Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Camminare. Un gesto sovversivo

Sembrava un libretto qualsiasi, uno dei tanti allegati al giornale che compri più per abitudine che altro.

Erling Kagge non sapevo nemmeno chi fosse, questo camminatore che si è diretto fino al Polo Sud.

Il libro l’ho comprato perché da qualche mese anch’io ho iniziato a camminare, dopo aver parcheggiato la bicicletta in garage all’inizio della stagione fredda.

Dapprima pensavo che si trattasse soltanto di un espediente per buttare giù qualche chilo, ma mano a mano che sgambettavo mi accorgevo che camminare assomiglia ad andare in bicicletta: ci si lascia dietro lo stress, le arrabbiature, si può pensare con maggiore tranquillità, oppure non pensare affatto.

Soltanto che tutto avviene con maggiore lentezza.

E così nel fine settimana e negli altri giorni liberi dal lavoro mi metto “le gambe in spalla” per un paio d’ore, in mezzo alla campagna.

Siamo esploratori, noi uomini.

E’ stata la capacità di camminare, di mettere un piede davanti all’altro, che ci ha creati, altrimenti ci muoveremmo su quattro zampe, come gli altri animali.

Camminare è un insieme di movimento, umiltà, equilibrio, curiosità, odori, suoni, luci e – quando si va avanti a lungo – anche di nostalgia“.

Camminare aiuta anche a riflettere sulla propria vita, sul tempo andato, sul presente e sul futuro. Sulle cose passate (e anche in qualche caso perse), sulle cose presenti (mai abbastanza valorizzate) e su quelle future (da conquistare).

Tra andare in bicicletta e camminare cosa mi manca?

Ovvio: correre.

29 dicembre 2019 Posted by | Un po' di me | | 12 commenti