Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

La gravidanza

I miei controlli oncologici (follow up, come si dice in gergo) sono passati da sei a nove mesi.

Praticamente come una gravidanza.

30 gennaio 2020 Posted by | Salute | | 12 commenti

Figli

Un secondo figlio può fare sprofondare nei guai una coppia?

In teoria sì, ma una coppia che già ha un figlio dovrebbe anche sapere cosa significa moltiplicare per due (o per undici?) questa incombenza.

Comunque la bravura di Paola Cortellesi e di Valerio Mastandrea non bastano a far decollare il film (non ho contato gli sbadigli, e dire che non avevo nemmeno mangiato pesante…).

Qualche trovata fantasiosa e brillante (sempre provvidenziali gli inserimenti di Stefano Fresi) ma niente di più. Non mi sono riconosciuto in nessuna delle generazioni raccontate.

Se proprio non c’è niente di meglio da vedere…

25 gennaio 2020 Posted by | Film | | 7 commenti

Le elezioni in Emilia Romagna

Domenica si vota in Emilia Romagna.

Fino a ieri pomeriggio ero convinto che le liste di centro sinistra che appoggiano Bonaccini avrebbero vinto tranquillamente, anche con un’alta percentuale (intorno al 50%) o comunque che avrebbero conseguito una vittoria netta.

Non credevo al testa-a-testa dei sondaggi, anche se occorre tenere presente che alle regionali del 2014 il candidato della Lega prese quasi il 30% dei voti.

Questo, ripeto, lo credevo fino a ieri pomeriggio.

Poi ieri sera per sbaglio ho visto qualche spezzone di Piazzapulita su L7, dove era in collegamento Bonaccini.

Ed è da quel momento che mi è venuto qualche dubbio.

Perchè?

Semplice.

Ho sentito Bonaccini ripetere slogan.

Mi spiego meglio con due esempi.

Se tu mi dici che la sanità in Emilia Romagna è una delle migliori d’Italia, mi devi anche spiegare cos’hai fatto come Regione per raggiungere questo risultato, perché altrimenti il merito va tutto ai medici, infermieri, ecc.

Se tu mi dici che la percentuale di disoccupati in Emilia Romagna si è dimezzata negli ultimi anni, mi devi anche spiegare cos’hai fatto per raggiungere questo risultato, perché altrimenti il merito va tutto agli imprenditori.

Ora, io non ho dubbi che la Regione abbia attuato politiche che hanno consentito di raggiungere questi risultati, ma con la gente non possiamo fermarci agli slogan, perché su questi il suonatore di citofoni è molto più bravo di noi.

Noi dobbiamo spingere la gente a ragionare, anche sui nostri errori, anche se non è facile farlo nel breve spazio di qualche minuto. Ma ci dobbiamo provare e dobbiamo riuscirci.

Senza se e senza ma.

Punto.

24 gennaio 2020 Posted by | Politica | | 5 commenti

2020

Quest’anno compirò sessant’anni.

Ricordo quando mio padre, alla stessa età, se ne andò in pensione. A me, ventenne che studiava e lavorava come stagionale, sembrava un po’ anzianotto. Continuò ancora a lavorare per anni mio padre (era un esperto vignaiolo, specialità molto ricercata in una zona da viti come la nostra), ma quel traguardo (e la relativa pensione) mi sembrava un punto d’arrivo per me lontanissimo.

Fra poco invece ai sessanta ci arriverò anch’io (perlomeno lo spero).

I sessant’anni chiudono un decennio, quello dei cinquanta, che per me è stato – per usare un termine garbato – un decennio di merda.

Al suo inizio mi aspettavo tante cose: il decennio dei cinquanta doveva essere esplosivo, vivace, esuberante, promettente. L’ultimo decennio di sicura forma fisica e mentale.

Il decennio dei miei cinquanta è’ invece iniziato con un paio di passi falsi che ancora oggi non ho ben capito come io abbia potuto compierli. E’ poi proseguito con una diagnosi di cancro, due interventi chirurgici. le terapie conseguenti eccetera eccetera: niente male, cazzo.

Della serie: volevi un decennio movimentato? Eccoti accontentato!

E a seguito di queste disavventure mi accorgo di tutte quelle cose che avrei potuto fare e che non ho fatto (e che forse non avei fatto comunque, però per scelta, mica per impossibilità).

Vabbe’, come posso concludere l’anno (e il decennio)?

A me viene da dire con un sonoro vaffanculo, ma si accettano consigli alternativi.

Alphawezen – Speed of Light

20 gennaio 2020 Posted by | Un po' di me | | 23 commenti

Richard Jewell

Quella vecchia canaglia di Clint Eastwood ha colpito ancora una volta, con questo film.

Racconta la storia di un uomo ossessionato dalla legge, convinto di essere un poliziotto, un bonaccione che vive con la mamma ma un buon osservatore, che nel suo lavoro di sorvegliante scopre per primo uno zaino contenente una bomba durante un concerto nell’ambito degli eventi che precedettero le olimpiadi del 1996 negli USA.

Siamo negli anni novanta, non ci sono ancora i social network ma “i due poteri più potenti del mondo, il governo e i mass media” dapprima elevano Richard a eroe e poi gli si scagliano contro, come esecutore lui stesso dell’attentato.

Ma come si fa a difendersi da questi due poteri?

In un Paese in cui vi sono regole alle quali devono attenersi anche i pubblici poteri e i mass media e con l’aiuto di qualcuno che queste regole le conosce e le mastica tutti i giorni, la verità può venire fuori, anche se con difficoltà.

Da vedere.

18 gennaio 2020 Posted by | Film | | 4 commenti

Ma uno diverso dagli altri no?

Stasera quando sono tornato a casa ho aperto, come al solito, la cassetta delle lettere (che sarebbe meglio chiamare cassetta della pubblicità, che di lettere non ne scrive più nessuno. A proposito, qualche giorno fa sono entrato in una tabaccheria e ho chiesto due francobolli. La tabaccaia mi ha guardato come se gli avessi chiesto, che so, un’aragosta oppure un paio di mutande e – anche un po’ schifata – mi ha risposto: i francobolli si comprano in posta!).

Mo’ ho perso il filo…

Stavo dicendo che ho aperto la cassetta delle lettere e insieme a due o tre fascicoli di supermercati (perché i supermercati fanno dei veri e propri fascicoli pubblicitari, che per leggerli tutti uno si deve prendere mezza giornata di ferie), ci stavano tre depliant elettorali di tre diversi candidati alle elezioni regionali: uno della Lega, uno di Fratelli d’Italia e una del PD.

Un paio di cose mi hanno colpito (prima di buttarli tutti nel bidone della raccolta differenziata della carta): i pieghevoli erano tutti uguali, cioè dello stesso tipo, avevano tutti la stessa impostazione e soprattutto erano stati inseriti nella cassetta della posta tutti insieme, cioè probabilmente dalla stessa persona.

Beh, che devo dirvi: io questa cosa l’ho trovata un po’ squallida.

Candidati diversi che si rivolgono alla stessa tipografia o che comunque utilizzano lo stesso format, che si fanno fotografare nella stessa posa, che lanciano gli stessi slogan (stavolta vota per cambiare – stavolta vota una donna – stavolta vota di qua – stavolta vota di là) e che si servono della stessa ditta che distribuisce la pubblicità dei supermercati (che utilizza stranieri, forse pure pagati in nero).

Ecco: mo’ si può dire che sono tutti uguali!

Morire qui

15 gennaio 2020 Posted by | Politica | | 8 commenti

L’isola di Arturo

Esco proprio or ora dalla lettura di questo primo libro del 2020: eccezionale.

Elsa Morante scriveva in maniera magistrale e questa ne è una delle prove.

Raccontare la storia di un ragazzo (Arturo) che, immerso nella sua isola (Procida) attraversa l’adolescenza senza madre, morta durante il parto, con un padre assente e – diremmo oggi – anaffettivo, che a un certo punto porta a casa una nuova moglie di solo un paio d’anni più vecchia di lui e alla fine porta in casa anche… (ma questo non posso anticiparlo) per 400 pagine non è facile.

La storia mi ricorda un po’ quella de “L’estate incantata” di Ray Bradbury: il racconto di una trasformazione, al termine della quale né il protagonista, né gli altri personaggi sono identici a com’erano all’inizio.

Man mano che si procede nella storia il ritmo si fa più incalzante e Arturo potremmo dire che “soffre” di più, mutando i rapporti con le persone che gli stanno vicino: il padre prima di tutto e poi la matrigna.

Consigliato sicuramente.

13 gennaio 2020 Posted by | Libri | | 4 commenti

Hammamet

Non potevo certamente perdermi questo film di Gianni Amelio.

Non potevo perderlo perché il mio ingresso nella politica è avvenuto negli anni del craxismo imperante.

Non potevo perderlo perché di quella stagione ho ricordi vividi.

Non potevo perderlo anche perché sono un po’ nostalgico di una stagione nella quale i politici erano politici nel vero senso della parola, non come le macchiette attuali.

L’interpretazione di Favino è eccezionale: non solo nella somiglianza fisica, ma anche nella gestualità, nel tono di voce, nei silenzi, negli sguardi.

A fronte di questa interpretazione, però, non c’è – secondo me – un film altrettanto all’altezza della situazione: a tratti l’ho trovato un po’ noioso. Se l’obiettivo era farci conoscere il Craxi degli ultimi mesi di vita, secondo me non è stato azzeccato compiutamente. Mi aspettavo di conoscere di più sui pensieri di un politico che aveva in mano un Paese e che si ritrovava costretto a fuggire all’estero per evitare la prigione.

Ma chi era Craxi? Uno statista costretto all’esilio da una congiura, oppure un manigoldo latitante?

Per la mia esperienza, era un politico che ha trasformato il suo partito in un’immensa macchina da raccolta di tangenti: ha organizzato e strutturato questa attività, trasformando il PSI in una macchina da guerra, sempre pronta a occupare lo Stato e a difendere le proprie posizioni.

E quelli che gli lanciarono le monetine furono gli stessi che votarono poi per Berlusconi, poi per i 5stelle e ora per la Lega.

 

11 gennaio 2020 Posted by | Film, Politica | , | 5 commenti