricordi vividi.

Non potevo perderlo anche perché sono un po’ nostalgico di una stagione nella quale i politici erano politici nel vero senso della parola, non come le macchiette attuali.

L’interpretazione di Favino è eccezionale: non solo nella somiglianza fisica, ma anche nella gestualità, nel tono di voce, nei silenzi, negli sguardi.

A fronte di questa interpretazione, però, non c’è – secondo me – un film altrettanto all’altezza della situazione: a tratti l’ho trovato un po’ noioso. Se l’obiettivo era farci conoscere il Craxi degli ultimi mesi di vita, secondo me non è stato azzeccato compiutamente. Mi aspettavo di conoscere di più sui pensieri di un politico che aveva in mano un Paese e che si ritrovava costretto a fuggire all’estero per evitare la prigione.

Ma chi era Craxi? Uno statista costretto all’esilio da una congiura, oppure un manigoldo latitante?

Per la mia esperienza, era un politico che ha trasformato il suo partito in un’immensa macchina da raccolta di tangenti: ha organizzato e strutturato questa attività, trasformando il PSI in una macchina da guerra, sempre pronta a occupare lo Stato e a difendere le proprie posizioni.

E quelli che gli lanciarono le monetine furono gli stessi che votarono poi per Berlusconi, poi per i 5stelle e ora per la Lega.

 

11 gennaio 2020 Posted by | Film, Politica | , | 5 commenti