Aquila Non Vedente

Aquila e tutta la sua famiglia (compreso Bibùlo)

Un po’ di me

Non c’è dubbio che dopo la terapia psicologica seguita negli ultimi due anni, la mia “tenuta” nei confronti della mia malattia sia migliorata.

Sono più tranquillo, ho meno ricordi “disturbanti” (anzi, direi che sono praticamente spariti) e anche il mio rapporto con il mio passato è diverso da prima.

Già, perché prima avevo un rapporto quasi morboso con il mio passato, e soprattutto con il periodo più bello della mia adolescenza, quello dagli undici ai quindici anni circa.

Abitavo in una palazzina in centro paese, una di quelle zone che – quasi magicamente – hanno mantenuto tratti caratteristici del passato: case vecchie, orti, qualche campo salvatosi quasi magicamente dalle lottizzazioni edilizie, un ruscello, insomma quasi un angolo di campagna.

Quella palazzina esiste ancora, e ogni tanto prendevo la strada che la costeggia e quando arrivavo alla sua altezza mi fermavo a osservarla e mi prendeva il rimpianto di quei tempi andati.

Qualche giorno fa, avviandomi per una delle mie camminate (dieci chilometri a volta, mica ciufoli eh!), ho fatto lo stesso percorso e a un certo punto mi sono accorto di avere superato la casa della mia adolescenza senza accorgermene.

La cosa mi ha stupito non poco e allora il giorno dopo ho rifatto lo stesso percorso e… per la seconda volta ho superato quella casa senza degnarla di uno sguardo!

Eh sì… ho pensato, sta a vedere che sono proprio guarito!

E allora il giorno successivo ho imboccato ancora la solita strada, ma stavolta mi sono sforzato di volgere lo sguardo verso quella casa: soltanto allora mi sono reso conto che la stavo osservando in modo diverso. Non c’erano più rimpianti in me, non vedevo più i fantasmi dei miei genitori, dei miei parenti, dei miei amici. Vedevo solo una normalissima casa che suscitava in me teneri ricordi di una vita vissuta come ho voluto e come ho potuto.

E’ la mia vita, sono i miei ricordi. Qualsiasi cosa mi accada, li porterò sempre con me. Non ho voglia di condividerli, perché nessuno capirebbe, e di certo si annoierebbe.

Va bene così.

P.S.: sì, finito il periodo biciclettaro ho iniziato a camminare. Due ore/due ore e mezza di camminata. All’inizio i muscoli delle gambe facevano male, adesso mi sono quasi abituato. Camminare da’ il tempo di pensare e riflettere.

18 ottobre 2019 Posted by | Salute, Un po' di me | , | 20 commenti